Marco è divino in ogni molecola del suo rappresentarsi: voce, sguardo, gestualità, fisicità, c'è una disarmonia apparente che non finisce di stupire per come si superi all'istante in una insolita,geniale, stupefacente armonia. Lascia ammirati, e tanto di più perché non è affatto sexy. E baci. A.
Qualcuno si ricorderà del video amatoriale "coccolare" girato a Tokyo in piena stupidera con la Pina.. Bene, qualcuno l'ha visto e detto fatto è diventato un programmuccio che andrà in onda in primavera su Nat Geo Adventure.. Ma per testare il tutto nel frattempo s'è fatta una sorta di zero in Lapponia. Ma poi s'andrà, chiaramente, verso il sol levante..
Ci vuole un uomo di immensa intelligenza e cattiveria per riconoscere una donna senz'altro scaltra e sputtanare in due minutini il manifesto della sua carriera. Mai fare le spiritose con certa gente, si viene sbranati per peccato di presunzione. Rispetto a moltissime delle sue colleghe, Victoria Cabello è capace di intrattenere, sebbene incistata in certi manierismi e moduli ripetitivi che alla lunga rischiano di tediare. Paolo Villaggio è un gigante.
A dire il vero pensavo che con poco tempo a disposizione saremmo partiti con un cast cantanti così così; e invece ce ne sono di bravi e di bravissimi, quindi bene.
Contento di far parte di un programma così bello. E i nostri detrattori e le loro accuse d'incapacità di individuare talenti dopo Giusi, vogliano gradire il seguente filmatino. E grazie.
Uno intanto si chiede perché cazzo Gwyneth Paltrow o Penelope Cruz abbiano nel tinello di casa loro un Oscar e Glenn Close no. Un'altra cosa che uno si chiede è perché sebbene tutti siano pazzi della serie, questa vada così così; la cifra di rimandare tutto continuamente a flashback o trailer futuri è accattivante fino ad un certo punto, perché in realtà è usata più per effetto che per bisogno reale. I legal sono di per sé complicati e qua a volte si ha come la sensazione che ciurlino nel manico di cavilli di legge un po' fantascentifici. La facilità con la quale i caratteri formino alleanze, si pestino i piedi, si detestino, si cerchino di far fuori fisicamente e successivamente ristringano alleanze è abbastanza incredibile ma è molto entertaining e forse chissà realmente possibile nel mondo delle grandi firme degli studi legali. Il finale di questa serie è l'unica cosa davvero raffazzonata, ma si sa quando uno si mette a montar la panna in quel modo, i risultati sono sempre mediocri. Detto ciò è bello vederlo. La Soncini è pazza dello styling di Rose Byrne e ha in effetti ragione, è proprio fica, un po' troppo forse per provocare delle erezioni a dei maschi.
ABC ha appena finito di trasmettere gli ultimi quattro episodi che rimanevano per terminare la seconda e ahimé ultima stagione di "Dirty sexy money".
Più bello, sì più bello, di "Dynasty", molto spiritoso, forse un po' troppo meta-camp, ma cazzo, non si capisce perché con delle prese per il culo integrali come "Lost" o "Desperate housewives" la gente ci casca in pieno e con questa no.
Se discontinuano "Damages" dichiaro guerra agli Stati Uniti.
Immaginatevi una bella e ricca socialite agli inizi del secolo scorso a New York.
Si chiama Edith, di cognome Bouvier, una famiglia americana che conta, produce carta e successivamente un'erede dal nome Jacqueline che diverrà first lady insanguinata (Edith era sua zia). Ha estro artistico Edie, canta discretamente, ma il rango e le convenzioni la fanno sposare a un avvocato di successo, tal Phelan Beale. Hanno 3 figli, 2 maschi e una femmina che chiamano Edith sulla quale Edith madre riverserà il germe di una carriera troncata, pur non permettendole mai di perseguirne una. Passano le loro estati in una meravigliosa casa dal nome "Grey Gardens" che si trova negli Hamptons, luogo di vacanza di tutti i ricchi chic della costa est. Ma la crisi del '29 piega di non poco le finanze di Phelan e anche l'amore vacilla: divorziano. Comincia la parabola finanziaria di Edith. A lei quello che interessa è stare a "Grey Gardens", non importa se non ci sono più soldi e non può permettersi tutta la servitù. Phelan muore all'improvviso, i soldi diminuiscono drasticamente e i figli maschi tentano di far vendere la casa alla madre che si rifiuta in maniera categorica. Costringe la figlia a vivere con lei e inizia di fatto una convivenza in una casa piena di gatti randagi che comincia ad andare allo sfascio: sporcizia, topi, procioni selvatici, tanto che i vicini di casa e tutti gli East Hamptons sono letteralmente orripilati da questa coppia molto molto eccentrica. Negli anni '70 la nipote Jaqueline che non è più una Kennedy ma una 'O, dopo essersi vergognata leggendo un articolo sul "National Enquirer" che descrive doviziosamente il degrado di "Grey Gardens", della zia e della cugina, obbliga le parenti ad accettare un assegno che copre la disinfestazione, nuovo impianto elettrico e una mano di tintura.
Negli stessi anni ai registi Albert e David Maysles, viene in mente di girare un film sulla giovinezza di Jacqueline negli Hamptons. Ma la sorella Lee suggerisce loro di fare una capatina in casa Bouvier Beale. Ne uscirà fuori un documentario, un capolavoro, il più camp dei reality-docu, perlappunto dal titolo "Grey Gardens" dove le due Edith parlano, straparlano della loro vita nel contesto di quella casa fatiscente.
Questa primavera HBO ha prodotto un eccezionale film tv dallo stesso titolo che racconta la storia di quel documentario e molto più della vita delle due Edith Beale. Ad interpretarlo Jessica Lange e Drew Barrymore, entrambe manieratissime e bravissime. Sia il documentario che il film sono in dvd su amazon.
Insomma questa stagione finale di "L Word" si basa essenzialmente su sfrenare lo spettatore a diventare Miss Marple, snocciolando puntata dopo puntata possibili moventi per chi ha ucciso Jennifer Scheckter (vi ricordo che nella prima c'è l'epifania della sua morte e nelle puntate successive si va a ritroso prima del suo assassinio). Di fatto lei ne combina tantissime a chiunque, di una cattiveria a volte fine (perché Jenny "è" intelligente), a volte immotivata (perché Jenny "è" matta); nella sesta puntata però c'è un momento assolutamente Mike Myers o Groucho Marx veramente pecoreccio e risibile. Non tutte le lesbiche riescono col buco.
Filmatino molto istruttivo direttamente dalla terza puntata di "The L word".
Dopo essere state molto amiche, Jenny e Shane decidono di leccarsela: e fin qui tutto giusto perché, a differenza dei ricchioni che mai e poi mai, le lelle anche se sono amiche da 20 anni e non hanno mai giaciuto insieme, all'improvviso e senza nessuna avvisaglia si mettono a tracimar saliva. Bene.
Non è credibile invece che la loro amica Alice appena lo scopre, si metta contestualmente ad avvisare le amiche comuni perché questo, a differenza dei ricchioni che sempre e poi sempre, una lella difficilmente lo fa, la lella non sputtana; ma metti caso ci fosse una lella pettegola che lo faccia, non è credibile che le altre amiche si mettano a ridere, a dire dei "disgusting" a caso, perché questo davvero andrebbe contro all'eventualità che conoscono bene, e cioè che all'improvviso si mettano a leccarsela con una loro amica. Fine della lezione, la prossima settimana interrogo a caso, a meno che qualcuno si proponga volontario...
Ultimi commenti