Bè secca fare il professorino, ma Kirkpinar aveva già postato più di un anno fa la clip di "50 bocca 100 amore" del casto divo Immanuel.. Attualissimo, precursore, profetico. Chettelodicoaffà.
Certo che la D'addario, per non parlare di Noemi Letizia, saranno nere di rabbia. Che delle disgraziate dal nome di Natalì, Brendona, Tabata etc possano in un batter di ciglia rubare la scena così come potevano immaginarselo. A Marrazzo escludo che piaccia la coca, il cazzo immagino di sì; oddio, il cazzo di trans non il cazzo tout court, perché sennò sarebbe stato tutto molto più facile e niente scandali e niente Vie Gradoli, niente Monte Antenne, niente di niente. Come ricorso storico diventa all'improvviso e una volta di più attuale l'aforisma di Jane Fonda: "La figa piace a molti, il cazzo piace a tutti", ma questo le varie Brendone lo sanno benissimo dato che è principio fondante della loro professione. A me fa tenerezza e non pena Marrazzo. Dovrà di certo rivedere i suoi accessi manichei da "Mi manda Raitre", per il resto penso che meriterebbe d'andare altrove per recuperare al sole la sua felicità.
E' chiaro che la pacatezza, la tenzone educata al massimo scandalizzata, il clichè veterofiggicciotto di un corretto politichese illuminato e sognante, la paura di sporcarsi le mani e la bocca non vanno per niente bene: Veltroni con Berlusconi sbaglia e basta. Dovrebbe scendere nell'arena del cattivo gusto oratorio per fronteggiare tutti quei doppiopetto, lo spray aumentacapelli, gli alzatacchi di Diabolik, il cerone di Giammetti, le punture di Cialis, le Carfagnine, i Bondismi, il parrucchiere di Marina, eccetera. Lo provochi e lo porti sul terreno del Ridicolo senza arrossire. Non ci sono generazioni alle spalle, non ci sono retropensieri nè utopie: c'è solo un cheappone pronto a essere dileggiato. Ma è così difficile da capire?
Poi arrivano dei colpi di fortuna, perché non credo tanto ai complottismi, e "Repubblica" ha cavalcato il burinismo in maniera efficace; la cipperia brianzola declinata in cerone e attrazione verso troie di serie zeta fa molto ridere e al contempo imbarazzare perché non si è burini così manco in Bolivia. Si assiste ad una perdita di lucidità grave, perché affidare gli endorsement sulla propria integrità morale alla Santanché o a Rossella o attraverso le domande di Alfonso Signorini temo peggiorino la situazione del bigiottiere di palazzo Grazioli. Ci si tappa il naso pilatescamente al carico da novanta che la Chiesa può e deve attuare affinché si provochi la debacle totale di questo quindicennio assolutamente senza senso e del quale dobbiamo vergognarci arrossendo moltissimo e a vita con tanto di giorno dedicato alla shoah arcoriana.
E' chiaro che la pacatezza, la tenzone educata al massimo scandalizzata, il clichè veterofiggicciotto di un corretto politichese illuminato e sognante, la paura di sporcarsi le mani e la bocca non vanno per niente bene: Veltroni con Berlusconi sbaglia e basta. Dovrebbe scendere nell'arena del cattivo gusto oratorio per fronteggiare tutti quei doppiopetto, lo spray aumentacapelli, gli alzatacchi di Diabolik, il cerone di Giammetti, le punture di Cialis, le Carfagnine, i Bondismi, il parrucchiere di Marina, eccetera. Lo provochi e lo porti sul terreno del Ridicolo senza arrossire. Non ci sono generazioni alle spalle, non ci sono retropensieri nè utopie: c'è solo un cheappone pronto a essere dileggiato. Ma è così difficile da capire?
Il dubbio che mi pervade è semplice: Mara Carfagna va in giro con un auricolare di ultima generazione? Oppure ha una memoria autistica? Scartando l'ipotesi che sia farina del suo sacco, sicuro che abbia però congenito il cromosoma della tigna (della tenuta ad oltranza cioè), noto che ultimamente non sbaglia un colpo o perlomeno para le bordate con efficacia imprevista e inaspettata restituendo frasi compiute banali ed irritanti, facendo insomma politica contemporanea.
Sul numero di settembre del suo "Monocle", l'editor-entrepreneur Tyler Brûlé ci fa neri (a noi italiani e all'Italia tutta). (ah per chi non sappia chi sia Tyler Brûlé: fisicamente un po' Tom Ford in brutto, nato in Minnesota quindi ci faccia un po' il piacere, fu molto scaltra prima d'altri a capire delle pazzescagini cosmiche tipo la Svezia, l'occuparsi d'aereolinee, di puzze stilistiche giapponesi, di architetture e stilismi d'avanguardia, farne un bel mix e inventarsi "Wallpaper" per poi rivenderlo a caro prezzo; in pratica un'analritentiva di successo). In un articolo che pontifica sulle nazioni che decadono dove siamo in bella compagnia di Gran Bretagna e Belgio traccia innanzitutto una classifica degli indicatori per i quali si capisce che si abita in una nazione in discesa. E sono:
01) You once boasted a host of respectable international airlines but today your aviation industry is shambolic and you fail to innovate.
02) You pick battles that you're ill-equipped to fight.
03) Your media becomes increasingly inward looking because it's too frightening to report on the successes of other nations.
04) You don't make anything any more.
05) You're too arrogant to learn from your neighbours.
06) People don't want to visit you any more.
07) Upstart nations can unseat you in a variety of sectors overnight.
08) The things you've invented and made the wonder of the world no longer work.
09) People don't want to do business with you.
10) Your citizens are leaving in droves for greener shores.
Per quanto ci riguarda si accanisce su alitalia e turismo, Berlusconi e corruzione. Capirai che novità. Io ci aggiungerei come indicatore darsi dei gran toni per essere delle vincitrici olimpiche, come nel nostro caso, pur avendo avuto medaglie in tiro della forcina, lancio del portachiavi, salto del brunch, curling sorcale. No?
Insomma io ho questo trip estivo tutto mio: viste le foto dove viene ritratto il primo ministro accanto alla moglie, mi e' venuto da pensare questo trip assolutamente privo di fondamento, ribadisco non vero, soprattutto se voglio vivere: la mattina la tranquillizzano pesantemente con delle benzodiazepine (la moglie del primo ministro), la vestono e la parruccano alla bene e meglio, la portano in giardino dove putacaso transita di la' suo marito, gia' inceronato gia' tutt'apposto, e scattano dei fintirubati; dove lei infatti sembra spettinata e stonata, con un sorriso un po' "avro' esagerato con 4 Continental?". Non mi spiego senno' l'improvviso appecoronamento nei confronti del marito, ma la ragione sara' sicuramente un'altra, per carita'.
Insomma se io fossi donna e avessi appena persa la corsa per la casa bianca e volessi, per tigna o rabbia, non perdermi un'ultima occasione per diventare presidentessa, non farei altro che: fare delle riverenze al candidato di colore, aspettare che il candidato di colore mi indichi come suo vicepresidente in caso di vittoria, aspettare che il candidato di colore diventi presidente a tutti gli effetti, lasciarlo enunciare un toccante discorso d'insediamento, aspettare che qualche matta, o qualche gruppo razzista, o anche volendo qualcuno pagato da me, uccida il presidente di colore; ecco qui: presidentessa. Ah, io comunque avrei preferito la Clinton da subito.
Nella vita ci vuole Tenuta.
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