Shanghai 14.07.2007
...Che fossimo in questa formazione faceva presagire tutto di buono; prima: eravamo all'eddys-bar, con il proprietario Eddy che continuava a portare dei beveraggi ad Alfonsito ed ogni volta gli dava una pacca con rincorsa sul culo, cosa che ad Alfonsito non piace affatto e faceva delle facce che facevano ridere. Ieri avevamo conosciuto nello stesso posto Stefano, steward dell'alitalia molto simpatico de roma e anche e soprattutto Michael: molto appariscente frocina di Hong-Kong, curatrice di una galleria d'arte famosa con svariate sedi in tutta Cina; molto ubriaca sempre, molto magra, stasera era vestita: pantalone a sigaretta nero, ballerine nere, camicia d'Hermes (da donna va da sé), cinta di metallo dorato a maglie di Chanel, spolverino di lattice arancione; simpatico, schiodato totalmente, ed anche molto innamorato di me (non sto tootando my own horn, v'assicuro che non c'è proprio nulla da andare fiero of) continuava ad offrirmi birre e nella prima parte della serata era compulsivo con la domanda "I know i'm not your type, but tell me the truth do I look so ugly?"; poi c'è stata la fase "I don't know why i'm so popular in Paris and London, in Paris they just love me, but here in Shanghai it is so different"; io le dico che forse dovrebbe essere meno flamboyant; lui chiaramente non aspetta mai nessuna risposta. Bene, si decide di andare a questa discoteca che si chiama "Deep", tutti insieme. Fuori del bar squilla il telefono a Michael che non intende salire sul taxi guidato da questa lesbica shanghaina perché il tenore della telefonata si capisce che è pesante perché alla checchina le esce una voce da baritono, insomma litiga... Noi tergiversiamo con la Lella che si vede che ha tenuta e ci dice con lo sguardo che aspetta. Noi stiamo anche un otto minuti ad aspettare Michael che litiga agitandosi come una matta per la strada mentre all'unisono si rivolta in un'improvvisata catwalk lo spolverino che è doubleface e diventa nero, in tono con il tenore della telefonata. Si sale sul taxi, in tre dietro ad aspettare con la tassista lesbica imperterrita. Michael si decide finalmente a salire mentre sta ancora litigando e in due minuti di percorso la telefonata si fa seria sul serio, con lui che si mette a piangere copiosamente. Noi dietro ci azzittiamo da che la prendevamo per il culo. La lesbica è magistrale, e in sequenza: lo guarda compassionevole mentre lui piange e urla e dice chissacosa al telefono, gli fa patpat sulla spalla, prende un fazzoletto per asciugargli le lacrime, lui tira fuori una sigaretta, lei come Amedeo Nazzari (anzi no, Rossano Brazzi) gliela accende immediatamente, lui parla ancora un po' e poi attacca. Pare che la sua Boss gli abbia intimato che fra 2 giorni deve andare per 2 giorni a Rio de Janeiro per una mostra e poi a Londra e lui non ne può più perché non ha una personal life. Risquilla il telefono, ma questa volta è più calmo. Arriviamo al posto, noi ringraziamo moltissimo la tassista che ci lancia uno sguardo malinconico straziante che gli volevi un bene dell'anima. Percorriamo un giardinetto alberato buio con dei cinesi per terra che si fanno del pedicure (al buio!, per terra!) con Michael che parlando sempre al telefono cammina davanti a tre passi da noi, che siamo in piena formazione bodyguard/marchette della checca, strusciando lo spolverino e oltrepassando l'entrata facendo cenno senza voltarsi indietro alla bigliettaia di farci passare gratis, sentendoci ormai definitivamente le sue bodyguard/marchette. La disco è abbastanza grande con un bar circolare più i cessi al piano terra e la dancefloor al primo piano; i cinesi ballano i balli alla moda in maniera abbastanza buffa e vestiti che non m'addentro, scampoli di americane obese sudaticce ubriache che flirtano con cinesini di shanghai, addirittura una vecchia crucca con benda da pirata; alfonsito balla balla balla da capogiro e s'inventa un passo che fa così. Mi intrattengo a tratti con Michael perché vuole continuare a farmi bere; ogni tanto mi si avvicina e mi dice trasfigurandosi alla Gong Li "Don't talk to me, i'm a very dangerous person", io non ne ho dubbi. Mi presenta la proprietaria della disco, una cinese che penso ne abbia fatti fuori una duecentina, vestita di peste con una cosetta rossa di pessima fattura ma Michael tiene a dirmi che lei "as you can see, she's wearing only italian fashion". Passa un'africana orenda, Michael dice "This guy last week stole all my money, my wallet, my clothes, everything". Si passa alla fase "Just one personal question, you have a big cock, right?", ed io cattivo come un cinese gli proietto un "I'm half greek, so you just guess". Vengo salvato da Peter, shanghainese belloccio che m'invita a bere una birra da lui e quindi vedo un tipico appartamento di shanghai, al 26imo piano, non piccolo né brutto, ma dev'essere ricco. Torno in albergo alle 5, Alfonsito che è movidaro alle 11. Oggi andremo a visitare una delle gallerie di Michael. Non vedrò mai più la lesbica tassita buona.
(nel frattempo...:"A large and very powerful Pacific typhoon was bearing down Thursday on Okinawa and remote islands south of Kyushu, the Meteorological Agency said, warning against heavy rain in wide areas of southwestern Japan.The season's fourth typhoon, Man-yi, is expected to hit Okinawa on Friday and may approach western Japan on Saturday.)
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