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lunedì 10 marzo 2008

Amare Giancarlo Dotto

Dove c’è lei c’è anche la Pucci. Principesche entrambe, quando vanno a messa e quando salgono trafelate la scala a chiocciola della sala da tè al centro di Roma. La Pucci davanti, la Borghese dietro, non si sa quale al guinzaglio dell’altra. Si parlano in inglese o in tedesco, a seconda dell’umore. Il rosario lo recitano in italiano. A 7 anni la Pucci è già nonna e forse bisnonna, decine di Jack Russell sparsi in tutta Panarea, figli e nipotini dal pelo corto, lasciti del suo temperamento passionale. Adorata dalla sua padrona, che le ha dedicato un’«Ode alla sensibilità canina», e da Vittorio Messori, altro celebre convertito e pure lui pazzo della Pucci. Alessandra Borghese e la Pucci vanno di corsa, specie ora che hanno detto sì a Casini, inteso come Pier Ferdinando. Non è dei più semplici l’approccio con la discendente di Paolo V e di Scipione Borghese, mecenate del Bernini. Come allacciare uno slow con un porcospino, animale quotatissimo in araldica. Intollerante da par suo e sprezzante suo malgrado, la principessa. L’entusiasmante inclinazione, noblesse oblige, di ribadire a ogni istante l’ordine naturale delle cose: che ci sono loro e poi tutti gli altri, escrezioni del caso, subumani variamente arrampicati sugli specchi delle loro imperfettibili imperfezioni, che sia la rabberciata sintassi o l’abortito pensiero. Insomma, che Dio la benedica, grazie a lei riaffiorano palpiti d’antan della lotta di sangue ancora prima che di classe. Più facile la conversione che la conversazione con la Borghese. A meno che tu, imbestiato da tanta grazia e dopo aver contato fino a venti, non stia lì palesemente sul punto di rovesciarle addosso il tavolo e il barattolo della coca-cola light. E’ allora che la vedi virare, la principessa, e diventare di colpo oltre che di colpa una donna umile incline al perdono, il che significa di fatto un paio di cose: lei sta compiendo uno sforzo sovrumano e tu, da pitecantropo, sei trasformato di getto ai suoi occhi ora compassionevoli in un miracolabile disabile, nel senso di psicolabile. Ti spuntano le grucce sotto le ascelle e dai ragione in pieno a quell’arguto signore di Francesco Cossiga, amico e in qualche misura devoto di Alessandra Borghese, a proposito della quale ha scritto: «La nobiltà di lignaggio è come il vaiolo, può anche passare ma lascia sempre cicatrici e nessuno, checché ne pensasse Saint-Just, ha colpa della nobiltà ereditata». Partono anche le campane dalla piazza di Montecitorio ora che il feeling è pressoché totale tra l’aristocratica e il plebeo. Alessandra dovrà per più di un mese sdoppiarsi in giro per l’Italia. Come autrice del suo «Lourdes, i miei giorni al servizio di Maria», pubblicato di recente dalla Mondadori, diario di un’hospitalière molto anomala che due volte l’anno si reca da volontaria al santuario per curare, pulire e calare nelle sacre piscine di Lourdes i miserabili della terra e, da qui a metà aprile, come candidata per l’Udc, al servizio di Pier Ferdinando. La missione, in questo caso, è raggiungere il quorum al Senato. Dalla Grotta a Palazzo Madama, da Bernadette a Casini, sempre di miracoli si tratta in fondo. «Una proposta lusinghiera e una decisione difficile. Mi sono presa il mio tempo, ma alla fine ho deciso che ne valeva la pena. Le sfide mi sono sempre piaciute. Confesso, mi ha dato molto fastidio sentir ripetere ogni giorno da Berlusconi e da Veltroni questa storia del “voto utile”. Un avvilente gioco di potere che ha stimolato il mio senso di ribellione». Rispetto della vita e della libertà religiosa, valori cristiani, immigrati, la famiglia. Sottoscrive tutto Alessandra Borghese. «La famiglia come soggetto fiscale sarà il mio cavallo di battaglia. La difesa dei ceti deboli. Parlo con la gente, frequento le parrocchie, percepisco acuta sofferenza in giro, c’è una piccola borghesia che sta sparendo, vecchi che non arrivano alla fine del mese e giovani che non sanno in cosa credere. Porterò ovunque la testimonianza di Bernadette. Anche lei aveva perso la strada prima di affidarsi a Maria. Gli immigrati? Benvenuti, ma dovranno accordarsi alle nostre regole e alla nostra cultura». Non si sono fatti vivi nemmeno gli amici Veltroni e Rutelli, di cui è stata consulente per il Giubileo. «Non so ancora per chi voterò come sindaco della capitale ma, da romana, mi lasci dire che avrei fatto meno festival del cinema e mi sarei occupata più delle strade e della sicurezza, più dei cittadini e meno dei turisti». Prediletta prima di Wojtyla e poi di Ratzinger, nega di aver ricevuto consigli o pressioni dalla Curia per scendere in politica. «Ho ascoltato solo la mia famiglia e tutti mi hanno esortato a farlo». Non si cura delle maldicenze. «Sete di Dio? Ma no, la sua è sete d’Io», a sottolineare i suoi disinvolti passaggi dal Monte Sinai a «Porta a Porta». Da sempre complicato, del resto, mettere insieme l’aristocratica che scrive «L’elogio delle buone maniere» e l’inviata di un settimanale popolare come «Gente» al seguito del Papa, l’amicizia con Donatella Versace o la partita a bowling con Juan Carlos di Spagna e le messe nelle parrocchie più periferiche. «Non c’è contraddizione. Quando si diventa strumenti di un disegno divino puoi renderti utile in qualsiasi modo». L’infanzia romana, il dramma del fidanzatino che si spara in bocca seduto accanto a lei in macchina, la giovinezza a New York, il jet set, il matrimonio fallito con il miliardario Costantino Niarchos e poi la conversione fulminea. Il giorno in cui l’amica del cuore, Gloria Von Thurn und Taxis, tra una passeggiata a cavallo e una partita a golf, la trascina a messa. «De la Dolce Vita à la rencontre avec Dieu», sintetizzano i francesi. Da quel giorno Alessandra Borghese va a messa tutti i giorni e recita il rosario anche quando esce con la filippina a fare la spesa. Ha smesso di fumare dopo una visita al «Divino Amore». Ha le idee chiare su come organizzarsi in politica, forte del suo passato da imprenditrice della cultura. Donna poco duttile, dovrà imparare a convivere con i campioni della duttilità che sono gli ex democristiani. «Prima della conversione ero molto vendicativa con le persone che non mi amavano, oggi prego per loro. Non mi sembra un cambiamento da poco».

Giancarlo Dotto per "La Stampa"

PS: Certo, non si è spinto in dettagli succosi e inquietanti, su come per esempio sia andato il divorzio Niarchos, né come andò quella maledetta giornata nel quartiere Prati, ma va bene lo stesso...

giovedì 6 marzo 2008

Il deputato, l'onorevole Alessandra "La piscinière" Borghese de' Principi Borghese

Borgis
Da “Il Sole 24 Ore” "Probabilmente sabato festeggerà la discesa in campo a Patti, in Sicilia, nella terra di Raffaele Sindona. Ma più che di Sindona s'intende di Sindone e delle imprescrutabili cose della fede e di Dio. Nella terra dell'ex difensore della lira andrà a ritirare il Premio nazionale Città di Patti per il libro «Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria». Alessandra Borghese – o meglio Donna Alessandra Romana dei Principi Borghesi – ha deciso di candidarsi nelle liste dell'Udc. Culmina nell'impegno politico un lungo cammino di fede che ha visto protagonista la nobildonna romana di una fervorosa attività di testimonianza cominciata con il libro «Con occhi nuovi».
È l'avvio della nuova conversione che la porterà a diventare, dal maggio 2005, «hospitalière del Santuario Notre-Dame de Lourdes» e, dal luglio 2006, a diventare componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis, che ha come fine la promozione e il sostegno della Pontificia Università Lateranense.
In uno degli articoli più recenti Alessandra scrive: «Sono ormai passati 40 anni dal Concilio Vaticano II, anche se il travaglio nonè ancora finito. Sta emergendo una nuova cristianità non più sostenuta dalle istituzioni che deve confrontarsi con le esigenze moderne e la sfida delle altre religioni. La Chiesa cattolica deve sfidare il mondo moderno senza cedere a compromessi o facili vie d'uscita». Non c'è dubbio: è già un programma elettorale
."

...più che un programma elettorale, a me è venuta in mente come un fulmine di Memoria Involontaria "Piccole Volpi" e quindi Regina Giddens (Bette Davis): "I waant more, I waant a larger share"...

giovedì 7 febbraio 2008

Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria

io lo so che non bisognerebbe parlarne, perché vuole dire che uno le fa pubblicità. Ma in effetti nella certezza che questa nuova cosa scritta da Alessandra Borghese e pubblicata da Mondadori (si vergognino moltissimo entrambi) non venda un niente come poco ha venduto quello che scrive molto male la proprietaria del cane Pucci, ne scrivo volentieri. Cito: "Alessandra Borghese fa parte della confraternita degli Ospitalieri francesi e ha vissuto in prima persona il pellegrinaggio, la devozione, il dolore e la speranza che fanno di Lourdes e della sua Madonna uno dei fulcri della vita religiosa cattolica di tutto il mondo".
A questo punto la mia di speranza è che esista il Paradiso, ma soprattutto l'Inferno.

martedì 29 maggio 2007

Personcine tanto a modo

Avete presente quello che abita aldilà del tevere e che d'estate usa inforcare dei cappellini rossi da fare invidia al pillbox di Halston portato da Jackie O allora Jackie K in quel di Dallas? Mi ritengo molto spiritoso e democratico ma con lui proprio non riesco ad essere apologetico, anzi gli auguro l'Ira di Dio. Il filmato che riguarda dei suoi accoliti comprato dalla RAI e che per qualche disservizio non viene trasmesso, essendo marchiato BBC è quanto di più noiosamente corretto possa esistere, rivelando i fatti nella sua obiettività. Purtroppo è scomparso da internet per qualche oscuro motivo, ma eccovelo pronto da vedere e/o podcastare. Data la mole di memoria, è stato diviso in tre parti. Quella ora in linea è la prima e ci rimarrà 5 giorni per lasciare posto alla successiva e così via. Mi raccomando, dovete avere la pazienza che si carichi tutto prima che riusciate a vederlo. Buona Visione.

giovedì 15 febbraio 2007

Breathtakingly true

"Sono Alessandra Borghese, volevo dirti che 'Sulle tracce di Joseph Ratzinger' è il mio nuovo libro. Un album di famiglia del nostro amato Papa"
(sms inviato agli abbonati della newsletter di Alessandra Borghese)

venerdì 19 gennaio 2007

Wanted

Speaker_paolabinetti
Questa lella putrescente qua accanto si chiama Paola Binetti, è una numeraria dell'Opus Dei (i numerari vivono nei centri dell’Opus Dei (lei divide la stanza con 7 consorelle), seguono e dirigono le attività formative della Prelatura, vivono il celibato apostolico, devolvono all'Opus Dei i loro introiti), nonché eletta in forza alla Margherita. Infligge a se stessa la pena del cilicio (molto erotico e moderno) e questo, sebbene si possano scrivere dei pamphlet di psichiatria spicciola, fa particolarmente senso dato che ella è specialista in psicologia clinica e in neuropsichiatria infantile e quindi ci si potrebbe chiedere in che mano siano dei poveri innocenti. Ma la cosa più grave è che in parlamento è la più acerrima avversatrice dei Pacs e le modifiche alla legge 40 sulla procreazione assistita. Che paura pensare che parte del governo sia composto anche da questa tonta inquisitrice che mentre sbrocca alla Santa Teresa D'Avila o alla Pia Lodovica Albertoni ci infligge la pena di rimanere nel Medioevo del Mondo. Rob de matt.
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mercoledì 25 ottobre 2006

E non l'ho scritto io...

Ma Alfonso Signorini, sul suo "Signorini" (Mondadori).
Dal capitolo "Sul Viale del Tramonto":
"Donna Alessandra Romana dei Principi Borghese. Il suo biglietto da visita incomincia così. Sono in molti a non accettare la nuova vita di Alessandra. Fino all'altro giorno dedita alla più sfrenata vita mondana: lei a New York con il marito Costantino Niarcos, tutto droga, sesso e rock and roll (si separò molti anni fa da lui, quando si convinse che non l'avrebbe mai avuta vinta sulla droga, e infatti Niarcos sarebbe poi morto per overdose). Lei a Roma con l'amica del cuore, la principessa Gloria Thurn und Taxis, con una parrucca di capelli ricci in testa alla festa di Carnevale di Donatella Versace.
Oggi, dopo la conversione sulla via di Tuzing, il castello di Gloria dove Alessandra fu toccata dalla fede, la principessa sgrana rosari, assiste i malati a Lourdes e porta in giro per l'Italia il suo libro, promuovendolo in oratori, università e circoli culturali. Per fortuna a curare Pucci, il suo jack russell terrier, ci pensa l'amico Vittorio Messori (che, in realtà, è un gattaro, convertito ai cani per amicizia). Da qualche tempo Alessandra è ricorsa alla consulenza di Fabrizio Lombardo, marito di Chiara Geronzi, e ha creato un numero verde per tutti coloro che hanno bisogno di una parola buona. Una specie di centralino dell'amore, ma di quello puro. Lombardo si è rivolto per questo tipo di operazione ai consigli dell'amico Claudio Mercurio, il marito della numerologa Tiziana De Marchi, ferratissimo per questo genere di operazioni.
C'è chi dice che dietro tutto ciò ci sia un business assai lucroso. Io non lo so. E non voglio mettere in dubbio la buona fede di Alessandra: non posso pensare che si possa trarre profitto da gente che ha bisogno di essere semplicemente ascoltata e trattata con calore cristiano. Quel che so è che sia lei sia Fabrizio Lombardo mi sono sembrati molto interessati a promuovere la loro iniziativa. Quando l'ho ospitata a “Markette” nel mio spazio autogestito entrambi si sono calorosamente preoccupati che io mostrassi il numero in tivù. Sono stato addirittura rimproverato di aver tolto il cartello che riproduceva il numero verde troppo in fretta. Comunque a fin di bene si fa questo e altro.
Credo che la vera ambizione di Alessandra sia la televisione. Ogni volta che appare sul piccolo schermo manda sms esortando i suoi amici a guardarla, con tanto di orario e rete televisiva in cui si mostra. Avrebbe fatto carte false per condurre “Verissimo” (lo sa bene Carlo Rossella, a cui la Borghese ha chiesto più volte di intercedere per la sua causa), avrebbe presentato volentieri “Domenica in” al posto di Lorena Bianchetti. Ora ha in mente un reality tutto cattolico e apostolico che tragga spunta dalle storie di vita vissuta dalla gente comune. Il piccolo schermo come strumento di “propaganda fidei”. Anche questa è comunicazione moderna. Come i giornali per i quali scrive. Ma non nominatele mai Pietro Calabrese, che non l'ha più confermata tra i collaboratori di “Panorama”. A lui Alessandra non porge l'altra guancia.
"

venerdì 22 settembre 2006

Antipodi

Alessandra Borghese presenta il prossimo due ottobre all’Hotel de Russie il suo ultimo libro “Ritorno in India”.

Mentre ex amori vivono esperienze hondurene, lei studia da Maharani. Ma basta.
E poi, per non farci mancare nulla: Un battesimo eccellente: Cy Busson, figlio treenne dell’ex top model australiana Elle “The Body” MacPherson, prodotto dal suo matrimonio fallito con il finanziere londinese Arpad Busson. Per la camerlenga Borghese l’impegno sarà quello di organizzare ben bene la cerimonia di battesimo, domani, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, con tanto di messaggino benedicente di Ratzinger. Ma basta. Fendi14_alessandraborghese_tn

giovedì 25 maggio 2006

Francesco Capace di Tuttolo

"Voglio di più, Voglio una fetta più grande."
Bette Davis, "Piccole Volpi".

1) Essere ricchione e sembrarlo poco mi da' appeal
2) Fidanzarsi con stilista molto famoso e farlo innamorare che a Milano gli stilisti contano
3) Diventare senza un singolo requisito direttore di Gay tv tanto in Italia succede
4) Luxuria sì e io nooo?: candidarsi subito, anche se ho parlato male di Forza Italia a Gay tv, mi candido con la Moratti, tanto chi se lo ricorda?

"La Mia Milano è piazza Mercanti, le passeggiate sulla Martesana al tramonto quando i glicini in fiore spandono il profumo nell'aria primaverile.E' nei cortili dell'Universita statale col cuore in gola prima di un esame, nelle vetrine del centro, è un aperitivo al Radetzky, un concerto al Blue Note, le partite di calcetto al parco di Trenno, è una cartomante di Brera, la Traviata alla Scala, è un sogno ricorrente, fatto di nebbia e di cieli azzurrissimi (...)"
Francesco Italia

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Ed io corro ad ingurgitare tonnellate di Antiemetici.      

domenica 16 aprile 2006

Il padre in diretta

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Posto che ognuno reagisce al dolore come meglio può, Paolo Onofri sembra una velina impazzita in cerca della dose giornaliera di Cocuzza, la famosa droga delle serve. Esterna che è un piacere dietro ai suoi occhiali scuri, e mai e poi mai qualsiasi cosa dica o faccia mi convince o mi significa il dolore di un padre al quale hanno ucciso un figlio. Detto questo chiaramente il Signor Onofri può dire e fare quello che gli pare dello spettro del sangue del suo sangue.