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martedì 10 giugno 2008

BBS (Big Brescia Swindle)

Volo
Io sono pazzo di Brescia e dei bresciani in genere; mi sono proprio simpatici perché sanno essere amabili in quella maniera un po' rozza ma onesta, sono pragmatici e al tempo stesso molto ingenui, sono diffidenti e in genere molto meno sboroni dei loro cugini meneghini. Bene, in tutto ciò però esiste Fabio Volo che di professione fa il fanciullino paraculo. Ne hanno già parlato in molti di questo, ma forse vale la pena ribadirlo partendo su Mtv l'ennesimo viaggio a scrocco dove lui, che ormai è diventato da fanciullino a bambino vecchio alla Capote, ci delizierà col suo repertorietto di pensieri fragilissimi e uguali a se stessi da quando calca le scene televisive. Il Jovanotti della tivvù, Volo basa la sua carriera e il suo conto in banca su di uno strombazzato outing di banalità di facile presa sui suoi fan: lui essenzialmente li truffa spiegando loro cosa pensano, mette insieme il menu dei loro luoghi comuni, lo ottimizza e lo enuncia e così scarcerandolo li fa sentire (i suoi fan) sagaci e appartenenti a questo mondo che rutila. Molti ci cascano e Volo, che basa la sua carriera su di una immarcescibile stasi neuronale, continua a prodursi in programmi, libri e film. Senza cattiveria lo dico, penso che davvero abbia sfranto il cazzo.

sabato 7 giugno 2008

Los Miami!

Per essere andato a provare a porte chiuse lo chef del "Monvinic", nuovo ristorante disegnato da Alfonsito che verrà inaugurato a luglio mi sono perso l'evento mediatico spagnolo della stagione.
Dunque. Sono state fatte delle intercettazioni fra la polifacètica Ana Obregon e un brutto ceffo. Pare che lei avesse a disposizione diverse squadre di picchiatori che all'uopo agivano contro i giornalisti che parlavano male di lei. Insomma, chi parlava male veniva prontamente o picchiato o minacciato o distrutta l'automobile. Pare che volesse far picchiare Jaime Cantizano, presentatore di "Donde estas corazon" per aver mostrato fotografie di suo figlio Alex, avuto con Dado Lequio e quindi fratellastro del figlio di Antonia Dell'Atte, mentre faceva vedere il culo durante un concerto. In una delle intercettazioni lei dice: "Guarda che non voglio che mandi della gente qualsiasi eh!, devi mandargli "LOS MIAMI". Eccezionale, eccezionale. Per l'occasione ieri sera a "Donde estas corazon" veniva consumata la pace fra la punta dei suoi giornalisti Maria Patino e Antonia Dell'Atte (erano litigate perché la giornalista aveva parlato male del figlio di Antonia in televisione e Antonia che non le manda a dire e manco a menare, incontrandola giorni dopo in un ristorante, aveva aspettato che Maria si recasse nella toilette per signore, l'ha seguita e contestualmente pistata di botte) per sferrare insieme un attacco contro la Obregon. Cazzo se qualcuno (ANGELINO DOVE SEI????) l'ha visto che racconti!


martedì 3 giugno 2008

(You used to be on vinyl discs. You used to be big!) I am Big, it's the music that got small

Più che di un comeback, parlerei di una conferma... ;)

venerdì 30 maggio 2008

ah ecco, sì, infatti

Chart3

X chart

Questa classifica è inquietantemente eccezionale, senza contare che "Non ti scordar mai di me", non è ancora uscita.. (anzi è disponibile da adesso)
Itunesx

mercoledì 21 maggio 2008

Obiettivo centrato

Che oggi su Itunes l'album dei Cluster sia primo in classifica, prima del nuovo album di Madonna, di Ligabue di Pino Daniele, dei Coldplay, di Vasco Rossi e Jovanotti è assolutamente strepitoso e inorgoglisce particolarmente. Di X Factor ne parlerò volentieri dopo il 3 Giugno, ah se ne parlo...

lunedì 5 maggio 2008

Sbaglio o qualcuno sta ipotizzando che Aldo Grasso sia un coxxione?

Da "Il Foglio" di ieri:

Il fattore x
Tra demolizione e maledizione un posto speciale era per Morgan
Siamo andati a sentire, brillava

Con crudezza didascalica, un grande giornale ci ha edotto fin da marzo su come X Factor, il reality musicale di Rai 2, sia comico piuttosto che musicale: la Ventura faceva presentare Facchinetti, che non avrebbe saputo presentare; Mara Maionchi, discografica e simpatica, ricordava Vanna Marchi, il che non ci rassicurava. Tra demolizione e maledizione, un posto speciale era per Morgan, ex Blu Vertigo, e direttore artistico in pectore. "Però il più comico di tutti è Morgan (...) con il suo pizzetto sotto il naso, con le sue velleità artistiche e letterarie, con il suo maledettismo, con il suo francobattiatismo, con l'antologia di Spoon River sotto il braccio". Volevamo verificare il rapporto tra questo furore e la realtà effettuale, e da allora abbiamo guardato X Factor. Certo, non è un'Opera. E' la ripresa televisiva di un evento - la fervida passerella di musicisti in gara. E' televisione, e stavolta siamo associati alla ricerca di cantanti con il fattore X, cioè le qualità cromosomiche della star. Ma c'è poco da avere in sprezzo: con i giornalieri su Sky, la venatura reality del programma permette di entrare nella profondità della vicenda. Il che potrebbe non essere niente, se non fosse per la laboriosa selezione dei tremila provini e quindi il ricavo: il calibro degli interpreti. La tv illustra il lavoro corale, l'impatto con le canzoni, la paura degli artisti, l'apprendimento. C'è tutto. E' come guardare la traslazione canora dell'assunto eduardiano che gli esami non finiscono mai, e non appena si è cantato, tutto è da ricominciare. Poi vediamo la comunità dei cantanti, che nella vita hanno scelto di puntare sul pianto del mondo, la prima musa, la più antica: la poesia. Osserviamo gente che cerca delle cose che non sono qui e ora. Che ciò si chiami cantare, dipingere, recitare, è sempre così: che un uomo si chiami Salvator Dalì e vortichi da una performance all'altra; o Cormac McCarty in qualche canyon americano, ed esca fuori solo con romanzi, non davvero di persona. Però va detta una cosa: gli artisti della leggera, che nessuno sa dire quanto sia leggera, sono una razza a parte: i musicisti. Li vediamo vivere insieme e non gli serve troppo parlare. Una volta che hanno mangiato, dormito, fatto le prove, li ritroviamo a cantare insieme in una stanza e basta, sotto le telecamere, ma ci hanno fatto il callo. Sono seduti sul pavimento, come i boyscout sull'erba, e cantano. Ragazzi dai diciannove anni ai trenta, ma nessuna regola lo vieta, potrebbero essere anche ragazzi dai venti ai sessanta. Uno ha la sigaretta in bocca e accompagna alla chitarra, qualcuno ha la maglietta, la giacca a vento se è sera. Canta un ragazzo, poi canta una ragazza, e non ci è indifferente che siano così belle le voci. I ragazzi chiamano questo momento il focolare e hanno ragione. Si sente, è un fuoco acceso anche per noi. (...) L'altro giorno passa Giorgia (...) si mette per terra e parla - di solito parla poco. Dice: vi conosco bene, seguo la trasmissione, siete fantastici. (...) La cooperazione tra l'estetica e la realizzazione della forma non nasce dall'erudizione, ma dal lavoro. I gruppi individuati da Morgan, hanno qualità di proposta come raramente nella nostra musica leggera. E' così che la televisione arriva addirittura a esprimere un clima. Martedì sul palco c'era Giorgia, in precedenza aveva cantato: aspettava. Morgan, fin qui presente come direttore artistico, sale. Si mette al pianoforte. Va bene, dicono, facciamo The long and winding road. Pensiamo che è letteratura dei Beatles, e si può appena eseguire, non reinventare. Il pianoforte di Morgan è una vicenda di accenti, la voce di Giorgia una materia di struggimento. E bisogna dire, va detto, che è stato come vedere Ella Fitzgerald nel 1960 cantare Sunshine of your love. E ha cominciato a cantare Morgan, con il suo pizzetto, il più comico di tutti, e nello studio è entrata una voce che sembrava la caverna dove origina la musica. E non c'è stato altro che lasciarsi portare - che non è la stessa cosa di ascoltare. Poi, Morgan brillava.
Alessandro Schwed

mercoledì 16 aprile 2008

Perla e Manolo, Cinzia e Marco (ehm, Ginevra)

Le prime due puntate di "Reparto Trans" (che parla di donne col cazzo nel carcere di Rebibbia) ha messo in luce delle vere e proprie star del piccolo schermo. Un gioiellino da non perdere il mercoledì sera su Cult.

venerdì 11 aprile 2008

Un diavolo per Cabello (Il debutto di una Lilla)

mercoledì 9 aprile 2008

Bambini se non andate a letto subito arriva la signorina Melato e sono cavoli amari

8.553.776 telespettatori si sono fatti amabilmente prendere per il culo ieri sera da Mariangela Noschese. Più brava di Lucia Ocone, Mariangela Noschese (qualcuno la conosce come Mariangela Sabani) è stata talmente magistrale nella sua caricatura di Judith Anderson che si suppone la porterà, col suo personaggio di Mrs Danvers, in un giro internazionale di impersonators accanto alle copie della Regina Elisabetta e Marilyn Monroe, oltre chiaramente a diventare l'icona personale di tantissime checchine di serie Z. Siamo sicuri che ci proporrà in futuro altre spassosissime imitazioni piene di mossette e pause, di occhiate e ghigni, di sguardi e gesti (di Mariolina Cannuli? Alda D'Eusanio? Paola Binetti? il Papa?) in un giro di recital del quale suggerisco il titolo "Che Istriona che sono!". In tutto ciò la Capotondi più che the second mrs de Winter sembrava una che aspetta l'autobus alla Balduina e l'interpretazione del tormento di Maxim de Winter fatta da Boni risultava la fotocopia di un qualsiasi dirigente che al momento di conferire in una riunione gli si rimponga il broccoletto della sera prima e terrorizzato pensi "Oddio c'ho il cagotto mo' come faccio".
Reb