martedì 30 giugno 2009

Il pacco dell'Arte e il pacco di Dio

(30.6.09 Madrid, in una sala d. museo Thyssen Bornemisza, mostra H. Matisse) 

In alcuni corti girati negli anni Cinquanta su e con Picasso (intento a dipingere o a fare autopromozione avendo l’aria di sottrarsene), Picasso non è da solo per meglio risaltare da protagonista assoluto, e l’adorazione incondizionata di chi gli fa da spalla (coppie dell’alta borghesia venute, secondo me, per comprare senza passare dal gallerista) gli permette di assumere tutti i fasti scientemente sottotono della modestia e della semplicità riducendo il suo apparire massmediatico a una tegola cadutagli in testa mentre passava di là. È come un papa: con quella posizione raggiunta “non per piacer mio ma per far piacere a Dio”, da quel balcone e con quelle comparse attorno in rosso porpora e a strisce michelangiolesche può rinunciare un momento a tutti gli ori e pietre preziose e a tutta la strategia carrieristica della sua apoteosi e, a pancia pienissima, faccia mesta e voce compassionevole, ricordare la fame nel mondo, lo sfruttamento dei più deboli, la crudeltà della guerra, proprio come se lui ne fosse una vittima come tante e non un artefice come pochi. Quando Picasso apre bocca, dice sull’arte, proprio come un papa sulle ingiustizie umane e quindi su Dio, delle tali sciocchezze trite e ritrite proprio perché presuppone che l’arte, come Dio, esista in sé e non sia invece tutto ciò che di inartistico (e, riguardo a Dio in sé, di animalità irrisolta) partecipa alla sua propaganda, e tutti restano beanti dall’ammirazione: è il trionfo pregresso del cretino che sancisce il genio del momento, perché i cretini di prima non ammetteranno mai di essere gli stessi cretini di adesso che non potevano che scegliersi un capo all’altezza della loro intelligenza di sempre. Il discorso si può estendere. A.B.

domenica 28 giugno 2009

Ugualmente Aldo

Aldo2

SMS 27.06.09 17:45 Madrid

Dopo i diversamente abili per i disabili, ecco all'orizzonte avanzare i diversamente vivi: i morti. Ieri sera guardavo in un locale un bianco e un diversamente colorato succhiarsi l'uccello con l'aria tanto imbronciata e ho pensato, "Toh, due diversamente etero" e oggi sono stato a vedere un film porno diversamente anormale, una gran quantità di atti sessuali tutti tra i diversamente gay di oggi, gli uomini e le donne di una volta. Y besos, dall'ugualmente uguale busaldo

mercoledì 24 giugno 2009

Ceroni sciolti

Secca autoquotarsi, ma il 28 ottobre dello scorso anno scrivevo così:


Dì qualcosa di burino

E' chiaro che la pacatezza, la tenzone educata al massimo scandalizzata, il clichè veterofiggicciotto di un corretto politichese illuminato e sognante, la paura di sporcarsi le mani e la bocca non vanno per niente bene: Veltroni con Berlusconi sbaglia e basta. Dovrebbe scendere nell'arena del cattivo gusto oratorio per fronteggiare tutti quei doppiopetto, lo spray aumentacapelli, gli alzatacchi di Diabolik,  il cerone di Giammetti, le punture di Cialis, le Carfagnine, i Bondismi, il parrucchiere di Marina, eccetera. Lo provochi e lo porti sul terreno del Ridicolo senza arrossire. Non ci sono generazioni alle spalle, non ci sono retropensieri nè utopie: c'è solo un cheappone pronto a essere dileggiato. Ma è così difficile da capire?


Poi arrivano dei colpi di fortuna, perché non credo tanto ai complottismi, e "Repubblica" ha cavalcato il burinismo in maniera efficace; la cipperia  brianzola declinata in cerone e attrazione verso troie di serie zeta fa molto ridere e al contempo imbarazzare perché non si è burini così manco in Bolivia. Si assiste ad una perdita di lucidità grave, perché affidare gli endorsement sulla propria integrità morale alla Santanché o a Rossella o attraverso le domande di Alfonso Signorini temo peggiorino la situazione del bigiottiere di palazzo Grazioli. Ci si tappa il naso pilatescamente al carico da novanta che la Chiesa può e deve attuare affinché si provochi la debacle totale di questo quindicennio assolutamente senza senso e del quale dobbiamo vergognarci arrossendo moltissimo e a vita con tanto di giorno dedicato alla shoah arcoriana.

martedì 23 giugno 2009

Il papi di Silvio

22.06.09

Occorre un'emotività rimasta infantile per preferire amici prezzolati a nemici gratis! E la radice malata che blocca la crescita emotiva, intellettuale, sociale, sentimentale, sessuale e infine politica e civile di un maschio, e che lo porta a regredire in modo costante e masochistico nel tempo, è ben piantata nella figura del padre tanto perfetto quanto "inarrivabile", e di solito è un padre autoritario, anche in modo mellifluo, intransigente, ricattatore ad oltranza (che sia morto può solo aggravare lo stato psicotico paterdipendente dell'orfano, avesse pure settantadue anni). Il padre, che non poteva non andare che in Paradiso, lo guarda dall'alto e lo giudica in ogni istante del suo sentire e del suo fare, e lo giudica solo in base a un metro: le cosiddette palle, tirate fuori o tenute dentro. Per l'anziano orfanello, ancora vacillante creta in divenire, avere le palle verrà confuso col non avere debolezze, compassione, autoironia, capacità d'ascolto. Come farà ad avere degli amici se vorrà solo essere ascoltato senza mai ascoltarli?

   Penso che l'unico amico di Berlusconi disinteressato - e gli amministra milioni di milioni - sia Fedele Confalonieri, il quale, d'altronde, può intervenire amicalmente per metterlo in guardia dello sballottamento e scosse in corso solo a uova rotte e a frittata fatta, mai prima, proprio come chiunque altro dell'abnorme entourage. All'infuori di Fedele Confalonieri, intorno a Berlusconi vedo solo nemici nell'ombra, cioè ex amici prezzolati pronti a balzargli addosso alla minima deroga nei pagamenti e favori e raccomandazioni e sblocchi di licenze edilizie pattuiti per fargli da amico dello schermo, cioè di facciata: giornalisti, guardie del corpo, direttori di giornali e telegiornali, avvocati, industriali in cerca di commesse pubbliche, ruffiani di panza, utilizzate finali compiacenti fintanto che restano in Parlamento o alle quali viene promesso di entrarci ecc. Deve essere una vita o orribile o, a seconda dei punti di vista, molto divertente, con i suoi tanti colpi di scena e di bacino - tutta una danza del ventre, le cui danzatrici più esperte restano gli yes men a seguito.

   Non saprei dire con quale pensiero dominante Berlusconi cerca di chiudere gli occhi e dormire un poco, perché a) impossibile entrare nella testa dalle troppe identità 'intime' tutte fittizie e tutte vere al contempo e negli scompensi psicologici di una prostata 'in assenza' (ma non potrebbe fregarsene e s-ciao?), b) non credo che lui sia mai disposto a parlarne con qualcuno nei soli modi possibili, cioè psichiatrici, in cui il presupposto per capirci qualcosa non è tanto e solo la sincerità del paziente sul sofà, ma la sincerità finale dell'ipotetico e coraggioso analista. Chissà da quanti anni Berlusconi non parla più con qualcuno cuore in mano o, se anche ne avesse avuto uno non fatto di pixel, se si è limitato a parlare senza mai permettere all'interlocutore di piazzare una frase o un parere diverso da quello convogliato da lui stesso che gli si confida.

   Nel mio "Manuale del perfetto Papà" ho scritto che l'uomo di potere, politico o economico e tanto di più se possiede entrambi, è talmente diffidente di ogni manifestazione di affetto gratuito che è costretto dal suo stesso ruolo, che non può mettere a repentaglio per nessuna ragione e tanto meno per "amore", a preferire esclusivamente affetti (e sveltine) a tempo, cioè pagati un tanto a ora o a vacanza a chi gliene fa dimostrazione avendo l'abilità di farli sembrare autentici slanci e possibilmente eterni.

    L'uomo di potere sa che non ha niente da temere da una schiera di attori e di attrici a contratto stagionale, cachet sproporzionato per la pessima recita a parte, e non ci sarebbe niente da obiettare se se li pagasse con i soldi suoi, ma qui stiamo parlando di qualcuno che regge la destinazione delle casse dello Stato e, ricatti in agguato a parte, è disgustoso che si paghi le sue ubbie machiste (più che giustificate in un industriale o in banchiere o in manager d'alto bordo) con i soldi dei contribuenti. E per soldi intendo anche i soldi che fa perdere al Paese un primo ministro part-time, visto l'uso improprio che fa della maggior parte del suo tempo - questi sono stati tre mesi di vuoto istituzionale, e lo si sente: nel galoppante menefreghismo sui treni, alle Poste, negli aeroporti, negli ospedali, tra le stesse forze dell'ordine.

   La cosa per me più aberrante da un punto di vista istituzionale è che Berlusconi, dopo aver corrotto giudici e fattosi assolvere o "stralciare" per reati gravissimi grazie a leggi ad persona, possa cadere quale primo ministro per un peccatuccio della carne (similpeccatuccio per similcarne, intendiamoci, ma sembra poi l'unico al quale si è dimostrata sensibile e civilmente ribelle la pur irreprensibile, secondo me, moglie e madre Veronica Lario: possibile che non avesse niente da dire quando lo stalliere di provata mafia Mangano girava tranquillamente in casa sua e poteva accostarsi ai figli piccoli?). Niente è più vile del ricatto sessuale, e ripristinare il termine "minorenne" per colpire un uomo, dopo che l'abisso anche giuridico ed etico tra rapporti sessuali tra un adulto e un bambino o un minore è diventato opinione comune ("tutti i bambini sono minori ma non tutti i minori sono bambini" è una frase che a me è costata vent'anni fa niente meno che una causa per apologia della pedofilia) è davvero un mezzuccio schifoso: se quelle ragazze al di sotto dei diciotto anni tirate in ballo da "Repubblica e dalla signora Lario (alla quale va comunque il mio grazie per avere definito "ciarpame” le candidature al parlamento europeo di donnette nullafacenti, a parte lo sforzo di mantenere il culo per aria, bloccandone di fatto l’ascesa) sono minori o anche solo minorenni, allora lo sono anche i Tre Porcellini, che, sì, restano porcellini e porchette nei fumetti anche di oggi della Disney, ma è da cent'anni che, avendo l'aria anagrafica di eterni innocenti, fanno maialate tra di loro e danno poi la colpa al Lupo.

   Infine, io a questo punto della sua e soprattutto della nostra vita avrei una sola domanda da fare sotto giuramento a Silvio Berlusconi: "Quali sono stati e, soprattutto, quali sono i rapporti con Suo padre?". Potrei essergli ed esserci utile più di ogni inane processo passato e a venire.

A.B.

 

Ps siccome non ho alcuna chance di diventare un utilizzatore finale, non c'è da qualche parte un uomo di buona volontà disposto a fare di me almeno un'utilizzata iniziale, e gratis, anzi, che gli pago pure il trasporto? Sempre che sia buono a procurarmelo, neh.

giovedì 18 giugno 2009

La mia Busica

"Caro Peppi Nocera, per piacere tutto mio, faccia da interposta persona e scriva a Busi che in Uganda, seguendo il consiglio suo come dei carabinieri di guardia all'ambasciata, mi sono sbarazzato della scorta per tre mesi di Lariam scampando sia malaria che regolarità tendenti al liquido. Chi sono non ha importanza: né lui se ne ricorderà, né ci tengo io a ricordarglielo; tuttavia trovo sempre un certo piacere nel dimostrare disinteressata gratitudine verso chiunque contribuisca al mio intimo benessere. La ringrazio con tanto di cordiali saluti."

(Peppi, puoi pubblicare il suo sms e questa mia risposta) 18.6.09 h4,24 

Non volendo costui o costei farsi ricordare da me, ha raggiunto successo pieno: vuoto totale; certo non è andato lì per dimenticare pene d'amore o di finanza causate dalla mia crudeltà mentale; è possibile mi esprima gratitudine perché ho scritto da qualche parte che la più grande minaccia e l'attacco più imprevedibile covano in coloro che pretendono di proteggerci (vedi il protettore e la puttana, lo Stato assistenziale e la famiglia bisognosa, l'Unesco e la Croce Rossa e l'infanzia abbandonata strumentalizzata per tenere in piedi un apparato dirigenziale da nababbi, la Chiesa e la pecorella prima smarrita e subito dopo tosata, gli aiuti al Terzo Mondo, compreso il nostro Meridione, che finiscono tutti in armamenti e in mafia ecc. ). Del resto, se non mi si legge in Uganda, dove mai? C'è un improvviso garrire di rondini frammisto al gracchiare di cornacchie e al tubare di piccioni e a un esile cip cip di passeri in sottofondo che non ti dico la voglia di baldoria aerea che mi mettono nelle scapole, caciaroni come se per loro quest'altra alba fosse un evento mai visto e i moscerini uscissero dal sonno allo scoperto verso i loro becchi per la prima volta dalla genesi. E baci ornitologici dai nidi nel fico qui sul fosso a quelli tra le liane sulle Kabalega Falls. A.

martedì 16 giugno 2009

Ma che polvere!

Aldo21 16.6.09 h02,18 Da un luogo imprecisato dei neuroni preposti alla lingua in movimento

 L'unico modo per afferrare le parole necessarie all'essere umano a questo punto della sua storia ("storia"? oh, ce ne sarebbe da dire su questa parolina piena di ingiustificata prosopopea!) è diventare consapevoli di quanto ottuse e inservibili... fuori dal voler perpetuare la letterarietà di poteri lessicali e quindi politici ammuffiti... siano quelle che continuiamo a usare senza aggiungere niente di nuovo a quanto vorremmo dire di vagamente inedito - e quindi di non più biblico, non evangelico, non arcaico, non interessatamente demoniaco.

   Io sento che è vano provare sentimenti nuovi dell'umano se poi li si esprime con parole e formule - e archetipi concettuali -  superati, inadeguati. E' una questione di sfumature, quindi di vita o di morte, non solo di vita e di morte: prendiamo la frase che mi occupa da un paio di ore, "Tutti giù,inghiottiti polvere dopo polvere dentro l'imbuto verso il nulla". Già la bellissima parola "imbuto", non appena usata in senso metaforico, perde il suo smalto a tal punto che  meriteremmo di tornare a travasare dalle mammelle con le mani...Tutto è cominciato verso mezzanotte, svegliato di soprassalto dall'ennesima boccia che andava a bocciare il boccino sotto casa mia, allorché ho provato a fare un calcolo di quanti umani - con un che di già propriamente o almeno approssimativamente umano - siano nati e siano morti da che mondo è il mondo visto con occhi "umani", non più mobilitati, si fa per dire, dal solo istinto predatorio. Venti miliardi? Quaranta? Forse tra i venti e i quaranta miliardi, anche se già trenta mi sembrano troppi  (e tutti lì, a tirare le solite palle all'altro che fa il boccino, a "raccontarsele"). Tutti nati e morti e polvere... "cenere"... annientata nel... "nulla"? "Polvere"? Ma la polvere è quella della legna nel camino o per strada o sui mobili, la vedi, la senti al tatto: la polvere di un morto è passeggera anch'essa, se non la conservi in un'urna, e basta aprire l'urna una volta di troppo perché prenda il volo. E la parola "nulla", così altisonante, apocalittica: non sarà un tantino esagerata per un esserino geneticamente irrisolto che in bocca ha sempre "io,io,io" e poi, più che negoziare di volta in volta la sua identità a seconda della sua convenienza e delle circostanze, non fa? Il nulla, così formulato, non è già troppo, di un troppo che stroppia l'essenza del passaggio umano sul suo pianeta d'elezione? Pensavo poi, di riflesso, a tutti i miliardi di storie umane, disperse insieme alle loro vite come "polvere" nel "nulla", e a certe foto antiche di bambini e bambine, anche di morticini in fasce che una storia nemmeno hanno fatto in tempo a averla, e ho concluso: accidenti, tempo due generazioni dopo, se avevano dei parenti e se vivevano in una comunità, e non c'è differenza se sei morto da neonato o se hai vissuto fino a cent'anni, la tua storia... affetti, amori, guerre, carestie, scempiaggini, crudeltà, abomini, illusioni, ipocrisie, vissuto e non vissuto e vita ultraterrena...  finisce insieme alle altre nel dimenticatoio in fondo a questo imbuto - anche quest'avverbio di luogo, "in fondo": sembra dire qualcosa, ma lo manca del tutto, perché oltre la morte... e che sarà mai di tanto insuperabile per mente umana? se continua a essere insuperabile è perché questa mente umana tanto umana non lo è ancora... lo manca del tutto perché oltre la morte, dicevo, finiscono le categorie dell'alto e del basso, del sopra e del sotto, è pura retorica da melodramma rétro, solito copione, si replica, le dimensioni sono quelle.

    Verso mezzanotte e venti, maledicendo quelli del bocciodromo che ancora scassano i timpani con le loro isteriche insonnie (e i quarantenni sono più dei settantenni, e avranno pertanto una storia alquanto avvincente da tramandare anche loro, immagino), ho pensato che a) non è vero che non rimane nulla (anche se sui due piedi non so ancora cosa e perché, ma lo sento nell'atto stesso di premere su questi tasti, tanta delicatezza delle mie nocche ballerine e spensierate proviene di certo dall'esercizio e dal dolore di miliardi di miliardi di nocche state prima delle "mie"), b) che non ha nessuna importanza che rimanga qualcosa o no di tutti questi miliardi di umani, e "presto" (ma esiste in questo contesto un "tardi" credibile in quanto tale? ne dubito) anche di me, e delle nostre storie, e personali e collettive, c) che l'essere umano ha fino a oggi fatto ben poco per un'organizzazione davvero umana della sua vita e di quella altrui ("altrui"? ma esiste una vita umana che non sia al contempo la tua e di chi sta per "venire al mondo"?) e che, ammesso sia di una qualche importanza il non oblio reciproco, non c'è ancora una storia di qualche umano che meriti di essere ricordata, perchè significherebbe che la storia di ogni umano presente verrebbe ricordata "nella propria carne futura". Io mi ricordo, a proposito di parole ormai inadeguate, la mia lotta sin da bambino alle elementari contro lo "spirito" e la "materia" umani, oltretutto divisi da un abisso di frasi fatte incolmabile, e l'esagerazione, via via sempre più obsoleta, del ricorrere all' "anima" a ogni piè sospinto - verso la propaganda cattolica, che da noi ha posseduto e ancora possiede tutte le parole del dirlo per non dire e non permettere di dire possibilmente ancora niente.

   I vostri copioni mi fanno sbadigliare, e quando comincerete a sbadigliare anche voi dei vostri copioni invece di trovarli divertenti solo perchè sono i vostri... seppure grazie a me già meno nostri... sarà troppo tardi, per me di sicuro. E' davvero un'ingiustizia che io debba venirvi dietro, dopo essere stato un vivo come pochi devo ridurmi a essere un morto come tutti, ma pazienza, quello che mi fa specie della mia specie è che tocca sempre a me dirvi a voce alta le cose che ben sapete ma che per viltà lasciate a marcire nella bara a chiusura stagna della vostra mente.

  Perché infine (in fine) l'unica storia umana è sempre la stessa dalla notte dei tempi: è la storia del dentro che non viene fuori. Valeva la pena averne uno? Per tastarne la preziosità umana colmando il divario tra una boccia in titanico volo e un'altra in virginale attesa? Ma bravo, ma bene, ma bene, ma bravo...  "mente"? Sì, se è la terza persona del verbo al presente. La menta non ha plurale.

A.B. 

martedì 9 giugno 2009

A caccia di sorche

Copio e incollo dal blog di Costantino perché fa troppo ridere....

Federico mi ha fatto scoprire un blog  fondamentale : “Guess Her Muff“, Indovina La Figa.

Nell innovativo blog l’utente può ammirare centinaia di donne ritratte nella vita quotidiana. Sotto ad ogni foto c’è un link che conduce ad un’immagine con fregna scoperta della signora sopraritratta.

“Guess Her Muff” è un successo negli Stati Uniti, e centinaia di americane , giovani e vecchie, mandano le loro foto per contribuire al sito. Sin verguenza.

Ecco un’esempio dal sito : la signora “324″

Photobucket

come sarà la vagina di questa signora?
l’utente clikka il link e vede la nuda verità.

postmuff.jpg

come avete potuto notare la signora “324″ ha accessoriato il suo look con dei tacchi a spillo rossi con le borchie ed un cazzo di gomma.


giovedì 28 maggio 2009

El sueño de si misma (A e B reloaded)

B: 13:00:54 vado a cucinarmi un tripudio di spinaci e broccoli…sono quasi a meno cinque chili…pazza de joie

A: 13:01:56 paris B

B: 13:02:08 Vedrai vedrai…un giorno tutte queste bone che neanche mi vedono si mangeranno le mani

A:13:03:30 un giorno non avrò più fame! (fine primo tempo)

B: 13:03:45 sarò bellissima, e non le degnerò di uno sguardo… quando entrerò al martin's la folla si aprirà come il mar rosso

A:13:04:06 Guarda… come sai il kilo di troppo è meglio del kilo di meno

A:13:04:22 ora

A:13:04:25 se lo fai per quel tuo vecchio progetto di travestirti sono con te

A: 13:06:55 ci stai pensando su?

B: 13:07:26 sto cercando la citazione con cui ti risponderò

B: 13:10:48 eccola

B: 13:10:59 "bueno, lo que les estaba diciendo, que cuesta mucho ser auténtica, señora, y en estas cosas no hay que ser rácana, porque una es más auténtica cuanto más se parece a lo que ha soñado de sí misma."

A:13:11:31 lo prendo come una dichiarazione d'intenti o di guerra?

B: 13:12:04 un sereno e terso dato di fatto

A:13:13:36 i shiver with anticipation

B: 13:20:16But maybe the rain is really to blame

lunedì 25 maggio 2009

Il Destino di una profuga

T. 14/5/2009 al Sig. Aldo Busi

 Sig. Busi

 Mi rivolgo a Lei, perchè gradirei una spiegazione logica a tutto quello che mi è successo, e, penso che proprio Lei sia in grado di giudicare con lucidità di pensiero una questione di discriminazione.

Anch’io sono stata discriminata dalla società e dalla mia famiglia. Per cosa?

Io ho purtroppo una faccia non molto intelligente, poco espressiva, e questo mi ha comportato tante umiliazioni, senza descriverle Lei può immaginare, ma non me ne sono curata mai più di tanto, anche perchè sono riuscita a mantenermi con il mio lavoro, da sola, lontana dalla mia famiglia, per circa trent’anni, vivendo di poco; ma serena, e, nei momenti più tristi, mi consolavo pensando alla mia famiglia, pensando che fosse una bella famiglia.

Quando sono tornata al paese, vivendo sempre da sola nella mia casa, in compagnia della mia solitudine e della mia dignità, ho cominciato a percepire la sensazione che i miei copartoriti mi tenevano a distanza, perchè non gradivano tanto la mia presenza. Dopo due anni di questa pietosa situazione insostenibile per me, ho chiesto loro una spiegazione, sperando di sbagliarmi, invece non mi sbagliavo, mi hanno confermato i miei dubbi.

Mi sento svuotata completamente, senza più punti di riferimento,a volte penso di essere impazzita e non accorgermi,perchè è difficile rimanere lucidi,ecco perchè le chiedo un giudizio su di me e sui miei copartoriti.

Lei che è così irriverente verso i criminali che hanno la faccia di perbenismo e invece sono assassini di anima, e poi dalla tv canale 5 si commuove ricordando quel vero galantuomo di CALLIPARI, elogiando il suo equilibrio, la sua rettitudine, quando avevo visto in TV la faccia di Callipari lo avevo giudicato proprio come Lei lo ha descritto, ecco una ragione di più per cui io le chiedo un aiuto, e, penso che avrò una risposta giusta.

La prego mi aiuti, mi aiuti a difendere la mia dignità, nella vita non ho mai preteso molto, mi accontentavo di poco, questa è la prima battaglia della mia vita,mi aiuti a difendere la mia dignità così calpestata.

Io ho una grande stima di Lei, e Lei, potrà mettermi fra i seicento intelligenti su un milione di idioti? (dal libro: E io, che ho le rose fiorite anche d’inverno?

sperando in una sua risposta la saluto cordialmente


22.5.2009 Montichiari

Aldo Busi per R.L, T., rif. Vs lettera

 

La domanda non è: perché mai Le è saltato in testa di ritornare tra i suoi copartoriti dopo trent’anni, bensì, che cosa sperava di trovarci? La loro avversione verso di Lei, così per nulla incinta e cattolica e praticante, così bruttarella e indipendente, serena e fieramente da sola è di natura ideologica, non etica o estetica, e questa natura è così predominante e prepotente da azzerare qualsivoglia naturale o artefatto slancio affettivo in loro, che, presumo, così incinta, corporativamente e famigliarmente insieme, ipocriti come tutti nella loro religiosità, incapaci di stare da soli un’ora, incattiviti nella falsa compagnia che si prestano, oberati da mille doveri che odiano espletare, livorosi, sessualmente e socialmente frustrati si vedono messi a nudo dalla Sua mera presenza e, anziché guardare ai loro propri fallimenti uno per uno, si sono coalizzati per puntare tutti l’indice verso di lei, la criminale per eccellenza, criminale non perché abbia commesso qualche delitto ma perché anche stando zitta denuncia i loro – non ultimo, il delitto di omissione di soccorso.

Il Suo destino è essere una reietta, una straniera, una diversa, una donna che pensa e che sente e pertanto una strega, ma solo lì: basta si sposti di un cento chilometri e loro sono e restano i veri reietti, con la differenza che, essendo in tanti, si spalleggiano l’un l’altro nelle proprie miserie mentre Lei, ridiventando lontana, dimenticandoli davvero (nemmeno per lettera o per telefono), ritorna a splendere di luce propria, abbandonandoli a se stessi. Con Lei lì, loro si sentono finalmente migliori di qualcuno e non rinunceranno mai a questo inaspettato e ingiusto privilegio e La soffocheranno senza pietà, perché da Lei traggono ora il sangue nuovo che alimenta la loro marcescenza da vivi.

Mia dolce R., venda tutto e se ne vada al più presto, lì non è vita per Lei, lo strappo sarà doloroso quanto dovrà essere ma Lei lì non ha scampo, Le stanno addosso e Lei è troppo intelligente per fargli da capretta espiatoria a vita. Sappia questo: non cambieranno mai, e la Sua vana speranza in questo senso, se insistita, La perderà: la tronchi all’istante, e torni a mettere le Sue energie nelle Sue mani, le loro non si porgeranno mai se non presentandoLe degli artigli.

Io ho attraversato tutto questo stagno di acque ferme, ovviamente sicuro che da qualche parte ci fosse una sorgente nascosta ma è secca e mi sono stufato di scorgervi i girini che mi immaginavo io, e ho misurato ogni parola prima di darle forma: non si affezioni ai loro figli, non pensi che troverà nei nipoti quanto non c’è nei loro padri, non dia loro una sola arma di ricatto in più. Le vere persone sole e inguaribilmente meschine e inespressive sono loro, Lei in confronto è una folla che dà e si dà allegria, il lavoro non Le fa paura, sono certo che ha cura della Sua persona in modo impeccabile come deve essere, che sa apprezzare ogni singolo respiro come un gran dono (e pazienza se non lo si può condividere con nessuno: alla fine è proprio un gran sollievo non avere animali umani troppo vicini), una che sa scegliere i cibi adatti e che sa cucinarseli con dovizia alla faccia di chi si rimpinza di grassi espansi e precotti veloci da preparare e di carogne surgelate, una che veste con sobrietà e semplice eleganza anche se non ha appuntamenti in vista, perché Lei, come me, il Suo autentico appuntamento ce l’ha con la Sua sopraffina autoironia. Tuttavia, deve anche compatirli, perché Lei non si rende conto di una cosa che li divora: essi La invidiano, ma pur di non ammetterlo La distruggeranno lentamente. Ne vale la pena? NO.

Via, via, via da lì, la smetta di vivere da esule a casa sua, cambi residenza e posto, non ha scelta, e magari pensano pure che tutto sommato quella Sua casa è più loro che Sua e ci avevano fatto un pensierino e ora che Lei ci potrebbe anche fare la figura dell’usurpatrice. Sbrighi ogni cosa senza dare giustificazioni, senza dire niente a nessuno (non l’affitti, la venda: per poco che prenda guadagna il triplo in salute), e, se le trattative vanno per le lunghe, intanto si prenda un localino altrove avendo però prima esaminato che possibilità lavorative ci trova, prima trasloca meglio è, e non si lasci prendere da tristezza neppure momentanea, parta e non si volti indietro, non indugi nella malia dei sogni andati a male e di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, veda solo ciò che è bene per Lei, voglia di farsi male a parte, un bene definitivo e chiaro, magari modesto ma indubbio e cui ha diritto senza un istante di ritardo e di incertezza. Stare via trent’anni a lavorare e a fare sacrifici, a rinunciare a questo e a quello, a ingoiare umiliazioni e però fondando una dignità, un’onestà di sentimenti, una consapevolezza dei propri limiti e poi, per nostalgia di affetti mai ricevuti, ritornare al paese d’origine per buttare tutto questo patrimonio tra le fauci di parenti (di estranei a tutti gli effetti) per alimentare le fiamme del loro inferno pubblico e privato non è da noi. Finisco qui perché mi sto arrabbiando più con Lei che con loro e finirei per dirLe qualche sproposito. Va da sé che Lei non sprecherà un nano secondo a recriminare se non contro se stessa, perché questa trappola se l’è costruita da sola, balzi fuori e prenda a correre, una volta arrivata altrove (che quindi non sia più un altrove lì) si fermi e faccia un bel respiro, punto e a capo, dritto.

Mi tenga informato, un abbraccio davvero fraterno, anzi, sorello:

 Aldo Busi

mercoledì 20 maggio 2009

Saggiologio

(h 9,25 del 20.5.09, sms a una persona cui stanotte è morto il fratello in ospedale)
Si resta sempre un po' più da quella parte dove arrivano sempre in meno a chiederci come stiamo, e da dove non sapremmo da chi andare per chiedergli come sta sapendo che ci tiene. Tuttavia non sono mai i morti a perfezionare la solitudine, essi soli sono i definitivamente buoni con noi e, infine, i più compassionevoli e simpatici, ed è con questo sentimento di ultima e grata complicità tra vivi che io, almeno, mi accomiato, e loro sono contenti così, specie se stavano soffrendo troppo e tanto da rischiare di non poterci più chiederci come va. Un caro abbraccio. A.B.

Introducing LaPuzzolenza 19: Fangorama!

Per neofiti approccianti e cultori del gruppo con i testi più significativi dell'indiepop europeo.

La trovate qui
Fondo5

venerdì 15 maggio 2009

Dio del Cielo, qualcuno mi dica cosa è un dirham

Insomma bene.

Prima di partire per Dubai parlo con A.B. che con mio sommo stupore mi rivela che Siti ha scritto un libello proprio sul giuoiellino degli Emirati;  me ne vedo bene dal comprarlo per non irritarmi né donare nemmeno un centesimo di royalties alle esplorazioni rimorchiose dell'autore trascendenti dalla sua prostata che si suppone annoiata ma soprattutto stanca.
Scendo al Ritz Carlton, che mi pare sia uno dei pochi dall'architettura in orizzontale e faccio bene, ma non vorrei sprecarci una riga di più.
Riassumendo:
1) E' l'unico esempio di città non-luogo al mondo, è come se il suo aeroporto si dipanasse all'infinito nei suoi mall, nelle distese di grattacieli ad uso abitazione quasi tutti vuoti, tutti in vendita, tutti deprezzati rispetto a un anno fa, grattacieli che continuano a costruire senza senso fregandosene della bolla già evidentemente scoppiata.
2) La gente del non-luogo vive proprio come se transitasse per un aeroporto in attesa di una coincidenza e avviene in tutti i ceti sociali, dal pakistano col taxi, al ceylonese operaio, al broker inglese, al retailer italiano. Dubai è democratica in questo: restituisce a tutti lo stesso sguardo perso con delle impercettibili differenze; scrutando con attenzione hai la sicurezza della loro data di scadenza e ti fai il calcolo "questo resiste 7 anni, questo non ce la fa per più di 4 mesi ancora, questo non ce la fa ma deve mandare i soldi ad Islmabad alla famiglia, questo vorrebbe andare via ma non trova lavoro altrove". Sono tutti assemblabili ad una crew di aerolinea con la differenza che il loro sguardo verso una hostess o uno steward incontrati in discoteca restituisce malinconia e un po' di invidia. E per invidiare una cameriera di bordo ce ne vuole.
3) Il lusso arabo, si sa, è risibile.
4) Non si può usare il gps per orientarsi perché le highways cambiano ogni tre/quattro giorni e non ci stanno dietro con gli aggiornamenti.
5) Il desert-safari sarebbe bellissimo, non foss'altro che per cavalcare le dune in una jeep bisogna per forza derapare a velocità elevate che provocano paura e nausea , specialmente a me che quando l'ho intrapreso ero fresco di un gaszpacho asiatico.
6) Non si può stare nemmeno sotto l'ombrellone in spiaggia quando ci sono 49° no?
7) In un mall puoi scegliere se prendere un caffè da Dean&DeLuca o da Florian.
8) Non ci sono policies di esclusiva quindi in tutti i mall trovi tutti i brand possibili e immaginabili.
9) 6 gallerie d'arte in croce e nel business district; non ho notato nessun vero tentativo di happening culturale e quindi in questo Dubai è davvero contemporanea.

Tutto sommato bisognava farci un salto.

Rules



martedì 5 maggio 2009

Introducing LaPuzzolenza 18: Summer approaching

Deliziosa e la trovate qui

Peonn




lunedì 4 maggio 2009

Carmela Berlusconi

Incredibili parallelismi fra Veronica Lario e Carmela Soprano: entrambe posseggono nomi inventati (una nella vita, l'altra personaggio di finzione per se), si sposano con due esempi di Uomo Alfa assoluto; entrambe chiudono gli occhi sulla disinvoltura con la quale i loro mariti agiscono (uno in politica, l'altro nella malavita), come si vestono (molto male), e sopportano la loro passione smodata e sopra le righe per le donne. Entrambe a un certo punto si rompono la vulva e chiedono il divorzio: Carmela nella quinta serie, Veronica l'altroieri. Per Carmela si sa come va a finire, per Veronica stay tuned.

Carmvero

domenica 3 maggio 2009

Nessun Sacrificio

2.5.2009
Il cuore del cuore della domanda prima e ultima è sempre lo stesso: è tollerabile che il quid che siamo (la nostra economia, la nostra sessualità, il poco o tanto che abbiamo, la nostra famiglia, la nostra supremazia, la nostra vigliaccheria, la nostra paura, la nostra ambizione, la vostra religione, la nostra ideologia, i nostri cosiddetti valori, il nostro lavoro, la vostra velleità, furbizia, pigrizia, il vostro cinismo, nepotismo, oscurantismo, fanatismo, la vostra discendenza stessa, il nostro orticello che delimita i confini altrui, infine) presupponga il sacrificio di una vittima per stare in piedi? La mia risposta è netta:no. Io però ho vissuto e continuerò a vivere di conseguenza. E tu? Non tirarmi fuori un alibi. La madre abbandonata che per miseria e disperazione procura al figlioletto la droga da spacciare presso i figli delle altre madri e dice "c'est la vie" non è mai stata vittima di niente: ha trovato l'alibi qualsiasi  di una troia idiota che andava sterilizzata in tempo. E figuriamoci l'idiozia del porco coniuge. A.B.

giovedì 30 aprile 2009

Italian Camouflage

Generazioni alle spalle bloccano la delazione sulla nuova liaison di Alain Elkann; mi si diceva che fosse tutto per buona creanza: sua figlia Ginevra è lì lì per sposarsi e sulla partecipazione c'è scritto "Rosi Greco e Alain Elkann" e quindi tacere per non rovinare un Sacramento. Ora che però è stato detto che il poeta non sta più con la regina del cashmiretto (per questo golfino non sono stati maltrattati in alcun modo cinesini di Shanghai) e che si sa benissimo con chi si è messo (propensione per il vecchiarolismo spinto, viene da pensare) non c'è uno straccio di Dagospia che ne parli come si deve. Nemmeno io lo faccio. Altrettanto sospetto sull'altra sponda del burinismo spinto, 'sti virulenti j'accuse di Veronica Lario. Non sto difendendo Berlusconi beninteso. Il senso dell'umorismo vorrebbe che si ridesse moltissimo alla notizia "Licia Ronzulli , classe 1975, infermiera caposala e assistente di sala operatoria. Berlusconi l'ha conosciuta durante la riabilitazione dopo un lifting: la Ronzulli gli faceva dei massaggi al viso post-operatori" e ho come la sensazione che sia l'ennesima prova di circonvenzione di Nazione perpetrata dallo stesso Premier ai nostri danni, che la Signora Lario sia lei stessa sua complice. A margine, il cazzetto di Fabrizio Corona che pixelandosi diventa un cazzo, ma che da soffiate di palestra pare proprio sia un cazzetto. Tutto torna.

mercoledì 22 aprile 2009

Aldo's choice

Sms 21.4.09 Ormai vivo fuori dall'Italia da dicembre e, per strategia nei confronti di un eventuale turista in più o in meno, tutto sommato non parlo malissimo della classe al governo, dico che Berlusconi non è una persona né fisica (egli, odiando il proprio corpo, è polimorfo, come la morale civile di 9 italiani su 10) né politica di per sé ma una proiezione delle debolezze e bassezze e furbizie e sublimità nazionali, è il delta di un Sistema esistenziale verso cui tutto confluisce, come prima di lui lo sono stati solo Mussolini e Andreotti, e Hitler in Germania; scivolo via, e se mi citano Mangano, io ribatto Silvana, ben sapendo che questo non era neanche il nome d'arte del famigerato stalliere o della più atipica delle tate, anche se, a ben vedere, se resto neutro, e dolorosamente collaborazionista, un medio turista potenziale resta in Italia tre giorni ma una settimana se sparo a zero contro, per esempio, la mafia, creazione di lunga data degli uomini delle istituzioni, "beltà" che all'estero, soprattutto in climi freddi, ha una sua fiammata di fascinazione e quindi un pacchetto vacanza in agguato. La sinistra del dispotere non è tema da nessuna parte. Dico che è troppo tardi per remare controcorrente, si ritarda il precipizio, e la corrente è tutta contenta di prendersela comoda. Penso che per ogni turista in meno ci sia una infelicità italiana in più, mando giù il rospo e appena posso e per quanto posso indico luoghi e alberghi e musei e ristoranti italiani. Siamo tutti berlusconiani, e se lo dico io che avevo già pronto il cappio per piazzale Loreto bis... certo, prima di Berlusconi bisognerebbe passare per le armi (Corte marziale) almeno Bertinotti, D'Alema, Rutelli e quel sindacalista con tutti quegli appartamenti e quei quadri comprati coi soldi sottratti alla Cassa dei lavoratori. Vota pure un altro o non votare affatto: alla fine hai votato Lui, un Divo, un italiano. Deve essere la Sindrome della Sabina saltatami addosso un mese fa: dopo un'ora di spettacolo bollivo, nella poltrona dell'Ambra Jovinelli ci stavo a malapena, mal di schiena, di gambe, il riscaldamento a mille, e non c'era intervallo e non potevo certo far alzare tutta una fila,  un'ora e mezza, la Guzzanti non accenna minimamente a chiudere, applaudo così, per i contenuti, non certo per la forma prolissa, ma a uno spettacolo chi se ne frega dei contenuti condivisi o no, quelli li ho già di mio, vorrei gridare "Grazie, ma adesso basta, lasciaci andare, pietà!"... due ore e mezza, due ore e trentacinque... e ho provato l'irresistibile afflato di stringermi a Mastella, a Dell'Utri, alla Toffanin... e da allora ho deposto il cappio e capitolato, fino a che per senso di giustizia di cappi non ne appronto una sessantina di milioni o niente, secoli e secoli di vita, uh, i calli, e sarebbe pur sempre un'autoimpiccagione. La darei vinta alla morta estetica belpaesana che mi vuole o morto o qualunquista. Uno come me deve vivere, non ha scelta. E neanche l'Italia. A.B.

lunedì 20 aprile 2009

Introducing LaPuzzolenza 17: le trasmissioni riprenderanno il più tardi possibile

Bella e la trovate quiCallofthewild

venerdì 17 aprile 2009

Vola Colomba

(Aldo, scusa ma non l'avevo ricevuto ndr)
11.4.09
Pieve di Lombardia (Con sprezzo di ogni snobismo contenutistico e sufficienza mondana e senso del risparmio e spreco di banalità, a distanza di quarantanni, di trentanni, di ventanni, di diecianni e di un lustro fa, torno a dire la stessa semplice cosa che nessuno in Italia ha mai chiarito prima di me, e molto poco anche dopo.) Non esiste un problema omosessualità interno all'omosessuale, esiste l'omofobia che glielo crea, e sciocco chi ancora ci casca. L'omosessualità è connaturata a uomini e donne, è antica quanto l'essere umano, e solo i meno intelligenti non ne usufruiscono alla luce del sole ogni volta che gli va e con chi gli va, per assurdo anche con una persona del sesso "opposto"; essa è il vero riposo del guerriero con troppi spermatozooi nello scroto e della partoriente di mestiere tenuta ad aspettarlo a gambe aperte sul davanti, è gioco e gioia totali (be', lo potrebbe essere: allo stato attuale è quasi sempre isteria, violenza, ricatto, marchetta, pentimento, stanca ritualità, palloso feticismo, irresponsabilità venereologica, proprio come tra eterosessuali, e "cristianamente" si capisce perché). L'amplesso omosessuale è il sollievo dalla forzatura procreazionista delle religioni monoteiste che hanno impestato e sottomesso il mondo e che, visto anche l'abnorme scoppio demografico e il pochissimo o nullo valore della vita di troppi umani in eccedenza,  lentamente stanno scemando come la malaria che sembrava imbattibile fino a cinquant'anni fa. Non bisogna stancarsi di agire, prima ancora di reagire, rafforzando il bel precetto evangelico: due occhi per occhio, tre denti per dente. Sono in grado di affermare che un omosessuale che risponda colpo su colpo all'omofobia - politica, religiosa, sociale, famigliare, sul posto di lavoro, infine, terminal di tutte le diramazioni dell'omofobia - e rispedisca al mittente ogni tentativo di metterlo sotto, mettendo di fatto sotto chi sotto ce lo voleva, non si sente più in quanto  proiezione colpevolista altrui, cioè non si vive più in quanto etichettatura sessista degli ipocriti e psicopatici in generale, non si sente alcunché in fatto di sessualità bensì in quanto cittadino e basta. E' esilarante che esistano ancora omofobi che si palesano tanto spudoratamente quanto masochisticamente,  allorché è assodato che altro non sono che omosessuali che, avendo rinnegato se stessi, vogliono castrare anche negli altri quanto altri hanno castrato in loro: è opinione comune, anche fra gli ignari di psichiatria, che ogni volta che qualcuno indica nell'omosessuale un nemico sociale denuncia in effetti se stesso in quanto checca o lesbicona frustrata smanioso di impossessarsi delle coscienze più fragili per dominarle e indirizzarle verso la sua smania di potere. La storia fattasi cronaca ce lo insegna ogni giorno: più hanno tuonato contro la sodomia da un pulpito, più hanno vissuto a buco ritto dietro i sacri, patriottici, familistici paraventi, preti, militari, politici, intellettuali, armatori, attori, e bulli di quartiere in generale. Due secoli di civiltà greca e altri due di civiltà latina pre cattolica ci hanno dato fari di luce intellettuale ed estetica e scientifica che al cui confronto venti di cristianesimo sembrano barbe di lampadine bruciate, e se questi venti secoli bui non sono riusciti a fare tabula rasa di quei pochi davvero illuminati e illuminanti qualcosa vorrà pur dire: vorrà dire che l'invenzione subculturale del concetto di contronatura niente ha potuto contro la natura stessa esaltata dai greci e dai romani (e togli da Rinascimento e Barocco gli omosessuali conniventi con il loro nemico e che si sono prestati a fargli da cassa di risonanza propagandistica, e alla Chiesa non resta niente, perché un centimetro della Cappella Sistina o uno della "Crocifissione di San Pietro" del Caravaggio o un boccolo di Raffaello valgono più di mille tomi prodotti dall'ufficio stampa della Patristica). Come già ebbi modo di dire una volta a proposito del Male o forse del papa , "Il diavolo è colui che lo evoca". Stiano attenti coloro che puntano l'indice perché gli verrà ritorto contro sempre di più, anche se io non aspetterei un istante di più: chi fomenta l'odio per ragioni sessuali e religiose, cioè politiche e quindi economiche, in galera subito, e si butta la chiave. Buona Pasquetta a tutti, e attenti con le uova sode: si prestano, sì, ma c'è di meglio. Aldo Busi    

mercoledì 15 aprile 2009

Vita inventata di un immobiliarista annoiato e mai vissuto in Malesia

15.04.09 Pieve di Lombardia
Fino ai quaranta mi sono massacrato di lavoro, e non intendo solo lo scrivere. Sarà che ho fatto troppi straforzi e sacrifici in gioventù, e troppa fame troppa insonnia troppo sesso, ma adesso anche se resto una settimana a letto nel buio ancora non mi tolgo il bisogno di riposo, di pace, di silenzio, di isolamento, di palpebre abbassate, di pragmatismo volto alla più luciferina delle arti amatorie, la rinuncia. E' ormai escluso che esista un italiano, se non su mille, che non sia: un cocainomane, un alcolizzato, un tatuato, un piercingato, un palestrato, un sieropositivo, un leghista, un forzista, un marchettaro, un terrone, un cattolico, un musulmano, uno sporco, un profumato, uno con la laurea breve, uno con la laurea in giurisprudenza, un gay, un etero versatile, un ex, per poco, carcerato, un depresso, uno che le allarga perché aspira a un provino, una donna. Che sollievo! Peccato il mal di testa, se no neppure mi alzerei per prendere un po' di luce e di aria nuova alla finestra. Lì fuori ci sono le bestie feroci annoiate, e a differenza di me fanno branco, uscirei solo per farmi sbranare. Per anni mi sono sforzato di non guardare la gente negli occhi, massimamente gli uomini, adesso è l'unica cosa che mi viene bene in pubblico, ignoro con radicale naturalezza, tanto non c'era mai granché negli occhi degli altri, i miei no di certo. Mica sprizzavo fiamme, eppure mi sentivo in combustione, e poi per niente, la spossatezza era troppa, anche se illuminavo carnagioni smorte l'ingratitudine era la stessa di quelle già vivide, uno spreco di sacro fuoco psichico su fisiologie inarticolate. Per me non fa differenza stare in un ambiente da solo o per strada tra gli altri, l'affollamento di morti è lo stesso. E il grido d'aiuto è altrui, non il mio, e non cadrò tanto presto nella trappola di prestargli ascolto per sentirmi gridare dietro "Al ladro, al ladro!". Poi balzo dal letto: devo al più presto cambiare camera, davanzale, telegiornale, vado su Internet e, facendo due volte ambarabàcicìcocò su una lista di destinazioni, prenoto un volo. Neanche stavolta però è Kuala Lumpur.

"E cosa fa nella vita?": quando all'estero inevitabilmente arriva la domanda che tutto incornicia di uno sconosciuto rispondo, "Oh, quasi più niente, sono pensionato", "E prima?", "Tutto, tranne il killer su commissione. Se può consolarla, di solito di me ci si fida", "Sì, ma che cosa faceva di specifico?". Sospiro, ed ecco che parte una delle mie rarissime sincerità assolute "Compravo e vendevo case", "E ha famiglia, è sposato?", "Vedovo. Felicemente." Ho smesso di rivelarmi, e mi rilasso. Non essendo un autore bensì uno scrittore, non è facile dire che tuttavia vivo dei miei diritti d'autore non essendolo, dovrei spiegare la differenza che c'è (la stessa tra chi vola su Ryanair e chi vola o su jet privato o cavalcioni sulla luna, e lo scrittore è colui che ovviamente vola sul pensiero, quindi ai minimi termini del low cost antropologico, e poi come e su cosa capita) e, ammesso di non venire preso per uno dei milioni di mitomani che scrivono, si penserebbe che non sono che un illuso fanagotta; ex agente immobiliare è in sintonia con gli alberghi di rado inferiori alle due stelle e vedovo compatibile col mio abbigliamento, incolore, sommario, quindi ancora in lutto, quindi non incoraggiante per le donne, che pertanto si vorranno oneste per un bel po', e intanto è finito il soggiorno. Con gli uomini sono di una neutralità odiosa, da cadavere, a nessuno potrebbe venire in testa che non è stato sempre così. Che liberazione non affrettare un'etichetta! Per nessuno al mondo metterei a repentaglio questa serenità di castrato gaudente. "E ha figli?", "Due, adottati. A distanza", "Ah", "Sarei già nonno, dalle fotografie", "Aaah", e, avuta ogni garanzia della normale follia che secondo loro ci accomuna, si tranquillizzano e la smettono di angariarsi, e io a quel punto sono già altrove, senza salutare. A.B.

mercoledì 8 aprile 2009

A culo intonso

(invio oggi 8 apr 09 un sms che mi ero dimenticato di avere lì)

H5,28 del 17.9.08 Alba di shopping tra le carabattole sultanine di Porto Cervo dove l'unica cosa che vorrei comprare è una fiala di stupidità media per poter arrivare italianamente a sera anch'io... ma, pensiamo in milioni, possibile che una volta, una sola, umana volta Berlusconi non fosse colpevole almeno un po'? possibile che anche solo per vezzo, per senso machiavellico della misura massmediatica, per concordata (coi pubblici ministeri) demagogia o tanto per favorire (i suoi inerti accusatori e detrattori) se ne uscisse una sola strainculata volta dal tribunale meno ringalluzzito di quando si era degnato di entrare? E non mi si venga a invocare l'alibi delle leggi ad personam, il vaso era già pieno stracolmo da mo', sono solo le poche gocce che lo hanno fatto traboccare per lo scandalo degli ignavi, cioè dei legalisti in ritardo. Certe collusioni impiegano anni ad amalgamarsi, non è roba da singola sentenza: c'è del metodo, e del tornaconto occulto, nell'accusare centinaia di volte lo stesso innocente di mestiere, perché è la stessa nozione di Stato democratico che si manda in gattabuia e in malora per anni e anni. Ah, inconciliabilità dell'avere sessant'anni e del far parte di un paese in cui tutto è da rifare! Io non posso di certo rifare me stesso, quindi, proprio come l'Italia, non posso che andare incontro alla morte così come sono e a causa di quello che sono, io così inutilmente vivo e con questo semplice senso dello Stato (che più che spennarmi non ha fatto, e quasi doppiamente per punirmi di una coerenza economica, etica e pragmatica insostenibile dai suoi stessi uomini istituzionali). Oh, Italia, bruttina e perduta, così dissanguata per l'inane, nevrotica utilità di pochi psicopatici al potere eletti però da una massa di psicopatici al verde - al verde di tutto, soldi a parte. Pensiamo, per l'appunto, solo alla tartufesca  magistratura italiana e ai 500 e passa processi istruiti contro Berlusconi per assolverlo poi diligentemente uno dopo l'altro, quindi delle tre l'una: o con le nostre tasse stiamo pagando un branco di costosissimi incapaci o un manipolo di vigliacchi o una ghenga di paraculi. E hai mai sentito tu un giudice procedere secondo Costituzione contro l'apologia del fascismo e la ricostituzione del partito fascista? Se ci sei, batti un colpo, magari battitelo in testa, che almeno ti risuona per qualcosa. E in culo anche a tutti i girotondi che mi son sorbito da Mani Pulite in poi. A.B.

martedì 7 aprile 2009

Poveri in tutto e leggi dell'incorrisposto

1/5 apr. 09

Ci risiamo, siamo resuscitati, non abbiamo un briciolo di idea-guida e di desiderio in testa, una tentazione che sia veramente tale e che valga la pena di prendere in considerazione, quindi siamo resuscitati, ma in Italia e fra italiani, prima ti portano in alto e poi, per paura, ti buttano giù, quindi sarà qualcos'altro rispetto a un rinascere e a un riesserci, sarà tipo un'agonia - tutta mia. A Ciampino alle 6,25 i nasi delle donne attempate in attesa d'imbarco sono per lo più aquilini, i setti reggono occhiali da vista antiquati, i capelli color topo che puzzano di freschino mestruato di straforo, e si accompagnano a uomini che ebbero ventanni quarantanni fa e che dai sedici hanno mantenuto i jeans sdruciti al ginocchio, i capelli lunghi e, se radi, vaporosi col codino nell'elastico, le collanine di semi, i braccialetti di pelo d'elefante. Sono fisiologie che si disseppelliscono di giorno in giorno e saltuariamente volano in coppia verso un altro cimitero che ne perpetui la gioventù cialtrona. Essendo tutti uguali e lerci e ibizinosi, si sentiranno alternativi, altamente selezionati, speciali e pertanto intimi e affiatati, come i nostrani politici di Sinistra. Almeno l'un l'altro. Sono proprio brutti a vedersi, ma sono tanti, e decidono per me. I poveri in tutto li vedi dalla cattiveria ghignesca che tutta un'esistenza di illusioni coriacee ma troppo care da realizzare gli ha marchiato addosso. Guarda quella vecchia panzona dal gonnone vintage come si accarezza quell'ebete già fatto e trasgressivo a quest'ora da cinquantanni. E meno buio ma buio ancora, le edicole dentro e fuori la dogana sono aperte e non c'è un solo passeggero con un quotidiano in mano, l'unico segno di sicuro progresso: che i giornali morissero (cioè che vivessero proprio di quelle sovvenzioni e direttive governative che li hanno asfissiati, insieme alla pubblicità svanita) non è più un mio mero augurio di decenni fa, è realtà, e ben gli sta.


Quando non si è abbastanza dignitosi da tacere del tutto sentimenti e istinti non corrisposti, bisogna almeno restare sulle generali, fosse pure in un testamento. Gli unici sentimenti sicuri e duraturi sono quelli comprati. Fine della moneta, fine della recita - della gratuità e di ogni altra genuinità. Mai e poi mai farne una colpa e darsene merito (nemmeno di essersi reingoiato tanto amore senza farlo pesare o addirittura scomparendo di fatto dalla vita dell'indifferente, del calcolatore, del bravo giovane oggi il cui solo disinteresse consiste nel diventare un mantenuto in prospettiva), succede e basta, anche di piacere ma non abbastanza o di piacere troppo per ragioni o fini che non piacciono a te ecc. La finta umiltà dell'innamorato non ricambiato che ci tiene a farti sapere con quale  abnegazione sa continuare a soffrire in silenzio mi manda in bestia e mi fa capire quanto sia stato fortunato a scartare dalle mie passioni una zecca simile, quindi non voglio diventarla io. Poi una certa età dovrebbe irrobustire il senso del limite, propaggine di quello del ridicolo, e farti capire che senza compromessi, di natura sempre economica, nessun sensato con 25 anni di meno mima gratis un trasporto fisico che di psichico non ha niente a che spartire con te, i tuoi denti cariati, le gengive infiammate dalla nicotina, la pelle vizza, la scoreggiona che ti sfugge alzandoti dalla poltrona alla calata del sipario e va a vivacizzare le ultime note dolenti dal golfo mistico. É tutta colpa mia se non sono ricambiato, ma purtroppo più pago (anche usando troppo intelletto per una conquista del cazzo o troppe repliche teatrali) più scema il mio interesse - e pensare che la merce umana è la più a buon mercato di tutte, accessibile anche al più avaro, anzi, promettere ottiene più del dare, ma è un tabù invalicabile per me! Non essere o non essere più ricambiati in amore dovrebbe essere solo la grande occasione o per recriminare contro se stessi, nel mio caso, o, per i più, per allargare i cordoni della borsa. Ricordati di non lamentarti mai della scarsità avuta in cambio, e che colui che ti respinge, e proprio per il fatto di respingere te, dimostra di avere quel qualcosa in più che forse gli presupponevi o no, ma che di certo non meritavi tu. E tanto meno io. Morale? Acqua in bocca, a costo di annegare. A.B.

venerdì 3 aprile 2009

Giancarlò, franscmòn, on pé pà continué com sà...

martedì 31 marzo 2009

Ridammi i pezzi e i sogni che m'hai venduto pls (that's what I call a popdrama song)

Sono giorni che è come se girassi col CIF e la pezzetta, quindi poco tempo per il blog. Giusto il tempo di postare un'altra canzone di A Camp: quando partono degli archi e il testo è torchissimo, vengo immediatamente posseduto dal demone del Drama. A me fa impazzire 'sta canzone. (pulsantone verde a destra per ascoltarla, aspettando che si carichi)

Love has left the room

The party is over, but I can't get sober

Obsession is towing me deep down down


Love has left the room

It fled out the back door

And all that I asked for was forever more

Or a real bye-bye

It didn't say bye-bye


I let go if you just tell me

Give back the pieces of dreams that you sell me

They trick my mind

I let go if you just let me

I will forget you if you will forget me

I'll slip your mind

I will slip your mind


Tie me to the mast

Cast me in iron

I hear the sirens

They sing of desire

The fatal kind


This love is my last

My final possession

Most violent caress

It's a beautiful mess 

And it's deep down down

It's really deep down down


And I let go if you just tell me

Give back the pieces of dreams that you sell me

They trick my mind

I let go if you just let me

I will forget you if you will forget me

I'll slip your mind

I will slip your mind


Once it settles down

And the fire has burned out

What do you think you'll find 

Poking through the embers

Memories that sting

With the splinters of your doubt

Things that you can live without

So I die, give back the pieces

And dreams that you sell me

And trick my mind


I let go if you just let me

I will forget you if you will forget me

I'll slip your mind

I will slip your mind

I will slip your mind

I will slip your mind

I will slip your mind

I will slip your mind 

martedì 24 marzo 2009

(improvvisi) Mancamenti e grattini (improvvisi)

18.3.09 Che sensazione strana, deve essere la compressione di un nervo nell'ernia cervicale, tutta la costata di manzo che gira improvvisamente sul soffitto mentre mi sento sprofondare e come se il cuore si arrestasse per qualche secondo, devo stare attento a non morire, a prendere fiato, anche cadendo e sbattendo la testa su uno spigolo di mobile dozzinale finto provenzale o conficcandomi in un'orbita il coltello sporco di  mostarda, ma poi, piuttosto che mi venga una paralisi, mi sembra tanto di guadagnato. Niente è più uggioso del dolore, mi stufa subito, sono in grado di apprezzare ben altro. E adesso cos'è tutta questa ventata di freschezza non piagata e già marcia che prende posto di sbieco davanti a me?


Due morosini! Che carine le coppiette di post-adolescenti che parlano fitto fitto faccia faccia al minuto tavolino di un ristorantino francese dall'altra parte della Manica e dunque qui in questo preciso istante, lei, seriosa per intensità di sguardo fisso negli occhi altrettanto azzurri di lui, ovale imperfettibile, i capelli biondo miele arruffati come appena saltata fuori dal letto, in apparenzasenza trucco però le palpebre nerissime e lunghissime una separata dall'altra, le belle braccia nude e lui, biondo rosato, di una educata rudezza, virile con scioltezza, una peluria a pizzetto sul mento, il profilo elegante, irregolare, le labbra carnose quasi violacee, tumefatte e screpolate di recente, ecco, lui che ora con una mano pilucca una patata e con l'altra sotto il tavolino va a farle ilgrattino al gomito! E che equilibrio tra il prendere e il dare, che rispettosa generosità, che armonioso sentimento di appartenenza.
Chissà che letture hanno fatto. Questi due mica spinellano o sniffano, sono troppo semplici e ben allevati, questi non hanno bisogno di un vuoto di memoria per tirare avanti rompendo i coglioni al mondo perchése li rompono loro, questi due erano già sfuggiti alle trappole di massa ognuno per conto suo prima di incontrarsi, questi due stanno bene insieme perché starebbero bene anche ognuno per sé. Oh, come sono splendidi, e rari! Dunque la vita avrebbe potuto essere un po' così, almeno il tempo di arrivare in due dalla bistecca alla panna cotta.Ah, come mi incanta l'amore, come mi rallegra che esista in qualche carne intelligente ciò che fa per me solo a parole!

Morirò in viaggio, dopo aver perfezionato un esperanto mai usato e mille modi di dire per pepare una conversazione mai fatta? Mica pretendevo il grattino.  Quando ripenso alle mie ultime "amicizie", romane, mi sembra di aver ricevuto forfora in cambio dello scalpo. Siccome non so mai se il servizio è compreso, visto che mi dà sui nervi guardare qualsiasi altra voce che non sia la somma in fondo,lascio sempre la mancia. Non posso sbagliare proprio adesso, magari come mi alzo stramazzo a terra e poi devono pure chiamare l'ambulanza per uno stronzo che non ha lasciato neppure il 10% di regola. (Mi sono retto benissimo in piedi - e la sirena continuo a farmela da me.) A.B.

domenica 22 marzo 2009

Comportamenti che potrebbero ingenerare rivolte Popolari

Rosellaargh Ma va'? Cioè, tu mi vuoi dire che davvero per essere chic non servono i soldi? Ma è straordinario! Insomma, cazzo, è quasi rivoluzionario! E' tranciante! E' inaspettato! Quindi insomma devo per esempio rivedere tutto il mio pensiero su Ricucci?!

Io credo che a farsi fare delle foto così,  non si tratta d'esser spiritosi. Al contrario provochi, come suggeriscono sempre i bugiardini, degli effetti indesiderati; che quasi mai càpitano, ma che càpitano.

domenica 15 marzo 2009

Ninth commandment is so passè

6a00d8341c78c953ef01053700af9d970b-800wi.jpg 15.3.09 Brighton, faccia al mare e al sole, in attesa che mi diano la camera; già il primo litigio dopo 5 m (più degli imprenditori gay mi stanno sui coglioni solo i gay che non sono nemmeno imprenditori: le arie doppie che si danno per schivare il soffocamento in agguato!) I transferts non abitano più qui, sono stati trasferiti tutti presso popolazioni più cattoliche o più mussulmane, meno progredite, più miserevoli e miserabili, più africane e filippine e messicane tuttora in balia della criminale e totalitaria propaganda teocratica di cui noi evoluti, civili, democratici e indefessi lottatori  contro il Male (la Verità Rivelata, la verità in tasca) possiamo meritatamente fregarcene e ridere per deridere e mandare al (loro) diavolo. Per esempio, "Non desiderare la donna d'altri" è un comandamento oggi che potrebbe al massimo calzare a pennello alle lesbiche, e solo a quelle antiche che ancora devono darsi la pena di fare le rovinafamiglie perché per loro una moglie sarebbe più desiderabile in quanto più "proibita" di una vigilessa single di media stazza e quindi più femminile, proprio come lo è un marito per una veterochecca che scambia per il non-plus-ultra della virilità un surplus di depressione e di crudeltà mentale (spesso psichiatrica, sempre tricologica - caduta dei capelli). Oggi, logorati i cari sensi di colpa e quindi le mediazioni, i succedanei, le tortuosità pineali (i tranferts, insomma), a nessun uomo mediamente intelligente verrebbe più in mente di perdere tempo a desiderare la donna del suo migliore amico col rischio che ci stia: si fa l'amico, punto. A.B. P.s. E i baci nooo? Quelli sempre.

sabato 14 marzo 2009

Cancri di competenza

Londra 14.3.09, h 07,15, H.P., nei giardini di Peter Pan. "Ti sei mai chiesto quanto tempo hai sprecato a fumare?", avverte il solito cartellone anticancro ai polmoni, anche se il cancro più gettonato qui è quello alla cervice, peculiare alle donne, forse a causa della millenaria fatica di sopportare tanto peso inutile. E non ti sei mai chiesto quanto tempo hai sprecato a non dire quello che pensavi e a dire quello che non pensavi per non pensarci più? O a perfezionare un'illusione d'amore che con l'amore c'entra come un finocchio canterino in un acquario sospeso tra le stanghe di una gabbietta? E dove lo metti il tempo sprecato  dentro e fuori e avanti e indietro in qualche stupida carne incapace di suscitarti una sola parola di qualità per rompere la solitudine almeno l'istante dopo? A ognuno il suo cancro di competenza, tuttavia mica è quello visibile il più mortale, per male che ti vada sai dove porta, ma quello invisibile che ti arresta per sempre? E il tempo sprecato a metterlo a frutto, allora, e non allorché ti è andata male, ma allorché ti è andata bene? Mi fai accendere, per favore, se ci riesci? A.B.

venerdì 13 marzo 2009

Avviso alla Nazione in crisi

E' da un po' che sto scrivendo un romanzo, credo molto buffo e noir, dal titolo "La presentatrice morta". Prevedo di terminarlo dopo Xfactor e prima dell'estate ;)

Flat Busi

6a00d8341c78c953ef01053700af9d970b-800wi.jpg Sms 12.3.09 Ormai ho riposto ogni speranza in Brighton - da domenica in poi -, qui a Londra è pressoché impossibile fare una chiacchierata estemporanea non a pagamento con un inglese che non sia un senzatetto con un pidocchioso passato eterosessuale e un presente di pisciasotto - quindi spiccioli per una birretta e, desumo, relativo pannolone. E concepibile una checca homeless? Chi non ha un superattico va a donne, chi ce l'ha va con chi vuole. Siccome scrivere implica scrivere ancora e sempre di umani me compreso e fare di una storiella una storia (quella capitata a degli umani mai "come me" e pertanto obsoleti sé come tutti),  smettere di scrivere non è che una mezza soluzione: se vivi più del dovuto perché non sai che fare delle dodici ore giornaliere che prima passavi a scrivere, loro ti capitano addosso ovunque. L'insegnante, ormai privato, di Inglese mi ha chiesto, tanto per ingrassare un idiomatismo, se, svegliandomi regolarmente alle 5 ed essendo quindi un early bird (per gli interessati: "un uccello mattiniero"), a quell'ora ero di cattivo o di buon umore. Gli ho detto che bisogna essere almeno in due per dire se sei di umore così o cosà, che io, svegliandomi e anche vivendo perennemente da solo, non ho un umore, che a pensarci bene non mi sembrava di averne avuto uno da anni, e che non c'era niente che volessi fare tanto quanto non volessi fare. Lui sovrappensiero ha tirato una linea retta, rettissima, sul foglio dicendo, "Una vita piatta, insomma". Che ingenuo. A.B.

giovedì 12 marzo 2009

Aldignolo

Sms 11.3.09 Globalizzazione del bigottismo: dietro richiesta di alcuni studenti di tutte le nazionalità del mio corso di Inglese, sono appena stato allontanato dalla scuola (privata, e a Londra!) per aver espresso la mia contrarietà verso gli eufemismi usando termini a citazione quali "nigger" e "faggot" e "(Dr) Down" e "Paki" e dato vento al mio disprezzo e per ogni religione e per i troppi miliardi in più di umani che le donne e gli uomini, invece di farsi sterilizzare per i prossimi vent'anni e di fatto distruggendo il pianeta, continuano a sfornare alla cazzo di cane per dare un senso alle loro stupide e irresponsabili esistenze senza vita. La direttrice, medio orientale color nocciola non spelata, era pallida di terrore: ha ripreso un po' di colore quando le ho garantito che non avrei fatto storie e che poteva tranquillamente ritornarsene nel rassicurante abbraccio dei suoi protetti nemici naturali. Mica ha capito: guai difendere le vittime, specialmente se di mestiere. Ormai è Italia ovunque. E baci, darwiniani con moderazione - una scimmia non sarà davvero troppo? Aldo Busi

Lo sapevi che l'Amore può uccidere chiunque?

Colonia
Nel 2001 uscì sotto lo pseudonimo di A Camp, l'album solista della cantante dei The Cardigan Nina Persson;  molto bello e che non ebbe il successo meritato. 
E' da poco uscito il suo secondo album dal titolo "Colonia" che mi pare notevole e che vi consiglio di comprare. Qui ascoltate premendo il tasto verde a destra il primo singolo estratto (che non è nemmeno il miglior brano) "Stronger than Jesus"

Who told you love is the Alfa and Omega? 
And that your heart will lead you to the only one? 
It’s a curse, it’s the hammer that will break you, 
It’s a poison hidden in a bon bon 

Don’t you know love is stronger than Jesus? 
Don’t you know love can kill anyone? 
Bring it on; wars and diseases 
You know that love can do you like a shotgun 

Can’t resist them, the sailors and the soldiers 
Taking aim, a rabbit on a rifle range 
Pay no mind to what your mama told you 
You’re the fool who’s chasing down the candy cane 

it’s a riddle how lovers can stay alive 
but we bloom and breathe in all decline 

Don’t you know love is stronger than Jesus? 
Don’t you know love can kill anyone? 
So bring it on; wars and diseases 
You know that love can do you like a shotgun 

o, oh no 
o, oh no 

See the people heading for disaster 
standing in line just looking for a little fun 
love is a fire, a hot hot blaster 
with a vengeance burning in the Kongo sun 

We’ll believe there’s trust in strangers 
any monkey looking like a saviour 
It’s a riddle how 
we’re still living now 
Oh, how little we know, oh 

Don’t you know love is stronger than Jesus? 
Don’t you know love can kill anyone? 
so bring it on; wars and diseases 
You know that love can do you like a shotgun 

giovedì 5 marzo 2009

Austin Dykers

Insomma questa stagione finale di "L Word" si basa essenzialmente su sfrenare lo spettatore a diventare Miss Marple, snocciolando puntata dopo puntata possibili moventi per chi ha ucciso Jennifer Scheckter (vi ricordo che nella prima c'è l'epifania della sua morte e nelle puntate successive si va a ritroso prima del suo assassinio).
Di fatto lei ne combina tantissime a chiunque, di una cattiveria a volte fine (perché Jenny "è" intelligente), a volte immotivata (perché Jenny "è" matta); nella sesta puntata però c'è un momento assolutamente Mike Myers o Groucho Marx veramente pecoreccio e risibile. Non tutte le lesbiche riescono col buco.   

mercoledì 4 marzo 2009

Introducing LaPuzzolenza 16

Facesepiap
 
Scusate la latitanza (lavoro...)
La trovate qui.

mercoledì 18 febbraio 2009

I libri degli altri

Mi fa mia sorella, mentre deposito per terra a casa sua un altro sacco di carta stampata rilegata e copertinata di cui ho liberato casa mia, "Ma tu i libri degli altri non li leggi?", "Leggo solo i libri degli scrittori", e tralascio di aggiungere "come me" per non irritarla, "E come fai a saperlo se non li apri nemmeno?" - e questo perché, di tutti i pacchetti contenenti libri che indirizzati a me dalle varie case editrici arrivano a lei, mai e poi mai me ne sono portato appresso uno: scartato il plico, il mio commento è sempre, "Vedi se ti interessa, altrimenti buttalo" -, "So, so". Mi arriva di tutto, dai romanzi a manovella degli israeliani (tutti insopportabili senza eccezione; ma se i libri degli ebrei in generale mi hanno sempre rotto le palle, Roth compreso, niente in confronto a quanto me le rompono quelli degli arabi e dei sudafricani oggi più in voga) all'autoagiografia della Bignardi all'ennesima parabola cristologica dell'Augias ai ciclostilati Lucarelli/Camilleri. Tuttavia, mia sorella e mia nipote e mio cognato sono impazziti per l'ultimo parto della Mazzantini e hanno fatto un tale can can in giro che buona parte delle copie vendute in Lombardia partiranno dal loro innocente entusiasmo, e sono contento per la Mazzantini, con tutte quelle bocche che ha da sfamare. Per me potrebbero benissimo morire di stenti anche indicibili. Ho pregato tanto ogni casa editrice di non mandarmi la paccottiglia che pubblica alla cieca, cioè di non mandarmi niente, che i libri che voglio me li compro: niente da fare. Sperano in una mia recensione, visto quanto ho fatto vendere a fronte di quelle poche  cui mi sono volentieri abbassato per una sfida tra me e me -  è incredibile, ma io godo di una credibilità che forse in Italia nessun critico può vantare. A parte il fatto che non saprei nemmeno più dove farmela ospitare, nelle mie recensioni ho sempre fatto sconti enormi (Ammaniti, perché era giovane, Maugham perché era morto, Agnello Hornby perché siciliana emigrata, e poi quel canadese cialtrone, pubblicato da Adelphi, di cui mi sfugge ora il nome), sebbene oneste: in tutte si dichiarava che i testi in esame erano di autori (di, si sperava, cassetta, ma ben meritata) per lettori da ombrellone o da dopo sci che desiderassero un'alternativa all'illustrato, e infatti alcuni di quei romanzi vendettero centinaia di migliaia di copie, proprio come dei rotocalchi. Oggi sconti non ne farei a nessuno, nel senso che oggi non farei più nulla per promuovere il volume (d'affari) di un artigiano, per quanto bravo o anche solo bravino. Ho promosso molto, a voce, il libro di Saviano, e ancora prima che uscisse, e ho brigato personalmente affinché lui, ancora del tutto sconosciuto, andasse al festival della cellulosa di Mantova, e di recente ho tolto il saluto a una persona a me cara da anni perché non ha ribattuto niente a uno che, in mia assenza, le ha detto che secondo lui Saviano è "un infame",  il che non significa che il libro non sia scritto un po' così, grondi di almeno cento pagine di ripetitività, sia editato con involuta insipienza scritturale, presenti dei grossolani salti di, si fa per dire, stile, come se ci avessero messo le  mani troppe signorine dell'ufficio stampa, e non dica proprio niente dell'affaire usura in cui fu coinvolto il cardinale Giordano e parenti: troppo facile in Italia denunciare tutti meno che la Chiesa, madre e pezza d'appoggio di tutte le omertà. Insomma: un coraggio a metà, e non è che Saviano si sia mai sprecato nelle sue interviste nostrane e foreste sulle fortune politiche, se non economiche, del suo editore, Berlusconi. Chissà cosa succederebbe alla sopravvivenza della sua scorta se solo lasciasse balenare che Dell'Utri dovrebbe aumentare la taglia dei suoi gessati. Però il suo reportage qui e là aveva l'acre odore della verità, e per me questo è bastato a sorvolare sulle pecche della scrittura, lagnosamente sensazionalista e tanto sincopata quanto prevedibile come i rintocchi della campana da uno a dodici a mezzogiorno e poi da uno a dodici a mezzanotte, la stressante mimica di una sintassi molto Stella Pende anni Ottanta e quindi molto bariccata Scuola Holden 2000. Lui sarà anche un  martire, ma il sospetto che sia un martire alla moda è insopprimibile. Di fronte a un fenomeno internazionale del genere, è naturale avere sentimenti contrastanti, ma uno su tutti prevalga, commiserazione a parte per la prosa: Saviano è in buonafede anche se non lo fosse e va difesa la sua libertà di scrivere come può e come sa. In malafede sono solo i suoi milioni di acquirenti non lettori, che prendono lucciole per lanterne e si sentono illuminati. Mica hanno letto Busi! Quanti di loro sono in grado di leggere e di apprezzare, per esempio, "Vendita galline km 2"? Una sporca dozzina in tutto? Quindi, si possono vendere milioni di copie e ancora non è successo niente, ancora nessuno ha letto qualcosa: e perché non c'era niente da leggere (che già non si trovasse ampliamente sulle gazzette della quotidiana incultura e subcultura giornalistica), e perché a monte non c'è alcun Scrittore, e perché un lettore-lettore è una creatura rara come il suo Contraltare. E perché gli unici colpi che ha ricevuto il "Sistema" sono quelli alla porta, preannunciati con largo anticipo. Se oggi Saviano è quel che è, è in larga misura  grazie a Susanna Tamaro che non è più quel che era - e sotto un altro. Ora, attentare alla vita di Saviano da parte dei Casalesi sarebbe incongruente, e anche un po' irriconoscente, come se le Orsoline attentassero a quella della Susanna. Inoltre, Saviano è in odore di Nobel: come punizione, se proprio, non basta e avanza? L'editoria è una industria a fini lucrativi non più strana di tante altre: crea induzione verso il basso dove sono possibili i grandi numeri, quindi, come quella di preservativi, punta al familismo, alla sua perpetuazione, punta agli istruiti ignoranti di massa che ogni tanto si danno una velleità “civile” a modico prezzo, mentre la Letteratura esclude qualsivoglia ideologia “mirata”, e per il pro e per il contro. Per assurdo è sempre un caso se l'editoria pubblica un'opera di Letteratura, non è il suo mestiere e nemmeno il suo fine. Può succedere, ma per svista, e con la stessa frequenza con cui a una fabbrica di bottoni scappi di fare i buchi a una perla.  Quindi a me di gente pubblicata che mi ruba tempo per leggere di gioie e dolori della coppia, di trasgressioni e idealità impiegatizie per poi sposarsi e fare figli e guerre e genocidi e pulizie etniche e apartheid e tormentoni soliti, non mi importa niente. O meglio: se questo è il punto, da solo non basta perché a un testo non debba preferire un audio-visivo. So già a fine di pagina uno come inizia pagina cento, ecco: diciamo che, non presentando il linguaggio alcuna novità, non è certo con una trama anziché un'altra che tutte insieme possono attrarre il mio interesse. Mai iniziare un libro il cui senso sta solo nel come finisce, mai nel come procede. Quanto ai libri del cosiddetto impegno, sono di per sé intrisi di una tale saccente ipocrisia (e parzialità di vedute) che mi stomacano già nella sacca del postino. A ben vedere, si potrebbe riassumere un libro di duecento pagine in un trafiletto di venti righe e la mia coscienza ovvero crescita di essere sociale non sarebbe cambiata e migliorata di una virgola - perché ciò che non stravolge l'estetica ricevuta, non sfiora l'etica da rifondare. Sono libri di autori immancabilmente sentimentali che provengono dal giornalismo dell'Ordine, dalla magistratura, dalla politica, dalla televisione, dalla Sacra Famiglia dei valori acquisiti come un destino, dalla, infine, Prima e ultima Comunione che li ha resi dei furbacchioni standard, spesso degli incapaci cari al macinino dei media che li esalta per esaltare se stessi e la propria, inscavalcabile (secondo i medesimi, non secondo me) forza promozionale: siano essi produttori di libri sulla religione o sul desiderio frustrato di avere prole, su omicidi passionali o camorre o mafie o carriere avvocatizie, sono tutti uguali. Letto uno, letti tutti. Uno Scrittore non ha un argomento del cuore e nemmeno una tesi del cuore, non sarà mai seriale, perché non lo è la lingua adottata, quasi sempre inventata, e grazie a questa lingua fa esplodere l'ovvio (reazionario) nella testa di chi lo legge, gli dà la prospettiva che lo irrita, che non voleva né cercare né trovare. Il libro di uno Scrittore per restare nel tempo deve farti provare disgusto di quello che sei ora. Ovviamente può trattare di personaggi in slums o magioni e in ogni forma di abitacolo al mondo, di clan e di lobby, di banche e di cosche, di Magliane e di Unesco, di Chiesa e di Mammona, ma l'oggetto della sua denuncia non è mai disgiunto dall'unica denuncia possibile: contro se stesso che lo scrive e, superfluo dirlo, contro il suo peggior nemico: chi lo legge.  Aldo Busi

lunedì 16 febbraio 2009

Arsenio Busin

Aldo_face1 Sms 15.02.09 17:17


Stansted Airp. 15.2.09 Be', ho fatto in modo di non avere più granché da fare a casa, a parte rientrare ora, ma con tutto comodo, per perfezionare la denuncia (ah, che superflua formalità: se li prendono è meno umiliante che se non li prendono) per furto con scasso - auto nuova, dei lingottini d'oro, o forse solo placcati, vecchio dono di una persona riconoscente, e chissà cos'altro, anche se di valore per un incettatore spiccio non ho davvero nient'altro. Sono stati dei ladri molto gentili, a quanto mi è stato riportato al telefono, tutti i cassetti a soqquadro ma nessun vandalismo, niente oggetti rotti tanto per fare. Spero che con il ricavato della refurtiva un padre di famiglia possa finanziare un master in filologia romanza in quel di Oxford a un piccolo rom o a una sfortunata piccina leghista. Senza alcun rancore, figuriamoci, e mille grazie se ritroverò le tre cuffie sferruzzatemi da mia madre nel pieno dell'Alzheimer, che a lei arrivò  comunque solo a 89 anni, mentre a voi arriverà molto, molto prima. Parola di Scrittore - per "voi" mica intendo solo questi di ladri! A.B.

mercoledì 11 febbraio 2009

Jacob, de "Il Vizietto"

lunedì 9 febbraio 2009

Commosso Aldo

Aldo21 Sms 08.02.09 14:09


Londra 8.2.09 Mi ero dimenticato di come può essere emozionante l'amore, almeno virato su pellicola: sono andato a vedere "The reader", e malgrado la disturbante incongruenza del Tedesco sostituito dall'Inglese non solo nell'apparente doppiaggio mai avvenuto, ma nelle scritte sulla lavagna e nella prosa dei libri, ogni scena di nudo tra il ragazzino che (nel 1958) legge romanzi ad alta voce e l'attempata ex kapò che si vergogna di essere analfabeta mi ha commosso al ritmo di una quasi lacrima per ogni carezza, per ogni sguardo, per ogni colpo di reni, per ogni silenzio tra i due, per ogni schiaffo, per ogni lacerante ricordo, per ogni pagina che li incolla insieme sino alla morte. Tante sono le morali del film, ma a me adesso preme solo fare questa domanda ai miliardi di giovani che sciupano la loro vita su Internet o guardando gli espliciti amorazzi tra gli arroganti ignoranti televisivi e che in tutta la vita non leggeranno nemmeno tante pagine quante ne comportano le poesie di Catullo: come potrà conoscere l'amore chi non ha conosciuto l'amore per la Letteratura? Anche se poi il miracolo erotico consisterebbe, appunto, nel condividerlo con qualcuno questo amore per la qualità della parola e detta e scritta... Ecco perché, infine, "The reader", come tutti i film incredibilmente realisti e civili in senso ampio, altro non è che un ruffiano, per quanto bellissimo, film di fantascienza. Ma, per sole 9 sterline, che sospiri da zia piena di odio però senza rancore, e che rimpianti per tutti i ricordi che non mi è stato permesso avere! A.B.

AmbiLesbo

Filmatino molto istruttivo direttamente dalla terza puntata di "The L word".
Dopo essere state molto amiche, Jenny e Shane decidono di leccarsela: e fin qui tutto giusto perché, a differenza dei ricchioni che mai e poi mai, le lelle anche se sono amiche da 20 anni e non hanno mai giaciuto insieme, all'improvviso e senza nessuna avvisaglia si mettono a tracimar saliva. Bene.  
Non è credibile invece che la loro amica Alice appena lo scopre, si metta contestualmente ad avvisare le amiche comuni perché questo, a differenza dei ricchioni che sempre e poi sempre, una lella difficilmente lo fa, la lella non sputtana; ma metti caso ci fosse una lella pettegola che lo faccia, non è credibile che le altre amiche si mettano a ridere, a dire dei "disgusting" a caso, perché questo davvero andrebbe contro all'eventualità che conoscono bene, e cioè che all'improvviso si mettano a leccarsela con una loro amica. Fine della lezione, la prossima settimana interrogo a caso, a meno che qualcuno si proponga volontario...

domenica 8 febbraio 2009

Cretini palesemente infelici

Aldo21 Sms 07.02.09 20:16


(sms da Londra del 7.2.09 a un italiano residente in Francia che mi fa notare la crescente rabbia politica, travestita da amenità, dei miei ultimi goal in rete) Carino, l'Italia ha bisogno di una Riforma finalmente interna, quindi busiana, e di un movimento antifascista che per essere credibile oggi deve muovere da una destra europeo-liberale, perciò anticlericale e antiberlusconiana, la Sinistra esistente essendo morta per sempre. Siccome dare il Nobel per la Pace a Englaro rischierebbe di essere un boomerang tra le dentiere parlanti dei malpensanti e dei papalini in generale ("Sì, per la pace eterna!"), propongo di dare quello per la Pace a me e a lui quello per la Letteratura. Baci da Portobello Road anche a Sarkozy per la dura e circonstanziata strigliata a Brown che ha abbassato la VAT ovvero l'IVA di due punti (con un danno erariale di 12 mila milioni di sterline e relativo fallimentare indebitamento pubblico) nell'illusione di ridare vita ai consumi. La crisi è epocale e strutturale, non del momento, ed è  incorreggibile perché non sta nella roba (che qui e altrove nessuno vuole neanche gratis), ma nel cervello della gente; se si fanno altri debiti a ulteriore penalizzazione del Pil, ebbene sia per investire nelle infrastrutture e nelle nuove energie, nella scuola, nella ricerca: questo ha detto S., un Presidente con le palle - basti vedere con che languore nelle spossate, penetratissime membra Carlà reclina la testa sulla sua spalla, e come se lei, che premeditatamente è scivolata di un bel po' sulla sedia, fosse bassa uguale per la ragione di Stato insita nella simmetria da dare a intendere tra i bacini inchiavantisi. E se recita, è amore doppio, e triplo il valore dell'amante che porta ogni donna a modellarsi a tanto. Perché le coppie politiche italiane emanano solo muffa da logora strategia della sopravvivenza e mai un po' di charme erotico? Il minimo che si può dire è che siamo governati e informati da cretini palesemente infelici - e viceversa. A.B.

sabato 7 febbraio 2009

Magagne sottaciute

Aldo2 Sms 06.02.09 12:08


Sms da Londra 6.2.09 Pioggia, neve, neve, pioggia, gli interessi bancari scivolati ieri all'1% e oggi azzerati allo 0%, e c'è una fila di masochisti piccoli risparmiatori davanti a un teatro che mette in scena tale "Three days of rain": e perché non "Tre anni di inflazione e di disoccupazione e di guerra civile e di umidità al 100%"? La lettura degli strafatti fatterelli italiani (Eluana, costretta dai bigotti a subire la sindrome di Lazzaro, Genchi e le intercettazioni, la Chiesa che si pronuncia su ogni scoreggia parlamentare e giudiziaria, il negazionismo a cucù, l'obbligo dei medici di denunciare i malati clandestini ecc.) su un superfluo giornaletto milanese (con un ridicolo fondo, da piccolo ostello dell'ordine dei giornalisti, a difesa dell'eroica buonafede e onestà e intransigenza di un paio di direttori di testate sbruffone, esemplari per modestia intellettuale e culturale e di tiratura, tacciati di lobbismo nella memoria processuale contro alcuni tipici immacolati Angelucci anche, ovviamente, editori di gazzette) dà il colpo di grazia alla mia storico-enciclopedica nausea: come spiegare a questo finto ingenuo che firma il fondo che il lobbismo giornalistico si fa non per intromissione ma per omissione? Non è necessario lodare o difendere un imprenditore/editore impuro o la sua produzione o impresa non cartacea, basta tacerne le magagne! Tuttavia, un'utopia a lieto fine: se Fini, Soru, Di Pietro, Bonino e Bersani insieme fondassero un partito, indifferentemente di destra liberale o di sinistra non cattolica, per essere tutti più sicuri che non prevalga alcun ego i discorsi glieli scrivo io. A.B.

giovedì 5 febbraio 2009

Lettera di mio padre ventiduenne ai suoi genitori ritrovata il giorno del mio compleanno

Pesaro li 17 settembre 1942 XX°


Carissimi Genitori,

non mi meraviglio affatto della trascuratezza che avete nello scrivermi, in ogni modo come vedete, io non vi lascio mai senza mie notizie.
La vita in caserma procede bene: io mi do molto da fare colla banda e ciò mi procura molte soddisfazioni. In occasione della festa del Principe Ereditario ho diretto la banda in piazza. Anche i giornali hanno riportato l'avvenimento. Ve ne accludo uno: "Il resto del Carlino" di Bologna.
Il figlio del Colonnello Ferrario che sta a Pesaro e che è mio amico, ha scritto al padre pregandolo di fare qualcosa per me, onde farmi venire a Rodi. Io spero di ottenere qualcosa. Ora siccome il Reggimento del succitato Colonnello non si trova in città, non vorrei che appena venuto a Rodi io mi prendessi una fregatura. Siccome non avete mai combinato mai nulla per la mia venuta, io vi chiedo di fare una cosa molto importante. Andare dal dirigente del Governo che si occupa della radio e della scuola musicale e ottenere da lui un posto per me in qualcuno dei succitati posti, onde assicurarmi la permanenza in citta. Va bene?
Io aspetto sempre notizie per la mia andata in Germania, ma è logico che per venire a Rodi io rinuncerei con piacere anche alla tournèe tedesca.
Mi hanno fatto Caporal maggiore ieri, e ciò tutto per meriti musicali. Tra un mese sarò sicuramente sergente e allora la mia condizione militare sarà molto migliorata. Infatti esiste una circolare ministeriale che dice: "Chi possedendo un titolo di studio ed avendo il grado di sergente, dopo tre mesi di permanenza in zona di operazioni (Rodi come sapete è zona di operazioni) può diventare sottotenente".
Se rimango a Pesaro continuerò senz'altro i miei studi di composizione e se a giugno sono ancora qui darò gli esami per il diploma di viola. Un diploma in più non fa mai male.
Vi accludo una mia fotografia fatta in questi giorni, è venuta molto bene, noterete infatti che mi sono irrobustito un po' con la vita militare.
Il vaglia alla fine del mese mandatemelo per telegrafo e prima della fine del  mese. Ai giorni d'oggi i quattrini servono sempre prima del tempo.
Spero di ricevere presto vostre notizie. Tanti abbracci dal vostro affezionatissimo

Romeo

lunedì 2 febbraio 2009

La Gente

Aldo_face0 Sms 02.02.09 11:01


2.2.09 La gente, ecco: la gente è quella mogia delle sale d'attesa dei poliambulatori convenzionati, quella pendolare sui treni della vergogna nazionale, quella del prendi 3 paghi 2, quella che sin da prima mattina intasa il bar tabacchi grattando con una moneta i variopinti tagliandini che la immiserisce e ingrigisce sempre più; la gente è quella anziana a ogni età, come è vestita e tinta, senza sguardo, l'espressione di una sconfitta senza più lamentela anche a sedici anni; non ha niente del lustro televisivo cui si aggrappa in ogni momento libero per sognare, per protrarre il sonno che l'avvolge da sveglia; la gente decide le elezioni e il senso comune, la gente è quella che dice che esistono anche preti buoni, "impegnati nel sociale", e non capirà mai perché sono proprio quelli i peggiori, che con il loro raro buon esempio suffragano e rimpolpano lo spesso abominio criminale delle gerarchie sacerdotali; la gente è quella che dice cosa c'entra la religione con la politica e poi magari vota a sinistra, immemore che Dio è di Destra e che finora la provvidenza e la misericordia divine non sono mai costate un salto di pasto a un solo papa. Plasma marcio ovunque giri il bianco degli occhi. Ci vorrebbe una rivoluzione debitamente sanguinaria grazie a un paio di aristocratici in più, a parte me, o almeno una di quelle belle e per un po' risolutive spagnole di una volta. Baci flamencati. A.B.

sabato 31 gennaio 2009

L'Invidia

Pam

Filippo Viero, La Pampa, Guido Torlonia - Roma Gennaio '09

lunedì 26 gennaio 2009

Il più spiritoso di tutti

Il manifesto programmatico del gruppo di discussione "Costantino della Gherardesca" su Facebook ha come sottofondo un jingle sinistro e da tv dell'Est anni '70. Il manifesto programmatico ha dei dictat precisi e modernisti, più Dada che Futuristi...

mercoledì 21 gennaio 2009

Lo que no es necesàrio, suele ser extraordinario

Quiero flamencos rosas
y otras cosas que no sirven para nada
Me quiero retocar, remodelar
Hay mucho aún por mejorar


In Italia ci scordiamo di avere dei testi così spiritosi ed intensi come quelli dei Fangoria. E' uscito il singolo "Mas es Mas", prodromo all'album, ed è chiaramente un bonbon. Vamos a brindar con copa de champagne para celebrar que mas es mas, como en un cabaret donde soy la vedette borracha de frivolidad... ;)


martedì 20 gennaio 2009

I will eat dirt, I'll crawl on glass (La donna della tua amica NON si scopa)

Insomma la prima puntata è andata in onda e parte col cadavere di Jenny in barella e tutte le lelle a piangere stravolte... Poi un bel: 3 months earlier. E qui c'è questa scenetta educational su come sia disdicevole leccare le patate altrui..

sabato 17 gennaio 2009

La morte di Galeazza, Lesbica e Pazza

Ajenny

Oddiosanto: il 18 gennaio inizia la series Finale di L Word e insomma la notizia è che Jenny Schecter viene assassinata; poco male perché personaggio veramente tagliato troppo ad accettate di stranezze, troppo lipstick per essere lella, troppo matta per essere credibile. 

Ma, Oddiosanto: chi l'ha uccisa?

mercoledì 14 gennaio 2009

Today's song (l'amore scacciapolvere)

Non mi faceva tanto piacere pubblicarla perché io questa canzone la copio (ma lo farò lo stesso eh eh...). Il primo album di The Bird and the Bee era molto gradevole. Questo secondo (che non è ancora uscito in Europa/America ma che ho trovato in Giappone) è strepitoso. Si chiama "Ray Guns are not just the future" ed è bello proprio tutto. Da qui l'estratto "My Love" (che peraltro a occhio e croce dovrebbe piacere molto a Vanity Fab...) (schiacciare il pulsantone verde a sinistra, aspettare il download per ascoltare)

My love let me go again 
Right back, back to the top of the
Slide down sad clown
Oh oh oh oh oh 
My clown let me love you 
What’s that back to the back of the rebound 
Clown hang around 
Oh oh oh oh 
Hey boy wont you take me out tonight 
I’m not afraid of all the reasons why we shouldn’t try 
Hey boy wont you make me out tonight 
I get excited when I think of crawling into your arms 
My light take me there again 
up top to the top of the 
free fall a great wall 
Oh oh oh oh oh 
My mouth let me kiss again 
sift out, sift out all of the dust 
hole black hole 
Oh oh oh oh 
Hey boy wont you take me out tonight 
I’m not afraid of all the reasons why we shouldn’t try 
Hey boy wont you make me out tonight 
I get excited when I think of crawling into your arms 

lunedì 12 gennaio 2009

X

Oggi inizia X Factor #2. Il desiderio dell'altr'anno s'è avverato e cioè di fare un programma del quale non vergognarsi e di trovare qualcuno che avesse un oggettivo riscontro di vendite. La controprogrammazione è oscena e non credo ci siano a disposizione numeri per farne di grandi. Quest'anno ci sono dei concorrenti fortissimi e, ironia della sorca, si inizierà con una canzone il cui testo mi ipnotizzò  facendomi decidere di andare via da Roma.

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