Crac Schadenfreunde
Sms 20.12.08 19:05
18.12.08 Key West Il principio di tutte le cose resta lo stesso: a una grande scopata domani preferisco una misera sega subito. E lo so anch'io che con un dito su per il culo un maschio gode di più, ma non avrò mai la pazienza esploratrice dello statale medio che se la prende comoda e da solo si fa piamente anche i contorni, a disdoro dei rimbrotti del Brunetta. Bene: adoooro questa catastrofe economica, i prezzi delle case che crollano con le case stesse se invendute, le centinaia di migliaia di automobili che intasano fabbriche e moli, la telefonia predatrice mobile che deve ridimensionare la sua criminale cleptocrazia, e mi riempie di ottimismo civile che le classi bue ovvero cosiddette povere impoveriscano di più grazie alle inconsulte giocate all'Enalotto, matrimoni faraonici e messe a suffragio e ultimi modelli di iPhone e pagherò strozzini in generale. Sei americani su dieci sprofondati nella crisi potrebbero pertanto riflettere sui costi della guerra in Iraq, non solo dare la colpa alla perversa spirale dei mutui fantasma e della finanza cartacea. Io non ho mai un istante vissuto oltre i miei mezzi, mi costava di meno stringere la cinghia, non ho mai acquistato niente a rate, non mi sono mai drogato, nemmeno di pallone e di stadio, sto settimane senza un bicchiere di vino se non ho un pasto in compagnia, provo orrore per il gioco d'azzardo, la fortuna, il destino, il fatalismo sociale, la religione, le fattucchiere e le puttane di entrambi i sessi, il turismo sessuale e per sovrammercato per l'evasione fiscale: che me ne frega se il pieno di benzina arriva anche a cento euro? Andrei comunque più a piedi e in autobus, proprio come faccio da sempre pur potendomi permettere un autista. E qui a Duval St., che gioia piegare un commerciante davvero ebreo secondo pregiudizio - naso a goccia, labbra a lama di coltello, occhi volpini, voce impostata sulla tiritera del lamento da capro espiatorio - a darmi tre camicie di seta al prezzo di una! Ma la crisi è la crisi e tanto gli resterà sul groppone l'intero stock, io non compero per fare beneficenza, gli ho detto, hai fatto soldi e la cresta per anni e anni di vacche grasse, la crisi riguarda te che non vendi niente, non io che ancora posso comprare qualcosa, e per te ora l'unico modo per guadagnare è saper perdere il più alla svelta possibile per andare almeno a pari. Prendere o lasciare, e non un centesimo di più. Ah, pragmatica magia dei contanti in mano, e o rinunciare o far finta di fare dietrofront! Altro che fare debiti facendoli doppi, per via degli interessi, rispetto al debito stesso! Si è arreso, e l'odio atavico con cui mi ha ceduto la merce ha fatto ballare l'hula alla donnina con gonnella di rafia su onde ricamata sulla schiena. A.B.
Io non ho mai un istante vissuto oltre i miei mezzi, mi costava di meno stringere la cinghia, non ho mai acquistato niente a rate, non mi sono mai drogato, nemmeno di pallone e di stadio, sto settimane senza un bicchiere di vino se non ho un pasto in compagnia, provo orrore per il gioco d'azzardo, la fortuna, il destino, il fatalismo sociale, la religione, le fattucchiere e le puttane di entrambi i sessi, il turismo sessuale e per sovrammercato per l'evasione fiscale: che me ne frega se il pieno di benzina arriva anche a cento euro? Andrei comunque più a piedi e in autobus, proprio come faccio da sempre pur potendomi permettere un autista.
Freedoom is not a choice, is an attitude.
Immenso
Scritto da: prossiutto | giovedì 8 gennaio 2009 at 21:28:40 Europe/Rome