E ben le sta.
Corre l'anno 2013

Scanzi e la variabile Tina Cipollari

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Dispiace parlare di me. Checché alcuni possano eccepire - e sono in genere quelli affetti da proiezione compulsiva - sono una persona semplice con micropatologie dovute a noia malinconica e che si intrattiene con passatempi innocui come quello di impicciarsi delle vite degli altri, soprattutto di quelli che non conosco. E quando mi capita di essere il venerdì in terra spagnola, invece - chessò - di uscire la sera a bere una caña in bar d'orsettume iberico, m'ipnotizzo di fronte alla televisione per godermi in assoluto silenzio una puntata di "Salvame deluxe", dove dei disgraziati che navigano a vista nell'oceano dei morti di fama (sono quelli che in Spagna vengono catalogati come quelli del "vivir de el cuento") vengono pagati  per raccontare i cazzi loro, sempre molto scandalosi, sempre molto inverosimili e quindi irresistibili. Ore di puro intrattenimento con confronti accesi, litigate molto volgari che indulgono su particolari di lifestyle peccaminosi, corna-corna e corna, coca-coca e coca, cazzi-cazzi e cazzi. La nonna di tal soubrette è ludopata, la concorrente di un talent di notte non può fare a meno di performare in gang-bang, un presentatore in disarmo vuol diventare donna mentre sua moglie fa marchette, un attore confessa di possedere un mini pene mentre la presentatrice del meteo ha truffato la sua assicurazione, e in quattro e quattr'otto si organizzano macchine della verità, duelli fratricidi, confronti alla spagnola: non c'è freno alla spiritosissima fantasia degli autori televisi locali. Tutto è concordato o all'impronta, che tanto è la stessa cosa, perché quando si cavalca l'arte dell'intrattenimento con desfachatèz le cose vengono sempre bene.

Ora: non disvelo la ricetta della fissione a freddo nell'affermare che di fatto in Italia l'eredità delle scaramucce da portierato dei magazine di costume e/o dei reality show è stata raccolta dai programmi di approfondimento politico. No, non siamo più acuti degli spagnoli, e nemmeno - nel profondo fondo - preoccupati del disastro sociopolitico della nostra classe dirigente: avremmo già provocato stragi e rivoluzioni (e non eccepite su Grillo e grillismi, mi scompiscio dalle risate). Io capisco che la visione di villains e mostri contrapposti a chi crede di possedere scienza e saggezza infuse abbia il suo ché, ma per quanto ancora mi posso accontentare delle compagnie di giro dove scruto la ricrescita dell'onorevole Biancofiore?, o gli anelli di Scanzi?, o le scheccate di Travaglio?, o le ovvietà di Saviano?, i rimbrotti di Santoro?, le analisi di Veltroni?, le intemerate di Santanchè?, la disperazione di Serracchiani?, il bullismo di Renzi?. Potrei sopportarlo a patto che mi rivelassero quanto e come cacano, se i loro figli sono degli stronzetti o meno, dove si fanno la luce pulsata, se la loro filippina li odia, quanto guadagna il loro più acerrimo nemico. Voglio essere intrattenuto per davvero. Perché delle soluzioni al disastro-Italia a me pare che non ne abbiano ancora date, né  io mi aspetto che me le diano. E quindi gradirei che qualcuno di assennato consegni al più presto un prime-time a Tina Cipollari o Floriana Secondi, io mi accontento.

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