Per un immaginario sicuramente drogato da letture adolescenziali dove Vi si descrive colle calze marroni anche di giorno, educate, diffidenti, acutissime, capaci di generosità inaspettate e opinioni non verbalizzate ma inviate con fiocchi rossi nel vostro hardware cerebrale per permetterVi paragoni e critiche su futuri contingenti che siano importanti o triviali, mi rimane difficilissimo comprendere come Voi, o Dee dell'arguzia e dell'eleganza, Vi siate potute permettere questo quindicennio così tremendamente burino ("ordinario" ormai è appannaggio di cerettisti, quindi mi perdonerete il ritorno a una terminologia cruda) fatto di un impresentabile brianzolo in doppiopetto, alzatacchi e cerone, scopaspugnemarine (ai vostri tempi alzavate impercettibilmente un sopracciglio per dei cumenda che in fondo in fondo, e vergognandosi molto, di amanti ne avevano forse una e anche ben nascosta in una casa del tutto decente in Città Studi) ma soprattutto irrimediabilmente disonesto; di lombardi con geni del tutto vikinghi e con la faccia da scemo, italiano stentato (anche a causa di ictus per supposta fellatio ricevuta) e vestiti di un verde terribile, al tempo stesso etnocentrici radicali e che sembrano aver dimenticato che Milano ha accolto nei tempi a braccia aperte dei pugliesi volenterosi e belli e forniti di madri interpretate da Katina Paxinou, e anche dei cinesi e di tutti quelli che hanno donato quell'impareggiabile plus che chiamano forza-lavoro, quella che insomma ha permesso ai vostri mariti di farVi villeggiare a Portofino e Rapallo in serenità e canaste; di mignotte di Cuneo vestite da mignotte di Cuneo, ottuse come delle mignotte di Cuneo, cattive come delle mignotte di Cuneo, che una volta avreste individuato a trecento metri di distanza chiedendo al vostro autista di cambiare immediatamente direzione. La lista care Signore potrebbe continuare, ma sono certo che a voi non è sfuggito nulla e che quindi in un rigurgito revanscista vi rimpossessiate di quel piglio risolutorio, di quella scelta sicura che, come ben sapete, FA la Signora: domenica prossima votate Pisapia.
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