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L'imu perfetta o due parole sull'elettorato conservatore

Confesso: sono un uomo molto rispettoso del lavoro degli altri, soprattutto quando gli ambiti non m'appartengono. Ma il luogo comune e ritrito che vuole la politica di questo periodo lontana dai suoi di ambiti e diventata puro factual televisivo, mi permette di pontificare sociologicamente sull'elettorato che vota Berlusconi. I facili sfottò e le indignazioni alle promesse di restituzione dell'Imu, catalogate in banalizzazioni alla voce di un uomo alla frutta che le spara grosse, sono pericolosissime perché per una volta ancora non tengono conto del potenziale deflagrante che hanno presso chi Berlusconi vota. Non parlo dello zoccolo duro dei freaks analfabeti sparsi per lo stivale con il quale fa arrossire di vergogna il condividere un passaporto italiano: quelli alla restituzione dell'Imu e alle millemigliaia di cazzate populiste ci credono davvero. No. Parlo degli altri, di quelli che nonostante possessori di senno e studi, raziocinio e mezzi per capire il baratro della farsa messa in scena dal loro leader politico, si ostinano a votarlo. I loro volti si contraggono per milionesimi di secondo nella stessa fremdschämen scorta nei più illuminati membri del PDL che sostengono pur non credendoci ogni cazzata uscita dalla bocca di Berlusconi. Sanno benissimo che  la sinistra non mangia i bambini, ma non la voteranno mai e poi mai: sono conservatori. Ogni alibi è buono, ogni promessa pur non valida è accettata per dogma, ogni pretesto è utile per aggrapparvicisi e continuare a votare questa truffa epocale. Ecco, sono loro che si devono vergognare moltissimo. Ma anche noi che crediamo l'uso dell'arma bianca del dileggio sia la più efficace e che invece risulta troppo facile e troppo debole contro l'arma più pericolosa di Silvio Berlusconi: il suo istinto.

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