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mercoledì 27 febbraio 2008

Ho visto il futuro del Pop italiano

Ah, se avesse partecipato lei a Sanremo invece della proprietaria di ristoranti cinesi (Tatangelo) o Monciccì (Federico Zampaglione)... Anna Nucci in arte Tamayo meriterebbe ribalte galattiche.

Avanguardie Artistiche/Vignaclarine/Vuotare il Sacco

madrid oggi,

carissimo,
beato te finalmente qualcuno che ti insulta...certo mi sarei aspettato di meglio.....sembra piuttosto il rosico di una ignorantona (non vale neanche la pena toccarsi le palle), comunque meglio di niente...........
qui noia terribile, tutti zitti, elezioni tra una settimana...........s' e' fermato pure il flamenco..
invece, vedo con piacere, che la caduta del governo in italia ha restituito alla societa' civile due protagonisti della politica...........
1 ) la melandri in prima fila da Armani, con piccolo tailleur grigio d'ordinanza, fornito dall' ufficio celebrities della griffe.....lifting, per la verita' perfetto....o forse sembrava tale al confronto di quello della muti (seduta accanto), che oramai e' cubista (in senso pittorico)............faceva piacere vederla rilassata come a Capalbio e in qualche modo piu' vicina alla Santanche', da Cavalli, rilassata come a Portorotondo........destra, sinistra.....tutto torna
2 ) Luxuria torna al teatro........vedo su dagospia, alla prima, un Bertinotti con un nuovo look, occhiali di tartaruga chiara, un rassicurante cappotto camello, una sciarpa etno-chic ( bomba-de clerc ?) ..............chissa' che conforto per gli operai della Thyssen (quelli sopravvissuti ) e per le famiglie di quelli morti..... Ma da quello che ho visto da lontano, cioe' da qui, mi pare che in 20mesi di legislatura tutto quello che Luxuria sia riuscita a fare e' cambiare parrucchiere, rifarsi il naso, andare da Vespa ad accavallare le gambe e farsi insultare ( pensa un po' ) da buttiglione...........ah!.no!....dimenticavo:...si e' fatta cacciare dal bagno delle signore da un'altra statista di grande spessore come Elisabetta Gardini...........e li', lei (Luxuria) invece di alzarsi la gonna e mostrare (alla Gardini) il motivo per cui era stata eletta specificando che (il motivo) poteva essere utile sia a lei (alla Gardini) che a suo marito (della Gardini) cosi' come avrebbe fatto qualunque travestita provocata e insultata, invece di approfittare dell'occasione e della sua immunita'.......che fa?....si offende!.si..si!!!! si offende e basta!!!!!!!!!.....come una signora di Vigna Clara................
Chissa' che fine faranno: Melandri, Luxuria, Santanche', Carlucci, Carfagna, PecoraroAscanio..............
..........VOI LETTORI/LETTRICI-ELETTORI/ELETTRICI PER CHI VOTATE?
....coraggio ditelo

.....besos da Angelino

Oh.Oh. C'è chi osa scomodare gli antichi

Ricevo e purtroppo per lui, pubblico:
"allora peppi....lasciati dire 2 frasette.. cosi' almeno queste le leggi... Penso che tu sia una persona mediocre con uno scarsissimo senso dell' umorismo. Ti lamenti tanto nei tuoi post della gente con la puzza sotto il naso( che abitualmente frequenti) ma tu non sei da meno. Hai un profilo su xxxxx ma lo puoi anche togliere perchè la cosa è veramente ridicola.. Ami solo di te stesso, la tua figura. Devi per forza essere un cesso di persona..ma che cazzo ne vuol sapere uno come te di arte, di cultura, di compassione, di bellezza. povero stronzo ingabbiato nella sua gabbia. si una gabbia dorata,ma pur sempre una gabbia. Affonda pure nella tua stessa cacca. Ah!!! dimenticavo...la televisione non è tutta spazzatura ( come affermi)..vedi ad esempio i programmi della Dandini..certo ai lavorato con lei ma non hai imparato un cazzo.o i programmi di Fazio. certo per il tuo cervellino è difficile capire la differenza. e ORA POSTALO!!"

Io ho postato ma eccoti le conseguenze, hai osato sfidare gli Antichi, e quindi per te:

...e adesso torno a cucirmi il cappuccio.

(grazie a La Pina & Diego per il consiglio)

lunedì 25 febbraio 2008

Una questione di tinta

Tennantt
"Cosa vuoi fare da grande?", "voglio essere una Grande Bellezza", rispose Stephen Tennant all'età di cinque anni; è il primo passo verso lo status di Mito Matto Assoluto di questo eccentricissimo nobile inglese, poeta mediocre ma grandissimo estro di cui fornisco aneddotica:
1) Mentre gli adolescenti pensavano allo sport e magari alle prime cottarelle lui si cospargeva la testa di polvere d'oro per risaltare il suo biondo crine
2) La sua stanza da letto era una grotta argentata (40 anni prima della Factory, neh) dove riceveva accanto alle sue due pitonesse chiamate Greta Garbo e Gloria Swanson gli amici per il tè
3) S'innamora e si fidanza con l'eroe di guerra inglese machissimo Siegfried Sassoon
4) Riceveva gli ospiti (anche quando con l'età imbolsisce evidentemente) in minishorts rosa confetto
5) Quando nel '42 parte del suo castello viene requisito dalla Crocerossa per farne un ospedale militare, pensa che i poveri soldati debbano avere dei trattamenti privilegiati e quindi fa ricoprire le tazze del water di vernice argentata
6) Un giorno il fratello va a fargli visita, il maggiordomo lo annuncia al padrone e lui: "E' biondo o bruno?", "Bruno signore". E lui: "Oh, oggi ricevo solo biondi".
7) Ad un certo punto pensa di avere bisogno della brezza marina e medita di spostare il suo castello in riva al mare, non ci riesce e allora si fa trasportare camion e camion di sabbia e si fa montare un mega pannello di fronte le sue stanze raffigurante le scogliere di Bournemouth.
E' morto nel 1987.

sabato 23 febbraio 2008

Né col latte né col tè ma perché perché perché

AldoSms 23/feb/08 09:03
Gli altri hanno gli altri, io ho me; gli altri suonano campanelli non annunciati e telefonano alle tre di notte, io nemmeno vado al citofono a vedere chi è e stacco il telefono alle 20,30; gli altri a letto - parola grossa - si abbandonano a sguardi che rivelano la loro natura psicotica (sinonimo di profonda), io la mia cultura civile; gli altri si eccitano tra di loro tramite furti, frodi, omicidi, stupri, droghe, incesti, pedofilia, gioco d'azzardo, ipocrisia, un Dio, prostituzione, ricatti, menzogne, fughe nella depressione, oroscopo, gioco del calcio, alcolismo, potere, abusi d'ufficio, ambizioni malriposte, clan di appartenenza, familismo, vampirismo sentimentalistico da eterno bisognoso di comprensione, carità, perdono; io, che in sessant'anni di vita non vanto nemmeno un'ombra di tutti questi succitati ammazzatempo o pania collettiva per tenere una compagnia e sentirsi parte, mi ammoscio su me stesso senza nemmeno potere un solo rimpianto, perché non c'è umano che non presenti tanto o poco una tabe o più tra quelle succitate e quindi non so che farmene, la mia mente lo cancella l'istante dopo averlo sfiorato; non mi stupisce passare ormai anche una settimana senza ricevere un cenno da qualcuno o uno che tale non è; da quando poi ho smesso di scrivere, ho smesso di forzarmi alla curiosità, gli umani sono risaputi e del resto sono rare le tigri bianche fuggite dagli zoo con le quali scambiare due ruggiti in attesa della coincidenza. Le ruggirei, "La Peppina fa il caffè, fa il caffè con la cioccolata, la Peppina è mezza matta". Terminal 1, Belgrado 23 feb 2008. Aldo Busi


venerdì 22 febbraio 2008

Serendipità ungheresi

Aldo2Sms feb 22nd 2007 11:12 am
Goulash, fegato d'oca con patate al peperoncino, due bicchieri di Sauvignon, un'inculata da anni Settanta che mi ha fatto gridare - al miracolo -, che potrei volere di più? Che, con tutto quel cemento allungato che la mafia si preparava a gettare fra le due coste, non vincano le elezioni i vecchi fautori del ponte di Messina, anche se per la prima volta in vita mia non andrò a votare (Veltroni senza Visco e senza me è come un grappolo d'uva senza acini). Budapest 21 feb 2008. Aldo Busi

Premier faux pas

Certo se uno fosse cattivo potrebbe pensare: "Ma chi se la fa questa?", peraltro se è vero che si candida anche Francesco Siciliano uno si augura che non sia politico come è attore sennò siamo fritti. Madia

giovedì 21 febbraio 2008

Perché lo Sbrocco è lo Sbrocco

Pare che la Bertè si sia fatta installare nella sua camera d'albergo di Sanremo 2 televisioni al plasma, una aspirapolvere e si è portata appresso il suo frigorifero perché quello della stanza era troppo piccolo...

martedì 19 febbraio 2008

Domenica 29 luglio/Lunedì 13 agosto 2007

Mykonos uno (Butcha ya are in the wheelchair Mr Anghelopoulos!)
Esistono dei fantastici voli charter per Mykonos, e a meno che non ci siano dei ritardi siete sull’isola in un paio d’orette; per mia solerzia, nel senso che capita che debba anticipare il mio rientro, sono costretto ad usufruire di normali compagnie aeree che non avendo il volo diretto mi vedono costretto a cambiare volo ad Atene. Ok, sveglia alle cinque meno un quarto per prendere l’unico alitalia che parte da linate alle sei e cinquanta per atene. Linate era un inferno di proporzioni apocalittiche per essere l’alba, comunque, a parte la fila e a parte mezz’ora di ritardo vengo di buona mattina maltrattato da un’hostess dell’Alitalia. Ormai le maestranze stronze, perché stronze sono, della compagnia di bandiera possono contare sullo sfinimento del passeggero e data l’ora era esattamente il mio caso. Come direbbe Delia di “Parigi O Cara”, “te racconto i fatti, giudica te”:
Io tranquillo, mi siedo al posto assegnato 1a; sento che s’è rotto il nastro bagagli e che quindi bisognerà aspettare una buona mezzora. Quindi buono buono mi accendo la mia PSP per giocare a flipper quando passa lei: romana di 37 anni che ne dimostra 56 ma che incede come se ne avesse 23, anche perché oltre ad un’abbronzatura intensa fatta di Eutra e Torvaianica, porta un ponytail alto pensando forse di essere Penelope Tree, senza chiaramente sapere chi sia Penelope Tree. Magra in volto scavato dal non essere penetrata da ahimé parecchio (e nel suo caso questo luogo comune diventa assoluta verità); cinque minuti prima la sentivo che annunciava al resto della crew che la sera sarebbe andata a Caragalllla, che non ne poteva più dei passeggeri che entrano in gabina con lo zaino sulle spalle, che una volta su una Boston/Roma non so più cosa le fosse successo di fondamentale. Ricordo che siamo a terra, con le porte aperte aspettando che qualche anima pia carichi i bagagli in stiva. Dicevo passa lei che mi vede si blocca e intima urlando “spenga subito l’apparato!”; io la guardo perplesso dico: “Ma veramente…”, lei “Lo spenga ho detto!”, io: “Ma veramente quattro giorni fa su un Tokyo/Milano me lo hanno fatto usare”; lei: “IO NON POSSO PRENDERMI CARICO DELL’INCOMPETENZA DEI MIEI COLLEGHI HA CAPITO?! SU QUELL’APPARATO C’E’ IL LASER!”; accanto a me c’è una brutta frociona della moda milanese con cuffietta e ipod acceso, quindi acceso anche il suo laser ma sono sfinito per spiegarlo alla stronza e dico: “Sì, ma si tolga st’arietta subito però…”; Lei: “E’ LEI CHE E’ AGGRESSIVO!”, Lì penso davvero di fargli vedere come potrei diventarlo ma rischio la galera e per una cameriera stronza (non in quanto cameriera ma in quanto stronza) mi sembra eccessivo e dico semplicemente un “guardi, se vuole possiamo continuare per un’oretta a parlare ma sono le 7 di mattina…”, ma lei, davvero maleducata, ha già intrapreso la sua falcata nella catwalk che dalla prima va in turistica. Cioè in pratica ha avuto lei l’ultima parola, io sono fuori di me. Ma siccome Dio toglie e Dio da, dopo un’ora sono stato ampiamente ricompensato dello sgarbo subito. C’è ancora qualche noia da scontare per un sovrappeso valigia che l’Aegean mi fa pagare 14 euro e soprattutto una fila estiva, ma insomma ci si imbarca; è inutile che m’addentri sull’aereo zeppo di greci new money che sono facilissimi da individuare ma che fra loro nascondono quelli che i soldi ce li hanno da tempo e questi soldi sono tantissimi. In un tripudio di vuittonerie, dolce, gucci e orologi da 200mila euri in su prendo posto: 2F. Questi greci si salutano tutti fra di loro con molta enfasi e con l’aria “ah che piacere sei anche tu qui”, parlano spesso di una terza persona che lì non c’è e che ci dovrebbe essere stata… Bene, ci sono queste due greche nella mia stessa fila ma nell’altro lato, una, quella grassa, che si agita più dell’altra sembra più ricca dell’altra (e invece dopo il mio amico Haris, database vivente dei settequaranta ellenici, mi ha detto che è il contrario) è al telefonino da quando si è imbarcata, e per una decina di minuti continua a dire, che insomma come si fa, che l’aereo è pieno, che non c’è posto, forse sì, forse no, allora se non salite voi scendo io, come si fa a lasciare il Signor Anghelopoulos solo. Il signor Anghelopoulos in realtà non è suo marito (forse è il fratello), ma è il marito dell’altra che è magra, alta, liftata in maniera decente, la borsa di vuitton è piccola, la gonna è di jeans lunga e dolce&gabbana; lei come ho detto si agita molto meno e sta facendo il repertorio dei greci che s’incontrano negli aerei con un’altra abbastanza chic basso profilo e bassa di statura come se i discorsi della grassa non le interessino più di tanto. Si sta un dieci minuti così, con la grassa che minaccia di uscire o forse no, mettendo in apprensione le hostess gentili, altro che alitalia, dell’aegean, avvertendole vieppiù volte che o Kirios Anghelopoulos sta salendo ma non è sicuro, come se stesse parlando lei con il cerimoniale dell’aereoporto come in effetti pareva stesse facendo. Appoggio la testa sul finestrino soprappensiero distratto, quando solo per me, l’epifania del Signor Anghelopoulos: Violet Venable quando è dentro l’ascensore che piano scende nella prima scena in cui appare in “Improvvisamente, l’estate scorsa”, solo che invece di Katharine Hepburn e l’ascensore, c’è un montacarichi che sale a soffietto dove sopra, in sedia a rotelle c’è il Signor Anghelopoulos che è davvero identico a John Waters a 70 anni, faccia cattivissima, parla fitto al cellulare. Dietro di lui un virgulto di una quarantina d’anni, vestito Zara che copia Prada, è immobile un po’ sudato con le mani ferme sulle maniglie della wheelchair. Le hostess salameleccano il signor Anghelopoulos e gli dicono che il capitano ha detto che se vuole può fare il viaggio in cabina di pilotaggio. Lui non vuole. La grassa posiziona due cuscini nella sedia, la magra gli da una carezza veloce ma precisa e continua a parlare con la sua amica, il virgulto sudato lo solleva e tremando per lo sforzo non del peso ma della precisone, lo posiziona nella sedia senza farlo sbattere né tantomeno sfiorare da nessuna barriera architettonica. Il virgulto si siede accanto a me e per tutto il viaggio fissa il signor Anghelopoulos che sta zitto mentre la magra parla con l’amica e la grassa straparla con interlocutori immaginari. Arriviamo con i soliti atterraggi spaventosi di Mykonos a causa del vento fortissimo e aspettando i bagagli la grassa, la magra con l’amica e il virgulto sono vicini a me. La grassa dice che è grassa e che le fanno male i piedi, che in ufficio se non avesse uno sgabello sotto la scrivania sarebbe morta e che lei non beve mai l’acqua, con l’amica della magra che le dice che deve bere almeno un (!) litro di acqua al giorno. La magra ad un certo punto si rivolge al virgulto dicendo “Signor Lazzaro, credo che a questo punto abbiano scaricato il signor Anghelopoulos”, lui le fa un impercettibile inchino e scompare verso il suo padrone. Non vedevo l’ora di vedere Haris per chiedergli chi fosse. Ma certo: è il cognato di Ghianna Anghelopoulou, la lady di ferro greca (quella che ha scippato a Roma le olimpiadi del 2004), mito vivente, con casa di 8000 mq veri su Hyde Park. Gli Anghelopoulos sono i Falck greci, quindi acciaio. Anche petrolio e navi e real estate ovunque. Ma a differenza di John Waters non c’è alcuna traccia di lust in the dust, lui è in sedia a rotelle, in lite con il fratello per non so quanti trilioni di miliardi. Ah il destino, Signora mia.

Mykonos tre (her half greek french no fat kiss)
“May I sit next to you?”; sono sul davanzale del Pierros Café nel mio ruolo abituale di doorman dato che col cazzo che entro dentro, fa un caldo atroce, sono tutti sudati che si sdanno a ballare molto male musiche frantiche. Mi piazzo lì accanto ad Antoni, il vero doorman, e con lui rido abbastanza sulla gente che entra. Chi mi ha chiesto di sedersi accanto è una donna americana sulla trentina, quarta abbondante e fintissima, naso rifatto con le forbicine delle unghie, capelli in ricrescita abbondante e cotti da permanente e ossigeno, io chiaramente la odio ma le dico un “yes sure” anche se non troppo convinto. Subito dopo di lei sul davanzale ci sono delle checche partenopee molto agitate, una sta facendo dei grand jetée misti a vogueing, un’altra dice tronfia “Uè, sai che fa lui?” presentando uno ad un altro, “ci pensi?... tutte le majette diengi che portiamo le disegna lui!”. Bene, la donna mi sorride e io che non so che dirle le chiedo come mai una ragazza così bella (sì, come no) perda del tempo al Pierros Cafè, lei mi spiega tutta una storia complicata soprattutto perché è ubriaca e sbiascica: è in vacanza con una sua amica e il fidanzato della sua amica che è un ex marlboro man e che le porta solo qua a ballare ma lei è proprio fed up, vorrebbe andare altrove ma quelli sono dentro a ballare e lei non ce la fa a rientrare. Di fronte a noi un ragazzo straight greco di vent’anni che fa il marinaio di navi container sta raccontando ad Antoni che in Nigeria venivano a caricare e scaricare nella nave dei nigeriani con dei cazzi enormi, i cazzi più grandi che lui avesse mai visto e siccome la crew della nave era composta da greci e filippini, i filippini erano molto colpiti da ‘sti cazzi enormi, i greci no, ma i filippini sì, dato che i filippini sono secondo lui per certo tutti froci mentre i greci non se ne parla nemmeno. La donna è malinconica e disperatella, mi guarda e mi sorride per poi tornare nel suo stato di triste ragazza che ha sbagliato tutto. “You know”, mi dice dal vero, “all i really want from this trip is a real greek kiss, and I think is not gonna happen”. Io le dico, un “com’on sweetie it is so easy for you to get one”, lei, “Are you greek?”, io, “Actually i’m only half greek, therefore all you can have from me is a half greek kiss”, e le do un bacio. Misericordia. Lei si placa momentaneamente. Sopraggiunge dalla bolgia della dancefloor nel gruppo delle partenopee un’altra checca napoletanella accompagnata da un francese che parla un italiano stentato e con labbra rifatte molto male da farlo sembrare identico al mago g galbusera trans. Grazie alla domanda del francese “Che lavòro fate?”, il davanzale scopre che la napoletanella è “Visual merchandiser”, il francese non capisce e la napoletanella è costretta a dire “il vetrinista” ma aggiunge subito dopo “il vetrinista a livello aziendale”. Ossignur. L’americana le sta venendo tutta una sbronza triste e allora io le dico che se andasse in altri locali, per esempio da “Gusel”, troverebbe un centinaio di greci arrapati pronti a baciarla. Lei si rianima in un batter di ciglia e decide di affrontare la bolgia e andare a prendere la sua amica per andare da “Gusel”. Dopo due minuti è con la sua amica, bella alta mora magra e vestita bene, vengo presentato, altro bacio e dopo aver loro indicato la strada per il club, scompaiono nella notte. Antoni si volta e mi dice “Lo sai chi era la bionda con cui parlavi?”. No, naturalmente. E lui: “E’ la sorella di Pamela Anderson”. Oddiosanto, sono agghiacciato e al contempo felice di aver avuto il mio momento Tommy Lee de Noantri. Arriva una bona irlandese simpatica che vuole sapere se dentro ci sono “goodlooking pussies to cruise”. “We understand you’re a lipstick dyke” le dico, e lei “yeah, and am I gorgeous?... Believe me, i ended a 14 years relationship two weeks ago and I wanna play… Allready been in Brighton pride weekend last week and had fuck 16 girls!” Io le dico che non è lesbica ma frocio, lei ride, altro bacio, ed entra nel casino all’urlo “Where are the pussies!?”. Fuoriesce un biondo, bella faccia, sulla quarantina che chiede ad Antoni con aria un po’ incazzata dove sono le ragazze. E’il marlboro man (il fidanzato dell’amica della sorella di Pamela Anderson). E’ chiaramente frocio perso e mi chiedo se la sua ragazza ne sia cosciente. E’ accompagnato da un altro sulla quarantina, brutto e vestito prada. Antoni dice che sono andate da “Gusel”, lui impreca e il brutto mi dice in italiano “Ah io a te ti conosco, sei italiano, sei il fidanzato di Garrison no?”. QUESTO MI PARE DAVVERO TROPPO. Non peraltro povero Garrison, ma insomma la gente è matta. Io stizzito gli dico che Garrison lo conosco e che no, non sono il suo fidanzato. Il marlboro man e il brutto escono. Torna la lesbica irlandese tutta stizzita che dice che è pieno di uomini e le donne sono tutte etero e lei non ce la fa più, deve scopare punto. Dice che va al camping del Paradise beach che là sicuramente ci sono delle lesbiche campeggiatrici, io le dico che è un’ottima idea. Credo che come serata possa bastare, saluto Antoni, vado a letto.

sabato 16 febbraio 2008

La Española cuando crea ella crea de verdad....

madrid oggi,

come saprai ha chiuso il " tomate ", ha chiuso quello piu' chic che si chiamava " channel4 "............crisi di ascolti?......fine del gossip?........islas?...lasciamo perdere.............naturalmente tutti smentiscono................tira un'ariaccia, roba da elezioni, neanche fossimo in italia
e allora?...la modernita' degli spagnoli comunque non conosce riposo.......certo nessuno a sottolineare che al desfile de despedita del modista valentino en paris ( mi raccomando pronuncia la "s") c'era chiunque tranne che l'enfante ( digamos ) sfanculato pero' a madrid c'e' " ARCO" grande rassegna de las mejores galerias del pais de arte contemporaneo.
La grande novita' sono gli artisti cinesi ( !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) gran proliferare di galline imbalsamate, pupazzetti genere manga (o menga?), fotografie di piedi, un elettrocardigramma............. fanno finta che Damien Hirst non esista e qualcuno (teloggiuro) espone anche qualche litografia. Poi finalmente c'e' "Cibeles " la semana de la moda española, pasarelas y todos..........gia' oramai la moda e' quello che e', ma qui al confronto Gattinoni sembra Alexander McQueen........a parte certi completini genere mamma della sposa..........spiccano i GIOVANI...c'e uno, di cui sorvolo l'identita', che gia aveva colpito 2 anni fa con coperte militari legate con spaghi e cinghie elastiche di quelle che servono a tenere le sdraio quando andiamo a Ostia e di piu', concettualissimo, teatralissimo completava il tutto con una sedia Thonet a cavacecio; l'anno scorso, invece, aveva pensato che una signora sarebbe perfetta con un bermuda che pero' davanti e' una sottana, oppure tuttanuda con solamente il colletto di una camicia di suo marito.............quest'anno dice che la moda e' finita..................tefacciosape'
insomma caos calmo, nel senso che i rapporti anali oramai sono anche scritti nella costituzione e dunque.................la novita sono i rapporti orali...........
..........ma che si dicono? (Vanzina- le finte bionde- Italia 1992 )
.besos

Angelito