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domenica 30 marzo 2008

Paris-Cogne

PigalleSms 30.03.08 09:38

Ciao, Pepp! Ieri alle 10,40, a Pigalle, zona a luci rosse sbiadite da mo', incrocio sul marciapiede dei sexy shop voci infantili in italiano, mi tiro su bene il cappuccio del parka, rallento il passo e mi accodo senza farmi notare: due giovani coppie settentrionali con 5 bambini in tutto traducevano ridendo le specialità delle case strada facendo, col loro bel da fare per agguantare i marmocchi che si precipitavano a testolina bassa nei sipari per entrare gridando "Mamma, papà, porno anch'io!". Mi è tornata in mente la richiesta che, con la scusa dell'autografo, una bambina di nove anni ha fatto al giovane idolo di tanti polpettoni neoitalioti, "Mi trombi?". Morali della favola: a) ancora tanto che non sia stato un maschietto, b) a quell'ora a Pigalle non succede niente, tanto valeva portarli al Louvre e alla mostra su Maria Antonietta, c) ci sono tanti modi per praticare la pedofilia, il più subdolo è sessualizzare un bambino con le forme, mercificate o no, della morbosità degli adulti. Insomma: loro 7 erano tutti tristemente allegri, io intristito e basta. Aldo Busi 30 marzo 2008, scatta l'ora legale: più luce! I più bisognerebbe abortirli prima che figlino a loro volta. Et des bises.

sabato 29 marzo 2008

Introducing CARLA™!

AD 2011:

Carla™, Barbie's® new 'n groovy best friend since Midge™ has been discontinued. This gorgeous doll has bendable legs, twist and turn waist, real eyelashes and she comes with three interchangeable wigs, a wig stand plus a wonderful wardrobe including "Matinee fashion", "Satin 'n rose" and "Evening gala"!

Carla™ had a glorious past as a supermodel, ex wife of a french prime minister that unfortunately we don't recall his name, and writer of the outrageous blockbuster "Born under the Mole"

Let's play with Carla™, Barbie's® chic 'n trendy friend!


Carla

venerdì 28 marzo 2008

.tralatro

Aldo2Sms 28.03.08 08:25

Ah, perché è così rilassante leggere i quotidiani e guardare i telegiornali francesi (e inglesi, tedeschi, spagnoli), anche conservatori? Mica lo capisci all'istante, ci arrivi dopo un po': non ti imbatti mai in un prete, e se nel papa e in una delle sue esternazioni, il posto dedicatogli è inferiore a quello del cucciolo di foca monaca nato in cattività; qui un politico che osasse presentarsi quale difensore dei "valori cristiani" verrebbe sfanculato di brutto dai cattolici per primi, figuriamoci un direttore d'ospedale e un obiettore di coscienza che non applica la legge sull'aborto, e ospedale non solo pubblico, anche privato. Bisognerebbe fare così: chi si fa avanti con la sua religione nella cosa pubblica va decapitato. Si chiamerebbe rivoluzione, forse la parola più straniera e inutile e inutilizzata, insieme a "libertà", di tutto il vocabolario italiano. Et des bises. Aldo Busi 28 marzo Parigi

giovedì 27 marzo 2008

De rerum fellatio

Aldo
SMS 27.03.08 22:21

Divertirmi è la cosa che mi viene peggio, venire quella meglio, ma questa non mi diverte, mi distrae. Ho appena fatto le mie felicitazioni a uno specialista del pompino di gola con ingoio, un goloso trentenne della provincia che viene in città due volte l'anno per staccare dalle mucche e dalla moglie, gran bell'uomo, vizioso ed esplicito, dunque elegante. Tutto quello che mi ha chiesto era di strizzargli i capezzoli mentre mi succhiava, io seduto lui a terra di sbieco, io glieli tiravo avanti e indietro come di solito faccio con le orecchie. Preferisco farmi fare i pompini dagli uomini, in loro mettersi interamente a servizio di un cazzo è un'evoluzione intellettuale e quindi poeticissima libidine, nelle donne un meccanismo con un'aspettativa di potere. Io, per esempio, sono troppo donna per godere a fare un pompino, godo solo se me li fanno godendo di farmeli, quindi me li faccio fare dagli uomini la cui unica aspettativa è farmi sborrare, mandare giù e addio - ho lanciato un urlo sincopato, sono accorsi altri uomini, me ne sono andato lasciandogli una scorta di cazzi ritti in fila indiana. Muggiva dalla contentezza. Adesso mi trovo in una brasserie alle Halles, il cibo non poteva essere peggiore, mangiare a Parigi è una disfatta ma venire è un tripudio. E baci. 27 marzo.
Aldo Busi

mercoledì 26 marzo 2008

Il venait d'avoir 19 ans

Aldo2SMS 25.03.08 13:58

A Parigi, sempre bella e pulita e sicura, si respira quella civiltà europea mai arrivata a Roma e Milano, che ha sfiorato Firenze prima dell'invasione di ambulanti di frodo tormento dei pedoni e poi è volata via del tutto. Se ritornassi giovane, è ancora qui che ritornerei per dis-educarmi dalle "idee ricevute" in Italia, per defascistizzarmi senza però diventare un fascista di sinistra. A 19 anni leggevo Le Monde, Liberation, Le Canard En., il che mi permette a 60 di non leggere Repubblica e Corsera e Foglio e Giornale e Libero e Avvenire (?) e quindi di continuare a crescere. Si pensi a che ne sarà da sessantenne del diciannovenne italiano oggi prigioniero della stampa nostrana e del clericalismo dei laici... Centrifugato dalla sfiga di un certo successo tipico delle nullità da salottino, al massimo ci scriverà o si lascerà intervistare, altrimenti diventera un sindacalista de voialtri. Hai presente Pezzotta che parla dell'aborto con la Bonino? Da qui evinci come possono parlare i nostri sindacalisti con Air France e cosa possono mai concludere per liberarci da quelle costosissime toilettes a sciacquone perduto di Alitalia e Malpensa, a parte un ulteriore incollamento alla loro poltrona di duri e puri a parole e a spese dei loro iscritti. Ecco il tuo futuro, o matusa di diciannovenne italiano.
Aldo Busi 25.3.08


mercoledì 19 marzo 2008

Scene di caccia in bassa Tourette

Disagio, Disagio, Disagio. (18/50 miliardi di ore)

mercoledì 12 marzo 2008

Unire la fame con la voglia di mangiare

madrid oggi,

come si sa Zapatero ha vinto di nuovo..tutti contenti tranne la Conferenza Episcopale che prefigura scenari apocalattici in un'orgia di aborti, eutanasia e ovviamente matrimoni omosessuali........comunque la Pantoja ha smesso di pagare la hipoteca del nido d'amore col carcerato: strategia legale?.....l'Infanta-fea ancora piu' insopportabile di quando era sposata ha ripreso a montare e in un concorso ippico a Toledo si è fermata e, in piedi sulle staffe, mano sui fianchi ha imposto a los paparazis di smetterla di spaventare il suo cavallo...i famosi stilisti Victorio&Lucchino si sono rifiutati di fornire ( a gratis ) l'abito da sposa a Belen Esteban, lei smentisce e fa sapere che ha comprato da Rosa Clara' per 7.000 euros un traje de novia de Eli Saab che veste anche Ranja di Giordania...ti risparmio, per carita' cristiana i commenti di Peñafiel ad un acontecimiento di questa portata....gli stessi stilisti sono stati vittime di una grave discriminazione homofoba, in quanto gay e per di piu' sposati si sono visti rifiutare il privilegio di vestire le statue di un paio di santi per la processione de la Semana Santa en Sevilla che e' un po' come gli Oscar..........la giornalista Pilar Eire si dice sorpresa e indignata perche' a lei risulta che Juan Pablo segundo si vestisse normalmente con telas y prendas de Valentino y D&G che sono notoriamente gay e dunque...............dove avra' avuto questa notizia, francamente mi sfugge...............
come vedi poca roba..............ma, as a cherry on the top, e' arrivato Costantino (Vitagliano, ndr), si, si quello li'........l'hanno fatto uscire subito ( a scanso di equivoci ), en un conocido restaurante de la capital, con Ana Obregon alla sua seconda apparizione ufficiale dopo un anno sabatico ( la prima era stata come testimonial de una marca de estenciones en Barcelona ) di lui si parla come di un chico famosissimo in Italia, tutte pazze di lui: e' stato modello per D&G, Armani, Versace e Alviero Martini, ha estudiado el idioma e non e' venuto de camino.........insomma ha tutta l'intenzione di restare..........con la Obregon si conoscono per amicizie comuni nel giro internazionale dei famosi ( e qui sarebbero interessanti le referenze ).... comunque al di la' del international who's who, la periodista Pepa Jimenez, con l'aria di chi la sa tutta, dice che non durera' perche' " Ana no es el tipo de mujer que le guste a Consta " ( testuale )..........lei Ana, poverina, in quanto vecchia de bottega; mostra un'aria un po' rassegnata ( lei che ha cucinato la paella a Estiven Espilberg ) e interrogata risponde que el es modelo, actor y escritor.....el segundo escritor de su vida.............
qui c'e un proverbio che in Italia non abbiamo, ma di facile comprensione: "se junto' la hambre con la gana de comer "
besitos
Angelino

lunedì 10 marzo 2008

Amare Giancarlo Dotto

Dove c’è lei c’è anche la Pucci. Principesche entrambe, quando vanno a messa e quando salgono trafelate la scala a chiocciola della sala da tè al centro di Roma. La Pucci davanti, la Borghese dietro, non si sa quale al guinzaglio dell’altra. Si parlano in inglese o in tedesco, a seconda dell’umore. Il rosario lo recitano in italiano. A 7 anni la Pucci è già nonna e forse bisnonna, decine di Jack Russell sparsi in tutta Panarea, figli e nipotini dal pelo corto, lasciti del suo temperamento passionale. Adorata dalla sua padrona, che le ha dedicato un’«Ode alla sensibilità canina», e da Vittorio Messori, altro celebre convertito e pure lui pazzo della Pucci. Alessandra Borghese e la Pucci vanno di corsa, specie ora che hanno detto sì a Casini, inteso come Pier Ferdinando. Non è dei più semplici l’approccio con la discendente di Paolo V e di Scipione Borghese, mecenate del Bernini. Come allacciare uno slow con un porcospino, animale quotatissimo in araldica. Intollerante da par suo e sprezzante suo malgrado, la principessa. L’entusiasmante inclinazione, noblesse oblige, di ribadire a ogni istante l’ordine naturale delle cose: che ci sono loro e poi tutti gli altri, escrezioni del caso, subumani variamente arrampicati sugli specchi delle loro imperfettibili imperfezioni, che sia la rabberciata sintassi o l’abortito pensiero. Insomma, che Dio la benedica, grazie a lei riaffiorano palpiti d’antan della lotta di sangue ancora prima che di classe. Più facile la conversione che la conversazione con la Borghese. A meno che tu, imbestiato da tanta grazia e dopo aver contato fino a venti, non stia lì palesemente sul punto di rovesciarle addosso il tavolo e il barattolo della coca-cola light. E’ allora che la vedi virare, la principessa, e diventare di colpo oltre che di colpa una donna umile incline al perdono, il che significa di fatto un paio di cose: lei sta compiendo uno sforzo sovrumano e tu, da pitecantropo, sei trasformato di getto ai suoi occhi ora compassionevoli in un miracolabile disabile, nel senso di psicolabile. Ti spuntano le grucce sotto le ascelle e dai ragione in pieno a quell’arguto signore di Francesco Cossiga, amico e in qualche misura devoto di Alessandra Borghese, a proposito della quale ha scritto: «La nobiltà di lignaggio è come il vaiolo, può anche passare ma lascia sempre cicatrici e nessuno, checché ne pensasse Saint-Just, ha colpa della nobiltà ereditata». Partono anche le campane dalla piazza di Montecitorio ora che il feeling è pressoché totale tra l’aristocratica e il plebeo. Alessandra dovrà per più di un mese sdoppiarsi in giro per l’Italia. Come autrice del suo «Lourdes, i miei giorni al servizio di Maria», pubblicato di recente dalla Mondadori, diario di un’hospitalière molto anomala che due volte l’anno si reca da volontaria al santuario per curare, pulire e calare nelle sacre piscine di Lourdes i miserabili della terra e, da qui a metà aprile, come candidata per l’Udc, al servizio di Pier Ferdinando. La missione, in questo caso, è raggiungere il quorum al Senato. Dalla Grotta a Palazzo Madama, da Bernadette a Casini, sempre di miracoli si tratta in fondo. «Una proposta lusinghiera e una decisione difficile. Mi sono presa il mio tempo, ma alla fine ho deciso che ne valeva la pena. Le sfide mi sono sempre piaciute. Confesso, mi ha dato molto fastidio sentir ripetere ogni giorno da Berlusconi e da Veltroni questa storia del “voto utile”. Un avvilente gioco di potere che ha stimolato il mio senso di ribellione». Rispetto della vita e della libertà religiosa, valori cristiani, immigrati, la famiglia. Sottoscrive tutto Alessandra Borghese. «La famiglia come soggetto fiscale sarà il mio cavallo di battaglia. La difesa dei ceti deboli. Parlo con la gente, frequento le parrocchie, percepisco acuta sofferenza in giro, c’è una piccola borghesia che sta sparendo, vecchi che non arrivano alla fine del mese e giovani che non sanno in cosa credere. Porterò ovunque la testimonianza di Bernadette. Anche lei aveva perso la strada prima di affidarsi a Maria. Gli immigrati? Benvenuti, ma dovranno accordarsi alle nostre regole e alla nostra cultura». Non si sono fatti vivi nemmeno gli amici Veltroni e Rutelli, di cui è stata consulente per il Giubileo. «Non so ancora per chi voterò come sindaco della capitale ma, da romana, mi lasci dire che avrei fatto meno festival del cinema e mi sarei occupata più delle strade e della sicurezza, più dei cittadini e meno dei turisti». Prediletta prima di Wojtyla e poi di Ratzinger, nega di aver ricevuto consigli o pressioni dalla Curia per scendere in politica. «Ho ascoltato solo la mia famiglia e tutti mi hanno esortato a farlo». Non si cura delle maldicenze. «Sete di Dio? Ma no, la sua è sete d’Io», a sottolineare i suoi disinvolti passaggi dal Monte Sinai a «Porta a Porta». Da sempre complicato, del resto, mettere insieme l’aristocratica che scrive «L’elogio delle buone maniere» e l’inviata di un settimanale popolare come «Gente» al seguito del Papa, l’amicizia con Donatella Versace o la partita a bowling con Juan Carlos di Spagna e le messe nelle parrocchie più periferiche. «Non c’è contraddizione. Quando si diventa strumenti di un disegno divino puoi renderti utile in qualsiasi modo». L’infanzia romana, il dramma del fidanzatino che si spara in bocca seduto accanto a lei in macchina, la giovinezza a New York, il jet set, il matrimonio fallito con il miliardario Costantino Niarchos e poi la conversione fulminea. Il giorno in cui l’amica del cuore, Gloria Von Thurn und Taxis, tra una passeggiata a cavallo e una partita a golf, la trascina a messa. «De la Dolce Vita à la rencontre avec Dieu», sintetizzano i francesi. Da quel giorno Alessandra Borghese va a messa tutti i giorni e recita il rosario anche quando esce con la filippina a fare la spesa. Ha smesso di fumare dopo una visita al «Divino Amore». Ha le idee chiare su come organizzarsi in politica, forte del suo passato da imprenditrice della cultura. Donna poco duttile, dovrà imparare a convivere con i campioni della duttilità che sono gli ex democristiani. «Prima della conversione ero molto vendicativa con le persone che non mi amavano, oggi prego per loro. Non mi sembra un cambiamento da poco».

Giancarlo Dotto per "La Stampa"

PS: Certo, non si è spinto in dettagli succosi e inquietanti, su come per esempio sia andato il divorzio Niarchos, né come andò quella maledetta giornata nel quartiere Prati, ma va bene lo stesso...

giovedì 6 marzo 2008

Il deputato, l'onorevole Alessandra "La piscinière" Borghese de' Principi Borghese

Borgis
Da “Il Sole 24 Ore” "Probabilmente sabato festeggerà la discesa in campo a Patti, in Sicilia, nella terra di Raffaele Sindona. Ma più che di Sindona s'intende di Sindone e delle imprescrutabili cose della fede e di Dio. Nella terra dell'ex difensore della lira andrà a ritirare il Premio nazionale Città di Patti per il libro «Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria». Alessandra Borghese – o meglio Donna Alessandra Romana dei Principi Borghesi – ha deciso di candidarsi nelle liste dell'Udc. Culmina nell'impegno politico un lungo cammino di fede che ha visto protagonista la nobildonna romana di una fervorosa attività di testimonianza cominciata con il libro «Con occhi nuovi».
È l'avvio della nuova conversione che la porterà a diventare, dal maggio 2005, «hospitalière del Santuario Notre-Dame de Lourdes» e, dal luglio 2006, a diventare componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis, che ha come fine la promozione e il sostegno della Pontificia Università Lateranense.
In uno degli articoli più recenti Alessandra scrive: «Sono ormai passati 40 anni dal Concilio Vaticano II, anche se il travaglio nonè ancora finito. Sta emergendo una nuova cristianità non più sostenuta dalle istituzioni che deve confrontarsi con le esigenze moderne e la sfida delle altre religioni. La Chiesa cattolica deve sfidare il mondo moderno senza cedere a compromessi o facili vie d'uscita». Non c'è dubbio: è già un programma elettorale
."

...più che un programma elettorale, a me è venuta in mente come un fulmine di Memoria Involontaria "Piccole Volpi" e quindi Regina Giddens (Bette Davis): "I waant more, I waant a larger share"...

mercoledì 5 marzo 2008

Cagarsi Addosso

Sempre non piaciuti gli airbus in genere. Qui: culo? bravura? Destino?