Mai avrei pensato di spendere zero novantanove per una canzone cantata da Paola Turci. Niente contro di lei che mi sta pure simpatica, ma la sua musica ha sempre vagato verso delle incertezze, non hai mai preso una piega giusta o sbagliata che sia, in un chissenefreghismo totale. Francesco Bianconi che ha scritto "Utopia" insieme a Diego Palazzo, è desolantemente l'unico autore di canzoni italiane dell'ultimo decennio. Intercettare il pop in maniera precisa è molto difficile. E mentre c'è chi si sdilinquisce e casca nella truffa Jovanotti che scrive dei temini di quarta elementare, nella truffa Vasco Rossi, che elabora pensierini di prima elementare, con lo stesso percorso mentale col quale altri vivono di Grande Fratello ma credendosi presuntuosamente più figo o più radicale, la canzone popolare italiana è morta. Mi piace pensare che la frase "E non fare tanto il critico/con quello snobismo tipico/dell'intellettuale che medita su/canzoni leggere cantate in tivvù" contenuta nel brano, sia un pizzino spiritoso mandato dal suo autore a Morgan. Consiglio vivamente alla Universal di adoperare uno zero virgola dei copiosi proventi futuri provenienti dalla boccata d'ossigeno effetto "die young, sell a lot" Winehouse per una heavy-rotation nelle radio di questa piccola delizia, se la merita.
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