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Tutto quello che per Oscar Giannino non va bene

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Essenzialmente sono un cretino che ride spesso di cose che fanno ridere solo me e pochi altri; non che mi senta speciale e più figo, semplicemente ho affinato nel tempo un gusto che predilige il camp estremo e assurdissimo,  lontano  il più delle volte da qualunque canone mainstream. E quindi per esempio ieri sera vedo dalla Gruber Oscar Giannino. In effetti erano un po' di giorni che mi piaceva fantasticare sull'estetica Giannino, tutta dentini e damasco, dandismi piemontesi e imaginifiche pacchiane  e divagavo fra me e me che quest'uomo mi ispira soprattuto immaginarlo in dei teatrini erotici fra la checca di Zurigo e l'animalier salgariano. La proiezione esatta  di dove collocarlo però - tutta mia dunque, lui non c'entra niente, e anzi temo purtroppo che di fatto non sia per niente spiritoso - è arrivata proprio grazie al suo primo piano dalla Gruber che come una madeleine mi ha fatto ricordare quando diciassettene mi sganasciai più per predisposizione naturale che per totale comprensione del testo, alla lettura di "Super-Eliogabalo" di Arbasino, un romanzo a frammenti mobili irresistibilmente puzzone e divertente. A un certo punto lo scrittore immagina che l'imperatore, tralasciando che siamo nel terzo secolo dopo Cristo, improvvisi degli sketchettini sul tema: "tutto quello che per un SS non va bene". Non che Giannino mi ricordi un soldato nazista, ma ho sostituito SS  col suo nome  e ne son venuti fuori questi teatrini:

- Oscar Giannino che danza un charleston rapinoso, agitando la croce di ferro come una collana di perle da flapper.

- Oscar Giannino che canta un "happy birthday to you" - tutto intero - e poi finge di soffiare dulle candeline della torta.

- Oscar Giannino con la colica e il termoforo.

- Oscar Giannino che finge di sfilare in macchina salutando la folla plaudente con le due manine avanti e indietro come il Cardinal Schuster, oppure che finge di partire in treno salutando la folla sotto la pensilina con una manina sola da destra a sinistra come la Regina Madre d'Inghilterra.

- Oscar Giannino che danza una conga frenetica, con una salvietta annodata in testa come Carmen Miranda.

- Oscar Giannino un po' ferito e soprattutto spaventatissimo che si arrende con le mani in alto e i pantaloni abbassati.

- Oscar Giannino che recita compunto e pedante, come uno scolaretto interrogato e con sforzi della memoria anche penosi, l'elenco di tutti i libri di Mauriac, di Maurois, di Morand, di Moravia.

- Oscar Giannino che incomincia a cantare con voce quasi impostata "Vissi d'arte, vissi d'amore", e poi con la foga d'una Oliviero che sta per buttarsi spalanca la finestra facendo entrare tutto il freddo.

Finalmente, vedendo appeso nel bagno un clistere moderno di plastica bianca e blu, con filettature rosse, e rapidamente infilandolo con una mano reggendo con l'altra il serbatoio d'acqua e badedas, Oscar Giannino con dei disturbi talmente poco seri che l'Erzieher apre la porta e lo butta sulla neve, con un gelo tale e il didietro di fuori, e deve tornare a palazzo da solo, senza nemmeno una slitta, una gondola, un bucintoro, delle renne, degli elefanti, un vin brulé.

Essenzialmente sono un cretino che continuerà ridere da solo e che non chiede di fermare il suo declino.

NB: questo profetico post è stato pubblicato ben prima del noto scoop sulle millantate lauree..

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