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sabato 5 luglio 2008

Ar mare?

David Sedaris e Madonna, stanno provvedendo alla loro tintarella in questo momento a Patmos.
Significo la mia puzza: quando sono andato per la prima volta a Patmos non esisteva il porto; questo oltre a dare finalmente un senso al Cenozoico, riporta alla prima notizia. E' ufficiale che al mare non ci si deve mettere piede perché il mischione culturalsociale che trovi nei posti di mare è agghiacciante e davvero troppo democratico. Me li vedo gli stronzettini ricchetti quasi sempre architetti di Roma e Milano che con il loro romanzetto Adelphi con copertina color scureggia stanca (che se li pedini, beccherai eventually che lo leggono capovolto) locano case a Patmos nella speranza che Miuccia li inviti ad una cena, e scoprendo la Ciccone sull'isola e pur adorando, sono costretti ad alzare un sopracciglio di disapprovazione.
Alla fine degli anni '80 a casa di amici conobbi un uomo di cui oggi mi sfugge il nome, uno che grazie alla sua avvenenza fisica negli anni '60 fece strage di culi e di cuori; mi chiese cosa avrei fatto quell'estate e io gli risposi: "Vado al mare". Lui allora mi disse così:
"Ar Mare?
'na vorta ce se annava ar mare!... Ar mare ce annavano i Ricchi... e i Belli... che ce li portavano i Ricchi... Ar mare: mo' non ce se po' più annà ar mare".

martedì 1 luglio 2008

La strategia della Sciacalla

Insomma se io fossi donna e avessi appena persa la corsa per la casa bianca e volessi, per tigna o rabbia, non perdermi un'ultima occasione per diventare presidentessa, non farei altro che: fare delle riverenze al candidato di colore, aspettare che il candidato di colore mi indichi come suo vicepresidente in caso di vittoria, aspettare che il candidato di colore diventi presidente a tutti gli effetti, lasciarlo enunciare un toccante discorso d'insediamento, aspettare che qualche matta, o qualche gruppo razzista, o anche volendo qualcuno pagato da me, uccida il presidente di colore; ecco qui: presidentessa. Ah, io comunque avrei preferito la Clinton da subito.
Nella vita ci vuole Tenuta.


lunedì 30 giugno 2008

Toh, Giusy prima negli album

Giusyprima

la variabile Morvillo

C'è voluta quella principessina coburga della Tulliani per farmi notare che Novella 2000 è cambiato migliorando in maniera evidente. Essendo un giornale essenzialmente di serve che parla a serve di cose da serve, assolve il suo compito in questa sua nuova veste in maniera ineccepibile. La svolta vera sono le didascalie: finalmente sono il naturale complemento delle figure, sono un condensato del personaggio, ti ricordano le fondamentali gesta del suo passato, ti informano per esempio di quanto ha dichiarato al fisco, in un Bignami di facts utilissimo alla serva che legge. E' il settimanale italiano più pop mai letto finora.

domenica 22 giugno 2008

Lakis Linidor

Dovendo consegnare un premio ad una manifestazione musicale locale, l'eccentrica buticcara greca viene intervistata:

("E' vero, sono un po' in ansia...ma... siccome non ho la carta igienica adatta che porto dall'estero, per quando devo andare in bagno, non andrò neanche in bagno e ho paura di farmela addosso")

sabato 21 giugno 2008

Festa di compleanno per la cara amica P

Molto bene.

Pinab

venerdì 20 giugno 2008

Sms a una coppia di fidanzati neo ingegneri partiti in Danimarca per contatti professionali

AldoSms 19.06.08 15:45

Ciao, darling, ho cercato di chiamarvi senza successo. Sempre a Roma, l'odiosa lercia discarica umana, ora anche infuocata dall'afa che ne esalta la puzza di piscia e perbenismo andato a male, vivo soffocato da un'italietta preda di una morsa prefascista e populista, con la mafia che si è impossessata delle massime cariche dello stato e non fa niente per nasconderlo, stato tempestato da vergognose leggi berlusconiane ad hoc che scivolano giù come olio di ricino... Non ce la faccio più nemmeno a respirare quest'aria terronico-leghista, cafona, delinquenziale, razzista, papalina, civilmente ed europeamente analfabeta; tale è la rabbia politica che né dormo né vado di corpo, e nell' essere portatore forzato di merda vecchia mi sento infine italiano anch'io. Non tornate qui, a costo di mantenervi io fino a che non vi siete sistemati, l' Italia è un non luogo a misura di morti viventi, una persona viva qui ha la fine segnata dal vampiro in agguato di sua spettanza. Se appena potete, non sprecate la vita come me dovendovi confrontare chissà ancora per quanti giorni con il sorriso di Schifani e di Ghedini! E baci. A.

Today's Song (le stelle che non s'accostano)

A prescindere dalla voce di Antony, che è bella ma spesso stomaca, "Blind" mi piace da pazzi, fa ballare me notoria statua di sale. (da ascoltare premendo pulsante verde sulla barra di sinistra)

As a child, I knew
That the stars could only get brighter
And we would get closer
Get closer
As a child, I knew
That the stars could only get brighter
That we would get closer
Get closer
Leaving this darkness
Behind
Now that I'm older
The stars should lie upon my face
When I find myself alone
Find myself alone
Now that I'm older
The stars should lie upon my face
And when I find myself alone
I feel like I
I am blind
Feel it
Feel it
Feel it
Feel it
Like I am blind
I am blind
I wish the stars could shine now
For they are closer
They are near
But they will not present my present
They will not present my present
I wish the light could shine now
For it is closer
It is near
But it will not present my present
It makes my past and future painfully clear
To hear you now
To see you now
I can look outside myself
And I must examine my breath and look inside
To see you now
To hear you now
I can look outside myself
And I must examine my breath and look inside
Because I feel blind
Because I feel blind
I feel it
I feel it
I feel it
Like I
Like I'm blind
The movie will
Mmmm, and feel it
Oooooh, I feel it
Feel it

mercoledì 18 giugno 2008

Apri le coscie, accio ch'io vegga bene

Segnalazione spiritosa di Beton circa i buffi titoli del nuovo cd di Michael Nyman. Secondo Buccio è Boccaccio, secondo me chissenefrega, sono molto moderni.

Nyman

sabato 14 giugno 2008

Se i froci partorissero, Patrasso sarebbe la Cina

Anche se lo sembra, non è Erodoto, ma una battuta sentita in un serial alla televisione a corroborare il luogo comune degli ateniesi che pensano che a Patrasso ci sia una fracca di ricchioni ;)
Sono ad Atene da giovedì e devo dire sempre meglio: ha una parvenza di pulizia mai notata prima di adesso e poi
1) Per la strada ci sono ancora i cani randagi, che è molto dopoguerra, mi piace moltissimo.
2) La notte ateniese è la migliore notte europea: ci sono mille cose da fare, tutti escono ed è esclusiva dei locali. In Italia non c'è questa scelta, in Spagna sono i turisti a fare la notte, qui i turisti non ci sono, nel senso che gli europei non pensano, perora, a farsi dei weekend ad Atene.
3) Stato in un bar di lesbiche con la mia amica C. Molto accogliente, molto divertente, al contrario del ghetto italiano, qui è tutto un mischione tranquillo e piacevole.
4) Mangiato il miglior nigiri di uni della mia vita, neanche a Tokyo così. Da cui, bisogna sempre scegliere il pesce che in quel dato posto sai che è buono e quindi i ricci erano eccezionali e hanno inciso di memoria involontaria sulla mia infanzia.
5) Nel 2010 non si potrà più fumare nei locali pubblici. Qui è vista come una tragedia epocale e hanno già iniziato a mandare in onda degli spot abbastanza divertenti dove c'è uno che si lamenta moltissimo di non poter fumare nei posti di bouzoukia.
6) Dormo in full luxury in una casa di fronte al Licabetto, quindi tutto giusto.

giovedì 12 giugno 2008

Today's Song (i millenni sono decimali)

Un classico: non credo esista una canzone così melanconicamente sublime. (per ascoltare pulsante verde nella barra di sinista)

No, no pretendas tener la razon
no me vengas pidiendo perdon
no me digas que ha sido un error
que lo sientes
En fin de que sirve un futuro ideal
construido en terreno ilegal
o un pasado que me hace dudar
del presente
Y yo me defiendo atacandote así
retorciendo palabras de amor
intentando que quieran decir
lo que yo no me atrevo
Y yo me sorprendo diciendo que si
retorciendo palabras de amor
intentando que hagan por mi
lo que yo ya no puedo
No no te inventes un nuevo color
transparente como una traición
camuflaje para una ilusion
de mi mente
Por fin los milenios son un decimal
un trocito de tiempo fugaz
algo efimero y bien poco mas
sin ningun valor
Y yo me defiendo atacandote así
retorciendo palabras de amor
intentando que quieran decir
lo que yo no me atrevo
Y yo me sorprendo diciendo que si
retorciendo palabras de amor
intentando que hagan por mi
lo que yo ya no puedo
Los milenios son un decimal
una suma de cifras
de tiempo sin mas
voces nuevas, presentes, futuras, pasadas
que van retorciendo palabras de amor
construyendo edificios que no duraran
un diseño de algo fugaz
arquitecto de frases que me hacen dudar
y que intentan decirme
que no se lo que quiero
Y yo me defiendo atacandote así
retorciendo palabras de amor
intentando que quieran decir
lo que yo no me atrevo
Y yo me sorprendo diciendo que si
retorciendo palabras de amor
intentando que hagan por mi
lo que yo ya no puedo

martedì 10 giugno 2008

BBS (Big Brescia Swindle)

Volo
Io sono pazzo di Brescia e dei bresciani in genere; mi sono proprio simpatici perché sanno essere amabili in quella maniera un po' rozza ma onesta, sono pragmatici e al tempo stesso molto ingenui, sono diffidenti e in genere molto meno sboroni dei loro cugini meneghini. Bene, in tutto ciò però esiste Fabio Volo che di professione fa il fanciullino paraculo. Ne hanno già parlato in molti di questo, ma forse vale la pena ribadirlo partendo su Mtv l'ennesimo viaggio a scrocco dove lui, che ormai è diventato da fanciullino a bambino vecchio alla Capote, ci delizierà col suo repertorietto di pensieri fragilissimi e uguali a se stessi da quando calca le scene televisive. Il Jovanotti della tivvù, Volo basa la sua carriera e il suo conto in banca su di uno strombazzato outing di banalità di facile presa sui suoi fan: lui essenzialmente li truffa spiegando loro cosa pensano, mette insieme il menu dei loro luoghi comuni, lo ottimizza e lo enuncia e così scarcerandolo li fa sentire (i suoi fan) sagaci e appartenenti a questo mondo che rutila. Molti ci cascano e Volo, che basa la sua carriera su di una immarcescibile stasi neuronale, continua a prodursi in programmi, libri e film. Senza cattiveria lo dico, penso che davvero abbia sfranto il cazzo.

lunedì 9 giugno 2008

Tackylist

Bene stamattina mi sono svegliato con piglio trendsetter, e che non mi rompa la minchia nessuno.
Quindi ecco la toplist di cosa/chi è burino al momento, secondo naturalmente il famoso buon umore che mi contraddistingue appena sveglio (come a x factor, non è in ordine d'importanza)

1) avere una famiglia unita e che si vuole bene
2) mangiare sugli aerei
3) mangiare in un ristorante con più di 2 amici
4) mangiare in genere
5) andare alle vernici
6) andare al cinema (andare al cinema e vedere film italiani di questa nuova finta riscossa è ancora più burino)
7) leggere vanity fair
8) andare agli aperitivi (ma questo già si sapeva)
9) namedroppare vips (mentre namedroppare sconosciuti è elegantissimo)
10) jovanotti
11) le borromeo
12) lapo elkann
13) alain elkann
14) jovanotti
15) volare air one (elegantissimo è invece indulgere nell'imputridimento alitalia, un po' come vivere "Morte a Venezia")
16) lamentarsi della destra non avendola votata
17) carla bruni, chettelodicoaffà
18) madonna, cheppalle
19) roma
20) napoli
21) lo strapotere delle lesbiche nelle questioni dei froci a roma, le uniche lelle nel cosmo ad essere degli uomini stupidi
22) lamentarsi dell'italia in genere
23) lamentarsi del caldo, del freddo, della pioggia
24) lamentarsi
25) parlare in palestra
26) andare in america, che il dollaro è debole
27) andare a ballare
28) avere un account myspace
29) imparare lo spagnolo
30) andare a ibiza
31) avere un account facebook
32) avere un blog
33) dire che il bellota è più buono del parma
34) il calcio e i calciatori
35) la fica
36) il cazzo
37) l'arte contemporanea cinese
38) benedetto sedici


Vaddasé che riconoscersi in più di 3 punti o apprezzarli vuole dire essere burini hopeless.


domenica 8 giugno 2008

La cosa più spiritosa degli ultimi 4 mesi

Non è mia, ma un mio amico sagacissimo trova che le Sorelle Borromeo e le Sorelle Lecciso siano per tigna, identiche.

sabato 7 giugno 2008

Los Miami!

Per essere andato a provare a porte chiuse lo chef del "Monvinic", nuovo ristorante disegnato da Alfonsito che verrà inaugurato a luglio mi sono perso l'evento mediatico spagnolo della stagione.
Dunque. Sono state fatte delle intercettazioni fra la polifacètica Ana Obregon e un brutto ceffo. Pare che lei avesse a disposizione diverse squadre di picchiatori che all'uopo agivano contro i giornalisti che parlavano male di lei. Insomma, chi parlava male veniva prontamente o picchiato o minacciato o distrutta l'automobile. Pare che volesse far picchiare Jaime Cantizano, presentatore di "Donde estas corazon" per aver mostrato fotografie di suo figlio Alex, avuto con Dado Lequio e quindi fratellastro del figlio di Antonia Dell'Atte, mentre faceva vedere il culo durante un concerto. In una delle intercettazioni lei dice: "Guarda che non voglio che mandi della gente qualsiasi eh!, devi mandargli "LOS MIAMI". Eccezionale, eccezionale. Per l'occasione ieri sera a "Donde estas corazon" veniva consumata la pace fra la punta dei suoi giornalisti Maria Patino e Antonia Dell'Atte (erano litigate perché la giornalista aveva parlato male del figlio di Antonia in televisione e Antonia che non le manda a dire e manco a menare, incontrandola giorni dopo in un ristorante, aveva aspettato che Maria si recasse nella toilette per signore, l'ha seguita e contestualmente pistata di botte) per sferrare insieme un attacco contro la Obregon. Cazzo se qualcuno (ANGELINO DOVE SEI????) l'ha visto che racconti!


martedì 3 giugno 2008

(You used to be on vinyl discs. You used to be big!) I am Big, it's the music that got small

Più che di un comeback, parlerei di una conferma... ;)

lunedì 2 giugno 2008

Fra Icone

Icone2

domenica 1 giugno 2008

Introducing LaPuzzolenza 14: My sweetest choice

Di gradevolissimo ascolto e alta qualità audio questo podcast. Playlist melassata da Kate Havnevick a Gerard Lesne, a Giuni e Giusy, K.D e Joni, Stina e Duffy, Cluster etc etc. Per ascoltarlo e poi scaricarlo sul vostro Ipod si prema QUI.

Risposte stronze del sabato sera

1) Arriva un sms all'1a di notte da Costantino che è a Barcellona e che non leggo subito (avevo altro da fare):
"E vero che vivi in un ristorante che si chiama Botafumeiro?"
non gli rispondo.
Torno a casa e arriva un'email sempre da Costa:
"La Viero dice che tu adori un ristorante che si chiama Botafumeiro, e mi ci ha portato stasera. Era un posto orrendo che è costato 100 euro a testa e le aragoste non erano manco marine. Stiamo tutti malissimo. C'erano dei mapuche con le chitarre che suonavano "volare" ai tavoli delle serve che compivano gli anni. Ora tu sei una cagna che non ha risposto al mio messaggino al telefono, ma mi puoi dire per favore la verità su sto Botafuemerio?"
rispondo:
"siccome oltre a me ci va il re quando è a barcellona oltre che a qualunque mito sulla terra, si vede che hanno visto la viero e vi hanno preso per straniere... Comunque al botafumeiro si mangia alla "barra" e cioè al bancone che è più chic e si mangia da dio... la prossima volta che coincidiamo lì, ti ci porto io e ordino io, che quella essendo una struzza che ingoia e non mangia, di cibo non ci capisce una mazza... baci p.."
2) Prima, verso mezzanotte raggiungo Diego al "Mono", bar buffo di Milano dove c'è un mistone di ricchioni, punkabbestia, alternativi, donne (bruttine a dire il vero), anche delle pseudo palestrate pronte per il Billy, insomma fa abbastanza ridere. Scorgo addirittura tra la folla Bianconi, e constato la sua repellenza fisica (un po' quando il camp straborda totalmente verso il brutto tout court), una bruttezza cosmica a livelli di meglio tutta la vita una pippa/ditalino piuttosto, ma percepisco da lontano che lo sa anche lui, e quindi mi spiego il perché di riportare questa punizione divina ogni tanto su di una rima riuscita. Ma non è questo il punto. Diego sta parlando con uno un po' wannabe modello di h&m serie z che ad un certo punto dice di avere 22 anni. Io dico che non sembra. Lui stizzito capisce che intendevo dargli un 26. Lui prontamente dice che gli danno continuamente 16 anni basta che si faccia bene la barba. Vede in me dello sconcerto. Io dico:
"Certo, mi fa un po' impressione, ho più del doppio della tua età"
Lui credo voglia punirmi pensando scioccamente di umiliarmi chiedendomi l'età esatta e quindi dice:
"Beh... io 22, tu più del doppio, che differenza c'è?"
io rispondo:
"Tanti soldi".

sabato 31 maggio 2008

Paella para dos y Monjas perras

Sms 31.05.08 17:27

Benidorm e poi Alicante 30.5.08 Solita bega, non mi fanno la paella perché la paella è da due in su, protesto, dico che è una regola incivile, che l'individuo è la cellula della società, non la famiglia, ormai istituto precario, interinale, e che si nasce da soli, non in coppia, e che chi come me riesce a restare da solo, a produrre quattro volte di più di quello che consuma, a garantire un gettito fiscale abnorme rispetto a quanto gli torna indietro in scuola, sanità, giustizia, sicurezza e pensione avrebbe diritto a una paella per una persona, anzi, a mezza porzione di una paella per una persona se gli va - ma nel fervore giacobino uso "ciudadano", cittadino. Ascoltano pazienti clienti camerieri un cuoco una negra di fatica: niente da fare. Esco soddisfatto di me, oltretutto lo spagnolo non lo so, certo sgranavano gli occhi, e piove; una colossale grandinata ieri ha distrutto tutte le ciliege della regione mettendo sul lastrico quattromila famiglie. Non è certo tempo di mettere ciliegine sulle torte, quindi vado al Pikant club, il film è appena iniziato, mi son perso il titolo, saletta profumata di menta piperita e deserta, quattro omaccioni a pistole spianate scavalcano il muro di un convento di clausura, fuggi fuggi di suore che, una dopo l'altra, vengono beccate e sottoposte a una serie di sevizie sessuali da leccarsi i baffi; la più tradizionale delle religiose, una volta ribaltatole il saio sulla testa, rivela una catenella alla caviglia, la trasgressiva con moderazione un amorino tatuato su una natica, la più trendy un percing nel clitoride, è un film parlatissimo, "Ostia, nena, que cogno!" - sarebbe una enne con tilde, ad averla - e "Disfruta, disfruta!" le battute più ricorrenti, mentre le suore, non appena gli si libera la bocca, si limitano a dei "No, no, no!" molto convinti, credibili; viene voglia di prendere i voti con lode, non fosse che non appena i violentatori vengono, vengono strangolati da un frate cappuccino geloso; non vedevo l'ora che finisse per rivederlo dall'inizio col titolo, però non ce l'ho fatta, la pioggia già mi mancava, e poi un po' di fame, sono uscito dandoglielo io, "Suore non più senza". Se arriva lì, non perdetevelo. A.B.

venerdì 30 maggio 2008

ah ecco, sì, infatti

Chart3

X chart

Questa classifica è inquietantemente eccezionale, senza contare che "Non ti scordar mai di me", non è ancora uscita.. (anzi è disponibile da adesso)
Itunesx

martedì 27 maggio 2008

Shanghai quattro (Io, Alfonso, uno Steward, una Checca d'hong-kong e una Tassista lesbica)

Shanghai 14.07.2007
...Che fossimo in questa formazione faceva presagire tutto di buono; prima: eravamo all'eddys-bar, con il proprietario Eddy che continuava a portare dei beveraggi ad Alfonsito ed ogni volta gli dava una pacca con rincorsa sul culo, cosa che ad Alfonsito non piace affatto e faceva delle facce che facevano ridere. Ieri avevamo conosciuto nello stesso posto Stefano, steward dell'alitalia molto simpatico de roma e anche e soprattutto Michael: molto appariscente frocina di Hong-Kong, curatrice di una galleria d'arte famosa con svariate sedi in tutta Cina; molto ubriaca sempre, molto magra, stasera era vestita: pantalone a sigaretta nero, ballerine nere, camicia d'Hermes (da donna va da sé), cinta di metallo dorato a maglie di Chanel, spolverino di lattice arancione; simpatico, schiodato totalmente, ed anche molto innamorato di me (non sto tootando my own horn, v'assicuro che non c'è proprio nulla da andare fiero of) continuava ad offrirmi birre e nella prima parte della serata era compulsivo con la domanda "I know i'm not your type, but tell me the truth do I look so ugly?"; poi c'è stata la fase "I don't know why i'm so popular in Paris and London, in Paris they just love me, but here in Shanghai it is so different"; io le dico che forse dovrebbe essere meno flamboyant; lui chiaramente non aspetta mai nessuna risposta. Bene, si decide di andare a questa discoteca che si chiama "Deep", tutti insieme. Fuori del bar squilla il telefono a Michael che non intende salire sul taxi guidato da questa lesbica shanghaina perché il tenore della telefonata si capisce che è pesante perché alla checchina le esce una voce da baritono, insomma litiga... Noi tergiversiamo con la Lella che si vede che ha tenuta e ci dice con lo sguardo che aspetta. Noi stiamo anche un otto minuti ad aspettare Michael che litiga agitandosi come una matta per la strada mentre all'unisono si rivolta in un'improvvisata catwalk lo spolverino che è doubleface e diventa nero, in tono con il tenore della telefonata. Si sale sul taxi, in tre dietro ad aspettare con la tassista lesbica imperterrita. Michael si decide finalmente a salire mentre sta ancora litigando e in due minuti di percorso la telefonata si fa seria sul serio, con lui che si mette a piangere copiosamente. Noi dietro ci azzittiamo da che la prendevamo per il culo. La lesbica è magistrale, e in sequenza: lo guarda compassionevole mentre lui piange e urla e dice chissacosa al telefono, gli fa patpat sulla spalla, prende un fazzoletto per asciugargli le lacrime, lui tira fuori una sigaretta, lei come Amedeo Nazzari (anzi no, Rossano Brazzi) gliela accende immediatamente, lui parla ancora un po' e poi attacca. Pare che la sua Boss gli abbia intimato che fra 2 giorni deve andare per 2 giorni a Rio de Janeiro per una mostra e poi a Londra e lui non ne può più perché non ha una personal life. Risquilla il telefono, ma questa volta è più calmo. Arriviamo al posto, noi ringraziamo moltissimo la tassista che ci lancia uno sguardo malinconico straziante che gli volevi un bene dell'anima. Percorriamo un giardinetto alberato buio con dei cinesi per terra che si fanno del pedicure (al buio!, per terra!) con Michael che parlando sempre al telefono cammina davanti a tre passi da noi, che siamo in piena formazione bodyguard/marchette della checca, strusciando lo spolverino e oltrepassando l'entrata facendo cenno senza voltarsi indietro alla bigliettaia di farci passare gratis, sentendoci ormai definitivamente le sue bodyguard/marchette. La disco è abbastanza grande con un bar circolare più i cessi al piano terra e la dancefloor al primo piano; i cinesi ballano i balli alla moda in maniera abbastanza buffa e vestiti che non m'addentro, scampoli di americane obese sudaticce ubriache che flirtano con cinesini di shanghai, addirittura una vecchia crucca con benda da pirata; alfonsito balla balla balla da capogiro e s'inventa un passo che fa così. Mi intrattengo a tratti con Michael perché vuole continuare a farmi bere; ogni tanto mi si avvicina e mi dice trasfigurandosi alla Gong Li "Don't talk to me, i'm a very dangerous person", io non ne ho dubbi. Mi presenta la proprietaria della disco, una cinese che penso ne abbia fatti fuori una duecentina, vestita di peste con una cosetta rossa di pessima fattura ma Michael tiene a dirmi che lei "as you can see, she's wearing only italian fashion". Passa un'africana orenda, Michael dice "This guy last week stole all my money, my wallet, my clothes, everything". Si passa alla fase "Just one personal question, you have a big cock, right?", ed io cattivo come un cinese gli proietto un "I'm half greek, so you just guess". Vengo salvato da Peter, shanghainese belloccio che m'invita a bere una birra da lui e quindi vedo un tipico appartamento di shanghai, al 26imo piano, non piccolo né brutto, ma dev'essere ricco. Torno in albergo alle 5, Alfonsito che è movidaro alle 11. Oggi andremo a visitare una delle gallerie di Michael. Non vedrò mai più la lesbica tassita buona.
(nel frattempo...:"A large and very powerful Pacific typhoon was bearing down Thursday on Okinawa and remote islands south of Kyushu, the Meteorological Agency said, warning against heavy rain in wide areas of southwestern Japan.The season's fourth typhoon, Man-yi, is expected to hit Okinawa on Friday and may approach western Japan on Saturday.)

No frills Busi

Sms 27.05.08 11:13

Alicante 25.5.08 h 18,16 nuvoloni sopra un quadrilatero di grattacieli smangiati dalla salsedine, nessuna presenza umana a perdita d'occhio, rumori di frese, di trapani, di gru, trattori cingolati, schianti e sgommate, sono sul terrazzo di una camera d'albergo al terzo piano, non so neppure dove è situato l'albergo, leggerò come se fossi ancora sull'aereo e ancora non sapessi di essere atterrato, schianterò dal sonno, voci di donne dal balcone accanto lodano una marca di paella surgelata, per il resto mi sembra che l'immenso alveare balneare sia abbandonato, ha preso a piovere, mi stupisce la mia abilità nel trovarmi le trappole di massa più sensazionali e scontate, è un azzardo prenotare via internet, però ti garantisce chicche di autodenigrazione che sconfinano nella ridarella; comunque, se c'è un cesso colazione compresa lo voglio beccare io, e ci riesco tuttora. H 23,30: sono stato in centro, a una decina di km dall'albergo-dormitorio, e sono rientrato in taxi, in due pub deserti ho bevuto due birre per dovere e m'è venuta acidità di stomaco, ora sto succhiando la terza pastiglia alla magnesia. Martedi 26: colazione smorta, cibarie con la brina della passata stagione, unico ospite in una piazza d'armi di tovaglie sbiancate dallo spavento di vedere uno usurparne una, fuori dai finestroni il cemento armato riflette il piombo dei nuvoloni, appena più chiaro della polvere da sparo ma per fortuna meno brillante. Toh, piove. Ma è pura DDR rediviva! Il divertimento c'è, devo solo stare attento a non strozzarmi. Besos, eh. A.

Viso Liceo Mani Museo

MariselaA me sta benissimo che attempandosi uno decida di non porre dei damaschi neri agli specchi e vivere di ricordi, ma ipotizzi di prendere se stesso e gli altri per il culo ricorrendo a degli escamotaggi chirurgici come correttivo di nullità e/o assenze interiori. Ma questi devono essere fatti benissimo. Quindi uno non mi può (notare il dativo d'affetto) dipanarmi un lifting facciale (freccia A) da bambinetta di Caracas e poi lasciare che le mani (freccia B) rimangano e rimandino all'era precolombiana. Un po' d'attenzione suvvia.

domenica 25 maggio 2008

Essere assolutamente Irresistibili :)

Giuro, GIURO, che non invento.
Messaggio arivatomi mezzora fa:

ciao bel figone come stai? Ho visto il tuo profilo e devo dire ke sei veramente sexy e molto eccitante direi proprio BONO!!! Volevo chiederti se puoi regalarmi un paio dei tuoi slip usati non importa ke siano di marca basta ke siano usati da te. Me li puoi spedire al mio indirizzo (bastano 2 euro o meno) Che ne dici? Scusa la rikiesta assurda ma... non so resisterti

Ora che sono diventato una consapevole icona fetish non vedo cosa possa desiderare altro dal cosmo.


Il Burlesque come supplizio

Dita
Dita Von Teese è come Bernadette; per imposta immarcescenza, come alla Soubiroux, le è stata colata della cera in tutto il corpo, solo che da viva invece che da morta. La differenza è che da viva non puoi diventare santa, da morta sì. Come la Soubiroux, suppongo che Von Teese sia nata nel 1844, solo che la Santa, più scaltra, ha preferito morire piuttosto che avere una vita così priva di sorprese, nella consapevolezza di esibirsi davanti ad un pubblico oltremodo gentile che mai e poi mai potrà avere nemmeno la parvenza e l'accenno di una benché minima erezione. Vedo duro il suo processo di beatificazione, senza contare che Bettie Page, incredibile a dirsi, è ancora viva.

venerdì 23 maggio 2008

Chatstruck

Dire che lascio aperte le chat soprattutto per messaggi come questi è dire la verita:

23.May. 02:23
ciao sono marco ti imteresserebbe forzarmi ad una sedia e costringermi a tagliare i capelli a tua insindacabile scelta come punizione per il mio ego smisurato.


(che poi non deve avere molto successo 'sto messaggio, perché fossanche ne avesse un mimimo, egli sarebbe già in condizione "Yovanka e le altre" o sbaglio?--- O è un astuto che non ha soldi per un carrè?... Devo ammettere che dismisurare ego a colpi di forbice è semanticamente multiplo ed interessante...mah.)


mercoledì 21 maggio 2008

Obiettivo centrato

Che oggi su Itunes l'album dei Cluster sia primo in classifica, prima del nuovo album di Madonna, di Ligabue di Pino Daniele, dei Coldplay, di Vasco Rossi e Jovanotti è assolutamente strepitoso e inorgoglisce particolarmente. Di X Factor ne parlerò volentieri dopo il 3 Giugno, ah se ne parlo...

Sms a una sposa madre fresca nonna

Sms 21.05.08 08:20

(Onanchiari 20.5.2008 h 6,6 sms a una sposa madre fresca nonna) L'esercizio al coraggio dell'intelligenza non ha niente a che vedere con la felicità, la convenienza sociale o il quieto vivere a due, anzi, di per sé è antifamilistico oltre che strenuamente individualistico, e non può essere che 'contro', senza riconoscimenti esterni né interno riposo 'sugli allori'. Io mi voglio intelligente fin dove mi sarà possibile e fino al respiro più ultimo e niente e nessuno potrà sedurmi per ridurmi a una sua proiezione esistenzial-parentale, tutto qui. Sacrificare la vita era il minimo degli omaggi, quindi il mio stato di privilegio psicopolitico non ammette lamentele da rimorso e rimpianto; rinunciando a quasi tutto e a tutti, ho avuto infinitamente di più io. La tua è una storia diversa e tale rimarrà, devi stare al passo con troppi umani e gli umani non sono tagliati per il coraggio dell'intelligenza ed è ancora tanto se non ti sei bruciata il cervello del tutto con i tira-e-molla e i ti-vedo-non-ti-vedo delle tue incombenze diuturne di parente oltretutto donna. Io credo di avere molto da perdere a farmi conoscere in quanto davvero umano, e poi ho messo tutto nella mia opera e per me non ho tenuto niente, sicché, mentre penso sia forse un peccato e di certo una perdita irreparabile non leggermi, non sono proprio adatto a farmi conoscere 'dal vivo', tanto che se sottraggo me persona non credo di aver sottratto niente a nessuno e sto anche meglio io. Mi dispiace così tanto essere letto dopo che mi si incontra che al solo pensiero faccio di tutto per imbattermi in meno gente possibile per non toglierle il gusto o per non farglielo venire. Io persona sono superfluo, con quel che di troppo e indigesto per me per primo, non ho merce di scambio palpabile se non, appunto, quella che fa più orrore, il coraggio dell'intelligenza. Se tuo marito ti accusa di essere diventata "l'ancella di Busi", digli che, se invece di avermi conosciuto l'altro ieri mi avessi letto 24 anni fa, oggi saresti solo l'ancella di te stessa e che a lui e ai vostri discendenti, quindi, è andata da Dio. Per il battesimo della vostra nipotina, niente da fare. Sai che non partecipo a riti iniziatici e pertanto neppure ai banchetti che ne conseguono, ne ho fin sopra i radi capelli di croci celtiche e croci cristiane e croci di Malta, spero prima di morire di veder spazzate via almeno quelle di sant'Andrea. Povera inerme innocente piccina ai primi vagiti e già affogata nella vaginite assoluta! Un battesimo religioso corrisponde a un funerale civile. E buon risveglio. Aldo

sabato 17 maggio 2008

La prevalenza dell'umano

Sms 16.05.08 18:33

Nizza 16.5.08 aeroporto, ma né arrivo né parto, con 3 ore di anticipo sul volo da Fiumicino aspetto una coppia di coniugi che poi porterò a Cannes in auto, dovrei trascorrere due giorni in una loro casetta sul mare, spero di resistere, di non litigare e non mettermi in viaggio in piena notte. E' deprimente l'antropocentrismo dell'essere umano: se vuoi appendere un'opera d'arte, è fatta da un umano, se vuoi parlare, devi farlo con un umano, se vuoi far sesso, lo devi fare con un umano - fosse pure te stesso -, se ti innamori, ti innamori di un umano ed è un umano che, casomai, ti ricambia o ti respinge, se lavori, lo fai con umani e per gli umani, se ricevi una lettera, l'ha scritta un umano, le strade, le spiagge, i tappeti rossi sono pieni di umani, e prova tu a raccontare la tua storia personale senza inserirci un solo umano, non ti resta niente, ma se ci riesci, be', questa sì che ne valeva la pena. Ma cosa trovano di tanto interessante e eccitante gli umani tra di loro da non riuscire ad avere altro centro d'interesse? Inventarsi un sistema intellettuale che non sia a propria immagine e somiglianza! Come mi piace far fruttare il tempo senza un solo umano a cui pensare e da cui farmi pensare! Ecco perché sono arrivato con tanto anticipo qui, buttare via il tempo qui o altrove è l'unico modo per stare bene, peccato adesso sciuparlo con il fine che mi ha portato qui. Manderò alla moglie un sms, appena atterrano lo legge: "L'insalata che mi hai chiesto per stasera non l'ho trovata e neppure l'ho cercata, pertanto non sono ad attendervi, c'è un servizio d'elicotteri qui fuori. Sono un umano esaurito a forza di umani, due ennesimi umani oggi non li reggo". Rimonto al parcheggio. A.B.

lunedì 12 maggio 2008

Ionesco vivant (attimi di litio in una professione rutinaria)

Perchè-quando-so'-andata-là-glihodetto:-Giòrg-me devi-fà-un-piacere-me-vojo-fà- 'na foto-nella-stanza-ovale-perché-è llà-che decidete-dove-state pe'-buttà-le-bombe-e già che ce sei-me dici-pure-(che losai)-me lo devi dì-chi-ha-ucciso-Kennedy...
Che-ci-andavo-in giro-pe' Rio de Janeiro- co'- 'a-Vespa-che-me-la-prestava-Airton Senna-che l'hanno-fatto fuori-che era gay-e allora-me chiama-Luca de Montezemolo-che c'avevo-avuto-'na storia-quann'ero-ragazzina-e me dice:-"quello stronzo-de-Airton Senna-vo'-aprì-'na-concessionaria-de Vespe-a Rio"-e io je dico:-"e te credo:-è primo in classifica-te credo-che vo'-aprì-la concessionaria".

Certe volte nell'avvicendarsi di giornate lavorative che si dividono tra problem solving, due risate, mezzo scazzo e voglia d'altrove, dei piccoli regali come questo ti scoppiano in mano. La Bertè è un po' come la mia amica Rallo. Parte temporalmente ai tre quarti di un aneddoto, scatenandoti una gara con te stesso per contestualizzare il racconto cercando di collocarlo nel tempo, nel luogo, negli attori, dimenticandoti per un attimo la tenerezza che ti provoca chi hai di fronte. Una raffica di dati di un backup malandatissimo e faticosissimo da decifrare. Da recuperare e tramandare.

venerdì 9 maggio 2008

Le sue prigioni

AldoSms 08.05.08 18:08

8.5.08 Onanchiari Arresti domiciliari di lusso (diritto di uscire a farmi la spesa). Posso tenere i muscoli della faccia allentati come gli va, nessuno che mi veda, così cinereo, sconsolato, nemmeno fossi quella tetra e dolorosa figlia di Rauti sposata Alemanno, un'eroina ammutolita dai troppi uomini sbagliati che idealmente l'hanno innalzata per sotterrarla di fatto da viva, qui a sguardo spento e ancora incredulo, sensibile solo ai miei iris color champagne e bianchi, alle creme al cioccolato e al caffè, e, sì, ai gerani Leopoldo di un rosso che verso sera tende sempre più al nero, e ormai la ferita più lieve comporta tempi di medicazione sempre più lunghi, settimane che sfociano nel secondo mese e in altri due per una guarigione almeno posticcia. Però non tutto è perduto, vita a parte. Con Alfano ministro alla Giustizia e Bondi alla Cultura ho voglia solo di essere colpevole per niente e di ritornare analfabeta per qualcosa, di portarmi avanti per stare al passo col Belpaese, ecco. Mi basterebbe anche un bacio di Giuda se fosse lingua in bocca.

giovedì 8 maggio 2008

Trova la Lella

Non vale: temo che non ci siano quattro donne ministro ma solo tre; la quarta infatti è molto più maschile (e più ottusa) del Senatùr...
(vaddasé non ha unghie)

Today's Song (ti svegli alle 3 per guardare quei film un po' porno)

A me la maniera piace. Anche a questi Il Genio (scoperti grazie a fabolous Fab) che conoscono bene sia Momus che Kahimi Karie (non a caso hanno fatto una cover di "Giapponese a Roma"). "Pop Porno" è deliziosa e la potete ascoltare (avendo la grazia di attendere il download) premendo il pulsante verde in alto a sinistra.

lunedì 5 maggio 2008

Calderodiade (taxes included)

Email 05 maggio 2008 9:52:29 GMT+02:00

4.5.2008 Onanchiari
Ingerenza? Eh no, la nomina di Calderoli quale ministro non ha più niente di “interno”, è affare internazionale ed è scontato che una qualche nazione, vedi la Libia, voglia metterci il naso per metterci il veto. Un interno implica un centro e un centro una circonferenza civile che lo sostenga, e con Calderoli non ne abbiamo alcuna, non solo in Europa ma nemmeno negli stessi elettori che hanno votato Lega Nord per disperazione nei confronti della Sinistra (papalina, clericale, sindacalcorporativista: una fotocopia ormai obsoleta della Destra più reazionaria e incanalata nelle sue corsie preferenziali e autoreferenziali a cul de sac; non costa proprio niente a D’Alema affermare che la formazione del governo è “questione interna”: lui che ci perde? fa il garantista dell’import-export politico ora?). Quando una nazione diventa debole, fragile, vulnerabile come l’Italia, diventa ricattabile e, se vuole riacquistare autonomia e credibilità internazionali, meglio deve scegliere i suoi rappresentanti politici e ripartire daccapo: nel frattempo, deve mordere il morso delle briglie altrui. Io non ho alcuna voglia con questo sgangherato tessuto civile, economico, politico, culturale, istituzionale di fronteggiare Gheddafi a causa di Calderoli, preferisco Calderoli fuori dal governo – lo vorrei fuori anche dal parlamento, insieme a un sacco e una sporta di gente impresentabile per le fesserie razziste e sessuofobiche e tribali tout court che esterna, ma per il momento non si può. L’orgoglio patriottico si deve avere quando esiste una patria largamente condivisa dai suoi abitanti coesi attorno a un’identità data per quanto in evoluzione, non una distesa di pozzangherine l’una isolata dall’altra tra di loro connesse da cassonetti rigurgitanti liquami di corruzione mafiosa (interna solo per rigurgiti e per poco: avete notato come camminano i cinesi, i russi, i serbi nelle nostre strade, anzi, come ne occupano lo spazio?); a me che a Malpensa ci sia l’Alitalia, compagnia di bandiera (strappatissima e logora), o l’Alipollo non importa niente, voglio voli sicuri e partenze in orario e la consegna dei bagagli in tempo decente e, oltre al biglietto, non sborsare altre tasse per tenere in vita un Pegaso (un ronzino) sciancato e rognoso: tutto questo stava per garantircelo l’Airfrance, e non si capisce in base a quale balordaggine sindacale e politica e imprenditoriale non si sia voluto combinare un vero affare, magari imparandoci pure qualcosa in fatto di mercato anticlientelare e antinepotistico per tempi migliori. Si è respinta l’offerta francese per spirito patrio? E di chi? dei lavoratori italiani ancora non in nero che sborsano di media seicento euro al mese in contributi e si ritrovano in pensione dopo quarant’anni con ottocento? O non piuttosto – lasciando stare imprenditori e politici e preti - dei notai, degli avvocati, dei dentisti, dei gioiellieri, degli artisti che oltre a evadere il fisco si ritrovano pensioni d’oro? Calderoli doveva pensarci prima, ha fatto “il bel gesto” del mostrare la maglietta antiislamica, doveva sapere che gli “eroi” e i “martiri” , per non dire altro, alla fine non sono credibili se non muoiono o se almeno non si fanno da parte, e ora deve portare le conseguenze: lui, non noi italiani. Oltre a tutti i problemi di sopravvivenza interna presenti e alle porte – cosa succederà dall’autunno in poi? e quante altre migliaia di libici sbarcheranno intanto a Lampedusa? -, ci manca pure di iniziare una nuova legislatura inimicandosi la Libia tanto per cominciare, con tutte le iatture economico-energetiche che ciò comporterebbe. Non dimentichiamo che la Libia, a differenza dell’Italia, quanto a Storia recente ha la memoria lunga (guerra 1921-1934, gli efferati stermini di Graziani ecc.) e una sete di vendetta mai estinta.
Non è calare le braghe accogliere la modestissima proposta di Gheddafi tramite suo figlio, sempre che si fermi lì, le braghe sono state calate da un bel po’: è per tenere su almeno le mutande.

Ps: già che ci sono, approvo in pieno la decisione di mettere i redditi 2005 dei contribuenti (e no) on-line, mi dispiace solo di non averci trovato il mio nome, e io che da sempre in qua mi davo tante di quelle arie quale contribuente modello! Dai, è irresistibile venire a sapere che il gioielliere con cinque vetrine nel centro del paese dichiara E 20.000 l’anno, e venire ovviamente a sapere il nome del suo commercialista, sulla bocca di tutti in piazza, e quindi tutti gli altri bei nomi da lui assistiti che, padroni di fatto del territorio e tutti di dichiarata fede cattolica e i primi a mettere su faccia contrita a messa cantata, dichiarano quanto un lavoratore dipendente non proprio alla frutta (di scarto da mercati generali) e poco più della ex badante di mia madre. L’ex ministro Visco, con il quale ho avuto una decina di anni fa un breve scambio di lettere in tema fisco e quindi evasione fiscale, è una persona competente, affidabile e volutamente troppo antidemagogico e impopolare per permettersi di essere disonesto, scrive lettere chiare e sustanziate, tecnica finanziaria e giuridica a parte, da un non indifferente sapere umanistico; come ho del resto dichiarato a suo tempo, è stato perché non c’era lui – e nemmeno io, per la verità - nelle liste del Pd che per la prima volta in vita mia non sono andato a votare; ecco, visto che si parla tanto di collaborazione interpartitica, la maggioranza non potrebbe sacrificare Calderoli e fregiarsi di Visco quale ministro, magari ancora delle Finanze? Esulteremmo noi onesti all’osso e, lo ammetta, esulterebbe anch’essa: ti conosco, mascherina! E poi, e questo valga anche per tutti gli altri papabili, che senso ha oggi nominare un ministro che, scusabile per il suo italiano traballante, non sappia alla perfezione almeno l’inglese?

Sbaglio o qualcuno sta ipotizzando che Aldo Grasso sia un coxxione?

Da "Il Foglio" di ieri:

Il fattore x
Tra demolizione e maledizione un posto speciale era per Morgan
Siamo andati a sentire, brillava

Con crudezza didascalica, un grande giornale ci ha edotto fin da marzo su come X Factor, il reality musicale di Rai 2, sia comico piuttosto che musicale: la Ventura faceva presentare Facchinetti, che non avrebbe saputo presentare; Mara Maionchi, discografica e simpatica, ricordava Vanna Marchi, il che non ci rassicurava. Tra demolizione e maledizione, un posto speciale era per Morgan, ex Blu Vertigo, e direttore artistico in pectore. "Però il più comico di tutti è Morgan (...) con il suo pizzetto sotto il naso, con le sue velleità artistiche e letterarie, con il suo maledettismo, con il suo francobattiatismo, con l'antologia di Spoon River sotto il braccio". Volevamo verificare il rapporto tra questo furore e la realtà effettuale, e da allora abbiamo guardato X Factor. Certo, non è un'Opera. E' la ripresa televisiva di un evento - la fervida passerella di musicisti in gara. E' televisione, e stavolta siamo associati alla ricerca di cantanti con il fattore X, cioè le qualità cromosomiche della star. Ma c'è poco da avere in sprezzo: con i giornalieri su Sky, la venatura reality del programma permette di entrare nella profondità della vicenda. Il che potrebbe non essere niente, se non fosse per la laboriosa selezione dei tremila provini e quindi il ricavo: il calibro degli interpreti. La tv illustra il lavoro corale, l'impatto con le canzoni, la paura degli artisti, l'apprendimento. C'è tutto. E' come guardare la traslazione canora dell'assunto eduardiano che gli esami non finiscono mai, e non appena si è cantato, tutto è da ricominciare. Poi vediamo la comunità dei cantanti, che nella vita hanno scelto di puntare sul pianto del mondo, la prima musa, la più antica: la poesia. Osserviamo gente che cerca delle cose che non sono qui e ora. Che ciò si chiami cantare, dipingere, recitare, è sempre così: che un uomo si chiami Salvator Dalì e vortichi da una performance all'altra; o Cormac McCarty in qualche canyon americano, ed esca fuori solo con romanzi, non davvero di persona. Però va detta una cosa: gli artisti della leggera, che nessuno sa dire quanto sia leggera, sono una razza a parte: i musicisti. Li vediamo vivere insieme e non gli serve troppo parlare. Una volta che hanno mangiato, dormito, fatto le prove, li ritroviamo a cantare insieme in una stanza e basta, sotto le telecamere, ma ci hanno fatto il callo. Sono seduti sul pavimento, come i boyscout sull'erba, e cantano. Ragazzi dai diciannove anni ai trenta, ma nessuna regola lo vieta, potrebbero essere anche ragazzi dai venti ai sessanta. Uno ha la sigaretta in bocca e accompagna alla chitarra, qualcuno ha la maglietta, la giacca a vento se è sera. Canta un ragazzo, poi canta una ragazza, e non ci è indifferente che siano così belle le voci. I ragazzi chiamano questo momento il focolare e hanno ragione. Si sente, è un fuoco acceso anche per noi. (...) L'altro giorno passa Giorgia (...) si mette per terra e parla - di solito parla poco. Dice: vi conosco bene, seguo la trasmissione, siete fantastici. (...) La cooperazione tra l'estetica e la realizzazione della forma non nasce dall'erudizione, ma dal lavoro. I gruppi individuati da Morgan, hanno qualità di proposta come raramente nella nostra musica leggera. E' così che la televisione arriva addirittura a esprimere un clima. Martedì sul palco c'era Giorgia, in precedenza aveva cantato: aspettava. Morgan, fin qui presente come direttore artistico, sale. Si mette al pianoforte. Va bene, dicono, facciamo The long and winding road. Pensiamo che è letteratura dei Beatles, e si può appena eseguire, non reinventare. Il pianoforte di Morgan è una vicenda di accenti, la voce di Giorgia una materia di struggimento. E bisogna dire, va detto, che è stato come vedere Ella Fitzgerald nel 1960 cantare Sunshine of your love. E ha cominciato a cantare Morgan, con il suo pizzetto, il più comico di tutti, e nello studio è entrata una voce che sembrava la caverna dove origina la musica. E non c'è stato altro che lasciarsi portare - che non è la stessa cosa di ascoltare. Poi, Morgan brillava.
Alessandro Schwed