18.3.09 Che sensazione strana, deve essere la compressione di un nervo nell'ernia cervicale, tutta la costata di manzo che gira improvvisamente sul soffitto mentre mi sento sprofondare e come se il cuore si arrestasse per qualche secondo, devo stare attento a non morire, a prendere fiato, anche cadendo e sbattendo la testa su uno spigolo di mobile dozzinale finto provenzale o conficcandomi in un'orbita il coltello sporco di mostarda, ma poi, piuttosto che mi venga una paralisi, mi sembra tanto di guadagnato. Niente è più uggioso del dolore, mi stufa subito, sono in grado di apprezzare ben altro. E adesso cos'è tutta questa ventata di freschezza non piagata e già marcia che prende posto di sbieco davanti a me?
Due morosini! Che carine le coppiette di post-adolescenti che parlano fitto fitto faccia faccia al minuto tavolino di un ristorantino francese dall'altra parte della Manica e dunque qui in questo preciso istante, lei, seriosa per intensità di sguardo fisso negli occhi altrettanto azzurri di lui, ovale imperfettibile, i capelli biondo miele arruffati come appena saltata fuori dal letto, in apparenzasenza trucco però le palpebre nerissime e lunghissime una separata dall'altra, le belle braccia nude e lui, biondo rosato, di una educata rudezza, virile con scioltezza, una peluria a pizzetto sul mento, il profilo elegante, irregolare, le labbra carnose quasi violacee, tumefatte e screpolate di recente, ecco, lui che ora con una mano pilucca una patata e con l'altra sotto il tavolino va a farle ilgrattino al gomito! E che equilibrio tra il prendere e il dare, che rispettosa generosità, che armonioso sentimento di appartenenza.
Chissà che letture hanno fatto. Questi due mica spinellano o sniffano, sono troppo semplici e ben allevati, questi non hanno bisogno di un vuoto di memoria per tirare avanti rompendo i coglioni al mondo perchése li rompono loro, questi due erano già sfuggiti alle trappole di massa ognuno per conto suo prima di incontrarsi, questi due stanno bene insieme perché starebbero bene anche ognuno per sé. Oh, come sono splendidi, e rari! Dunque la vita avrebbe potuto essere un po' così, almeno il tempo di arrivare in due dalla bistecca alla panna cotta.Ah, come mi incanta l'amore, come mi rallegra che esista in qualche carne intelligente ciò che fa per me solo a parole!
Morirò in viaggio, dopo aver perfezionato un esperanto mai usato e mille modi di dire per pepare una conversazione mai fatta? Mica pretendevo il grattino. Quando ripenso alle mie ultime "amicizie", romane, mi sembra di aver ricevuto forfora in cambio dello scalpo. Siccome non so mai se il servizio è compreso, visto che mi dà sui nervi guardare qualsiasi altra voce che non sia la somma in fondo,lascio sempre la mancia. Non posso sbagliare proprio adesso, magari come mi alzo stramazzo a terra e poi devono pure chiamare l'ambulanza per uno stronzo che non ha lasciato neppure il 10% di regola. (Mi sono retto benissimo in piedi - e la sirena continuo a farmela da me.) A.B.
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