Fra un cilicio e l'altro
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Lo stato delle fregne a Londra

Sono a Londra con Chrisa, Haris e Thanos, tanto per godermi addosso gli occhi di commowealthari facilitati al disprezzo nei confronti di un'accoppiata così appariscente come quella italogreca. Ho visto tre mostre: "From Beatles to Bowie" e "Gay Icons" al National Portrait Museum, due cagate messe in croce senza alcun criterio da sembrare un accozzaglia di immagini trovate su google dopo aver digitato i rispettivi titoli, e "Pop life" alla Tate Modern; tralasciando dei Warhol stravisti al kilo, Basquiat e Haring che col passare degli anni confermano d'essere sempre stati una truffa, un Cattelan (che detesto), dei Murakami non male, c'è una stanza Koons davvero notevole del periodo certifico-che-ficco-il-cazzo-(maggiorato nella finzione artistica)-nella-topa-della-star-ungherese veramente spiritosa e da vedere. E a proposito di figa, ho passato il tempo a scrutare le donne inglesi in libera uscita al weekend. Nude. 5 gradi al massimo e nude. Minigonne, molte senza calze, molte spalle scoperte, alte, gambone, tettone, fregne che peseranno un otto kili, capelli capelli capelli, incedono con tacchi altissimi che le fanno strascicare per la strada ondeggianti e distrutte dall'alcool iniziato ad ingerire verso le sei del pomeriggio. E' davvero impossibile non notarle, perché appunto tante e soprattutto sole, prepotenti e malinconiche al tempo stesso. Vorresti pagare un escort fuori misura come loro che le caghi un po', perché i pochi uomini ai quali s'accompagnano sembrano tutti minuscoli, distratti e perdibili. Credo che dei trans farebbero loro meno paura, ma come al solito penserò male.

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