17.9.09 Oh, ma che aria tira mai? Tira una certa aria, ma un’aria, un’aria che non so, eppure va e viene dalle narici ma non riesco a definirne l’odore, di polvere, ma non comune, di botto e polverone e abiti incendiati e subito bagnati: di sangue. Polvere da sparo! Tira un’aria di strage, ecco, di strage imminente, con i soliti personaggi nell’ombra... i colletti bianchi della mafiapolitica, servizi deviati, rinforzi dall’estero dittatoriale amico, un qualche grande e piccolo vecchio che vuole eternizzarsi nel potere traballante e ormai perduto... e le comparse in primo piano il tempo di far brillare una bomba e subito soppresse per ovvie ragioni di discrezione assoluta, manovali del crimine, di un crimine di numero e basta, già che si offrono sul mercato dello sporco lavoro senza ritorno. Ma i manovali di oggi come saranno? Chiaro: minimo con laurea breve, come la loro occupazione e vita. E come gli analfabeti manovali d’antan ignorano la fine che gli tocca per implicito patto tra gentiluomini. Ah, se solo i mandanti della strage in arrivo fossero una volta tanto anche i manovali di se stessi! Ma non succederà. Sono già in corso i depistaggi; alcune vittime anche tra quanti sono arrivati a capo di questa banale profezia. Io compreso? Oh, io sono già saltato. Volta più, volta meno, continuerò a darmi le stesse arie anche con l’aria che tira. A.B.
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