In cold .Busi
Sms January 30, 2008 09:40 AM
Si può provare stima e affetto anche per certi assassini. Sabato scorso ho visitato due bracci del carcere torinese del Polo Universitario. Nel primo braccio c'erano solo arabi ed extracomunitari in generale, dentro, suppongo, per spaccio e furto; nel secondo, c'erano assassini. Di due so, perché me l'hanno detto loro, che uno ha ammazzato a pistolettate la moglie trovata a letto con un uomo, l'altro a vent'anni ha ammazzato, sempre a pistolettate, un coetaneo che gli aveva strappato la catenina perché non voleva restituirgliela: in entrambi i casi, nessuna forma di avidità pecuniaria o di particolare malignità a fini di spicciola mondanità ha spinto all'omicidio, sono omicidi "culturali" di machismo ferito. Entrambi gli uomini sono pentiti fin nel midollo, è tale l'elaborazione del lutto causato a terzi e a se stessi che si stupiscono di star parlando proprio di sé. Sono rimasto con loro tre ore, ce ne siamo dette di cose, io ho messo in tavola anche argomenti che i cretini considerano tabù proprio per sfatarne la pesantezza sessuofobica e non sono uscito di una virgola dal dettato istituzionale e costituzionale, non ho ceduto a un'ombra di demagogia per ingraziarmeli. Ho notato in tutti e sedici gli assassini una totale assenza di aggressività, una sana curiosità intellettuale, una forte propensione affettiva e un delizioso senso dell'umorismo. Sorridevano tutti con sincera partecipazione, mi sembravano ancora sul punto di nascere, più erano gli anni trascorsi in quella pancia seclusa agli stupri e agli aborti del mondo, più beata era l'innocenza del cuore cui a ritroso sono giunti. Avevo ormai più paura a uscire che a restare dentro, finalmente mi ero ricongiunto con me fanciullo e quindi con la mia gente elettiva, anche se io sulla coscienza, a parte qualche frutto dai rami, non ho niente di niente. Certo che è comoda perseguire solo gli assassini colti sul fatto e rei confessi... Una magistratura inane e vile si pavoneggia assicurando al carcere per decenni l'assassino al dettaglio mentre lascia a piede libero gli assassini all'ingrosso per lucro, quei criminali di gigantesche, pestilenziali frodi finanziarie, industriali, alimentari che commettono ecatombi di ignari esseri umani e godono pure di una certa considerazione (tra furbi e gabbati furbi mancati). Per ammazzare uno o mille uomini mica è contemplato il faccia a faccia coltello in pugno grondante sangue: i veri assassini hanno mani pulite e ben curate, li vediamo tutti anche se sono invisibili, solo questi giudici italiani girano sistematicamente la testa dall'altra parte. Sì, talvolta un po' di fumo masmediatico negli occhi, un paio di giorni in astanteria, ma tutto finisce lì. Troppo comoda individuare l'assassino solo nell'assassino palese! In un paese civile, la Giustizia non è mai penale, essa è scontata, bensì civile, e di questa in Italia non c'è traccia o, se c'è, è per meglio far smarrire il sentiero che ne dovrebbe conseguire. Berlino 30 gennaio 2008. Aldo Busi




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