Marco è divino in ogni molecola del suo rappresentarsi: voce, sguardo, gestualità, fisicità, c'è una disarmonia apparente che non finisce di stupire per come si superi all'istante in una insolita,geniale, stupefacente armonia. Lascia ammirati, e tanto di più perché non è affatto sexy. E baci. A.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti, Musica e Cinema, Televisione | Permalink | Commenti (6)
Qualcuno si ricorderà del video amatoriale "coccolare" girato a Tokyo in piena stupidera con la Pina.. Bene, qualcuno l'ha visto e detto fatto è diventato un programmuccio che andrà in onda in primavera su Nat Geo Adventure.. Ma per testare il tutto nel frattempo s'è fatta una sorta di zero in Lapponia. Ma poi s'andrà, chiaramente, verso il sol levante..
Scritto da Peppi nella Televisione | Permalink | Commenti (1)
Tag Technorati: Diego Passoni, La Pina, Ma che freddo fa, Nat Geo Adventure, Peppi Nocera
A:ma crisctooo non avvisiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
B: eh
B: lo so
A: la brendona bruciataaaaaaaaaaaaa
B: mi ha svegliato mia sorella
A: eccezionale
B: la tristezza
A: inutile dirti che mica è lei
B: ah no?
A: l'estetica vorrebbe che non fosse lei no?
B: magari s'era fatta ricca
A: che c'entra?
B: non lo so, sono appena sveglia
A: parlo dell'estetica del colpo di scena
B: ah, ok, sì, certo
A: nel senso che se è bruciato tutto e insomma che siamo moderni, ma perché dovrebbero avere degli scampoli di dna di una uoma da confrontare? E' l'unico motivo per il quale varrebbe vivere a Roma: queste morti burine e torbide.. con la Cesaroni c'ho campato un'estate intera
B: :)
A: amica non sei Watson per niente, svegliati e dì
qualcosa
B: sono ancora completamente addormentato, e sto
cercando di fare una cosa
A: meno male che c'è Andrea dalla chat che mi dice
adesso "scopriranno lo scambio di trans dalle zinne in silicone che hanno
un codice identificativo, risparmiato dal fuoco perchè protetto da un reggiseno
della perla, con struttura al titanio"
B: gli impianti col gps, adoro
A: eh?
B: le zinne con dentro il satellitare
A: e meno male che c'è la V. da Barcellona che non
sapeva niente e che pronta ha detto "Vedrai che ora dovremo pagare come
contribuenti le scorte a tutte le trans di Roma"
Scritto da Peppi nella A e B | Permalink | Commenti (0)
Ci vuole un uomo di immensa intelligenza e cattiveria per riconoscere una donna senz'altro scaltra e sputtanare in due minutini il manifesto della sua carriera. Mai fare le spiritose con certa gente, si viene sbranati per peccato di presunzione. Rispetto a moltissime delle sue colleghe, Victoria Cabello è capace di intrattenere, sebbene incistata in certi manierismi e moduli ripetitivi che alla lunga rischiano di tediare. Paolo Villaggio è un gigante.
Scritto da Peppi nella Televisione | Permalink | Commenti (3)
(Grazie a "B"!)
Scritto da Peppi nella Politica? | Permalink | Commenti (0)
10.11.09 dall’aeroporto di G.
Io, non essendo un ciarlatano ma credendo abbastanza in un bel bagno, nelle cure fisiatriche, in un pasto caldo e in una buona dormita, non avrei mai la faccia di tolla di sermonare, “Venite a me, o voi che siete affaticati, e io vi darò il sollievo”, portandovi via intanto quel po’ che vi è rimasto, ma metterei il seguente annuncio, anche su “Famiglia Cristiana”, “Stanchi morti, sporchi, affamati, disoccupati, ammalati e incarogniti ma disponete degli ultimi 350 euro per tentare di uscire dalla miseria morale che vi sta spingendo verso gli artigli di un Salvatore? Da Barbino, locanda con cucina, sauna, massaggiatore, ambiente cordiale e chiacchierino, 12 ore per rimettervi momentaneamente in sesto e poi come sempre i cazzi migliori al mondo: cazzi vostri!”. A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Dunque: plaiddino, popcorn no, meglio dei salatini di riso giapponese, forse una birretta per superare lo shock, mi appresterei, qualora l'Autrice avesse la grazia di accontentarmi, con molta paura e sprezzante del pericolo d'essere ritenuto troppo scandaloso e/o moderno (molto di più di un qualsiasi "prelievo" della Brendona a Marrazzo o, ehm, di Marrazzo alla Brendona), ad ascoltare dalla viva voce di Alessandra Borghese tutto quello che vorrà rivelarmi sul contenuto della sua nuova produzione letteraria dal titolo francamente spiazzante "LA VERITA' CHIEDE DI ESSERE CONOSCIUTA". Forse è davvero troppo per il mio povero cuore.
Scritto da Peppi nella Costume | Permalink | Commenti (3)
Ormai devi proprio essere un genio adamantino di prima lucentezza perché non ti facciano dei funerali di Stato: se li fanno a Fernanda Pivano, è perché li stanno preparando per Signorini, Ferrara, Arbasino, Rossella, Mieli, Scalfari, Dalla, Alberoni e signora, e a, uno per tutti, Zero? Di sicuro, se li fanno a Alda Merini, dovranno farli anche a Cossiga. A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (3)
Perché il sentimentale, fascinoso, sensualtriviale García Lorca, che certo non scriveva dell’antifranchismo che ne causò l’assassinio, è un grande poeta (civile!) e Pasolini no? Perché il primo viveva l’unica vita tollerabile per un poeta, cioè per un cittadino qualsiasi, viveva una vita politica, senza rete di protezione alcuna, politica in ogni dettaglio della sua personalità e delle sue azioni, mentre il secondo scriveva la poesia più intollerabile e trombona per chiunque, una poesia politica, restando poi nella vita, specialmente sessuale/privata e quindi civile/pubblica, un superficiale sentimentaloide pieno di vizi doppiogiochisti, di miopia misogina e omofoba, di plagiario narcisismo piccolo borghese – nonché di segrete richieste di aiuto e di spinte ai finti nemici (notamente a Andreotti, niente di meno). Triste la sorte toccata in Italia ai due più grandi poeti della modernità: Rimbaud è stato oggetto di un saggio di tale Minore, un modesto travet cattolico che spudoratamente in Lui si identifica, Lorca è stato tradotto da Carlo Bo, il più onorato, pigro, servizievole e scientemente pavido dei cani da guardia, dalla salda poltrona, del democristiano clericalismo accademico. (Ho appena letto il riassunto che un quotidiano spagnolo fa dell’intervista rilasciata ieri alla Stampa da Confalonieri sui casi giudiziari e l’innocente, non antidemocratico peronismo di Berlusconi: ho riso talmente tanto, mi sembra il promo più azzeccato per l’imminente spettacolo di Daniele Luttazzi al Nuovo di Milano). A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (2)
Lungi dal fare un discorso di pura Estetica, soffermarmi sul Canone è insidioso e troppo sfaccettato e soprattutto non risolverebbe la questione: sono esagerato io o siamo davvero circondati da mostre marine? Non parlo solo di Brendone, dico in genere: trascendiamo dal gusto particolare di qualcuno che preferisca una trans sfatta, dico, ma avete presente le donne biologiche che affollano i rotocalchi italiani? Di quelle che s'accompagnano ai potenti ce ne sia una, ma una che sia decente e plastic surgery free. Una nazione è vero che si racconta dai propri governanti ma anche dalle loro accompagnatrici, appunto cesse, spicconate, con zigomi riempiti e nasi tagliati con le forbicine per le unghie, come una qualsiasi moglie di calciatore, come un accertato disastro.
Scritto da Peppi nella Costume | Permalink | Commenti (1)
Bè secca fare il professorino, ma Kirkpinar aveva già postato più di un anno fa la clip di "50 bocca 100 amore" del casto divo Immanuel.. Attualissimo, precursore, profetico. Chettelodicoaffà.
Scritto da Peppi nella Costume, Miti Assoluti, Politica?, Rileggendo | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: Brendona, Immanuel Casto, Natalì, Piero Marrazzo, Trans
Scritto da Peppi nella Costume, Musica e Cinema | Permalink | Commenti (1)
A: sì
D:
chissa cosa c'è dietro
D:
comunque sembra che quelli ricattassero altre due politici
A: eh
ma chi
D:
Imprenditori, avvocati, calciatori, giornalisti, un ex pilota
di
Formula uno: per i trans tanti i clienti importanti
Lo
scandalo fa tremare la Roma dei vip
"Quei
carabinieri hanno fatto vari colpi"
Il
viados Thaynna: scucivano migliaia di euro in contanti o assegni. Ora abbiamo
paura
A: ah
sì letto
D:
thayanna è un cesso: davvero posso mettermi anche io
A:
comunque in questi giorni bisogna comprare solo "il messaggero"
D: ah..
ma hai visto che cesse queste? come fanno ad andare tutti da loro?
A:
quelle saranno superdotate
D:
beh ma ci saranno anche le superdotate fighe o no
A: ma
sai, secondo me questi che si credono importanti magari anche con le troie
normali sono generosi
D:
vabbé ma allora mi getto sul marciapiede con una parrucca
A:
non vieni benissimo, ma tenta
D:
beh dai questi sono dei cessi veri
A: sì
delle chimere, ma forse la perversione è proprio là
D: sì
le stanze che odorano di fritto, loculi
fatiscenti in cui la televisione col satellite parla portoghese, urla da una
porta all'altra, lametta e schiuma da barba appoggiate sul lavandino accanto a
un reggiseno, spesso enorme.
A:
una domanda seria: ma la brendona e natalì siamo sicuri che non sono operate?
.. no perché carmelita, la trans che s'innamora del senatore Darling in
"Dirty sexy money" e viene uccisa alla fine si scopre che era operata
D:
quando si operano smettono di lavorare di solito.. ma chi cazzo ci va con una
cessa pure operata?
Scritto da Peppi nella A e D | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: Brendona, Carmelita, Dirty sexy money, Natalì, Piero Marrazzo
Certo che la D'addario, per non parlare di Noemi Letizia, saranno nere di rabbia. Che delle disgraziate dal nome di Natalì, Brendona, Tabata etc possano in un batter di ciglia rubare la scena così come potevano immaginarselo. A Marrazzo escludo che piaccia la coca, il cazzo immagino di sì; oddio, il cazzo di trans non il cazzo tout court, perché sennò sarebbe stato tutto molto più facile e niente scandali e niente Vie Gradoli, niente Monte Antenne, niente di niente. Come ricorso storico diventa all'improvviso e una volta di più attuale l'aforisma di Jane Fonda: "La figa piace a molti, il cazzo piace a tutti", ma questo le varie Brendone lo sanno benissimo dato che è principio fondante della loro professione. A me fa tenerezza e non pena Marrazzo. Dovrà di certo rivedere i suoi accessi manichei da "Mi manda Raitre", per il resto penso che meriterebbe d'andare altrove per recuperare al sole la sua felicità.
Scritto da Peppi nella Costume, Politica? | Permalink | Commenti (3)
22.10.09 Sarebbe così facile essere indimenticabili, basta
ovviare allo spirito di rapina a tutti i costi: prendete per esempio una
vittima totale (quale un uomo maggiorenne al soldo non è mai), una ragazza
abusata dai suoi aguzzini iniziali, i suoi magnaccia, e finali, i suoi clienti,
trattate la marchetta alla tariffa più alta del senza preservativo e caricatela
in auto e portatela in un ristorante usandole la comune cortesia dovuta a una
persona comune, parlatele del più e del meno senza scopi salvifici, fatela
ridere, amaro o dolce fa lo stesso, sdrammatizzate la vostra paura di essere
scambiato per l’ennesimo farlocco impotente pervertito e la sua paura,
crescente, che non lo siate affatto, se si lamenta perché il tempo è scaduto
allungatele subito l’intera tariffa prima che le squilli il telefonino,
equivalente per lei del braccialetto elettronico, e ditele che la rinnovate, se
arriva un venditore di rose comprategliene tre-amore anche se personalmente le
userei per fustigarli a sangue e sulla strada del ritorno, durante i cui minuti
il suo terrore per il peggio in agguato raggiunge l’intensità dolorosa del suo
terrore di un’improvvisa gioia in pericolo, prendetele la mano sinistra e
portatevela alle labbra sfiorandola con un bacio e riaccompagnatela con cautela
dove stava prima, ed ecco, siete arrivati sul posto da dove l’avete prelevata,
mettete mano di nuovo al portafoglio attenendovi scrupolosamente al saldo
convenuto senza un solo, offensivo euro in più, ringraziatela della compagnia e
addio. A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (3)
Sono a Londra con Chrisa, Haris e Thanos, tanto per godermi addosso gli occhi di commowealthari facilitati al disprezzo nei confronti di un'accoppiata così appariscente come quella italogreca. Ho visto tre mostre: "From Beatles to Bowie" e "Gay Icons" al National Portrait Museum, due cagate messe in croce senza alcun criterio da sembrare un accozzaglia di immagini trovate su google dopo aver digitato i rispettivi titoli, e "Pop life" alla Tate Modern; tralasciando dei Warhol stravisti al kilo, Basquiat e Haring che col passare degli anni confermano d'essere sempre stati una truffa, un Cattelan (che detesto), dei Murakami non male, c'è una stanza Koons davvero notevole del periodo certifico-che-ficco-il-cazzo-(maggiorato nella finzione artistica)-nella-topa-della-star-ungherese veramente spiritosa e da vedere. E a proposito di figa, ho passato il tempo a scrutare le donne inglesi in libera uscita al weekend. Nude. 5 gradi al massimo e nude. Minigonne, molte senza calze, molte spalle scoperte, alte, gambone, tettone, fregne che peseranno un otto kili, capelli capelli capelli, incedono con tacchi altissimi che le fanno strascicare per la strada ondeggianti e distrutte dall'alcool iniziato ad ingerire verso le sei del pomeriggio. E' davvero impossibile non notarle, perché appunto tante e soprattutto sole, prepotenti e malinconiche al tempo stesso. Vorresti pagare un escort fuori misura come loro che le caghi un po', perché i pochi uomini ai quali s'accompagnano sembrano tutti minuscoli, distratti e perdibili. Credo che dei trans farebbero loro meno paura, ma come al solito penserò male.
Scritto da Peppi nella Viaggi | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella Politica? | Permalink | Commenti (0)
A: ahò
C: ehi
A: che fai
C: leggo la arcuri su chi in ritardo
A: ma tutte le foto della laurea di eleonora? mica pensavo che Chi fosse diventato così famiglia riferito.. in pratica le prime 20 pagine sono su berlusconi
C: se non includi quelle di tre anni fa di borromeo e santoro, che sono un pizzino che va nel conto
A: già robdematt... hai letto marina sul corriere?
C: no, cheddice?
A: aspe…
http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_10/manca-marina-berlusconi_98441f2a-b562-11de-8656-00144f02aabc.shtml
C: madonna mia
A: beh quella almeno è la figlia innamorata del papà
C: mah secondo me in questo paese si rompono troppo i coglioni a lui e non abbastanza a lei
A: ma insomma, ma veronica quando si decide a far qualcosa...
C: sarà ancora viva?
A: oddio dici Notorious? oddio scrivo un post subito! oddio ho paura per lei!
bisogna fare qualcosa!
C: imbecille, secondo me è imbalsamata da mesi
A: tipo Tito?
C: l'imperatore del giappone, castro, robe così
A: ooohhhh
C: ecco, castro mi pare l'esempio perfetto
silvio ha sposato un comunista
A: oooohhhh (stupore)
Scritto da Peppi nella A e C, Costume | Permalink | Commenti (1)
8.10.09, h 10,30 Ah, il lodo Alfano! Le leggi ad personam! Le corsie preferenziali! I grossi studi legali che digrignano i denti come cani da combattimento! Mezzi economici a dismisura! Ricorso all’ipnosi da promesse, ricchi premi e cotillon anche parlamentari! Gli scambi di baldacchini di regali con Putin, dall’espressione così rassicurante, amica, sodale! Schiere di scherani prezzolati per inneggiare all’ideale e alla causa contro i comunisti, che di tutte le patacche propagandistiche di una destra delinquenziale è la più patetica! I comunisti in Italia, ma quando mai? Magari! Per contro, quanto a parsimonia e talento sbaragliante, mi viene in mente Rossellini e la penuria di pellicola di cui soffriva girando “Roma città aperta”: la leggenda vuole che Anna Magnani doveva limitarsi a rincorrere la camionetta su cui viene scaraventato dai nazisti il suo promesso sposo, non a cadere e a essere ammazzata sotto il fuoco del mitra, ma la Magnani inciampò, franò a terra lunga e distesa e Rossellini, che non poteva permettersi di buttare via tutta quella pellicola pena doversi arenare lì e licenziare le maestranze, cambiò la sceneggiatura sui due piedi e ne nacque un capolavoro assoluto della storia del cinema. Pochi mezzi, grandi invenzioni – il bisogno acuisce l’ingegno, no? Nel nostro caso, il bisogno di tenere fede a comuni regole democratiche, qualsiasi cosa succeda, qualsiasi minaccia brandisca il “nemico” o il pericolo o la paura o… l’inadeguatezza al ruolo assunto, non altro.
Che senso ha tagliare ogni traguardo se si è un ciclista dopato come Pantani? O li taglio perché sono o Bartali o Coppi o mi do ad altro, fosse pure all’ippica.
Un grande uomo, un genio dell’umanità, uno statista vero lo si vede quando la coperta, già stretta, si accorcia ancora di più, non quando, di dritto o di rovescio, si procura lana fino a non arrestarsi nemmeno di fronte all’abigeato o a requisire per il proprio gregge tutta l’erba brucabile a danno degli altri allevatori. La mediocrità di Berlusconi uomo – e dei suoi corifei – risalta tanto di più nel suo pretendere per sé politico-imprenditore leggi speciali, proprio perché con le sue proprie forze, servendosi di una legislazione comune a tutti gli altri, non saprebbe fare nemmeno un passo, se non inevitabilmente all’indietro.
Io non mi scandalizzo se Berlusconi (e ogni altro imprenditore medio o grosso che sia) sottrae allo Stato soldi e tasse e fattura in nero una fetta grossa o piccola che sia, nessuna azienda sopravviverebbe se si attenesse alle leggi erariali oggi vigenti (solo per pochi, lavoratori a busta paga in testa), mi scandalizza che Berlusconi Primo Ministro le tasse non le abbia abbassate a un sopportabile 33% per tutti invece dell’insopportabile 70% che è sempre toccato a me e ai pochi contribuenti fiscali totali, visto che questa sua lacuna governativa (che avrebbe richiesto risoluzioni un po’ più complesse, intelligenti, persino didattiche in fatto di durevole civiltà della convivenza sociale che non l’ennesimo colpo di spugna di uno scudo fiscale) è altrettanto grave, e infangante, della mancata legge sul conflitto di interesssi a opera, almeno, dei governi D’Alema e Prodi.
Quanto alla bocciatura del lodo Alfano, salvifica anche per Berlusconi e quel poco di ritorno al buon senso che forse è tuttora in grado di fare, molto rumore per nulla: sono sicuro che ora i giudici si premuniranno, come già in passato, di assolverlo un processo via l’altro se proprio proprio non faranno in tempo a cadere in prescrizione in toto, al massimo inseriranno nelle sentenze alcuni cavilli qui e là di spuria dialettica a monito futuro dell’impenitente birichino in cui adombrare una certa dose di correità nei crimini imputatigli, ma minima, per carità, giusto per gradire, un po’ come hanno fatto con Andreotti a Palermo che risulta, sì, collaterale alla mafia, ma solo un cincinin, fino a un determinato anno e da lì in poi ha deviato strada e si è votato all’assoluto pentimento e riconoscimento dell’errore fatto senza mai più ricadervi. Io se fossi Berlusconi, ci farei su una risata: perderà un po’ di tempo in qualche aula di tribunale, tutti i media saranno per lui, ci saranno milioni di cittadini che lo ameranno/invidieranno ancora di più, nel bene e nel male sarà diventato l’uomo della modernità più famoso del mondo, e ormai lo è almeno quanto lo è stato Mao, suvvia, lo schiaffo diventerà tanto più sonoro per chi ha osato darglielo e osannarne l’eco; quanto ai 750 milioni di euro che la Fininvest dovrebbe rifondere alla Cir di De Benedetti per il danno subito dalla corruzione dei giudici che portarono Berlusconi a possedere la Mondadori, mi taglio le ultime palle rimaste se mai scucirà un centesimo. Legalmente legittimato, ovvio.
Be’, l’unica buona notizia per noi italiani è, per l’appunto, che Berlusconi, dovendosi di tanto in tanto scomodare personalmente a fianco dell’avvocato Ghedini e assentarsi dal ruolo di Primo Ministro per presenziare in tribunale, ruberà del tempo al suo dovere costituzionale: per quello che ne ha fatto finora, speriamo che se la prenda comoda. Tuttavia, a me quest’uomo fa pena soprattutto per la sua modestia estetica: poteva cantare le sue stornellate accompagnato da Claudio Abbado e i Vakagher Philharmoniker e si accontenta di Apicella, poteva chiedere delucidazioni sulla laicità dello Stato a Margherita Hack e invece si accontenta di darle lui a Patrizia D’Addario e all’on. onorario Bertone su chissà cosa, poteva godere del franco sorriso o della rabbia scatenata dell’unico e insostituibile Aldo Busi esistente sulla Madre Terra e si deve sorbire il ghigno di furba mestizia di un ennesimo Capezzone.
Diciamolo? Diciamolo: ma che merda di vita!
A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (1)
Scritto da Peppi | Permalink | Commenti (1)
Scritto da Peppi nella Miti Assoluti, Musica e Cinema | Permalink | Commenti (1)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella Musica e Cinema, Televisione | Permalink | Commenti (6)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Bisogna proprio essere in malafede per sottoscrivere appelli per la libertà di stampa in Italia! L’avessero mai usata se non per mettere il bavaglio a un’opera come la mia e in ridicolo o in castigo chi l’ ha scritta! Loro se ne fregano? Bene, userò il mio caso come misura di tutte le cose relative alla parola libertà: me ne fregherò di loro e, alla luce del fatto che stanno per uscire in libreria altre otto ristampe di altrettanti miei titoli esauriti, me ne fregherò alla grande. Questo Boffo, un luridone ipocrita istigatore di odio omofono non meno di quel triste figuro di Bagnasco nelle sue criminali omelie, sul suo Avvenire dei miei insanati coglioni ha più volte sovrapposto omosessualità a pedofilia e questo basterebbe da solo a riservargli o la ghigliottina o la castrazione chimica. Certo, è pur sempre un cadere dalla padella alla brace, ma tra il malvestito Feltri (ma l’avete mai visto Ezio Mauro col vestitino della festa?) e l’azzimato checcone svelato nazicollaborazionista Boffo (difeso da “Repubblica – oh Dio del ciel son pur sempre una colomba!”) sto col primo, pur sapendo che alla prima occasione propizia si fregerà della stessa sovrapposizione infame, ma intanto scappellate a non finire. Berlusconi che minaccia la libertà di stampa la spinge a esistere, almeno a cominciare, egli è un benefattore verso quanti, sentendosi minacciati, i permalosi fanagotta, portano in primo piano, più che una virtù esercitata, una promessa di perdere il vizio di sentirsi i depositari della verità e dei suoi filtri monopolistici. “Repubblica” è il manifesto del fascismo di sinistra, punto, come ebbi a dire a Michele Serra non ieri, ma un lustro e passa fa: non ha mai mosso una riga sensata per un mio romanzo, dovevo prima entrare nel clan e sentirmi un eletto, figurarsi io! Ma che vadano pure a impiccarsi alle loro rotative ferme! Tutto ciò, s’intende, detto col cuore e la mente volti più che mai a sinistra non appena ci sarà. Oggi l’unica posizione politica davvero democratica è essere più che mai e contro Berlusconi e contro i suoi detrattori (non tutti, solo quelli italiani). E baci, atterrato or ora a M. A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (3)
Scritto da Peppi nella Televisione | Permalink | Commenti (4)
Scritto da Peppi nella Personale | Permalink | Commenti (2)
18.8.2009
Purtroppo
c’è sempre uno spossante proemio per tutto ciò che tocco io nell’ambito della
comunicazione a mezzo stampa, il che allunga il brodo ma restringe anche le
interpretazioni su cosa è il giornalismo in Italia: un clan di parassiti
addetti al rifiuto del lavoro.
E’ successo che F.M., venuto a pranzo a casa mia, intanto che
aspettava i soliti gnocchi al limone filtrato con aragosta al cognac, una a
testa, ha letto due brevi testi che avevo scritto di getto e poi si è
scandalizzato perché non avevo pensato affatto a pubblicarli, a darli a un
quotidiano, pur sapendo che ho querelato a suo tempo sia il gruppo
Repubblica-Espresso sia il Corriere della Sera e che già anni e anni fa
interruppi la mia già sporadica collaborazione alla Stampa perché censurato (il
mio articolo su Comisso fu pesantemente massacrato dal direttore, ora del tutto
defunto, di Tuttolibri, ma non fu l’unico caso; inoltre, gli articoli beceri,
bigotti, stupidi apparsi sulla chiusura della sauna Antares di Torino ancora
gridano vendetta e da allora io non ho mai più comperato una sola copia della
gazzetta sabauda); è vero che non scrivo più romanzi, ma di tanto in tanto
qualcosa mi sfugge, faccio la stampata e la butto nel sacco delle carte del
mese che finisce in cantina e neppure mi passa per la testa di contattare
chicchessia per renderlo pubblico; tuttavia, data l’insistenza di F.M., che
sottolineava la grana civile dei detti testi e che non rendendoli accessibili
facevo comunque un bel danno (?) al Paese (?), ho davanti a lui cercato il
numero di telefono della Stampa di Torino su Internet cliccando Pagine bianche
e ho chiamato, ben sapendo che era il giorno di Ferragosto e che non avrei
trovato, speravo, nessuno; invece è venuta l’unica cronista presente in
redazione, Monica Perosino, molto, molto carina e spiritosa (“Oh, ma che bella
cifra che chiede! I giornali sono così in crisi!”, e io, “Il che è pur sempre
grasso statale che cola, visto che stanno in piedi con gli aiuti governativi e
che se ne guardano bene dal fare qualcosa per il disgraziato nostalgico lettore
che ancora li compra”), le ho spiegato anche il dietro le quinte della mia
telefonata fatta per dimostrare la mia buonafede a F.M., oltre il contenuto dei
due testi (“Una richiesta di assunzione fatta a Carla Bruni Sarkozy e l’altro è
su diritti civili, omofobia e clericalismo anche degli attuali contendenti del Pd in
ballottaggio. Sarò buono, voglio cinquemila euro al lordo per entrambi”) e
siamo rimasti d’accordo che il lunedì (quindi due giorni dopo), al rientro, il
nuovo direttore (di cui ignoravo tutto, e anche il nome e, una volta dettomi,
anche la parentela: F.M. mi è testimone) non avrebbe mancato di telefonarmi in
mattinata per farmi sapere se era interessato o no all’acquisto (Perosino dava
per scontata almeno la curiosità di leggerli, visto che non gli costava
niente); a dieci a mezzogiorno del lunedì, quindi ieri, chiamo Perosino, che
non risponde; richiamo il centralino, chiedo di parlare con la segretaria del
direttore, la quale mi dice di non sapere niente, di non avere alcun incarico
da parte di Perosino, la quale probabilmente avrà contattato direttamente il
direttore, che rientra dalla ferie nel tardo pomeriggio; aggiunge che chiamerà
subito Perosino, che si trova fuori sede, e che mi richiamerà al più presto; do
di nuovo il mio numero di cellulare, arriva sera: nessuna telefonata.
Infrazione di ogni regola comportamentale, di ogni civiltà, buon senso, totale
disprezzo verso l’interlocutore e, quel che è peggio, mancanza di curiosità
intellettuale e, almeno, professionale. A questo punto, dubito persino che il
tale direttore abbia letto almeno “Casanova di se stessi”, visto che di cognome
fa Calabresi.
Poi
si dice, per l’appunto, che i giornali sono in crisi: a quando la loro
definitiva e salutare morte?
Un’altra considerazione: si dice che Repubblica e La Stampa
siano gli unici due quotidiani nostrani anti Berlusconi, ma basta a farne due
buoni quotidiani di una qualche credibilità terza e consistenza civile? E basta
attaccare Berlusconi per considerarsi di Sinistra e poi, a tutt’oggi, chiamarsi
Franceschini e Bersani e, a differenza di Di Pietro (mirabile per furbizia, ma
almeno mirabile per qualcosa), non essersi ancora pronunciati sulla sentenza
del Tar circa gli insegnanti di religione di cui è questione nel testo che
segue? Secondo me no, perché non basta essere antiberlusconiani se non si è al
contempo pro Busi, quindi il sospetto che Berlusconi sia in definitiva di gran
lunga migliore di chi lo attacca (semmai è il caso di dar credito a un’enormità
del genere: a me sembra nient’altro che un accordo tra le parti assegnate) si
fa di giorno in giorno sempre più consistente.
E lo
dico, sia chiaro, come avvocato del diavolo di me stesso, non altro.
Bene,
a proemio finito, ho deciso di buttare in rete a titolo gratuito uno dei due
testi in questione e lo faccio per una sola ragione, per la pressione morale
che ho subito da un occasionale e privilegiato lettore, non diventerà
un’abitudine. Ricordo che il testo può essere ripreso da qualsiasi sito ma che
non può essere oggetto di sfruttamento commerciale su carta.
Ferragosto 2009 ore 2
Io non ho mai dichiarato i miei gusti sessuali pensando così di
legittimarli e di forzarli in una dignità che già non avessero di per sé, ho
dato bensì voce altisonante al mio legittimo disprezzo ideologico, direi
carnale, verso ogni forma di oscurantismo e di dispotismo, dunque, qui in
Italia, verso la religione vaticana che mi proibiva biblicamente di avere preferenze e capricci
dopolavoristici al di fuori della normativa sessista promossa, almeno a parole,
per la sua sopravvivenza e trionfo. Io odio la tenebra da senso di colpa e la
morbosità da rimozione e la violenza a fior di pelle dei chierichetti e dei
frustrati a vita, penso che l’omosessualità maschile e femminile, se sanata dai
complessi di peccato e di abominio imposti dalle religioni monocratiche, sia il
toccasana e il sale della vera civiltà universale a pari merito
dell’eterosessualità, perciò soltanto la determinazione personale e
individuale, la volontà, la responsabilità, il libero arbitrio non imposto ma
mutuo e la dolce intesa alla luce del sole tra cittadini parimenti adulti e
maturi mi eccitano e sono il mio lievito naturale da sempre (il che significa
che la mia vita sessuale è stata modesta, e l’unico autentico godimento di cui
serbo ricordo è consistito nel descriverne gli scacchi, le frane, i bidoni,
l’ideale ostinato sempre più patetico e surreale man mano che vado
invecchiando, la frenesia apatica in crescendo, la schizzinosa promiscuità e il
senso di nausea galoppante che poi tutto ha travolto e annientato, dirottandomi
ancora giovanissimo verso una vana e molto vanesia astinenza con tutte le
sembianze esterne della foia più partecipe, un coinvolgimento più psichico da
ricercatore che non emotivo da parte in causa, anche se ero e se sono a battere
in un parcheggio, in una stazione ferroviaria, in una sauna, in un cinemino
porno, tanto, come ho scritto, l’amore per me batte solo alle tempie, piattole
a parte; adesso che faccio mente locale, non mi viene in mente nessun episodio
in cui, non dovendomi una volta tanto accontentare, non abbia preso le distanze
magari già con una cappella a tutto sesto nel culo e la mente architettata in
uno pneuma altrove, all’esodo dall’immeritato e sproporzionato supplizio; infine,
l’unico aggeggio di cui si può fare del tutto a meno in caso di omosessualità
maschile è un secondo uomo a parte te; io poi, scrivendo, mi facevo anche da
terzo, l’orgia era contemplata già nel privé della mia sintassi).
Io né sono né non sono omosessuale o eterosessuale: fermo
restando che sono filo-capitalista per fatalità storica e non per miope
tornaconto, sono innanzitutto anticlericale, antifamilistico, antinazionalista,
antirazzista, antifascista, antiberlusconi, antileghista, antiarcigay, antistronzista
e basta, e, a parte che non mi piacciono gli orientali e che non saprei più che
farmene di un arabo o di un monegasco, la mia sessualità esula da qualsiasi
condizionamento fideistico e politico e classista e economico e farmaceutico
(del legislativo posso fregarmene alla grande: uno non mette a nudo il proprio
pensiero per decenni nei suoi atti quotidiani e nella sua opera letteraria come
me per poi dare a qualcun altro la soddisfazione di scoprire che l’intemerato
era solo un fintone che nascondeva immonde libidini, e niente mi ha fatto
schiumare di rabbia sanguinaria come la sovrapposizione omosessualità/pedofilia
divulgata dai malati più ortodossi al potere, e più inartigliati ai cordoni
della borsa custode della verità più rivelata e più ultima su cosa è e cosa non
è la Natura, di cui hanno depositato il brevetto loro e guai a metterne in
discussione le royalties; io ho sempre parlato della pedofilia altrui e di come
mettere dei paletti all’età del consenso per limitare ai miei concittadini i danni
da fanatismo sessuofobico-cristiano, perché i preti e i loro cani da guardia
tutto perdonano ma non chi osa andare a caccia sul terreno loro per lascito
divino, e ne ho parlato in termini alquanto blandi, geografici spesso o di
seghe a due o a gruppetti di innocenti rionali del sottoproletariato che, non
essendo mai stati in gita scolastica né a Milano né a Torino né a Venezia e men
che meno con pernottamento presso i Piccoli Padri del Santo Prepuzio, non
sapevano neppure che el büs del gnao poteva servire a altro che a essere
pulito con una foglia di gelso; ho parlato di pedofilia separando i bambini dai
cosiddetti minori, le vittime totali dalle vittime, se mai è il caso,
parziali, ricordando magari che nel non remoto Stato di San Marino l’età del
consenso è di quattordici anni da mo’, ma personalmente, e lo ribadisco sin da
quando ero ragazzino, mi sembra ridicolo e noioso scopare con qualcuno che
abbia meno di trent’anni, e anche in questo caso nove volte su dieci c’è tutto
un tira e molla per convincerlo a togliersi il termometro al mercurio benedetto
dallo sfintere o almeno il ciuccio dalla bocca). Non ho mai pensato di dichiararmi gay (etichetta che negli anni
Cinquanta neppure esisteva) bensì illuminato da filosofi, pensatori, poeti,
scrittori, scienziati dalla Grecia in su escludendo l’Italia a parte me (faute
de mieux, mi sono dovuto parecchio illuminare da me, con tutta la
fatica che comporta fare prima luce agli altri che non la vogliono né intendono
sospettarla) e progressista e “assolutamente moderno” (ben oltre Rimbaud, che è
un reazionario cristologo ben prima che alla morte la sorella Isabelle possa
manipolarne le carte che non dà alle fiamme), e se fossi stato un vigliacco di
mondo o un anticonformista di maniera o un comune frocetto in carriera, e
quindi un cattolico come tutti, che mi dichiarassi o non mi dichiarassi
sessuato così o cosà non avrebbe fatto alcuna differenza, avrei dovuto versare
pur sempre e vita natural durante lo stesso obolo al peccato e alla salvezza o
dannazione di chi si decide per il “vivi nascosto”, infernale sfumatura del
quieto vivere, sarebbe stato come esporsi al sacro vincolo del matrimonio di
giorno per poter essere più liberamente costretto a andare a puttane di notte,
perché quello è il sistema e al sistema non si sfugge, il rito di un’ora è una
cosa, la ritualità di prassi un’altra. Dichiararsi gay non è una
garanzia o una moratoria contro l’ipocrisia e il perbenismo e il servilismo, ci
si può dichiarare gay quanto vegetariano e restare un ipocrita o quanto meno un
imbecille per tutta la vita, una marionetta a servizio dell’amorale morale che
le regge i fili e che è la stessa a fornirle gli slogan di omologata
contestazione e passeggera insubordinazione. La maggior parte dei gay
dichiarati (lasciamo perdere quelli ancora più disgraziati) non ha alcuna
coscienza politica e civile, proprio come qualsiasi maritino che tiene famiglia
e quindi l’alibi buono per qualsiasi nefandezza contro le famiglie altrui e
soprattutto verso i celibi e le nubili che non condividono la sua isteria
machista di invaginatore di successo, e a nessuno preme strapparsi il
guinzaglio e usarlo per darlo senza pietà sulle orecchie di chi gliel’ha messo,
si accontentano tutti di farselo allungare un pochino, anche se spesso
l’allungarlo per sé significa vederlo accorciarsi ulteriormente al collo di
qualcun altro più debole e indifeso, fosse pure solo un umile umiliato per sua
propria convenienza, un defraudato di mestiere. Come è intellettualmente
e eticamente e urbanamente possibile che uno si dichiari gay o lesbica e poi
resti un cattolico che foraggia il suo nemico per eccellenza da millenni nella
speranza di trarne un qualche beneficio, materiale o immateriale che sia, un
seggio parlamentare o un’assoluzione addirittura? L’ho straripetuto: un
omosessuale cattolico è come un ebreo nazista. Che il gay cattolico pratichi
critiche alle gerarchie porporine e suggerimenti buonisti al prevosto sfigato o
la messa cantata e la confessione con tanto di penitenza, altro non fa che
ingrossare lo stesso incensamento del più prono alla processione dei soliti mea
culpa e intercedat, proprio come una bestemmia è un’invocazione a Dio al
contrario e quindi una resa incondizionata ai ministri del Cotanto (per
fortuna, dal fatto che è sempre più raro sentire una bestemmia come si deve, si
può arguire che la defezione dalla Chiesa è ormai una conquista di massa). L’unica conquista
individuale e collettiva o esemplare pietra miliare che importa in questo
processo di autodafé diciamo sessuale – per dire civile in senso
antiricattatorio a lungo termine – è proprio il contemporaneo dichiararsi o no
anticlericali militanti, non altro, soldati e sentinelle di uno spirito europeo
aconfessionale e liberale nato con l’Illuminismo e la rivoluzione francese a
segnare la fine dell’Inquisizione e della Controriforma e perfezionato in due
secoli di guerre debitamente fratricide affinché all’assolutismo e alla
restaurazione, all’anarchia e al comunismo e al terrorismo subentrasse la
democrazia che, millantata e imperfetta quanto si vuole, deve restare l’unico
faro verso l’unico orizzonte possibile. Inutile, stupido e
screditato prendere le parti degli uni o degli altri: finché esisteranno ebrei
e musulmani, non ci sarà mai posto per gli israeliani e i palestinesi. La gran
rottura di palle non è che continuino a ammazzarsi, è che lo fanno troppo
lentamente, e sono gli unici al mondo cui sta bene così. Sbattezzare le sante
menti per disarmare le santabarbare o, fino a nuova Genesi, ciccia – al sangue,
va da sé. Di un militante di qualsivoglia fazione purché dichiaratamente
anticlericale… mosche bianche, eh! al massimo sono zecche laiche, e tutte
nessuna esclusa, ecco perché, passati un paio d’anni e tolte le relative
medagliette sui revers, è stato poi impossibile distinguere un repubblichino da
un partigiano e viceversa, Longanesi, Montanelli, Bocca, Fo sono lì a
ricordarci la labilità di ogni recita a soggetto secondo il copione delle
circostanze e, massimamente, dei cosiddetti errori di gioventù, e del resto chi
ci parla oggi di Pace dal soglio pontificio? Un ex pischello della
Hitlerjugend! Chi l’avrebbe mai detto? Ma io!… di un militante di qualsivoglia
fazione purché anticlericale, dicevo un’era fa, colgo la coscienza che si
riprende la bussola politica e sentimentale nelle proprie mani e propugna che
altri facciano lo stesso (e se sarà stato un militante di valore lo si saprà
dal suo non essere diventato il solito capetto alla testa di un manipolo di
psicolabili nostalgici e rincoglioniti), non mi lascio distrarre o attrarre in un
verso o nell’altro dall’uso dei suoi organi sessuali, mi fa piacere per lui o
per lei che ne abbia la sua spettanza e che li usi o non li usi come gli pare e
piace anche se, come me, non gli pare e anche se non gli piace: LA SESSUALITÀ
UMANA TRA ADULTI O COETANEI CONSENZIENTI DI QUALSIVOGLIA GENERE E NUMERO NON E’
SINDACABILE, e nemmeno interessante quanto basta per essere spettegolabile. Ai
giri in su e giù per il cavallo delle mutande di un troione vip di regime
preferisco un’indagine a fondo attorno all’elastico tra tenore di vita e basso
reddito dichiarato del mio anonimo e castigato vicino. Due militanti parimenti intelligenti e quindi impegnati sul
fronte dell’anticlericalismo, base di ogni serietà d’intenti almeno civile, uno
etero e l’altro omosessuale, e fossero pure uno di Sinistra e uno di Destra,
hanno più punti di contatto e affinità elettive, e elettorali tout court, che non
due etero o due gay tra di loro. La sessualità da sola (scelta o imposizione o
deriva o compromesso sessuale che dir si voglia, e che per i più quasi sempre è
o un’entusiastica rassegnazione al meno peggio di tipo ambientale e sociale o
una contrattazione negoziabile di volta in volta, fosse pure all’interno di un
patto per l’eternità) non accumula alcuno specifico collante relazionale, così
come è assurdo pensare che due donne siano più avvinghiate di due muli in una
solidarietà di genere solo perché entrambe usano la spirale o, se in minigonna,
diano in improvvisi e furibondi sculettii per scacciare le mosche. A me basta busodorare
la benché minima puzzina di cattolicesimo in uno di Sinistra per sapere
all’istante che ho a che fare con uno di Destra alla prima occasione, basta che
gli si presenti quella buona e grassa e non rischierà di essere coerente se al
contempo deve rischiare qualcosa in proprio: se è laico (“laicista” mai, per
carità!) alla maniera di Bertinotti o di D’Alema o di Fassino o di Vendola o di
Luigi Berlinguer (al quale, in fatto di istruzione per quel poco pubblica che
resta, dà dei punti persino il sòlare ministro Gelmini), puoi stare certo che
le parole saranno pure di Sinistra ma gli atti risolutivi sono già di Destra
senza neppure aspettare ulteriore sviluppi o crocevia rivelatori. Sentire i
tentennamenti e i distinguo e le cautele e le reticenze o omofobe o pretesche
di Franceschini e di Bersani in materia di diritti civili per coppie di fatto e
matrimoni tra cittadini dello stesso sesso e adozioni e inseminazione
artificiale – per non parlare della vergognosa presa di posizione del Pd contro
il Tar del Lazio per avere ricordato l’altro ieri che gli insegnanti di
religione non hanno alcun titolo propriamente pedagogico-disciplinare per
partecipare agli scrutini di Stato – già ti dice COSA NON SARA’ questa Sinistra
una volta rifondata. Non si rendono conto i due prodi litiganti che se
articolassero fino in fondo i loro cauti ragionamenti e querule sparate, solo
per il momento a salve, e i malcelati pregiudizi e i bigotti distinguo
salterebbe fuori che le stesse madornali baggianate in materia di cittadini A,
di cittadini B e di cittadini C le avrebbero potute dire un Casini, un
Borghezio, un Bossi, un Calderoli, una Binetti, uno Zaia, un Rutelli, un Prodi,
una Bindi, un Mastella, un Buttiglione, uno Schifani, un Bagnasco, un
Ratzinger? Valeva la pena di rifondarla, ‘sta Sinistra? Sfondata era, sfondata
resta e resterà, e amen. Essa, mirabolante e vincente strategia a parte, mi
ricorda tanto un mio conoscente della Bassa che, in grande anticipo su quel
sesto senso eroticamente rabdomantico che poi diventerà la moda più sublime per
rimorchiare, si spacciava per gay del tutto indifferente con le callipigie che
gli facevano montare il sangue alla testa e, si sa, le donne vogliono salvarti:
è andato a strage sicura, anche con qualcuna non già madre di famiglia (mi
raccontava che le previdenti, per svezzarlo senza traumi dal suo “vizio
innato”, gli concedevano sui due piedi quel contentino che di solito un uomo
ottiene dalla donna solo se già abbondantemente tutelata in caso di richiesta
di alimenti e di nuovo incinta, e lui contemporaneamente in zona tredicesima).
Be’, quello del mio conoscente della Bassa collezionista di natiche femminili è
e resta l’unico caso in cui dichiararsi gay e basta ha un senso, ma una
Sinistra che ancora pensa che le basti dichiararsi di Sinistra per esserlo e
essere creduta? No, no: o resto come
adesso in nessun posto proprio come lei o vado a farmi sinistrare altrove. A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (1)
Scritto da Peppi nella Televisione | Permalink | Commenti (2)
Immaginatevi una bella e ricca socialite agli inizi del secolo scorso a New York.
Scritto da Peppi nella Miti Assoluti, Musica e Cinema, Televisione, The Professor is in | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella Costume, Viaggi | Permalink | Commenti (1)
Scritto da Peppi nella Costume, Miti Assoluti, Viaggi | Permalink | Commenti (1)
Tag Technorati: Costantino della Gherardesca, Peppi Nocera, Sausalito
Podcast estivo che trovate qui.
Scritto da Peppi nella Podcast | Permalink | Commenti (1)
1) Silvio: I'm going to take a shower too. And if you finish before me, wait for me on the big bed.
Scritto da Peppi nella Costume | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella Musica e Cinema, Viaggi | Permalink | Commenti (1)
17.7. Sul
traghetto x l’Isola di San Pietro. Viaggio estenuante, ma mai quanto i segni di
punteggiatura. 18.7. Carloforte. Solo famigliole e coppie di uomini e donne
troneggianti ovunque nel loro nulla solidale, mi sento così alieno e me ne sto
talmente per conto mio – sono così affollatamente solo, ecco – che mi sembra di
essere in un villaggio gay. Per fortuna che il filo a spasso in bocca di una
gengiva ricucita a seguito dell’estrazione di un molare mi distrae non male, mi
ci vorrebbe un sacchetto di ghiaccio sulla guancia, ah, lì c’è una farmacia… e
poi, se mi si riduce il dolore, come tiro sera? Presto nevicherà comunque.
19.7. Il lusso più proibito è vivere in posti e in abitazioni dove non si sia
costretti a subire i rumori delle attività altrui. La civiltà sarebbe tenere le
finestre aperte e non udire niente. Io sarei per tagliare la lingua già a chi
parla nel vano delle scale di un condomino, figuriamoci cosa non farei a chi fa
il karaoke in piazza cantando “Uno su mille ce la fa”, a meno che non sia un
incitamento al suicidio di massa con immediato effetto a grappolo. 20.7. Troppa
gente continua a andare in giro a leccare gelati o a mettere e farsi mettere
incinta senza neppure aver mai letto “Don Chisciotte” di Cervantes. E, non
appena mi passa il mal di denti, baci.A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
15.7.2009 Ieri sera, al telegiornale del Tg3 della sera si
aspettava, in diretta da Arezzo, la sentenza dei giudici che dovevano
deliberare contro il poliziotto che sull’autostrada
ha sparato, uccidendolo, a un ragazzo romano al seguito della sua squadra del
cuore.Tralascio volutamente i nomi dell’accusato
e dei famigliari della vittima e le circostanze della tragedia, soprattutto
giudiziarie e quindi interpretative pro o contro il capo d’accusa principale, perché non intendo affatto entrare nella
veridicità o accettabilità o giustizia/ingiustizia del verdetto che, constato
stamattina, manda assolto il poliziotto quanto a intenzionalità dell’omicidio e che viene quindi condannato per il solo omicidio
colposo ovvero accidentale, voglio solo riportare una generica riflessione
mentre andavano in onda le immagini della cronista in attesa davanti all’ondulata architettura del, suppongo, tribunale di Arezzo: “Ma che aspettano tanto a fare, che bisogno c’è di sapere nero su bianco quale sarà la sentenza? La sappiamo
già tutti, qui mica la passi liscia come condannare un mafioso di tanto in
tanto!”, e nel pensare questo ho
però ricordato con profondo cordoglio i giudici Borsellino e Falcone, e pochi
altri. E infatti, al poliziotto sono stati dati (non mi sento di usare “inflitti”) sei anni. Vi immaginate
un tribunale (dei giudici italiani in carne e ossa) che condanna un poliziotto
all’ergastolo per
qualsivoglia ragione ragionata e prova inconfutabile e giudizio terzo? Vi
immaginate le ritorsioni personali dal mondo politico, religioso,
massmediatico, dalla corporazione stessa, innanzitutto, degli addetti alla
pubblica sicurezza? Potrebbero mai giudici tanto stravaganti e coraggiosi
essere più sicuri di fare rientro incolumi a casa? E poi: quanti precedenti
abbiamo? Stanno in una mano, dal dopoguerra a oggi. Per una sentenza del genere
occorre una sfumatura politica che manca del tutto nel nostro paese; la
democrazia, e la democrazia è tale solo quando l’unica
paura delle istituzioni è contribuire al suo declino, allorché qui l’unica paura è contribuire a farle alzare la testa rimettendoci,
se non la propria, la propria prebenda statale.Quante volte avete sentito di un
politico, di un poliziotto, di un industriale, di un truffatore anche
internazionale, di un frate puttaniere assassino, di un giudice e di un
presidente del consiglio stesso, per non parlare di un prete pedofilo, davvero
condannato e, se condannato, davvero finito dietro le sbarre e, se finitovi
mai, finitovi per un tempo non simbolico, non tanto per gradire e non per far
digerire al popolo bue un po’ di rigorosa demagogia
intanto che defeca l’unica specialità della
patria casa madre, un altro pezzo di oblio, un altro pezzo di democrazia andato
in culo? Io stesso, a suo tempo, dopo aver querelato un prete che mi aveva
diffamato per pedofilia (peggio: per apologia della pedofilia) e dopo che le
mie rimostranze l’avevano avuta vinta in
ben entrambi i gradi di giudizio (dove compaiono uomini, dove ci sono scontri,
dibattiti, prove e riprove addotte, opere di genio, disamina di comportamenti
decennali eticamente o impeccabili o viziosi – e i
miei erano e sono impeccabili – e non solo carte
riassuntive), mi sono illuso che la Cassazione avrebbe definitivamente sancito
la mia ragione e il torto che mi era stato fatto dal fanatico omofobo che
faceva di tutte le erbe un fascio: sentenza ribaltata! All’italiana: io non di certo condannato perché, purtroppo per loro,
assolutamente non condannabile nemmeno aggrappandosi agli specchi, ma il prete
assolto e rimandato in sagrestia con tante scuse. (Se volete farvi due sonore
risate, nemmeno più amare ma ormai crasse e basta, trovate questa sentenza – “esemplare” sia per tristezza sia per ridicolaggine, nonché per l’astrusità del linguaggio brandito dai dotti estensori citati per
nome e cognome a imperitura memoria – in “Busi in corpo 11″, di Marco Cavalli,
Saggiatore Ed.) Democrazia significa che non esistono sentenze politiche, e in
Italia altro non vi è. E morta lì.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Scritto da Peppi nella Today's Song | Permalink | Commenti (1)
(30.6.09 Madrid, in una sala d. museo Thyssen Bornemisza, mostra H. Matisse)
In alcuni corti girati negli anni
Cinquanta su e con Picasso (intento a dipingere o a fare autopromozione avendo
l’aria di sottrarsene), Picasso non è da solo per meglio risaltare da
protagonista assoluto, e l’adorazione incondizionata di chi gli fa da spalla
(coppie dell’alta borghesia venute, secondo me, per comprare senza passare dal
gallerista) gli permette di assumere tutti i fasti scientemente sottotono della
modestia e della semplicità riducendo il suo apparire massmediatico a una
tegola cadutagli in testa mentre passava di là. È come un papa: con quella
posizione raggiunta “non per piacer mio ma per far piacere a Dio”, da quel
balcone e con quelle comparse attorno in rosso porpora e a strisce
michelangiolesche può rinunciare un momento a tutti gli ori e pietre preziose e
a tutta la strategia carrieristica della sua apoteosi e, a pancia pienissima,
faccia mesta e voce compassionevole, ricordare la fame nel mondo, lo sfruttamento
dei più deboli, la crudeltà della guerra, proprio come se lui ne fosse una
vittima come tante e non un artefice come pochi. Quando Picasso apre bocca,
dice sull’arte, proprio come un papa sulle ingiustizie umane e quindi su Dio,
delle tali sciocchezze trite e ritrite proprio perché presuppone che l’arte,
come Dio, esista in sé e non sia invece tutto ciò che di inartistico (e,
riguardo a Dio in sé, di animalità irrisolta) partecipa alla sua propaganda, e
tutti restano beanti dall’ammirazione: è il trionfo pregresso del cretino che
sancisce il genio del momento, perché i cretini di prima non ammetteranno mai
di essere gli stessi cretini di adesso che non potevano che scegliersi un capo
all’altezza della loro intelligenza di sempre. Il discorso si può estendere. A.B.
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (2)
Scritto da Peppi nella BUS(MS)I, Letteratura, Miti Assoluti | Permalink | Commenti (0)
Secca autoquotarsi, ma il 28 ottobre dello scorso anno scrivevo così:
E' chiaro che la pacatezza, la tenzone educata al massimo scandalizzata, il clichè veterofiggicciotto di un corretto politichese illuminato e sognante, la paura di sporcarsi le mani e la bocca non vanno per niente bene: Veltroni con Berlusconi sbaglia e basta. Dovrebbe scendere nell'arena del cattivo gusto oratorio per fronteggiare tutti quei doppiopetto, lo spray aumentacapelli, gli alzatacchi di Diabolik, il cerone di Giammetti, le punture di Cialis, le Carfagnine, i Bondismi, il parrucchiere di Marina, eccetera. Lo provochi e lo porti sul terreno del Ridicolo senza arrossire. Non ci sono generazioni alle spalle, non ci sono retropensieri nè utopie: c'è solo un cheappone pronto a essere dileggiato. Ma è così difficile da capire?
Poi arrivano dei colpi di fortuna, perché non credo tanto ai complottismi, e "Repubblica" ha cavalcato il burinismo in maniera efficace; la cipperia brianzola declinata in cerone e attrazione verso troie di serie zeta fa molto ridere e al contempo imbarazzare perché non si è burini così manco in Bolivia. Si assiste ad una perdita di lucidità grave, perché affidare gli endorsement sulla propria integrità morale alla Santanché o a Rossella o attraverso le domande di Alfonso Signorini temo peggiorino la situazione del bigiottiere di palazzo Grazioli. Ci si tappa il naso pilatescamente al carico da novanta che la Chiesa può e deve attuare affinché si provochi la debacle totale di questo quindicennio assolutamente senza senso e del quale dobbiamo vergognarci arrossendo moltissimo e a vita con tanto di giorno dedicato alla shoah arcoriana.
Scritto da Peppi nella Politica?, Rileggendo | Permalink | Commenti (1)
22.06.09
Occorre un'emotività rimasta infantile per preferire amici prezzolati a nemici gratis! E la radice malata che blocca la crescita emotiva, intellettuale, sociale, sentimentale, sessuale e infine politica e civile di un maschio, e che lo porta a regredire in modo costante e masochistico nel tempo, è ben piantata nella figura del padre tanto perfetto quanto "inarrivabile", e di solito è un padre autoritario, anche in modo mellifluo, intransigente, ricattatore ad oltranza (che sia morto può solo aggravare lo stato psicotico paterdipendente dell'orfano, avesse pure settantadue anni). Il padre, che non poteva non andare che in Paradiso, lo guarda dall'alto e lo giudica in ogni istante del suo sentire e del suo fare, e lo giudica solo in base a un metro: le cosiddette palle, tirate fuori o tenute dentro. Per l'anziano orfanello, ancora vacillante creta in divenire, avere le palle verrà confuso col non avere debolezze, compassione, autoironia, capacità d'ascolto. Come farà ad avere degli amici se vorrà solo essere ascoltato senza mai ascoltarli?
Penso che l'unico amico di Berlusconi disinteressato - e gli amministra milioni di milioni - sia Fedele Confalonieri, il quale, d'altronde, può intervenire amicalmente per metterlo in guardia dello sballottamento e scosse in corso solo a uova rotte e a frittata fatta, mai prima, proprio come chiunque altro dell'abnorme entourage. All'infuori di Fedele Confalonieri, intorno a Berlusconi vedo solo nemici nell'ombra, cioè ex amici prezzolati pronti a balzargli addosso alla minima deroga nei pagamenti e favori e raccomandazioni e sblocchi di licenze edilizie pattuiti per fargli da amico dello schermo, cioè di facciata: giornalisti, guardie del corpo, direttori di giornali e telegiornali, avvocati, industriali in cerca di commesse pubbliche, ruffiani di panza, utilizzate finali compiacenti fintanto che restano in Parlamento o alle quali viene promesso di entrarci ecc. Deve essere una vita o orribile o, a seconda dei punti di vista, molto divertente, con i suoi tanti colpi di scena e di bacino - tutta una danza del ventre, le cui danzatrici più esperte restano gli yes men a seguito.
Non saprei dire con quale pensiero dominante Berlusconi cerca di chiudere gli occhi e dormire un poco, perché a) impossibile entrare nella testa dalle troppe identità 'intime' tutte fittizie e tutte vere al contempo e negli scompensi psicologici di una prostata 'in assenza' (ma non potrebbe fregarsene e s-ciao?), b) non credo che lui sia mai disposto a parlarne con qualcuno nei soli modi possibili, cioè psichiatrici, in cui il presupposto per capirci qualcosa non è tanto e solo la sincerità del paziente sul sofà, ma la sincerità finale dell'ipotetico e coraggioso analista. Chissà da quanti anni Berlusconi non parla più con qualcuno cuore in mano o, se anche ne avesse avuto uno non fatto di pixel, se si è limitato a parlare senza mai permettere all'interlocutore di piazzare una frase o un parere diverso da quello convogliato da lui stesso che gli si confida.
Nel mio "Manuale del perfetto Papà" ho scritto che l'uomo di potere, politico o economico e tanto di più se possiede entrambi, è talmente diffidente di ogni manifestazione di affetto gratuito che è costretto dal suo stesso ruolo, che non può mettere a repentaglio per nessuna ragione e tanto meno per "amore", a preferire esclusivamente affetti (e sveltine) a tempo, cioè pagati un tanto a ora o a vacanza a chi gliene fa dimostrazione avendo l'abilità di farli sembrare autentici slanci e possibilmente eterni.
L'uomo di potere sa che non ha niente da temere da una schiera di attori e di attrici a contratto stagionale, cachet sproporzionato per la pessima recita a parte, e non ci sarebbe niente da obiettare se se li pagasse con i soldi suoi, ma qui stiamo parlando di qualcuno che regge la destinazione delle casse dello Stato e, ricatti in agguato a parte, è disgustoso che si paghi le sue ubbie machiste (più che giustificate in un industriale o in banchiere o in manager d'alto bordo) con i soldi dei contribuenti. E per soldi intendo anche i soldi che fa perdere al Paese un primo ministro part-time, visto l'uso improprio che fa della maggior parte del suo tempo - questi sono stati tre mesi di vuoto istituzionale, e lo si sente: nel galoppante menefreghismo sui treni, alle Poste, negli aeroporti, negli ospedali, tra le stesse forze dell'ordine.
La cosa per me più aberrante da un punto di vista istituzionale è che Berlusconi, dopo aver corrotto giudici e fattosi assolvere o "stralciare" per reati gravissimi grazie a leggi ad persona, possa cadere quale primo ministro per un peccatuccio della carne (similpeccatuccio per similcarne, intendiamoci, ma sembra poi l'unico al quale si è dimostrata sensibile e civilmente ribelle la pur irreprensibile, secondo me, moglie e madre Veronica Lario: possibile che non avesse niente da dire quando lo stalliere di provata mafia Mangano girava tranquillamente in casa sua e poteva accostarsi ai figli piccoli?). Niente è più vile del ricatto sessuale, e ripristinare il termine "minorenne" per colpire un uomo, dopo che l'abisso anche giuridico ed etico tra rapporti sessuali tra un adulto e un bambino o un minore è diventato opinione comune ("tutti i bambini sono minori ma non tutti i minori sono bambini" è una frase che a me è costata vent'anni fa niente meno che una causa per apologia della pedofilia) è davvero un mezzuccio schifoso: se quelle ragazze al di sotto dei diciotto anni tirate in ballo da "Repubblica e dalla signora Lario (alla quale va comunque il mio grazie per avere definito "ciarpame” le candidature al parlamento europeo di donnette nullafacenti, a parte lo sforzo di mantenere il culo per aria, bloccandone di fatto l’ascesa) sono minori o anche solo minorenni, allora lo sono anche i Tre Porcellini, che, sì, restano porcellini e porchette nei fumetti anche di oggi della Disney, ma è da cent'anni che, avendo l'aria anagrafica di eterni innocenti, fanno maialate tra di loro e danno poi la colpa al Lupo.
Infine, io a questo punto della sua e soprattutto della nostra vita avrei una sola domanda da fare sotto giuramento a Silvio Berlusconi: "Quali sono stati e, soprattutto, quali sono i rapporti con Suo padre?". Potrei essergli ed esserci utile più di ogni inane processo passato e a venire.
A.B.
Ps siccome non ho alcuna chance di diventare un utilizzatore finale, non c'è da qualche parte un uomo di buona volontà disposto a fare di me almeno un'utilizzata iniziale, e gratis, anzi, che gli pago pure il trasporto? Sempre che sia buono a procurarmelo, neh.
Scritto da Peppi nella Letteratura | Permalink | Commenti (0)
Ultimi commenti