Perché il sentimentale, fascinoso, sensualtriviale García Lorca, che certo non scriveva dell’antifranchismo che ne causò l’assassinio, è un grande poeta (civile!) e Pasolini no? Perché il primo viveva l’unica vita tollerabile per un poeta, cioè per un cittadino qualsiasi, viveva una vita politica, senza rete di protezione alcuna, politica in ogni dettaglio della sua personalità e delle sue azioni, mentre il secondo scriveva la poesia più intollerabile e trombona per chiunque, una poesia politica, restando poi nella vita, specialmente sessuale/privata e quindi civile/pubblica, un superficiale sentimentaloide pieno di vizi doppiogiochisti, di miopia misogina e omofoba, di plagiario narcisismo piccolo borghese – nonché di segrete richieste di aiuto e di spinte ai finti nemici (notamente a Andreotti, niente di meno). Triste la sorte toccata in Italia ai due più grandi poeti della modernità: Rimbaud è stato oggetto di un saggio di tale Minore, un modesto travet cattolico che spudoratamente in Lui si identifica, Lorca è stato tradotto da Carlo Bo, il più onorato, pigro, servizievole e scientemente pavido dei cani da guardia, dalla salda poltrona, del democristiano clericalismo accademico. (Ho appena letto il riassunto che un quotidiano spagnolo fa dell’intervista rilasciata ieri alla Stampa da Confalonieri sui casi giudiziari e l’innocente, non antidemocratico peronismo di Berlusconi: ho riso talmente tanto, mi sembra il promo più azzeccato per l’imminente spettacolo di Daniele Luttazzi al Nuovo di Milano). A.B.
Ciao, un commento solo per dire che seguo il blog con interesse. Molti pezzi di Busi li trovo - per acutezza di sguardo, stile, mordacità - molto belli: diciamo che in questo periodo di sfascio politico-culturale nazionale, mi riconciliano un po' col mondo e con me stesso. Per questo volevo intimare all'Aldo nazionale di continuare a scrivere i suoi sms. La mancanza di commenti e di dibattito e di impatto sulle vendite dei libri ecc. credo sia dovuta a una serie di fattori: 1) il contesto: questo è un blog che ospita salturariamente sms di Aldo Busi e non il sito di Albo Busi, in cui Aldo Busi posta i suoi pezzi ecc.; la differenza, insomma, è quella che passa tra una comparsata in un tg regionale e un programma personale in prima serata (senza nulla togliere al bravo Peppi Nocera, anzi ringranziadolo di cuore del servizio), quindi l'impatto di alcune "riflessioni" su un blog altrui non può essere paragonato a quello di un sito personale; tanto più che un lettore che passi di qui senza conoscere Aldo Busi, ad esempio, non dispone di alcun rimando ai suoi libri, mentre molti siti di autori sono organizzati con copertine, sinossi, collegamento a librerie on-line dove acquistare, addirittura pubblicazione di inediti o capitoli scartati ecc.: c'è una certa differenza, no? 2) Lo stile/carattere di Busi - si sa e lo si apprezza anche per questo - è oracolare, lo si ascolta con sommo piacere ma dopo averlo ascoltato non mette voglia di dibattere, è un po' come leggere un libro: ti lasci assorbire dalla lettura, ma se non approvvi un capitolo, che fai: te la prendi con la pagina? 3) Personalmente, sono arrivato qui dopo aver letto un pezzo di Aldo postato - con link al blog di Peppi - sul sito "minima & moralia" dell'editore minimumfax; il pezzo e il link sono stati inseriti dallo scrittore Nicola Lagioia, editor minimufax con due libri einaudiani alle spalle e proclamatosi da sempre debitore nei confronti di Busi: insomma, se qualche scrittore e casa editrice se ne interessa, qualcosa vorrà pur dire... Un saluto
Scritto da: Graziano | venerdì 6 novembre 2009 a 1:40:45 Europe/Rome
E’ vero quello che dice Graziano, non è facile commentare i post di Busi, anche perché il tono perentorio di alcuni articoli, come questo su Pasolini, destabilizzano (del resto poi perché dovrebbe usare toni più caramellosi, a sdoganare sempre la stessa sbobba ci pensa la scuola italiana) ma hanno senza dubbio il pregio di indurre al ragionamento e di smuovere i pregiudizi inconsapevoli che si hanno, a me poi è venuta una gran voglia di leggere le poesie di Lorca!
Personalmente, in maniera del tutto estemporanea, non darei un giudizio così drasticamente negativo su Pasolini, anche se riflettendo ora mi sono resa conto che in definitiva la stima che ho per lui è fortemente mediata dalle circostanze tragiche della sua morte, e a parte i film e gli scritti corsari di Pasolini non conosco molto altro…Forse è ora di guardare alle icone sacrificali degli anni 70, e forse a tutte le icone in generale, con disincanto, anche perché non basta essere stati ammazzati per nobilitare una vita intera (prendiamo ad esempio uno come il Che Guevara che ha perseguitato e ucciso senza pietà dei ragazzi solo perché omosessuali).
Ma forse il senso di questo post non sta tanto nel volere fare risaltare il confronto tra Lorca e Pasolini, quanto piuttosto evidenziare ancora una volta quanto il cristianesimo-cattolicesimo a livello culturale finisca per annacquare qualsiasi vino pregiato d’annata, o meglio sia lo spaghetto che lo fa diventare aceto.
Scritto da: Beatrice | venerdì 6 novembre 2009 a 16:00:53 Europe/Rome