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sabato 14 giugno 2008

Se i froci partorissero, Patrasso sarebbe la Cina

Anche se lo sembra, non è Erodoto, ma una battuta sentita in un serial alla televisione a corroborare il luogo comune degli ateniesi che pensano che a Patrasso ci sia una fracca di ricchioni ;)
Sono ad Atene da giovedì e devo dire sempre meglio: ha una parvenza di pulizia mai notata prima di adesso e poi
1) Per la strada ci sono ancora i cani randagi, che è molto dopoguerra, mi piace moltissimo.
2) La notte ateniese è la migliore notte europea: ci sono mille cose da fare, tutti escono ed è esclusiva dei locali. In Italia non c'è questa scelta, in Spagna sono i turisti a fare la notte, qui i turisti non ci sono, nel senso che gli europei non pensano, perora, a farsi dei weekend ad Atene.
3) Stato in un bar di lesbiche con la mia amica C. Molto accogliente, molto divertente, al contrario del ghetto italiano, qui è tutto un mischione tranquillo e piacevole.
4) Mangiato il miglior nigiri di uni della mia vita, neanche a Tokyo così. Da cui, bisogna sempre scegliere il pesce che in quel dato posto sai che è buono e quindi i ricci erano eccezionali e hanno inciso di memoria involontaria sulla mia infanzia.
5) Nel 2010 non si potrà più fumare nei locali pubblici. Qui è vista come una tragedia epocale e hanno già iniziato a mandare in onda degli spot abbastanza divertenti dove c'è uno che si lamenta moltissimo di non poter fumare nei posti di bouzoukia.
6) Dormo in full luxury in una casa di fronte al Licabetto, quindi tutto giusto.

sabato 31 maggio 2008

Paella para dos y Monjas perras

Sms 31.05.08 17:27

Benidorm e poi Alicante 30.5.08 Solita bega, non mi fanno la paella perché la paella è da due in su, protesto, dico che è una regola incivile, che l'individuo è la cellula della società, non la famiglia, ormai istituto precario, interinale, e che si nasce da soli, non in coppia, e che chi come me riesce a restare da solo, a produrre quattro volte di più di quello che consuma, a garantire un gettito fiscale abnorme rispetto a quanto gli torna indietro in scuola, sanità, giustizia, sicurezza e pensione avrebbe diritto a una paella per una persona, anzi, a mezza porzione di una paella per una persona se gli va - ma nel fervore giacobino uso "ciudadano", cittadino. Ascoltano pazienti clienti camerieri un cuoco una negra di fatica: niente da fare. Esco soddisfatto di me, oltretutto lo spagnolo non lo so, certo sgranavano gli occhi, e piove; una colossale grandinata ieri ha distrutto tutte le ciliege della regione mettendo sul lastrico quattromila famiglie. Non è certo tempo di mettere ciliegine sulle torte, quindi vado al Pikant club, il film è appena iniziato, mi son perso il titolo, saletta profumata di menta piperita e deserta, quattro omaccioni a pistole spianate scavalcano il muro di un convento di clausura, fuggi fuggi di suore che, una dopo l'altra, vengono beccate e sottoposte a una serie di sevizie sessuali da leccarsi i baffi; la più tradizionale delle religiose, una volta ribaltatole il saio sulla testa, rivela una catenella alla caviglia, la trasgressiva con moderazione un amorino tatuato su una natica, la più trendy un percing nel clitoride, è un film parlatissimo, "Ostia, nena, que cogno!" - sarebbe una enne con tilde, ad averla - e "Disfruta, disfruta!" le battute più ricorrenti, mentre le suore, non appena gli si libera la bocca, si limitano a dei "No, no, no!" molto convinti, credibili; viene voglia di prendere i voti con lode, non fosse che non appena i violentatori vengono, vengono strangolati da un frate cappuccino geloso; non vedevo l'ora che finisse per rivederlo dall'inizio col titolo, però non ce l'ho fatta, la pioggia già mi mancava, e poi un po' di fame, sono uscito dandoglielo io, "Suore non più senza". Se arriva lì, non perdetevelo. A.B.

martedì 27 maggio 2008

Shanghai quattro (Io, Alfonso, uno Steward, una Checca d'hong-kong e una Tassista lesbica)

Shanghai 14.07.2007
...Che fossimo in questa formazione faceva presagire tutto di buono; prima: eravamo all'eddys-bar, con il proprietario Eddy che continuava a portare dei beveraggi ad Alfonsito ed ogni volta gli dava una pacca con rincorsa sul culo, cosa che ad Alfonsito non piace affatto e faceva delle facce che facevano ridere. Ieri avevamo conosciuto nello stesso posto Stefano, steward dell'alitalia molto simpatico de roma e anche e soprattutto Michael: molto appariscente frocina di Hong-Kong, curatrice di una galleria d'arte famosa con svariate sedi in tutta Cina; molto ubriaca sempre, molto magra, stasera era vestita: pantalone a sigaretta nero, ballerine nere, camicia d'Hermes (da donna va da sé), cinta di metallo dorato a maglie di Chanel, spolverino di lattice arancione; simpatico, schiodato totalmente, ed anche molto innamorato di me (non sto tootando my own horn, v'assicuro che non c'è proprio nulla da andare fiero of) continuava ad offrirmi birre e nella prima parte della serata era compulsivo con la domanda "I know i'm not your type, but tell me the truth do I look so ugly?"; poi c'è stata la fase "I don't know why i'm so popular in Paris and London, in Paris they just love me, but here in Shanghai it is so different"; io le dico che forse dovrebbe essere meno flamboyant; lui chiaramente non aspetta mai nessuna risposta. Bene, si decide di andare a questa discoteca che si chiama "Deep", tutti insieme. Fuori del bar squilla il telefono a Michael che non intende salire sul taxi guidato da questa lesbica shanghaina perché il tenore della telefonata si capisce che è pesante perché alla checchina le esce una voce da baritono, insomma litiga... Noi tergiversiamo con la Lella che si vede che ha tenuta e ci dice con lo sguardo che aspetta. Noi stiamo anche un otto minuti ad aspettare Michael che litiga agitandosi come una matta per la strada mentre all'unisono si rivolta in un'improvvisata catwalk lo spolverino che è doubleface e diventa nero, in tono con il tenore della telefonata. Si sale sul taxi, in tre dietro ad aspettare con la tassista lesbica imperterrita. Michael si decide finalmente a salire mentre sta ancora litigando e in due minuti di percorso la telefonata si fa seria sul serio, con lui che si mette a piangere copiosamente. Noi dietro ci azzittiamo da che la prendevamo per il culo. La lesbica è magistrale, e in sequenza: lo guarda compassionevole mentre lui piange e urla e dice chissacosa al telefono, gli fa patpat sulla spalla, prende un fazzoletto per asciugargli le lacrime, lui tira fuori una sigaretta, lei come Amedeo Nazzari (anzi no, Rossano Brazzi) gliela accende immediatamente, lui parla ancora un po' e poi attacca. Pare che la sua Boss gli abbia intimato che fra 2 giorni deve andare per 2 giorni a Rio de Janeiro per una mostra e poi a Londra e lui non ne può più perché non ha una personal life. Risquilla il telefono, ma questa volta è più calmo. Arriviamo al posto, noi ringraziamo moltissimo la tassista che ci lancia uno sguardo malinconico straziante che gli volevi un bene dell'anima. Percorriamo un giardinetto alberato buio con dei cinesi per terra che si fanno del pedicure (al buio!, per terra!) con Michael che parlando sempre al telefono cammina davanti a tre passi da noi, che siamo in piena formazione bodyguard/marchette della checca, strusciando lo spolverino e oltrepassando l'entrata facendo cenno senza voltarsi indietro alla bigliettaia di farci passare gratis, sentendoci ormai definitivamente le sue bodyguard/marchette. La disco è abbastanza grande con un bar circolare più i cessi al piano terra e la dancefloor al primo piano; i cinesi ballano i balli alla moda in maniera abbastanza buffa e vestiti che non m'addentro, scampoli di americane obese sudaticce ubriache che flirtano con cinesini di shanghai, addirittura una vecchia crucca con benda da pirata; alfonsito balla balla balla da capogiro e s'inventa un passo che fa così. Mi intrattengo a tratti con Michael perché vuole continuare a farmi bere; ogni tanto mi si avvicina e mi dice trasfigurandosi alla Gong Li "Don't talk to me, i'm a very dangerous person", io non ne ho dubbi. Mi presenta la proprietaria della disco, una cinese che penso ne abbia fatti fuori una duecentina, vestita di peste con una cosetta rossa di pessima fattura ma Michael tiene a dirmi che lei "as you can see, she's wearing only italian fashion". Passa un'africana orenda, Michael dice "This guy last week stole all my money, my wallet, my clothes, everything". Si passa alla fase "Just one personal question, you have a big cock, right?", ed io cattivo come un cinese gli proietto un "I'm half greek, so you just guess". Vengo salvato da Peter, shanghainese belloccio che m'invita a bere una birra da lui e quindi vedo un tipico appartamento di shanghai, al 26imo piano, non piccolo né brutto, ma dev'essere ricco. Torno in albergo alle 5, Alfonsito che è movidaro alle 11. Oggi andremo a visitare una delle gallerie di Michael. Non vedrò mai più la lesbica tassita buona.
(nel frattempo...:"A large and very powerful Pacific typhoon was bearing down Thursday on Okinawa and remote islands south of Kyushu, the Meteorological Agency said, warning against heavy rain in wide areas of southwestern Japan.The season's fourth typhoon, Man-yi, is expected to hit Okinawa on Friday and may approach western Japan on Saturday.)

mercoledì 5 marzo 2008

Cagarsi Addosso

Sempre non piaciuti gli airbus in genere. Qui: culo? bravura? Destino?

venerdì 30 novembre 2007

Lavoro Guadagno Spendo Pretendo

Ah, i guarda-guarda-guarda che mi pregusto spiando in salette dedicate disgraziati "it pays to belong" che si danno toni credendo di essere degli happy few... :)

Fa_3

martedì 28 agosto 2007

Effetto Serra

La frase di questa estate è comunque questa:

Mykonos, 9 agosto, ore 13:00, 40° C Entro al bar dell'elysium, di turno c'è Kelly, lesbica di Salonicco migliore amica mia.

Io: Ciao Kelly, come va, sentito che caldo?!

Kelly: Non me ne parlare, la mia fica è come una zuppa di pesce.

lunedì 27 agosto 2007

L'ingenuità della Signora Mazzini, il Bicing, Today's Song

1.Su "La Stampa" di ieri appare un articolo scritto da Mina che parla piccato del mercimonio mediatico ai danni di Lady D. Continuo a voler sperare che la Signora Mazzini non scriva queste cose: perché la penna è scarsetta, spesso noiosa e perché la miglior difesa a una psicolabile morta è non parlarne proprio. Curiosamente poi, tre pagine dopo appare la pubblicità di un libretto su Lady Diana edito proprio da "La Stampa".
2. A Barcellona esiste questa cosa che si chiama Bicing. Parcheggi di biciclette sparsi ovunque per la città. Paghi un abbonamento ridicolo, ti danno un tesserino che ti permette di prenderti una bicicletta andare dove vuoi per mezzora (dopo la mezzora credo si paghi qualcosa in più) e mollarla ad un altro parcheggio, fare le tue commissioni, prenderti un'altra bicicletta e così via. Furbi e Civili.
3. Frosinone come New York e tanto a casa bisogna tornare. E' questo che intendono dire i "New Pornographers", gruppo cult americano in questa canzoncina molto buffa e gradevole dal titolo "Myriad Harbour" (per ascoltarla premere pulsantone rosso sulla barra di sinistra avendo l'accortezza di aspettare il caricamento, o il file è qui)

I took a plane; I took a train.
Ah! Who cares? You always end up in the city.
I said to Carl, "Look up for once,
See just how the sun sets in the sky."
I said to John, "Do you think the girls here
Ever wonder how they got so pretty?"
(Well, I do.)
Look out upon the myriad harbour. (x3)
All the boys with their homemade microphones
Have very interesting sounds.
All the girls fall into ruin --
Droppin' out of school, breakin' Daddies' hearts --
Just to hang around.
I walked into the local record store
And asked for an American music anthology --
It sounds fun.
They tore at my skirt and stuck it on the walls
At P.S. 1.
I took a plane; I took a train.
Ah! Who cares? You always end up in the city.
Stranded at Bleecker and Broadway
And looking for something to do.
Someone somewhere asked me,
"Is there anything in particular I can help you with?"
All I ever wanted help with was you.
Look out upon the Myriad Harbour. . . (x4)

venerdì 24 agosto 2007

Minestrina e telecomando dreaming

Dopo un Mykonos/Atene/Roma/Milano fatto per arrivare a Linate invece che Malpensa e pagato a caro prezzo perche' mi hanno perso  la valigia, urlato come una calandra, ricevuto telefonata all'una di notte che si' l'avevano ritrovata, andato a riprenderla alle sei di mattina, fatte lavatrici tre piu' tre dryer, aripreso il taxi, riandato a linate, arrivato ieri a barcellona, andato a sitges per festa in terrazza di amici per vedere i fuochi d'artificio, visto buriname low cost in 2 locali, tornato a barcellona, andato a ridere in un locale equivoco, svegliato presto, girato come una trottola tutto il giorno, mi appresto a cucinare uno Yakiniku per umiliare Alfonsito che pensa di cucinare meglio lui (Ah-Ah-Ah) e poi di corsa all'elezione di Mr Chaps e poi al bear factory. Tutto questo senza nemmeno avere a portata di mano un cedars of sinai dove entrare con degli occhiali neri grandi, molto grandi, e ricoverarsi per stress da ultimo uikkend prima dell'incommensurabile culo lavorativo che mi aspetta da lunedi' e per tutto l'inverno. E' giunto il momento di fidanzarmi. O ricoverarmi  al San Raffaele insieme alla mia amica Stefania Cappa per  la cura del sonno.

lunedì 13 agosto 2007

Mykonos tre (her half greek french no fat kiss)

“May I sit next to you?”; sono sul davanzale del Pierros Café nel mio ruolo abituale di doorman dato che col cazzo che entro dentro, fa un caldo atroce, sono tutti sudati che si sdanno a ballare molto male musiche frantiche. Mi piazzo lì accanto ad Antoni, il vero doorman, e con lui rido abbastanza sulla gente che entra. Chi mi ha chiesto di sedersi accanto è una donna americana sulla trentina, quarta abbondante e fintissima, naso rifatto con le forbicine delle unghie, capelli in ricrescita abbondante e cotti da permanente e ossigeno, io chiaramente la odio ma le dico un “yes sure” anche se non troppo convinto. Subito dopo di lei sul davanzale ci sono delle checche partenopee molto agitate, una sta facendo dei grand jetée misti a vogueing, un’altra dice tronfia “Uè, sai che fa lui?” presentando uno ad un altro, “ci pensi?... tutte le majette diengi che portiamo le disegna lui!”. Bene, la donna mi sorride e io che non so che dirle le chiedo come mai una ragazza così bella (sì, come no) perda del tempo al Pierros Cafè, lei mi spiega tutta una storia complicata soprattutto perché è ubriaca e sbiascica: è in vacanza con una sua amica e il fidanzato della sua amica che è un ex marlboro man e che le porta solo qua a ballare ma lei è proprio fed up, vorrebbe andare altrove ma quelli sono dentro a ballare e lei non ce la fa a rientrare. Di fronte a noi un ragazzo straight greco di vent’anni che fa il marinaio di navi container sta raccontando ad Antoni che in Nigeria venivano a caricare e scaricare nella nave dei nigeriani con dei cazzi enormi, i cazzi più grandi che lui avesse mai visto e siccome la crew della nave era composta da greci e filippini, i filippini erano molto colpiti da ‘sti cazzi enormi, i greci no, ma i filippini sì, dato che i filippini sono secondo lui per certo tutti froci mentre i greci non se ne parla nemmeno. La donna è malinconica e disperatella, mi guarda e mi sorride per poi tornare nel suo stato di triste ragazza che ha sbagliato tutto. “You know”, mi dice dal vero, “all i really want from this trip is a real greek kiss, and I think is not gonna happen”. Io le dico, un “com’on sweetie it is so easy for you to get one”, lei, “Are you greek?”, io, “Actually i’m only half greek, therefore all you can have from me is a half greek kiss”, e le do un bacio. Misericordia. Lei si placa momentaneamente. Sopraggiunge dalla bolgia della dancefloor nel gruppo delle partenopee un’altra checca napoletanella accompagnata da un francese che parla un italiano stentato e con labbra rifatte molto male da farlo sembrare identico al mago g galbusera trans. Grazie alla domanda del francese “Che lavòro fate?”, il davanzale scopre che la napoletanella è “Visual merchandiser”, il francese non capisce e la napoletanella è costretta a dire “il vetrinista” ma aggiunge subito dopo “il vetrinista a livello aziendale”. Ossignur. L’americana le sta venendo tutta una sbronza triste e allora io le dico che se andasse in altri locali, per esempio da “Gusel”, troverebbe un centinaio di greci arrapati pronti a baciarla. Lei si rianima in un batter di ciglia e decide di affrontare la bolgia e andare a prendere la sua amica per andare da “Gusel”. Dopo due minuti è con la sua amica, bella alta mora magra e vestita bene, vengo presentato, altro bacio e dopo aver loro indicato la strada per il club, scompaiono nella notte. Antoni si volta e mi dice “Lo sai chi era la bionda con cui parlavi?”. No, naturalmente. E lui: “E’ la sorella di Pamela Anderson”. Oddiosanto, sono agghiacciato e al contempo felice di aver avuto il mio momento Tommy Lee de Noantri. Arriva una bona irlandese simpatica che vuole sapere se dentro ci sono “goodlooking pussies to cruise”. “We understand you’re a lipstick dyke” le dico, e lei “yeah, and am I gorgeous?... Believe me, i ended a 14 years relationship two weeks ago and I wanna play… Allready been in Brighton pride weekend last week and had fuck 16 girls!” Io le dico che non è lesbica ma frocio, lei ride, altro bacio, ed entra nel casino all’urlo “Where are the pussies!?”. Fuoriesce un biondo, bella faccia, sulla quarantina che chiede ad Antoni con aria un po’ incazzata dove sono le ragazze. E’il marlboro man (il fidanzato dell’amica della sorella di Pamela Anderson). E’ chiaramente frocio perso e mi chiedo se la sua ragazza ne sia cosciente. E’ accompagnato da un altro sulla quarantina, brutto e vestito prada. Antoni dice che sono andate da “Gusel”, lui impreca e il brutto mi dice in italiano “Ah io a te ti conosco, sei italiano, sei il fidanzato di Garrison no?”. QUESTO MI PARE DAVVERO TROPPO. Non peraltro povero Garrison, ma insomma la gente è matta. Io stizzito gli dico che Garrison lo conosco e che no, non sono il suo fidanzato. Il marlboro man e il brutto escono. Torna la lesbica irlandese tutta stizzita che dice che è pieno di uomini e le donne sono tutte etero e lei non ce la fa più, deve scopare punto. Dice che va al camping del Paradise beach che là sicuramente ci sono delle lesbiche campeggiatrici, io le dico che è un’ottima idea. Credo che come serata possa bastare, saluto Antoni, vado a letto.

mercoledì 8 agosto 2007

Mykonos due

1. E bè, c’ho avuto un po’ da fare.
2. Da Milano mi arriva la notizia che Azis è padre da pochi giorni. La donor è la cantante Gala. Chi non c’è riuscito ancora è il mio amico Michael; il primo tentativo è fallito dopo 13 settimane ma adesso mi è di nuovo incinto, la gestante ha ormoni alti e quindi c’è il rischio di parto gemellare, Michael è preoccupato che siano davvero gemelli e terrorizzato che siano femmine…
3. Vista solo in foto la Buticcara Greca: su “Downtown” (il “Chi” locale) con bermuda bianco e turbante topazio e blu, mani sui fianchi che guarda l’immensità del Mar Egeo. Dalla didascalia scopro che è in uscita il suo terzo cd (!) (?), stavo mollando la spiaggia per correre al primo negozio di dischi, ma scopro che non canta, è solo una compilation di musica da discoteca dove lui ci mette il nome. Come inventarsi un brand che non esiste e farlo anche fruttare.
4. Dopo svariati decenni, ha chiuso il Pierros. Te racconto i fatti, giudica te: le mura del club sono di tre vecchie zitelle che pretendono da Andreas, il proprietario appunto del Pierros, oltre che del Manto e del Pierros café, tre milioni e mezzo di euri; ergo il Pierros rimane chiuso. E fa un po’ impressione, oltre al fatto che tutta la gente abituata andare lì, si riversa dopo le due e mezza al Pierros Café.
5. In giro gruppi di 8/10 lesbiche, molto per cazzi loro, mai un urlo o uno show-off, insegnano come si dovrebbe villeggiare.
6. Niente Valentinismi, avvistati invece a fine mese Armani con Muti (Ornellla) e Kevin Spacey. Continua comunque il trend di poca gente in assoluto, io contento.
7. E’ sull’isola AB, che io amo tantissimo per essermi stata vicina in passato in svariati modi. A settembre comincia, con la benedizione del Dalai Lama, la costruzione di un mega complesso alle porte di New Delhi interamente sponsorizzato da lei e che sarà un centro di meditazione e di studi tibetani. Brava.