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Bisogna proprio essere in malafede per sottoscrivere appelli per la libertà di stampa in Italia! L’avessero mai usata se non per mettere il bavaglio a un’opera come la mia e in ridicolo o in castigo chi l’ ha scritta! Loro se ne fregano? Bene, userò il mio caso come misura di tutte le cose relative alla parola libertà: me ne fregherò di loro e, alla luce del fatto che stanno per uscire in libreria altre otto ristampe di altrettanti miei titoli esauriti, me ne fregherò alla grande. Questo Boffo, un luridone ipocrita istigatore di odio omofono non meno di quel triste figuro di Bagnasco nelle sue criminali omelie, sul suo Avvenire dei miei insanati coglioni ha più volte sovrapposto omosessualità a pedofilia e questo basterebbe da solo a riservargli o la ghigliottina o la castrazione chimica. Certo, è pur sempre un cadere dalla padella alla brace, ma tra il malvestito Feltri (ma l’avete mai visto Ezio Mauro col vestitino della festa?) e l’azzimato checcone svelato nazicollaborazionista Boffo (difeso da “Repubblica – oh Dio del ciel son pur sempre una colomba!”) sto col primo, pur sapendo che alla prima occasione propizia si fregerà della stessa sovrapposizione infame, ma intanto scappellate a non finire. Berlusconi che minaccia la libertà di stampa la spinge a esistere, almeno a cominciare, egli è un benefattore verso quanti, sentendosi minacciati, i permalosi fanagotta, portano in primo piano, più che una virtù esercitata, una promessa di perdere il vizio di sentirsi i depositari della verità e dei suoi filtri monopolistici. “Repubblica” è il manifesto del fascismo di sinistra, punto, come ebbi a dire a Michele Serra non ieri, ma un lustro e passa fa: non ha mai mosso una riga sensata per un mio romanzo, dovevo prima entrare nel clan e sentirmi un eletto, figurarsi io! Ma che vadano pure a impiccarsi alle loro rotative ferme! Tutto ciò, s’intende, detto col cuore e la mente volti più che mai a sinistra non appena ci sarà. Oggi l’unica posizione politica davvero democratica è essere più che mai e contro Berlusconi e contro i suoi detrattori (non tutti, solo quelli italiani). E baci, atterrato or ora a M. A.B.
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