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10.9.09 R. La porto in giro, la coccolo, anzi, la vizio. In questo periodo ho il bernoccolo di trastullarla nelle Spa, alberghi a 5 stelle con piscina talvolta anche interna, palestra, bagno turco, massaggi, cibi organici, una bufala, perché nessuna verdura o frutta può essere organica se riceve la stessa pioggia acida di ogni altra, ma non glielo dico, e tanti silenzi fanno parte del gioco fra noi due gomito a gomito quasi senza tregua; a volte le organizzo la giornata cominciando con la visita a un museo o a un giardino famoso, ma mai prima di averla convinta a farsi una nuotata seguita dalla piccola colazione sui bordi della piscina, lei è grata di tutto e se la ride di ogni mia iniziativa e di ogni repentino cambiamento di programma, stiamo per prenotare al Grande Bretagne di Atene e finiamo al Four Seasons di Istanbul, lei talvolta mi precede a tal punto che mi aspetta nella suite di tutt’altro albergo in una nazione venutami in mente all’ultimo istante, sì, ormai mi legge persino nel pensiero a venire. È curiosa di ogni mio minimo arabesco nervoso e sfoggia una piana dialettica senza fine né finalità, insieme non ci annoiamo mai e evitiamo con cura ogni contatto con gli altri. Al Mirasierra di Madrid, comprese le due puntate in centro, in cinque giorni avrò fatto andare la lingua cinque minuti, tre dei quali per dire al cameriere che il bacon va fritto, non servito lesso. Dicevo poco fa a una donna con cane con la quale, conoscendola di vista, ho condiviso un tavolino al bar solo perché erano tutti occupati, “Io non sono tanto interessato a intrattenermi attraverso gli altri, e poi, se le donne mi lasciano sessualmente indifferente, gli uomini mi fanno schifo, e da mezzo secolo, non da ora con tutti i miei anni, e non mi è facile scendere a patti con lo schifo, che è una indifferenza più elaborata ma insopportabilmente più laboriosa. Non capisco tutta questa fregola di parlare o starsi ad ascoltare gli uni con gli altri per vendere un’idea di sé. A me sarà capitato tre volte in tutto, conferenze comprese, di udire qualcosa, e in una forma, che non sapessi e prevedessi già. Gli umani sono risaputi, sono come la luna pur nelle sue fasi, dopo un mese è sempre la stessa. Non sento alcun bisogno di averci a che fare. Niente di personale, ma ho capito quali sono per me i veri tempi morti, tutto qui. Per esempio, sono stato a chiacchierare con te quaranta minuti? Adesso per ritrovare il mio equilibrio dovrò stare muto e da solo quaranta ore”, l’ho salutata e sono ritornato da lei. A.B.
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