(Insomma, dopo il volo entro all'interno di El Venizelos (l'aeroporto di Atene no?) ed io e gli altri passeggeri si percorre un corridoio dove veniamo controllati da una camera con monitor a vista; io penso subito che eccoci qua che scocciatura mi prenderanno per terrorista con 'sto pizzetto barboso levantino e invece no, è una telecamera termica che appena scorge un 37 e mezzo ti fa fermare da degli addetti sanitari come un probabile portatore di Porcina. A parte il fatto che uno che ha l'Ebola, è sufficiente che si prenda un paio di Advil in aereo quando dicono "Il comandante informa che abbiamo iniziato la discesa verso l'aeroporto X" e la fa franca, mi sono però inquietato al pensiero che fra pochi giorni dovrò andare in California passando per il terminal 5 di Heathrow e che io ho le mani sempre nel naso, proprio come Costanzo (sarà nel dna di nani con parte d'intelligenza sensibile), sempre negli occhi (come se avessi un ciglio caduto nell'iride) e sempre in bocca (perché in aereo mi mangio le unghie dalla noia) e quindi sono Ecce Porcino sicuro; ma una mia amica svelta mi ha rimediato con bugie e giochi di prestigio una confezione di Relenza, che il Tamiflu tanto non si trova: è meno efficace ma io sono più tranquillo)
Ad Atene ho visto "Brüno": ho riso con le convulsioni un paio di volte (teatrini porno col fidanzato filippino e la seduta dallo psichic dove entra in contatto con l'anima di Milli di Milli Vanilli e mima una pompa). Devo dire che il mio amico greco affianco, pur essendo ricchione non ha riso quasi mai, era anzi in forte disagio perché il film è davvero molto pesante, volutamente di cattivo gusto e controverso per un pubblico mainstream. Ha una trama raffazzonatissima, dei momenti che provocheranno delle ondate omofobiche violente (penso per esempio all'educazione disinvolta che Brüno impartisce al figlio adottato) perché appunto il grande pubblico non avendo il dono dell'elaborazione, penserà che i ricchioni siano tutti esattamente come Brüno. Magari.
Peppi sei un gran figone e mi fai morir dal ridere.
A.B. è l'unico scrittore italiano. Dopo Manzoni. Anzi decisamente prima.
Scritto da: Luca | mercoledì 22 luglio 2009 a 4:26:04 Europe/Rome