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lunedì 12 maggio 2008

Ionesco vivant (attimi di litio in una professione rutinaria)

Perchè-quando-so'-andata-là-glihodetto:-Giòrg-me devi-fà-un-piacere-me-vojo-fà- 'na foto-nella-stanza-ovale-perché-è llà-che decidete-dove-state pe'-buttà-le-bombe-e già che ce sei-me dici-pure-(che losai)-me lo devi dì-chi-ha-ucciso-Kennedy...
Che-ci-andavo-in giro-pe' Rio de Janeiro- co'- 'a-Vespa-che-me-la-prestava-Airton Senna-che l'hanno-fatto fuori-che era gay-e allora-me chiama-Luca de Montezemolo-che c'avevo-avuto-'na storia-quann'ero-ragazzina-e me dice:-"quello stronzo-de-Airton Senna-vo'-aprì-'na-concessionaria-de Vespe-a Rio"-e io je dico:-"e te credo:-è primo in classifica-te credo-che vo'-aprì-la concessionaria".

Certe volte nell'avvicendarsi di giornate lavorative che si dividono tra problem solving, due risate, mezzo scazzo e voglia d'altrove, dei piccoli regali come questo ti scoppiano in mano. La Bertè è un po' come la mia amica Rallo. Parte temporalmente ai tre quarti di un aneddoto, scatenandoti una gara con te stesso per contestualizzare il racconto cercando di collocarlo nel tempo, nel luogo, negli attori, dimenticandoti per un attimo la tenerezza che ti provoca chi hai di fronte. Una raffica di dati di un backup malandatissimo e faticosissimo da decifrare. Da recuperare e tramandare.

venerdì 9 maggio 2008

Le sue prigioni

AldoSms 08.05.08 18:08

8.5.08 Onanchiari Arresti domiciliari di lusso (diritto di uscire a farmi la spesa). Posso tenere i muscoli della faccia allentati come gli va, nessuno che mi veda, così cinereo, sconsolato, nemmeno fossi quella tetra e dolorosa figlia di Rauti sposata Alemanno, un'eroina ammutolita dai troppi uomini sbagliati che idealmente l'hanno innalzata per sotterrarla di fatto da viva, qui a sguardo spento e ancora incredulo, sensibile solo ai miei iris color champagne e bianchi, alle creme al cioccolato e al caffè, e, sì, ai gerani Leopoldo di un rosso che verso sera tende sempre più al nero, e ormai la ferita più lieve comporta tempi di medicazione sempre più lunghi, settimane che sfociano nel secondo mese e in altri due per una guarigione almeno posticcia. Però non tutto è perduto, vita a parte. Con Alfano ministro alla Giustizia e Bondi alla Cultura ho voglia solo di essere colpevole per niente e di ritornare analfabeta per qualcosa, di portarmi avanti per stare al passo col Belpaese, ecco. Mi basterebbe anche un bacio di Giuda se fosse lingua in bocca.

giovedì 8 maggio 2008

Trova la Lella

Non vale: temo che non ci siano quattro donne ministro ma solo tre; la quarta infatti è molto più maschile (e più ottusa) del Senatùr...
(vaddasé non ha unghie)

Today's Song (ti svegli alle 3 per guardare quei film un po' porno)

A me la maniera piace. Anche a questi Il Genio (scoperti grazie a fabolous Fab) che conoscono bene sia Momus che Kahimi Karie (non a caso hanno fatto una cover di "Giapponese a Roma"). "Pop Porno" è deliziosa e la potete ascoltare (avendo la grazia di attendere il download) premendo il pulsante verde in alto a sinistra.

lunedì 5 maggio 2008

Calderodiade (taxes included)

Email 05 maggio 2008 9:52:29 GMT+02:00

4.5.2008 Onanchiari
Ingerenza? Eh no, la nomina di Calderoli quale ministro non ha più niente di “interno”, è affare internazionale ed è scontato che una qualche nazione, vedi la Libia, voglia metterci il naso per metterci il veto. Un interno implica un centro e un centro una circonferenza civile che lo sostenga, e con Calderoli non ne abbiamo alcuna, non solo in Europa ma nemmeno negli stessi elettori che hanno votato Lega Nord per disperazione nei confronti della Sinistra (papalina, clericale, sindacalcorporativista: una fotocopia ormai obsoleta della Destra più reazionaria e incanalata nelle sue corsie preferenziali e autoreferenziali a cul de sac; non costa proprio niente a D’Alema affermare che la formazione del governo è “questione interna”: lui che ci perde? fa il garantista dell’import-export politico ora?). Quando una nazione diventa debole, fragile, vulnerabile come l’Italia, diventa ricattabile e, se vuole riacquistare autonomia e credibilità internazionali, meglio deve scegliere i suoi rappresentanti politici e ripartire daccapo: nel frattempo, deve mordere il morso delle briglie altrui. Io non ho alcuna voglia con questo sgangherato tessuto civile, economico, politico, culturale, istituzionale di fronteggiare Gheddafi a causa di Calderoli, preferisco Calderoli fuori dal governo – lo vorrei fuori anche dal parlamento, insieme a un sacco e una sporta di gente impresentabile per le fesserie razziste e sessuofobiche e tribali tout court che esterna, ma per il momento non si può. L’orgoglio patriottico si deve avere quando esiste una patria largamente condivisa dai suoi abitanti coesi attorno a un’identità data per quanto in evoluzione, non una distesa di pozzangherine l’una isolata dall’altra tra di loro connesse da cassonetti rigurgitanti liquami di corruzione mafiosa (interna solo per rigurgiti e per poco: avete notato come camminano i cinesi, i russi, i serbi nelle nostre strade, anzi, come ne occupano lo spazio?); a me che a Malpensa ci sia l’Alitalia, compagnia di bandiera (strappatissima e logora), o l’Alipollo non importa niente, voglio voli sicuri e partenze in orario e la consegna dei bagagli in tempo decente e, oltre al biglietto, non sborsare altre tasse per tenere in vita un Pegaso (un ronzino) sciancato e rognoso: tutto questo stava per garantircelo l’Airfrance, e non si capisce in base a quale balordaggine sindacale e politica e imprenditoriale non si sia voluto combinare un vero affare, magari imparandoci pure qualcosa in fatto di mercato anticlientelare e antinepotistico per tempi migliori. Si è respinta l’offerta francese per spirito patrio? E di chi? dei lavoratori italiani ancora non in nero che sborsano di media seicento euro al mese in contributi e si ritrovano in pensione dopo quarant’anni con ottocento? O non piuttosto – lasciando stare imprenditori e politici e preti - dei notai, degli avvocati, dei dentisti, dei gioiellieri, degli artisti che oltre a evadere il fisco si ritrovano pensioni d’oro? Calderoli doveva pensarci prima, ha fatto “il bel gesto” del mostrare la maglietta antiislamica, doveva sapere che gli “eroi” e i “martiri” , per non dire altro, alla fine non sono credibili se non muoiono o se almeno non si fanno da parte, e ora deve portare le conseguenze: lui, non noi italiani. Oltre a tutti i problemi di sopravvivenza interna presenti e alle porte – cosa succederà dall’autunno in poi? e quante altre migliaia di libici sbarcheranno intanto a Lampedusa? -, ci manca pure di iniziare una nuova legislatura inimicandosi la Libia tanto per cominciare, con tutte le iatture economico-energetiche che ciò comporterebbe. Non dimentichiamo che la Libia, a differenza dell’Italia, quanto a Storia recente ha la memoria lunga (guerra 1921-1934, gli efferati stermini di Graziani ecc.) e una sete di vendetta mai estinta.
Non è calare le braghe accogliere la modestissima proposta di Gheddafi tramite suo figlio, sempre che si fermi lì, le braghe sono state calate da un bel po’: è per tenere su almeno le mutande.

Ps: già che ci sono, approvo in pieno la decisione di mettere i redditi 2005 dei contribuenti (e no) on-line, mi dispiace solo di non averci trovato il mio nome, e io che da sempre in qua mi davo tante di quelle arie quale contribuente modello! Dai, è irresistibile venire a sapere che il gioielliere con cinque vetrine nel centro del paese dichiara E 20.000 l’anno, e venire ovviamente a sapere il nome del suo commercialista, sulla bocca di tutti in piazza, e quindi tutti gli altri bei nomi da lui assistiti che, padroni di fatto del territorio e tutti di dichiarata fede cattolica e i primi a mettere su faccia contrita a messa cantata, dichiarano quanto un lavoratore dipendente non proprio alla frutta (di scarto da mercati generali) e poco più della ex badante di mia madre. L’ex ministro Visco, con il quale ho avuto una decina di anni fa un breve scambio di lettere in tema fisco e quindi evasione fiscale, è una persona competente, affidabile e volutamente troppo antidemagogico e impopolare per permettersi di essere disonesto, scrive lettere chiare e sustanziate, tecnica finanziaria e giuridica a parte, da un non indifferente sapere umanistico; come ho del resto dichiarato a suo tempo, è stato perché non c’era lui – e nemmeno io, per la verità - nelle liste del Pd che per la prima volta in vita mia non sono andato a votare; ecco, visto che si parla tanto di collaborazione interpartitica, la maggioranza non potrebbe sacrificare Calderoli e fregiarsi di Visco quale ministro, magari ancora delle Finanze? Esulteremmo noi onesti all’osso e, lo ammetta, esulterebbe anch’essa: ti conosco, mascherina! E poi, e questo valga anche per tutti gli altri papabili, che senso ha oggi nominare un ministro che, scusabile per il suo italiano traballante, non sappia alla perfezione almeno l’inglese?

Sbaglio o qualcuno sta ipotizzando che Aldo Grasso sia un coglione?

Da "Il Foglio" di ieri:

Il fattore x
Tra demolizione e maledizione un posto speciale era per Morgan
Siamo andati a sentire, brillava

Con crudezza didascalica, un grande giornale ci ha edotto fin da marzo su come X Factor, il reality musicale di Rai 2, sia comico piuttosto che musicale: la Ventura faceva presentare Facchinetti, che non avrebbe saputo presentare; Mara Maionchi, discografica e simpatica, ricordava Vanna Marchi, il che non ci rassicurava. Tra demolizione e maledizione, un posto speciale era per Morgan, ex Blu Vertigo, e direttore artistico in pectore. "Però il più comico di tutti è Morgan (...) con il suo pizzetto sotto il naso, con le sue velleità artistiche e letterarie, con il suo maledettismo, con il suo francobattiatismo, con l'antologia di Spoon River sotto il braccio". Volevamo verificare il rapporto tra questo furore e la realtà effettuale, e da allora abbiamo guardato X Factor. Certo, non è un'Opera. E' la ripresa televisiva di un evento - la fervida passerella di musicisti in gara. E' televisione, e stavolta siamo associati alla ricerca di cantanti con il fattore X, cioè le qualità cromosomiche della star. Ma c'è poco da avere in sprezzo: con i giornalieri su Sky, la venatura reality del programma permette di entrare nella profondità della vicenda. Il che potrebbe non essere niente, se non fosse per la laboriosa selezione dei tremila provini e quindi il ricavo: il calibro degli interpreti. La tv illustra il lavoro corale, l'impatto con le canzoni, la paura degli artisti, l'apprendimento. C'è tutto. E' come guardare la traslazione canora dell'assunto eduardiano che gli esami non finiscono mai, e non appena si è cantato, tutto è da ricominciare. Poi vediamo la comunità dei cantanti, che nella vita hanno scelto di puntare sul pianto del mondo, la prima musa, la più antica: la poesia. Osserviamo gente che cerca delle cose che non sono qui e ora. Che ciò si chiami cantare, dipingere, recitare, è sempre così: che un uomo si chiami Salvator Dalì e vortichi da una performance all'altra; o Cormac McCarty in qualche canyon americano, ed esca fuori solo con romanzi, non davvero di persona. Però va detta una cosa: gli artisti della leggera, che nessuno sa dire quanto sia leggera, sono una razza a parte: i musicisti. Li vediamo vivere insieme e non gli serve troppo parlare. Una volta che hanno mangiato, dormito, fatto le prove, li ritroviamo a cantare insieme in una stanza e basta, sotto le telecamere, ma ci hanno fatto il callo. Sono seduti sul pavimento, come i boyscout sull'erba, e cantano. Ragazzi dai diciannove anni ai trenta, ma nessuna regola lo vieta, potrebbero essere anche ragazzi dai venti ai sessanta. Uno ha la sigaretta in bocca e accompagna alla chitarra, qualcuno ha la maglietta, la giacca a vento se è sera. Canta un ragazzo, poi canta una ragazza, e non ci è indifferente che siano così belle le voci. I ragazzi chiamano questo momento il focolare e hanno ragione. Si sente, è un fuoco acceso anche per noi. (...) L'altro giorno passa Giorgia (...) si mette per terra e parla - di solito parla poco. Dice: vi conosco bene, seguo la trasmissione, siete fantastici. (...) La cooperazione tra l'estetica e la realizzazione della forma non nasce dall'erudizione, ma dal lavoro. I gruppi individuati da Morgan, hanno qualità di proposta come raramente nella nostra musica leggera. E' così che la televisione arriva addirittura a esprimere un clima. Martedì sul palco c'era Giorgia, in precedenza aveva cantato: aspettava. Morgan, fin qui presente come direttore artistico, sale. Si mette al pianoforte. Va bene, dicono, facciamo The long and winding road. Pensiamo che è letteratura dei Beatles, e si può appena eseguire, non reinventare. Il pianoforte di Morgan è una vicenda di accenti, la voce di Giorgia una materia di struggimento. E bisogna dire, va detto, che è stato come vedere Ella Fitzgerald nel 1960 cantare Sunshine of your love. E ha cominciato a cantare Morgan, con il suo pizzetto, il più comico di tutti, e nello studio è entrata una voce che sembrava la caverna dove origina la musica. E non c'è stato altro che lasciarsi portare - che non è la stessa cosa di ascoltare. Poi, Morgan brillava.
Alessandro Schwed

sabato 3 maggio 2008

In casa (stuffed chicken anticipation included)

Aldo2Sms 03.05.08 17:18

Onanchiari 3.5.08 A casa mia bolle, a parte me, una gallina ripiena, la mangerò alle 16,30 col tè al posto delle madeleines. A forza di anticipare la vita, chiudo le imposte alle 18, vado a letto alle 19, mi alzo alle 2, faccio colazione alle 2,30, apro le imposte alle 5, annaffio i gerani alle 6, pranzo alle 10 e ceno alle 16, 30 - la gallina l'ho messa su alle 14 e intanto ho fatto un pisolino propiziato da un telegiornale e messo in crisi da 'Uomini e Donne', un vero e proprio rompicapo antropologico per me. E da dieci giorni che ho il privilegio, non solo economico, di spassarmela così, e né leggo né scrivo, non prendo l'automobile, non ricevo visite, non ne faccio. Ricordo di aver ammazzato una cavalletta 5 giorni fa e giovedì mattina di aver visto un merlo farsi sfuggire una lucertola dopo averle tranciato la coda col becco - immagino che la vita là fuori continui, anche se, dato il Paese, mi sembra una esagerazione. Secondo Blaise Pascal, tutte le disgrazie dell'uomo nascono dal fatto di non riuscire a starsene in santa pace in camera sua, quindi a me non dovrebbe succedere niente. Non mi preoccupa che mi succeda qualcosa di male, quello lo metto in conto sempre e lo so affrontare, mi terrorizza che mi succeda qualcosa di peggio, cioè qualcosa di bene visto dall'ottica dell'italiano medio che me lo fa. E, deciso per la coscia e per il petto, invio baci coccodè. A.B.

giovedì 1 maggio 2008

I mondi di Busaldo

Aldo
Sms 01.05.08 11:12

Pensavo di scarpinare 3 g sull'isola del Giglio ma poi la vanità di avere gambe ancora più belle mi ha trattenuto. Non faccio in tempo a formulare un desiderio che già è evaporato insieme alla faraggine della mente vanamente pensante. Davanti a me vedo solo noia e malintesi con la gente, poiché io per disciplina o sono sincero dicendo o lo sono tacendo e non do false informazioni, non ho secondi fini e spesso nemmeno un semplice fine, e questo è intollerabile e incredibile proprio come una qualsiasi programmatica falsità. E poi sono ingenuamente rimasto fiducioso e ogni nuova trappola mi coglie di sorpresa come se non dovessi ormai esserne un esperto, e l'odio verso me che ci cado è tale che non me ne resta per chi mi ci ha fatto cadere. Indeciso se è il Busaldo a non essere di questo mondo o il mondo a non essere di questo Busaldo, ti mando baci maggiolini.

A.B.

martedì 29 aprile 2008

A margine della vittoria d'Alemanno

Vorrei farVi considerare l'ipotesi per la quale chi credesse che la Signora Palombelli devastata dalla sconfitta del marito, s'eclissi in un cono d'ombra famigliare: errore. Al contrario, per leggi non scritte di par condicio e onori al perdente (e anche il più pedestre: "Mo' che famo, nun me fai lavorà?"), vaticino per la stessa gloriosi avanzamenti di carriera fatti di neo rubriche su carta stampata, punti di vista ripresi da telecamere, ospitate a cachet a schiovere. Sono molto soddisfatto.

venerdì 25 aprile 2008

Caccia agli streghi

Aldo2
Sms 25.04.08 16:11

Onanchiari 25.4.2008, bisogna rifare la Liberazione. Della chiusura della sauna Antares di Torino non c'ho capito niente, anche perché non riesco a mettere insieme sessualità e prostituzione nelle saune gay e no quale motivo per chiuderle, perché allora dovrebbero chiuderle tutte. Il proprietario in un'intervista alla Stampa (che ripristina il paleotermine "vizietto" e che pertanto si eviterà di comprare per almeno un anno) elenca per perifrasi i clienti vip, c'è anche "lo scrittore gay, super noto, molto provocatore", quindi non posso essere io, visto che io sono scrittore e basta, che ci sia stato o no sono affari miei (escludendo che io possa mai dare soldi in cambio di sesso, giuro che nemmeno ne prendo). Segnale inquietante, è cominciata la caccia: cominciano dagli streghi, finiscono con le streghe. Episodio infelice che getta disonore sulla polizia locale e sull'intera città di Torino, che patisce ben altre priorità criminali rispetto a una sparuta confraternita di vecchi col portafoglio in mano e giovani dalle mani bucate, però, come si suol dire, saranno pure culi e cazzi loro. E viene in mente la recente dichiarazione di Berlusconi. "A certi magistrati andrebbe fatta la perizia psichiatrica", anche se quelli che intende lui non sono quelli che intendo io. E baci. Aldo Busi

mercoledì 23 aprile 2008

Botox hardcore

BotoxGiurin giurello che tutto quello che sto per raccontarvi è vero e lo racconto perché seppur twilight zone fa abbastanza ridere e anche perché sono meschino a saltare nel carro degli accusatori; ma proprio perché è stata un'esperienza assolutamente unica merita essere raccontata, chissenefrega stare a fare i corretti (e tutto sommato perché essendo in pieno alzheimer me l'ero bella che dimenticata quindi è meglio che la scriva):
Un tre anni fa, vivevo ancora a Roma, càpito a Milano non so più per quale motivo e ne approfitto per farmi molto raccomandare per una seduta di botulino perché pensavo che fosse maleducato per un quarantenne in pieno demon du midì di andare in giro ad attaccare le rughe; dormo dalla mia cara amica Biutifùl che non solo abitava di fronte allo studio del (dottor) Oldrini, ma che ci era anche amica e quindi decide di accompagnarmi. Appuntamento alle 19. Arriviamo e una segretaria carina, decisa e un po' maleducata (come lo sono le segretarie brave) dice che c'è da aspettare almeno un'ora. Sbircio enormi sale d'aspetto di uno studio che più che meneghino sembra a tratti di gusto sultanato del Barhein anche se sedute ad aspettare con ferrea tenacia ci sono birkin a perdita d'occhio stanche e impietrite come le loro padrone. Sarebbe da rimanere là  a spiare e prendere appunti, ma io e la Biutifùl decidiamo di andare a farci un aperitivo per tornare dopo un'ora. Cosa che facciamo con puntualità , ma la solita segretaria dice che non se ne parla, bisogna aspettare ancora. Maleducato più di lei, le dico che proprio non se ne parla, ho un pranzo alle 21 eccheccazzo. Mentre mi appresto a rincarare la dose di parolacce da una stanzetta esce lui: (il dottor) Oldrini. Ha una falcata (nana) Alberto Sordi ne "Il dottor Ugo Terzilli" con la differenza che incede con dei Chachachà  degni di Jacob (cfr: "Sì padrona!") e quando parla è davvero il contrario del concetto di maschia razza padana (non per l'accento vadasé). Salamelecca la Biutifùl, mi da' una squadrata e sentenzia "Lo faccio subito, venite con me!". Entriamo in una stanzetta (è uno studio pieno di stanzette) io, (il dottore), la Biutifùl e una specie d'impassibile attendente/infermiere che ha un accento europa dell'est o forse ceylonese ma adesso non ricordo. Mi sdraio sul lettino, (il dottore) ci intrattiene con del repertorio allo sbadiglio di namedroppismo che comprende Vips e Principesse Arabe e della sua passione di guidare aerei e di relativi brevetti conseguiti, mentre prepara con disinvolta professionalità  la siringa di botulino. Ci siamo: mentre l'ago sta ad un millimetro dalla mia fronte pronto a farmi malino (il dottore) senza colpo ferire e di fronte all'attendente e alla Biutifùl comincia a palpeggiarmi le palle. Mi irrigidisco in un singulto perché ho l'ago di fronte e nel contempo penso d'essere finito a "scherzi a parte", non è possibile tanta audacia e poca professionalità  al tempo stesso. Quando capisco in una frazione di secondo che è invece proprio così, la prendo a ridere con lui che mi buca e mi palpeggia all'unisono facendomi complimenti per pelle e palle. Finita la seduta (il dottore) fa due cose davvero maleducate: mi dà  il suo cellulare privato ("chiamami quando vuoi") e mi fa notare lo sconto da 250 euro sulla normale tariffa botox. Era sottinteso che quelle palpate avevano un prezzo, non era il caso di ribadirmelo. Comunque simpatico.

martedì 22 aprile 2008

Una metropoli europea a piacere

Aldo
Sms 21.04.08 19:52

Mai mi sono annoiato tanto come quando ho rinunciato alla compagnia che mi presto da solo per stare con la mancata compagnia che mi presta un uomo. Non esiste mai un adulto, sempre e solo un bambino vecchio straviziato. E innaccetabile la mia rassegnazione a non trovare mai un compagno di viaggio all'altezza, quindi volevo provare a passare comunque 2 giorni con uno a caso, anche se lo conosco da decenni: non succederà più. Non parla alcuna lingua straniera, non ha alcuna curiosità artistica, non ha mai letto un libro, nella metropolitana respinge stupito il quotidiano italiano che, per quanto stancamente, io almeno ho sfogliato (orrore: 2 pagine, oltre la prima, piene di papa in tournée a desecolarizzare e la seguente col soave, emblematico ovale di Calderoli), e poi nei pub alza il gomito e i cazzi in culo e in bocca glieli devo mettere io portandolo in sauna o al sex shop: è l'eterone italiano medio all'estero spesato di tutto per il quale non c'è mai ristorante o grossezza di organo inculante che vada bene e le cui uniche espressioni di appartenenza a un qualche gruppo sociale sono "entraineuse" - non ho il circonflesso -, "happy hour" e "after" (e io, cretino, che inevitabilmente ho pensato all'afta epizootica). Gli dico, "Devi capire che una volta posso scoparti per voglia, ma tutte le altre è per buona educazione. Non ho più cinquantanove anni, non mi è più così facile farmi tirare l'uccello per una questione di etichetta. Guarda, me l'hai ridotto un colibrì, e non è da uomo di mondo impiegarci tanto tempo a venire, un'altro ci organizza il battesimo del pupo. Va' da qualche parte, in una disco, in un casino, io non amo uscire dopo cena, resto in albergo, e poi ho già sborrato due volte, ma tu hai vent'anni meno di me, datti da fare, va' e ritorna o vincitore o almeno con uno scolo tuo e non frutto d'inezia", niente da fare, si piazza davanti allo schermo e si mette a chattare con un pollaio di tardone di area leghista ancorché benestante (una si é definita "ormonosa"). Gli piace la Santanché e probabilmente l'ha anche votata - dettagli venuti a galla una volta già qui, altrimenti mica ce lo portavo. Gli uomini sono l'apoteosi fieristica dei luoghi comuni: dice "sano egoismo", "bella persona", "ognuno ha i suoi pregi e i difetti", "la vita è fatta di alti e bassi"... Fortuna che, per tappargli la bocca, da sveglio in poi ce l'ho sempre quel bel barzotto durin durello che piace a grandi e piccini, e anche a quelli che russano a gola aperta. Ah, sì, e gli italiani poi! Non sanno neppure stare a tavola e pensano che imparare a non infilarsi il coltello in bocca per leccarlo via porti difilato all'effeminatezza e all'indulto. Oh, come mi fanno sessualmente pena i proletari che credono bastino dei jeans rotti, due orecchini ai lobi e il loro dialetto per fare virile! Ma niente mi eccita in un maschio come la sobrietà, la buona educazione, una solida cultura umanistica, una laurea in fisica, una lingua senza cadenze borgatare, l'assoluta astensione da droghe e alcool, e fisico tonificato senza anelli, collane, spray e dentro mutande pulite. Infine, la classe, specie se non riferita a una sociale ma intellettuale, rinfranca anche i testicoli più sgonfi. Ah, come rimpiango di non avere a portata di mano la mia amica del cuore che due anni fa, al mio sms a sera inoltrata, "Passo a salutarti o te le sei già infilate?" mi rispose, "Devi. Ormai le ho fatte sfilare anche a mio marito". ( Mi ha appena rivelato che io no, non russo, ma che nel sonno gorgheggio, tutte le scale dal basso al tenore, roba forte, e che a tratti emetto degli stridori e ragliamenti tali che per ben due volte mi ha fatto la croce con le dita per scacciare il maligno; "E poi?", gli chiedo, "Poi niente, hai ricominciato a cantare e a ridere e a darti manate di entusiasmo sulle cosce. Soprano, stavolta... E a un esorcista vero...?"). Ho deciso: il 1° maggio lo porto in Costa azzurra.
Aldo Busi

giovedì 17 aprile 2008

()

(Carissimi,
ho bisogno di un minuto del vostro tempo e vi ringrazio per questo.

La passata campagna elettorale è stato per me un impegno importante che ho affrontato con grande spirito di servizio e testimonianza. Ho sempre messo al centro dei miei incontri, dibattiti e discorsi quei valori più che mai necessari allo sviluppo della nostra società: centralità della famiglia, cultura della vita, educazione e identità cristiana. Continuerò a lavorare con onestà e determinazione in tutti quei campi e settori che la vita di volta in volta mi offrirà. Resto dell’idea che la politica debba essere un’opportunità di servizio per il bene comune.

Vi ringrazio per il supporto che mi avete dimostrato che conferma l’impegno di voler continuare sulla strada intrapresa.

Cari saluti)

mercoledì 16 aprile 2008

Perla e Manolo, Cinzia e Marco (ehm, Ginevra)

Le prime due puntate di "Reparto Trans" (che parla di donne col cazzo nel carcere di Rebibbia) ha messo in luce delle vere e proprie star del piccolo schermo. Un gioiellino da non perdere il mercoledì sera su Cult.

martedì 15 aprile 2008

Pervaso da un timore

...che se confermato, mi getterebbe in uno sconforto melanconico: se Donna Alessandra Borghese de' Principi Borghese non è stata eletta senatrice che senso ha questa legislatura?

venerdì 11 aprile 2008

Un diavolo per Cabello (Il debutto di una Lilla)

mercoledì 9 aprile 2008

La mia prima volta con Fede

BorgisEmail:

Carissimi,

ho bisogno di un minuto del vostro tempo e vi ringrazio per questo.
Poco tempo fa Pier Ferdinando Casini mi ha chiesto di essere Capolista dell’Unione di Centro per il Senato di Roma e Lazio. Questo nuovo impegno è arrivato nella mia vita come un fulmine a ciel sereno e non l’'ho di certo cercato io. Dopo aver riflettuto a lungo ho accettato la sfida.

Paolo VI diceva che la politica è la più alta forma di carità.

Se verrò eletta continuerò a difendere quei valori non negoziabili in cui crediamo: centralità della famiglia, cultura della vita, educazione e identità cristiana. Ovviamente non voglio portare la mia fede in Parlamento, ma realizzare una politica all'’altezza della mia fede, questo sì.

Conto sul vostro aiuto e sulle vostre preghiere.

Non credo di aver capito bene, sicuramente sbaglio, ma ora io mi chiedo chi sia questa Signorina Fede e se non sia un po' avventato fare outing proprio ora... Ok, se così fosse, dato il coraggio, prometto di pregare per lei.

Introducing LaPuzzolenza 13:Hardcore

Il vero hardcore sta nell'unire in un podcast il casto Immanuel e Joni Mitchell. Buon Ascolto

Melkill_2

Bambini se non andate a letto subito arriva la signorina Melato e sono cavoli amari

8.553.776 telespettatori si sono fatti amabilmente prendere per il culo ieri sera da Mariangela Noschese. Più brava di Lucia Ocone, Mariangela Noschese (qualcuno la conosce come Mariangela Sabani) è stata talmente magistrale nella sua caricatura di Judith Anderson che si suppone la porterà, col suo personaggio di Mrs Danvers, in un giro internazionale di impersonators accanto alle copie della Regina Elisabetta e Marilyn Monroe, oltre chiaramente a diventare l'icona personale di tantissime checchine di serie Z. Siamo sicuri che ci proporrà in futuro altre spassosissime imitazioni piene di mossette e pause, di occhiate e ghigni, di sguardi e gesti (di Mariolina Cannuli? Alda D'Eusanio? Paola Binetti? il Papa?) in un giro di recital del quale suggerisco il titolo "Che Istriona che sono!". In tutto ciò la Capotondi più che the second mrs de Winter sembrava una che aspetta l'autobus alla Balduina e l'interpretazione del tormento di Maxim de Winter fatta da Boni risultava la fotocopia di un qualsiasi dirigente che al momento di conferire in una riunione gli si rimponga il broccoletto della sera prima e terrorizzato pensi "Oddio c'ho il cagotto mo' come faccio".
Reb

domenica 6 aprile 2008

I 5 punti programmatici della capolista UDC per Roma e Lazio al senato

ManifestoL’ idea di politica.
Quando la politica si occupa del bene comune assume un volto umano e si libera dagli scontri di potere. È necessario ridare un nuovo spazio pubblico all’etica cristiana: centralità della persona, vera libertà religiosa, economia solidale. Ecco la chiave per restituire la politica alla sua nobile missione.

Ecco io sono una Cecetti qualsiasi quindi è stato davvero per meriti che sono Capolista al Senato...

Il tema della donna.
Una società che marginalizza le donne confinandole alle quote rosa è una società che non sa valorizzare le proprie energie migliori. Lavorerò per assicurare a tutte le donne il ruolo e lo spazio che meritano.

Oddio arrossisco: non specificando come lavorerà per queste donne, è certamente il punto programmatico più scabroso

I giovani.
Bisogna restituire ai giovani entusiasmo e certezze. Continuerò a promuovere la cultura della vita e a contrastare la droga e il nichilismo.

Certo, se aggiungesse anche "non ci sono più le mezze stagioni", questo punto risulterebbe decisamente potenziato

Turismo e valorizzazione del territorio
È necessario salvaguardare e valorizzare il nostro patrimonio artistico, diversificare il turismo low cost da quello d’elite, migliorare la qualità dei servizi e dei trasporti, coniugare tradizione e modernità.

E' il punto programmatico che preferisco. Ai passeggeri Ryanair e EasyJet non verrà più permesso di entrare dentro la cerchia del Raccordo Anulare a meno che non siano obbligati a cucirsi sulle loro lorde casacche una stella low-cost?

Il vero voto utile è quello per la famiglia e per la gente.
La famiglia è un bene comune e universale da proteggere. Mi batterò perché diventi anche un soggetto fiscale in modo che chi ha figli possa detrarre le spese di educazione e mantenimento.

E dove sono finiti gli sgravi fiscali per i padroni di Jack Russell?

Libera la troia che è in te

"Free the whore inside" è il pay-off del nuovo video "50 bocca 100 amore" di Immanuel Casto.
Altre excerpt memorabili di questo singolo: "fatto marchette stanotte giù al porto/dando di gola finché ho dovuto/senza dir nulla tu sei venuto", "mi sento vecchio guardo allo specchio/ti faccio un pompino per il motorino", "ripenso a quei posti in cui sono stato/come quel giorno a casa di Lapo", "questo è il prezzo del mio cuore/mentre canto il mio dolore". Imaginifico.

sabato 5 aprile 2008

Festa di compleanno per la cara amica S

IcTanta roba. Perché inaspettatamente (non vado mai a feste, sono furbo io) ho conosciuto (e voi no) Immanuel Casto! Mi sono intrattenuto a più riprese e per parecchio tempo ed è successo un miracolo, perché si è rivelato il genio che sospettavo fosse (e con quelli che vuoi conoscere in genere proietti troppo e finisce che è sempre una delusione). Ma lui:
1) Mi ha rivelato che il suo prossimo singolo si chiama "50 di bocca, 100 l'amore", a dimostrare che vuole giustamente avere successo andando dritto sul sicuro
2) Il video di "Bella la cappella" è costato 1200 euro, e quindi è davvero un genio
3) Abbiamo parlato anche di Giappone e di Feltching, quindi davvero molto bene.
E' capibile che la vista della Pausini (con faccia "faccio la faccia da pudica romagnola va' " all'ascolto di "Battito Anale") buttata in un divanetto prima e Ferro che entrava mentre io me ne andavo all'inglese poi, aveva il vero significante che si meritava e cioè la mesta accessorietà.

giovedì 3 aprile 2008

Le Balie der Ciccione

Ferrara1b1
Io malsopporto che lo 0,0000001 delle tasse che emolumento annualmente vadano per pagare la scorta di Giuliano (uadauadauà pè-rché seeiii DOOONNNA, tu-to si faaa per teeeee/ tu-to, pur di piaceeere a teeee) Ferrara piuttosto che lo stesso 0,0000001 vada a dei consultori dove si possa abortire in tranquillità e/o a degli orfanotrofi e/o a delle mamme sole e anche indigentemente disgraziate senza mezz'euro per dei Pampers.

mercoledì 2 aprile 2008

Il Climaterio come Poesia

Sms 02.04.08 18:35

Daccapo in un aeroporto. La mancanza di curiosità mi uccide, ma troppo lentamente. La certezza che ben poco cambierebbe se cambiassi paese mi dà un colpo di grazia, ma troppo grazioso, da graziato in partenza. Stanotte ho avuto un incubo, stavo ritornando a Roma. Appunto. Ma del resto, non appena metto piede fuori casa mia, dopo appena duecento metri mi assale il pensiero più dolce e cheap del mortale troppo a lungo mortale. Non sono l'unico, credo succeda a tutti quelli che vanno in pensione e, lontano dall'unica cosa che sapevano fare, lontani, evirati da tutte le altre che pensavano di voler fare. Ieri stavo per ordinare un caffè lì in piazza a Montichiari e la barista, sfiorita al punto giusto di disillusione combattiva, tutta divertita stava finendo una frase con "...anche a me levare le ancore", al che uno sui settantacinque, uno alto e dritto come un fuso, un contadino con la giacca della domenica e la faccia soffusa del primo rosso di sole, un uomo di una bellezza solida, cristiana, le fa sorridendole con un pudore da uomo deciso e conquistatore di una volta, "E a chi non piacerebbe, mia cara signora? Ma non da soli, in compagnia. Da soli il cervello ti va via". Ecco, mi sono detto, avremmo tutti bisogno di sentire, di sentir dire e di dire una cosa così, ammetterla senza imbarazzo, non importa come va a finire, è che lui vive tuttora all'inizio di un imprevisto, magari è vedovo, di certo benestante, e di una donna ama anche il discorso, le parole anche tanto per dire, quelle che spingono un po' più in là il sospiro a vuoto sull'insufficenza ormai di venire al dunque che da giovane ti prendeva tutto e ti lasciava sazio e muto; sarebbe bastata una parola in più di lei e l'avrebbe prima portata a sue spese come minimo a Milano Marittima e poi all'altare. Ha detto ciò che sentiva, con semplicità, ha dato voce a un sentimento personale e umano, e che forza di scorta deve avere per rivelare tanta disponibile fragilità. Che ammirazione, che bel regalo, che monito alla gioia - e che classe! Orio al Serio 2.4.08
(Aldo Busi)

domenica 30 marzo 2008

Paris-Cogne

PigalleSms 30.03.08 09:38

Ciao, Pepp! Ieri alle 10,40, a Pigalle, zona a luci rosse sbiadite da mo', incrocio sul marciapiede dei sexy shop voci infantili in italiano, mi tiro su bene il cappuccio del parka, rallento il passo e mi accodo senza farmi notare: due giovani coppie settentrionali con 5 bambini in tutto traducevano ridendo le specialità delle case strada facendo, col loro bel da fare per agguantare i marmocchi che si precipitavano a testolina bassa nei sipari per entrare gridando "Mamma, papà, porno anch'io!". Mi è tornata in mente la richiesta che, con la scusa dell'autografo, una bambina di nove anni ha fatto al giovane idolo di tanti polpettoni neoitalioti, "Mi trombi?". Morali della favola: a) ancora tanto che non sia stato un maschietto, b) a quell'ora a Pigalle non succede niente, tanto valeva portarli al Louvre e alla mostra su Maria Antonietta, c) ci sono tanti modi per praticare la pedofilia, il più subdolo è sessualizzare un bambino con le forme, mercificate o no, della morbosità degli adulti. Insomma: loro 7 erano tutti tristemente allegri, io intristito e basta. Aldo Busi 30 marzo 2008, scatta l'ora legale: più luce! I più bisognerebbe abortirli prima che figlino a loro volta. Et des bises.

sabato 29 marzo 2008

Introducing CARLA™!

AD 2011:

Carla™, Barbie's® new 'n groovy best friend since Midge™ has been discontinued. This gorgeous doll has bendable legs, twist and turn waist, real eyelashes and she comes with three interchangeable wigs, a wig stand plus a wonderful wardrobe including "Matinee fashion", "Satin 'n rose" and "Evening gala"!

Carla™ had a glorious past as a supermodel, ex wife of a french prime minister that unfortunately we don't recall his name, and writer of the outrageous blockbuster "Born under the Mole"

Let's play with Carla™, Barbie's® chic 'n trendy friend!


Carla

venerdì 28 marzo 2008

.tralatro

Aldo2Sms 28.03.08 08:25

Ah, perché è così rilassante leggere i quotidiani e guardare i telegiornali francesi (e inglesi, tedeschi, spagnoli), anche conservatori? Mica lo capisci all'istante, ci arrivi dopo un po': non ti imbatti mai in un prete, e se nel papa e in una delle sue esternazioni, il posto dedicatogli è inferiore a quello del cucciolo di foca monaca nato in cattività; qui un politico che osasse presentarsi quale difensore dei "valori cristiani" verrebbe sfanculato di brutto dai cattolici per primi, figuriamoci un direttore d'ospedale e un obiettore di coscienza che non applica la legge sull'aborto, e ospedale non solo pubblico, anche privato. Bisognerebbe fare così: chi si fa avanti con la sua religione nella cosa pubblica va decapitato. Si chiamerebbe rivoluzione, forse la parola più straniera e inutile e inutilizzata, insieme a "libertà", di tutto il vocabolario italiano. Et des bises. Aldo Busi 28 marzo Parigi

giovedì 27 marzo 2008

De rerum fellatio

Aldo
SMS 27.03.08 22:21

Divertirmi è la cosa che mi viene peggio, venire quella meglio, ma questa non mi diverte, mi distrae. Ho appena fatto le mie felicitazioni a uno specialista del pompino di gola con ingoio, un goloso trentenne della provincia che viene in città due volte l'anno per staccare dalle mucche e dalla moglie, gran bell'uomo, vizioso ed esplicito, dunque elegante. Tutto quello che mi ha chiesto era di strizzargli i capezzoli mentre mi succhiava, io seduto lui a terra di sbieco, io glieli tiravo avanti e indietro come di solito faccio con le orecchie. Preferisco farmi fare i pompini dagli uomini, in loro mettersi interamente a servizio di un cazzo è un'evoluzione intellettuale e quindi poeticissima libidine, nelle donne un meccanismo con un'aspettativa di potere. Io, per esempio, sono troppo donna per godere a fare un pompino, godo solo se me li fanno godendo di farmeli, quindi me li faccio fare dagli uomini la cui unica aspettativa è farmi sborrare, mandare giù e addio - ho lanciato un urlo sincopato, sono accorsi altri uomini, me ne sono andato lasciandogli una scorta di cazzi ritti in fila indiana. Muggiva dalla contentezza. Adesso mi trovo in una brasserie alle Halles, il cibo non poteva essere peggiore, mangiare a Parigi è una disfatta ma venire è un tripudio. E baci. 27 marzo.
Aldo Busi

mercoledì 26 marzo 2008

Il venait d'avoir 19 ans

Aldo2SMS 25.03.08 13:58

A Parigi, sempre bella e pulita e sicura, si respira quella civiltà europea mai arrivata a Roma e Milano, che ha sfiorato Firenze prima dell'invasione di ambulanti di frodo tormento dei pedoni e poi è volata via del tutto. Se ritornassi giovane, è ancora qui che ritornerei per dis-educarmi dalle "idee ricevute" in Italia, per defascistizzarmi senza però diventare un fascista di sinistra. A 19 anni leggevo Le Monde, Liberation, Le Canard En., il che mi permette a 60 di non leggere Repubblica e Corsera e Foglio e Giornale e Libero e Avvenire (?) e quindi di continuare a crescere. Si pensi a che ne sarà da sessantenne del diciannovenne italiano oggi prigioniero della stampa nostrana e del clericalismo dei laici... Centrifugato dalla sfiga di un certo successo tipico delle nullità da salottino, al massimo ci scriverà o si lascerà intervistare, altrimenti diventera un sindacalista de voialtri. Hai presente Pezzotta che parla dell'aborto con la Bonino? Da qui evinci come possono parlare i nostri sindacalisti con Air France e cosa possono mai concludere per liberarci da quelle costosissime toilettes a sciacquone perduto di Alitalia e Malpensa, a parte un ulteriore incollamento alla loro poltrona di duri e puri a parole e a spese dei loro iscritti. Ecco il tuo futuro, o matusa di diciannovenne italiano.
Aldo Busi 25.3.08


mercoledì 19 marzo 2008

Scene di caccia in bassa Tourette

Disagio, Disagio, Disagio. (18/50 miliardi di ore)

mercoledì 12 marzo 2008

Unire la fame con la voglia di mangiare

madrid oggi,

come si sa Zapatero ha vinto di nuovo..tutti contenti tranne la Conferenza Episcopale che prefigura scenari apocalattici in un'orgia di aborti, eutanasia e ovviamente matrimoni omosessuali........comunque la Pantoja ha smesso di pagare la hipoteca del nido d'amore col carcerato: strategia legale?.....l'Infanta-fea ancora piu' insopportabile di quando era sposata ha ripreso a montare e in un concorso ippico a Toledo si è fermata e, in piedi sulle staffe, mano sui fianchi ha imposto a los paparazis di smetterla di spaventare il suo cavallo...i famosi stilisti Victorio&Lucchino si sono rifiutati di fornire ( a gratis ) l'abito da sposa a Belen Esteban, lei smentisce e fa sapere che ha comprato da Rosa Clara' per 7.000 euros un traje de novia de Eli Saab che veste anche Ranja di Giordania...ti risparmio, per carita' cristiana i commenti di Peñafiel ad un acontecimiento di questa portata....gli stessi stilisti sono stati vittime di una grave discriminazione homofoba, in quanto gay e per di piu' sposati si sono visti rifiutare il privilegio di vestire le statue di un paio di santi per la processione de la Semana Santa en Sevilla che e' un po' come gli Oscar..........la giornalista Pilar Eire si dice sorpresa e indignata perche' a lei risulta che Juan Pablo segundo si vestisse normalmente con telas y prendas de Valentino y D&G che sono notoriamente gay e dunque...............dove avra' avuto questa notizia, francamente mi sfugge...............
come vedi poca roba..............ma, as a cherry on the top, e' arrivato Costantino (Vitagliano, ndr), si, si quello li'........l'hanno fatto uscire subito ( a scanso di equivoci ), en un conocido restaurante de la capital, con Ana Obregon alla sua seconda apparizione ufficiale dopo un anno sabatico ( la prima era stata come testimonial de una marca de estenciones en Barcelona ) di lui si parla come di un chico famosissimo in Italia, tutte pazze di lui: e' stato modello per D&G, Armani, Versace e Alviero Martini, ha estudiado el idioma e non e' venuto de camino.........insomma ha tutta l'intenzione di restare..........con la Obregon si conoscono per amicizie comuni nel giro internazionale dei famosi ( e qui sarebbero interessanti le referenze ).... comunque al di la' del international who's who, la periodista Pepa Jimenez, con l'aria di chi la sa tutta, dice che non durera' perche' " Ana no es el tipo de mujer que le guste a Consta " ( testuale )..........lei Ana, poverina, in quanto vecchia de bottega; mostra un'aria un po' rassegnata ( lei che ha cucinato la paella a Estiven Espilberg ) e interrogata risponde que el es modelo, actor y escritor.....el segundo escritor de su vida.............
qui c'e un proverbio che in Italia non abbiamo, ma di facile comprensione: "se junto' la hambre con la gana de comer "
besitos
Angelino

lunedì 10 marzo 2008

Amare Giancarlo Dotto

Dove c’è lei c’è anche la Pucci. Principesche entrambe, quando vanno a messa e quando salgono trafelate la scala a chiocciola della sala da tè al centro di Roma. La Pucci davanti, la Borghese dietro, non si sa quale al guinzaglio dell’altra. Si parlano in inglese o in tedesco, a seconda dell’umore. Il rosario lo recitano in italiano. A 7 anni la Pucci è già nonna e forse bisnonna, decine di Jack Russell sparsi in tutta Panarea, figli e nipotini dal pelo corto, lasciti del suo temperamento passionale. Adorata dalla sua padrona, che le ha dedicato un’«Ode alla sensibilità canina», e da Vittorio Messori, altro celebre convertito e pure lui pazzo della Pucci. Alessandra Borghese e la Pucci vanno di corsa, specie ora che hanno detto sì a Casini, inteso come Pier Ferdinando. Non è dei più semplici l’approccio con la discendente di Paolo V e di Scipione Borghese, mecenate del Bernini. Come allacciare uno slow con un porcospino, animale quotatissimo in araldica. Intollerante da par suo e sprezzante suo malgrado, la principessa. L’entusiasmante inclinazione, noblesse oblige, di ribadire a ogni istante l’ordine naturale delle cose: che ci sono loro e poi tutti gli altri, escrezioni del caso, subumani variamente arrampicati sugli specchi delle loro imperfettibili imperfezioni, che sia la rabberciata sintassi o l’abortito pensiero. Insomma, che Dio la benedica, grazie a lei riaffiorano palpiti d’antan della lotta di sangue ancora prima che di classe. Più facile la conversione che la conversazione con la Borghese. A meno che tu, imbestiato da tanta grazia e dopo aver contato fino a venti, non stia lì palesemente sul punto di rovesciarle addosso il tavolo e il barattolo della coca-cola light. E’ allora che la vedi virare, la principessa, e diventare di colpo oltre che di colpa una donna umile incline al perdono, il che significa di fatto un paio di cose: lei sta compiendo uno sforzo sovrumano e tu, da pitecantropo, sei trasformato di getto ai suoi occhi ora compassionevoli in un miracolabile disabile, nel senso di psicolabile. Ti spuntano le grucce sotto le ascelle e dai ragione in pieno a quell’arguto signore di Francesco Cossiga, amico e in qualche misura devoto di Alessandra Borghese, a proposito della quale ha scritto: «La nobiltà di lignaggio è come il vaiolo, può anche passare ma lascia sempre cicatrici e nessuno, checché ne pensasse Saint-Just, ha colpa della nobiltà ereditata». Partono anche le campane dalla piazza di Montecitorio ora che il feeling è pressoché totale tra l’aristocratica e il plebeo. Alessandra dovrà per più di un mese sdoppiarsi in giro per l’Italia. Come autrice del suo «Lourdes, i miei giorni al servizio di Maria», pubblicato di recente dalla Mondadori, diario di un’hospitalière molto anomala che due volte l’anno si reca da volontaria al santuario per curare, pulire e calare nelle sacre piscine di Lourdes i miserabili della terra e, da qui a metà aprile, come candidata per l’Udc, al servizio di Pier Ferdinando. La missione, in questo caso, è raggiungere il quorum al Senato. Dalla Grotta a Palazzo Madama, da Bernadette a Casini, sempre di miracoli si tratta in fondo. «Una proposta lusinghiera e una decisione difficile. Mi sono presa il mio tempo, ma alla fine ho deciso che ne valeva la pena. Le sfide mi sono sempre piaciute. Confesso, mi ha dato molto fastidio sentir ripetere ogni giorno da Berlusconi e da Veltroni questa storia del “voto utile”. Un avvilente gioco di potere che ha stimolato il mio senso di ribellione». Rispetto della vita e della libertà religiosa, valori cristiani, immigrati, la famiglia. Sottoscrive tutto Alessandra Borghese. «La famiglia come soggetto fiscale sarà il mio cavallo di battaglia. La difesa dei ceti deboli. Parlo con la gente, frequento le parrocchie, percepisco acuta sofferenza in giro, c’è una piccola borghesia che sta sparendo, vecchi che non arrivano alla fine del mese e giovani che non sanno in cosa credere. Porterò ovunque la testimonianza di Bernadette. Anche lei aveva perso la strada prima di affidarsi a Maria. Gli immigrati? Benvenuti, ma dovranno accordarsi alle nostre regole e alla nostra cultura». Non si sono fatti vivi nemmeno gli amici Veltroni e Rutelli, di cui è stata consulente per il Giubileo. «Non so ancora per chi voterò come sindaco della capitale ma, da romana, mi lasci dire che avrei fatto meno festival del cinema e mi sarei occupata più delle strade e della sicurezza, più dei cittadini e meno dei turisti». Prediletta prima di Wojtyla e poi di Ratzinger, nega di aver ricevuto consigli o pressioni dalla Curia per scendere in politica. «Ho ascoltato solo la mia famiglia e tutti mi hanno esortato a farlo». Non si cura delle maldicenze. «Sete di Dio? Ma no, la sua è sete d’Io», a sottolineare i suoi disinvolti passaggi dal Monte Sinai a «Porta a Porta». Da sempre complicato, del resto, mettere insieme l’aristocratica che scrive «L’elogio delle buone maniere» e l’inviata di un settimanale popolare come «Gente» al seguito del Papa, l’amicizia con Donatella Versace o la partita a bowling con Juan Carlos di Spagna e le messe nelle parrocchie più periferiche. «Non c’è contraddizione. Quando si diventa strumenti di un disegno divino puoi renderti utile in qualsiasi modo». L’infanzia romana, il dramma del fidanzatino che si spara in bocca seduto accanto a lei in macchina, la giovinezza a New York, il jet set, il matrimonio fallito con il miliardario Costantino Niarchos e poi la conversione fulminea. Il giorno in cui l’amica del cuore, Gloria Von Thurn und Taxis, tra una passeggiata a cavallo e una partita a golf, la trascina a messa. «De la Dolce Vita à la rencontre avec Dieu», sintetizzano i francesi. Da quel giorno Alessandra Borghese va a messa tutti i giorni e recita il rosario anche quando esce con la filippina a fare la spesa. Ha smesso di fumare dopo una visita al «Divino Amore». Ha le idee chiare su come organizzarsi in politica, forte del suo passato da imprenditrice della cultura. Donna poco duttile, dovrà imparare a convivere con i campioni della duttilità che sono gli ex democristiani. «Prima della conversione ero molto vendicativa con le persone che non mi amavano, oggi prego per loro. Non mi sembra un cambiamento da poco».

Giancarlo Dotto per "La Stampa"

PS: Certo, non si è spinto in dettagli succosi e inquietanti, su come per esempio sia andato il divorzio Niarchos, né come andò quella maledetta giornata nel quartiere Prati, ma va bene lo stesso...

giovedì 6 marzo 2008

Il deputato, l'onorevole Alessandra "La piscinière" Borghese de' Principi Borghese

Borgis
Da “Il Sole 24 Ore” "Probabilmente sabato festeggerà la discesa in campo a Patti, in Sicilia, nella terra di Raffaele Sindona. Ma più che di Sindona s'intende di Sindone e delle imprescrutabili cose della fede e di Dio. Nella terra dell'ex difensore della lira andrà a ritirare il Premio nazionale Città di Patti per il libro «Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria». Alessandra Borghese – o meglio Donna Alessandra Romana dei Principi Borghesi – ha deciso di candidarsi nelle liste dell'Udc. Culmina nell'impegno politico un lungo cammino di fede che ha visto protagonista la nobildonna romana di una fervorosa attività di testimonianza cominciata con il libro «Con occhi nuovi».
È l'avvio della nuova conversione che la porterà a diventare, dal maggio 2005, «hospitalière del Santuario Notre-Dame de Lourdes» e, dal luglio 2006, a diventare componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis, che ha come fine la promozione e il sostegno della Pontificia Università Lateranense.
In uno degli articoli più recenti Alessandra scrive: «Sono ormai passati 40 anni dal Concilio Vaticano II, anche se il travaglio nonè ancora finito. Sta emergendo una nuova cristianità non più sostenuta dalle istituzioni che deve confrontarsi con le esigenze moderne e la sfida delle altre religioni. La Chiesa cattolica deve sfidare il mondo moderno senza cedere a compromessi o facili vie d'uscita». Non c'è dubbio: è già un programma elettorale
."

...più che un programma elettorale, a me è venuta in mente come un fulmine di Memoria Involontaria "Piccole Volpi" e quindi Regina Giddens (Bette Davis): "I waant more, I waant a larger share"...

mercoledì 5 marzo 2008

Cagarsi Addosso

Sempre non piaciuti gli airbus in genere. Qui: culo? bravura? Destino?

mercoledì 27 febbraio 2008

Ho visto il futuro del Pop italiano

Ah, se avesse partecipato lei a Sanremo invece della proprietaria di ristoranti cinesi (Tatangelo) o Monciccì (Federico Zampaglione)... Anna Nucci in arte Tamayo meriterebbe ribalte galattiche.

Avanguardie Artistiche/Vignaclarine/Vuotare il Sacco

madrid oggi,

carissimo,
beato te finalmente qualcuno che ti insulta...certo mi sarei aspettato di meglio.....sembra piuttosto il rosico di una ignorantona (non vale neanche la pena toccarsi le palle), comunque meglio di niente...........
qui noia terribile, tutti zitti, elezioni tra una settimana...........s' e' fermato pure il flamenco..
invece, vedo con piacere, che la caduta del governo in italia ha restituito alla societa' civile due protagonisti della politica...........
1 ) la melandri in prima fila da Armani, con piccolo tailleur grigio d'ordinanza, fornito dall' ufficio celebrities della griffe.....lifting, per la verita' perfetto....o forse sembrava tale al confronto di quello della muti (seduta accanto), che oramai e' cubista (in senso pittorico)............faceva piacere vederla rilassata come a Capalbio e in qualche modo piu' vicina alla Santanche', da Cavalli, rilassata come a Portorotondo........destra, sinistra.....tutto torna
2 ) Luxuria torna al teatro........vedo su dagospia, alla prima, un Bertinotti con un nuovo look, occhiali di tartaruga chiara, un rassicurante cappotto camello, una sciarpa etno-chic ( bomba-de clerc ?) ..............chissa' che conforto per gli operai della Thyssen (quelli sopravvissuti ) e per le famiglie di quelli morti..... Ma da quello che ho visto da lontano, cioe' da qui, mi pare che in 20mesi di legislatura tutto quello che Luxuria sia riuscita a fare e' cambiare parrucchiere, rifarsi il naso, andare da Vespa ad accavallare le gambe e farsi insultare ( pensa un po' ) da buttiglione...........ah!.no!....dimenticavo:...si e' fatta cacciare dal bagno delle signore da un'altra statista di grande spessore come Elisabetta Gardini...........e li', lei (Luxuria) invece di alzarsi la gonna e mostrare (alla Gardini) il motivo per cui era stata eletta specificando che (il motivo) poteva essere utile sia a lei (alla Gardini) che a suo marito (della Gardini) cosi' come avrebbe fatto qualunque travestita provocata e insultata, invece di approfittare dell'occasione e della sua immunita'.......che fa?....si offende!.si..si!!!! si offende e basta!!!!!!!!!.....come una signora di Vigna Clara................
Chissa' che fine faranno: Melandri, Luxuria, Santanche', Carlucci, Carfagna, PecoraroAscanio..............
..........VOI LETTORI/LETTRICI-ELETTORI/ELETTRICI PER CHI VOTATE?
....coraggio ditelo

.....besos da Angelino

Oh.Oh. C'è chi osa scomodare gli antichi

Ricevo e purtroppo per lui, pubblico:
"allora peppi....lasciati dire 2 frasette.. cosi' almeno queste le leggi... Penso che tu sia una persona mediocre con uno scarsissimo senso dell' umorismo. Ti lamenti tanto nei tuoi post della gente con la puzza sotto il naso( che abitualmente frequenti) ma tu non sei da meno. Hai un profilo su xxxxx ma lo puoi anche togliere perchè la cosa è veramente ridicola.. Ami solo di te stesso, la tua figura. Devi per forza essere un cesso di persona..ma che cazzo ne vuol sapere uno come te di arte, di cultura, di compassione, di bellezza. povero stronzo ingabbiato nella sua gabbia. si una gabbia dorata,ma pur sempre una gabbia. Affonda pure nella tua stessa cacca. Ah!!! dimenticavo...la televisione non è tutta spazzatura ( come affermi)..vedi ad esempio i programmi della Dandini..certo ai lavorato con lei ma non hai imparato un cazzo.o i programmi di Fazio. certo per il tuo cervellino è difficile capire la differenza. e ORA POSTALO!!"

Io ho postato ma eccoti le conseguenze, hai osato sfidare gli Antichi, e quindi per te: