“May I sit next to you?”; sono sul davanzale del Pierros Café nel mio ruolo abituale di doorman dato che col cazzo che entro dentro, fa un caldo atroce, sono tutti sudati che si sdanno a ballare molto male musiche frantiche. Mi piazzo lì accanto ad Antoni, il vero doorman, e con lui rido abbastanza sulla gente che entra. Chi mi ha chiesto di sedersi accanto è una donna americana sulla trentina, quarta abbondante e fintissima, naso rifatto con le forbicine delle unghie, capelli in ricrescita abbondante e cotti da permanente e ossigeno, io chiaramente la odio ma le dico un “yes sure” anche se non troppo convinto. Subito dopo di lei sul davanzale ci sono delle checche partenopee molto agitate, una sta facendo dei grand jetée misti a vogueing, un’altra dice tronfia “Uè, sai che fa lui?” presentando uno ad un altro, “ci pensi?... tutte le majette diengi che portiamo le disegna lui!”. Bene, la donna mi sorride e io che non so che dirle le chiedo come mai una ragazza così bella (sì, come no) perda del tempo al Pierros Cafè, lei mi spiega tutta una storia complicata soprattutto perché è ubriaca e sbiascica: è in vacanza con una sua amica e il fidanzato della sua amica che è un ex marlboro man e che le porta solo qua a ballare ma lei è proprio fed up, vorrebbe andare altrove ma quelli sono dentro a ballare e lei non ce la fa a rientrare. Di fronte a noi un ragazzo straight greco di vent’anni che fa il marinaio di navi container sta raccontando ad Antoni che in Nigeria venivano a caricare e scaricare nella nave dei nigeriani con dei cazzi enormi, i cazzi più grandi che lui avesse mai visto e siccome la crew della nave era composta da greci e filippini, i filippini erano molto colpiti da ‘sti cazzi enormi, i greci no, ma i filippini sì, dato che i filippini sono secondo lui per certo tutti froci mentre i greci non se ne parla nemmeno. La donna è malinconica e disperatella, mi guarda e mi sorride per poi tornare nel suo stato di triste ragazza che ha sbagliato tutto. “You know”, mi dice dal vero, “all i really want from this trip is a real greek kiss, and I think is not gonna happen”. Io le dico, un “com’on sweetie it is so easy for you to get one”, lei, “Are you greek?”, io, “Actually i’m only half greek, therefore all you can have from me is a half greek kiss”, e le do un bacio. Misericordia. Lei si placa momentaneamente. Sopraggiunge dalla bolgia della dancefloor nel gruppo delle partenopee un’altra checca napoletanella accompagnata da un francese che parla un italiano stentato e con labbra rifatte molto male da farlo sembrare identico al mago g galbusera trans. Grazie alla domanda del francese “Che lavòro fate?”, il davanzale scopre che la napoletanella è “Visual merchandiser”, il francese non capisce e la napoletanella è costretta a dire “il vetrinista” ma aggiunge subito dopo “il vetrinista a livello aziendale”. Ossignur. L’americana le sta venendo tutta una sbronza triste e allora io le dico che se andasse in altri locali, per esempio da “Gusel”, troverebbe un centinaio di greci arrapati pronti a baciarla. Lei si rianima in un batter di ciglia e decide di affrontare la bolgia e andare a prendere la sua amica per andare da “Gusel”. Dopo due minuti è con la sua amica, bella alta mora magra e vestita bene, vengo presentato, altro bacio e dopo aver loro indicato la strada per il club, scompaiono nella notte. Antoni si volta e mi dice “Lo sai chi era la bionda con cui parlavi?”. No, naturalmente. E lui: “E’ la sorella di Pamela Anderson”. Oddiosanto, sono agghiacciato e al contempo felice di aver avuto il mio momento Tommy Lee de Noantri. Arriva una bona irlandese simpatica che vuole sapere se dentro ci sono “goodlooking pussies to cruise”. “We understand you’re a lipstick dyke” le dico, e lei “yeah, and am I gorgeous?... Believe me, i ended a 14 years relationship two weeks ago and I wanna play… Allready been in Brighton pride weekend last week and had fuck 16 girls!” Io le dico che non è lesbica ma frocio, lei ride, altro bacio, ed entra nel casino all’urlo “Where are the pussies!?”. Fuoriesce un biondo, bella faccia, sulla quarantina che chiede ad Antoni con aria un po’ incazzata dove sono le ragazze. E’il marlboro man (il fidanzato dell’amica della sorella di Pamela Anderson). E’ chiaramente frocio perso e mi chiedo se la sua ragazza ne sia cosciente. E’ accompagnato da un altro sulla quarantina, brutto e vestito prada. Antoni dice che sono andate da “Gusel”, lui impreca e il brutto mi dice in italiano “Ah io a te ti conosco, sei italiano, sei il fidanzato di Garrison no?”. QUESTO MI PARE DAVVERO TROPPO. Non peraltro povero Garrison, ma insomma la gente è matta. Io stizzito gli dico che Garrison lo conosco e che no, non sono il suo fidanzato. Il marlboro man e il brutto escono. Torna la lesbica irlandese tutta stizzita che dice che è pieno di uomini e le donne sono tutte etero e lei non ce la fa più, deve scopare punto. Dice che va al camping del Paradise beach che là sicuramente ci sono delle lesbiche campeggiatrici, io le dico che è un’ottima idea. Credo che come serata possa bastare, saluto Antoni, vado a letto.
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